27/01/2026
"Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfogarsi piangendo per l'ingiustizia subita o lamentandosi con una persona comprensiva.
Soltanto allora il mondo reale, quale esso è, diventa così insopportabile.
Il sentimento di ingiustizia, lo stato di impotenza e la mancanza di ogni prospettiva di miglioramento diventano così assoluti che l'Io si ritira dalla realtà senza tuttavia abbandonare se stesso. Ogni esperienza di spavento produce una scissione di questo tipo, ogni adattamento ha luogo in una persona resa docile dalla dissociazione provocata dal terrore e dall'assenza dell'Io.
La violenza impone i suoi tratti sulla persona o la costringe a modificarsi nella direzione da essa voluta.”
24 gennaio 1932: Sándor Ferenczi scrive, nel suo Diario Clinico, la nota ‘Suggestione, intimidazione, imposizione di una volontà estranea’.
In essa, sottolinea quanto sia drammaticamente importante il secondo tempo del trauma, quello relativo al mancato riconoscimento dell’esperienza; parole straordinarie:
“La suggestionabilità è perciò, in realtà, il risultato di uno shock: l'ipnosi paterna equivale alla paura di essere uccisi, l'ipnosi materna alla paura di essere abbandonati dalla madre, vale a dire alla minaccia di ritiro della libido; questa minaccia è percepita come qualcosa di altrettanto mortale quanto una minaccia d'aggressione alla vita.
Ma l'orrore degli orrori si ha quando la minaccia paterna coincide con l'abbandono materno. Nessuna possibilità di sfogarsi piangendo per l'ingiustizia subita o lamentandosi con una persona comprensiva. Soltanto allora il mondo reale, quale esso è, diventa così insopportabile, il sentimento di ingiustizia, lo stato di impotenza e la mancanza di ogni prospettiva di miglioramento diventano così assoluti che l'Io si ritira dalla realtà senza tuttavia abbandonare se stesso. Ogni esperienza di spavento produce una scissione di questo tipo, ogni adattamento ha luogo in una persona resa docile dalla dissociazione provocata dal terrore e dall'assenza dell'Io. La violenza impone i suoi tratti sulla persona o la costringe a modificarsi nella direzione da essa voluta.”
Ricordiamocelo: 1932.