Dott. Giuseppe Metallo - Psicologo psicoterapeuta

Dott. Giuseppe Metallo - Psicologo psicoterapeuta Sono il Dott. Giuseppe Metallo, psicologo e psicoterapeuta. A Pisa, Empoli, Online.

"Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfog...
27/01/2026

"Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfogarsi piangendo per l'ingiustizia subita o lamentandosi con una persona comprensiva.
Soltanto allora il mondo reale, quale esso è, diventa così insopportabile.
Il sentimento di ingiustizia, lo stato di impotenza e la mancanza di ogni prospettiva di miglioramento diventano così assoluti che l'Io si ritira dalla realtà senza tuttavia abbandonare se stesso. Ogni esperienza di spavento produce una scissione di questo tipo, ogni adattamento ha luogo in una persona resa docile dalla dissociazione provocata dal terrore e dall'assenza dell'Io.
La violenza impone i suoi tratti sulla persona o la costringe a modificarsi nella direzione da essa voluta.”

24 gennaio 1932: Sándor Ferenczi scrive, nel suo Diario Clinico, la nota ‘Suggestione, intimidazione, imposizione di una volontà estranea’.

In essa, sottolinea quanto sia drammaticamente importante il secondo tempo del trauma, quello relativo al mancato riconoscimento dell’esperienza; parole straordinarie:

“La suggestionabilità è perciò, in realtà, il risultato di uno shock: l'ipnosi paterna equivale alla paura di essere uccisi, l'ipnosi materna alla paura di essere abbandonati dalla madre, vale a dire alla minaccia di ritiro della libido; questa minaccia è percepita come qualcosa di altrettanto mortale quanto una minaccia d'aggressione alla vita.
Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfogarsi piangendo per l'ingiustizia subita o lamentandosi con una persona comprensiva. Soltanto allora il mondo reale, quale esso è, diventa così insopportabile, il sentimento di ingiustizia, lo stato di impotenza e la mancanza di ogni prospettiva di miglioramento diventano così assoluti che l'Io si ritira dalla realtà senza tuttavia abbandonare se stesso. Ogni esperienza di spavento produce una scissione di questo tipo, ogni adattamento ha luogo in una persona resa docile dalla dissociazione provocata dal terrore e dall'assenza dell'Io. La violenza impone i suoi tratti sulla persona o la costringe a modificarsi nella direzione da essa voluta.”

Ricordiamocelo: 1932.

20/01/2026

IL VALORE DELLA SOLITUDINE
Nel 1954 Hannah Arendt descriveva lucidamente la dinamica della società totalitaria illustrando cosa essa teme di più, e al contempo qual è l’arma più efficace nelle mani degli individui per difendere se stessi. Ecco le sue illuminanti parole: "Noi che abbiamo fatto esperienza delle organizzazioni totalitarie di massa [sappiamo che] il loro primo interesse è eliminare qualunque possibilità di solitudine. […] In certe condizioni di organizzazione politica la coscienza non funziona più […] Un essere umano non può mantenere intatta la propria coscienza se non può mettere in atto il dialogo con se stesso, cioè se perde la possibilità della solitudine, che è necessaria per ogni forma di pensiero."
Hannah Arendt ci insegna il valore della solitudine, intesa ovviamente non come isolamento, ma come raccoglimento. Essa è tanto temuta dai totalitarismi di ogni tipo, perché è mediante la solitudine in quanto raccoglimento che si coltiva la coscienza morale dalla quale nascono il pensiero e la libertà.

SOLITUDINE, LAVORO, ARTE“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il co...
12/01/2026

SOLITUDINE, LAVORO, ARTE

“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e l’attività creativa. Nell’attività creativa, sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione. Questo, tuttavia, vale solo per il lavoro produttivo, per il lavoro nel quale io progetto, produco, vedo il risultato della mia fatica. Ma nel moderno processo di lavoro, il dipendente, anello di una catena senza fine, è un’appendice della macchina o dell’organizzazione burocratica”.

Erich Fromm, “L’arte di amare”

LA SOLITUDINE“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e...
12/01/2026

LA SOLITUDINE

“Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e l’attività creativa. Nel primo caso in risultato è un sempre crescente senso d’isolamento, poiché l’atto sessuale, senza amore, non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo.

La soluzione più frequente scelta dall’uomo è l’unione col gruppo. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine. L’unione ottenuta mediante il conformismo, non è intensa né profonda; è superficiale e, poiché è il risultato della routine, è insufficiente a placare l’ansia della solitudine.

