01/03/2026
La Riabilitazione neurocognitiva, come indirizzo culturale teso a salvaguardare i valori della persona, ora come non mai è minacciata da un mondo in cui prevalgono modelli e pratiche autoritarie di enorme gravità, per estensione, brutalità e aggressività. La dualità corpo-mente è sempre più netta sia nella società che nel mondo scientifico, nonché in quello riabilitativo. A maggior ragione è richiesta a noi riabilitatori e riabilitatrici grande responsabilità e consapevolezza nel difendere il nostro lavoro per il rispetto dell’idea e della pratica rivoluzionaria di Perfetti, tesa al cambiamento della persona e della società. Difesa che non deve significare “arrocco”, anzi diventare capacità di continuare a studiare, aprendosi e coinvolgendo tutte le giovani risorse, mettendoci ogni volta in discussione nell’approfondimento delle tante tematiche riabilitative ancora aperte; tutto ciò per cercare di far sopravvivere, per quanto ne siamo capaci, quella scienza riabilitativa che Perfetti, con fatica, tenacia e abnegazione, ha costruito.
Se vogliamo contribuire a mantenere aperta questa strada con il nostro agire, dobbiamo tutti e tutte dotarci di una buona dose di umiltà per cercare il confronto costantemente improntato ad un profondo e sistematico rigore metodologico, trovare un linguaggio e un agire riabilitativo, sia nell’ambito dell’età evolutiva che dell’adulto, imparando un pensiero “cooperativo” che permetta di costruire il reciproco arricchimento del sapere per trasmetterlo alle future generazioni e continuare il viaggio.
Il pensiero riabilitativo di Carlo Perfetti e le sue ricadute scientifiche e culturali sono e devono essere tutelati e valorizzati come patrimonio dell’uomo, mantenendole scevri sia da ogni ottica di dominio, non ultimo economico e di prestigio, sia, all’altro estremo, dalla genericità e dal qualunquismo metodologico, entrambi sin troppo diffusi in riabilitazione.
Dott.ssa Paola Puccini