02/02/2024
A PROPOSITO DI SKAM ITALIA 6, A PROPOSITO DI SERIE TV, A PROPOSITO DI DISTURBI ALIMENTARI…
Forse non tutti sanno che il precursore di Skam è Skins. Nonostante cominci ad essere una serie un po datata (il rilascio della prima stagione risale al 2008 in italia) continuo a divulgarne la conoscenza ad amici, colleghi e talvolta pazienti (le prime due stagioni). In effetti sono trascorsi sedici anni, un intervallo di tempo all’interno del quale sono cambiate moltissime cose in termini sociali ed etici. Oggi si parla molto di più di malattie mentali, e lo si fa sempre con meno filtri (infondo per arrivare al cuore e alla memoria delle persone, talvolta è necessario essere diretti e provocatori). In Skins si parlava già di disturbi alimentari, si parlava di dipendenza da sostanze, si parlava di adolescenza, se ne parlava e si soprattutto si percepiva, ricordo una sensazione fisica molto potente dopo la fine di ogni episodio. E Skam si presenta in effetti come la versione aggiornata di Skins, fatta eccezione per il retrogusto sarcastico che contraddistingue quest’ultimo. E ce ne era bisogno, di una versione attuale. I social stanno avendo un impatto sempre più consistente sugli adolescenti, i social ormai fanno parte del mondo e la risposta più efficiente e ragionevole che possiamo avere è capirli ed accoglierli al fine di una gestione intelligente.
Veniamo ai disturbi alimentari.
Il disturbo alimentare in Skam 6 non viene presentato enfatizzando il sintomo alimentare. Quello che viene promosso è l’incentivo a sviluppare una capacità critica e sensibile, a porsi sempre molte domande prima di formulare un giudizio sulle persone, soprattutto se adolescenti, anche di fronte a chi si mostra sicuro e carismatico, perché molto spesso ‘l’apparenza inganna’. E i disturbi alimentari hanno moltissimo a che fare col divario tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra ciò che vorremmo essere e che vorremmo apparire, tra quello che comunichiamo e quello che vorremmo comunicare, e poi hanno moltissimo a che fare con l’impossibilità di riuscire a conciliare tutto questo.
Un commento inerente al corpo.
La protagonista ha un corpo oggettivamente esile, e chi lavora con i disturbi alimentari come me potrà confermare che ciò potrebbe incentivare la spinta alla magrezza che caratterizza la malattia. Mi sento di dire, tuttavia, che guarire dal disturbo alimentare significa anche arrivare a ridimensionare la magnificenza che viene attribuita al corpo, significa imparare a non vedere il mondo in termini di magrezza o grassezza, perfezione o imperfezione, significa imparare a non formulare giudizi e stime in base alla corporeità, nei confronti di se stessi e del mondo circostante, significa imparare a non saggiare l’esistenza in termini di bianco oppure di nero, perché se lasci il tuo disturbo alimentare, vedrai, dentro, oltre al corpo, siamo tutti colorati.
Dottoressa Eleonora Vinci
Dietista Biologa Nutrizionista
Forse non tutti sanno che il precursore di Skam è Skins. Nonostante cominci ad essere una serie un po datata (il rilascio della prima stagione risale al 2008 in italia) continuo a divulgarne la conoscenza ad amici, colleghi e talvolta pazienti (le prime due stagioni). In effetti sono trascorsi sedi...