Un terzo modo per raggiungere l’unione è l’attività creativa: sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione. Questo, tuttavia, vale solo per il lavoro produttivo, per il lavoro nel quale io progetto, produco, vedo il risultato della mia fatica. Ma nel moderno processo di lavoro, il dipendente, anello di una catena senza fine, è un’appendice della macchina o dell’organizzazione burocratica”.

Erich Fromm, “L’arte di amare”

08/01/2026

L’animale non si ribella contro la propria natura. Osserva gli animali: come sono retti e modesti, come obbediscono alle tradizioni, come sono fedeli alla terra che li sostiene, come ritornano sui loro passi abituali, come curano i piccoli, come vanno a cibarsi insieme e si attirano l’un l’altro alla fonte.
Non ve n’è uno che nasconda la preda che sopravanza, lasciando morire di fame i propri fratelli. Non ve n’è uno che costringa al proprio volere la sua specie. Non ve n’è uno che vaneggia di essere un elefante quando invece è una zanzara.
L’animale vive con modestia e fedeltà la vita della propria specie, nulla di più e nulla di meno.

Carl G. Jung

07/10/2025

“L’unica cosa che ci rifiutiamo di ammettere è di essere in balia di «forze» che non siano riducibili al nostro controllo. [...]
Il motto «Volere è potere» è la superstizione dell’uomo moderno.
Eppure l’uomo contemporaneo, pur di mantener viva questa fede, paga lo scotto di una grave mancanza di introspezione. Egli resta cieco al fatto che, pur con tutta la sua razionalità e la sua efficienza, «forze» non controllabili lo tengono ancora in loro balia. I suoi dei e i suoi demoni non sono affatto scomparsi: hanno solo cambiato nome. Essi lo tengono in uno stato d’agitazione incessante attraverso vaghe apprensioni, complicazioni psicologiche, un bisogno insaziabile di pillole, di alcool, di tabacco, di cibo e soprattutto imponendogli un pesante fardello di nevrosi. [...]
All’uomo piace credere di essere padrone della propria anima. Ma nella misura in cui egli si dimostra incapace di controllare i propri stati d’animo e le proprie emozioni, o di prendere coscienza degli infiniti modi segreti in cui i fattori inconsci arrivano a insinuarsi nei suoi propositi e nelle sue decisioni, egli non è affatto padrone di se stesso.....”

Carl Gustav Jung

"Io mi volgo verso di te, mostrofino all’ultimo lotto con te."
29/09/2025

"Io mi volgo verso di te, mostro
fino all’ultimo lotto con te."

Dall'album Marinai, Profeti e Balene 2011"Dove vanno gli assassini marinaio?...ma è un vento dolce oggi e un cielo dolcissimo e l'aria come se spirasse da pr...

23/09/2025

𝟐𝟑 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄𝐌𝐁𝐑𝐄 - Oggi ricorre l'anniversario della scomparsa di 𝐒𝐈𝐆𝐌𝐔𝐍𝐃 𝐅𝐑𝐄𝐔𝐃

02/09/2025

La fragilità è un valore umano. Non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell’affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione.
La fragilità è come uno scudo che ci difende dalle calamità, quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino.
Il fragile è l’uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende.

[Vittorino Andreoli]

29/08/2025
31/05/2025

Durante il primo giorno di conferenza abbiamo parlato di Bagatto, Papessa, Imperatrice e Papa. Domani affrontiamo Matto, Innamorato, Carro, Giustizia, Eremita, Ruota e Forza. Vediamo dove arriviamo. A domani, ore 18.30-19.30. Stazione Leopolda, fiera "Tra sogno magia e benessere".

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La fine dei vent'anniÉ un po' come essere in ritardoNon devi sbagliare stradaNon farti del maleÉ trovare parcheggioAmico...
09/05/2025

La fine dei vent'anni
É un po' come essere in ritardo
Non devi sbagliare strada
Non farti del male
É trovare parcheggio

Amico mio sono anni che ti dico andiamo via
Ma abbiamo sempre qualcuno da salvare
E da baciare

“La fine dei vent’anni”, il nuovo singolo e video di Motta, dà il titolo all’intero album. Un lungo piano sequenza per una canzone che fotografa un momento ...

Indirizzo

Corso Italia 5
Pisa
56125

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