Dott.ssa Vinci Dietista Biologo Nutrizionista

Dott.ssa Vinci Dietista Biologo Nutrizionista ~ Dietista e Biologa Nutrizionista ~ Specializzata in Disturbi Alimentari ~ Pisa

A PROPOSITO DI SKAM ITALIA 6, A PROPOSITO DI SERIE TV, A PROPOSITO DI DISTURBI ALIMENTARI… Forse non tutti sanno che il ...
02/02/2024

A PROPOSITO DI SKAM ITALIA 6, A PROPOSITO DI SERIE TV, A PROPOSITO DI DISTURBI ALIMENTARI…

Forse non tutti sanno che il precursore di Skam è Skins. Nonostante cominci ad essere una serie un po datata (il rilascio della prima stagione risale al 2008 in italia) continuo a divulgarne la conoscenza ad amici, colleghi e talvolta pazienti (le prime due stagioni). In effetti sono trascorsi sedici anni, un intervallo di tempo all’interno del quale sono cambiate moltissime cose in termini sociali ed etici. Oggi si parla molto di più di malattie mentali, e lo si fa sempre con meno filtri (infondo per arrivare al cuore e alla memoria delle persone, talvolta è necessario essere diretti e provocatori). In Skins si parlava già di disturbi alimentari, si parlava di dipendenza da sostanze, si parlava di adolescenza, se ne parlava e si soprattutto si percepiva, ricordo una sensazione fisica molto potente dopo la fine di ogni episodio. E Skam si presenta in effetti come la versione aggiornata di Skins, fatta eccezione per il retrogusto sarcastico che contraddistingue quest’ultimo. E ce ne era bisogno, di una versione attuale. I social stanno avendo un impatto sempre più consistente sugli adolescenti, i social ormai fanno parte del mondo e la risposta più efficiente e ragionevole che possiamo avere è capirli ed accoglierli al fine di una gestione intelligente.
Veniamo ai disturbi alimentari.
Il disturbo alimentare in Skam 6 non viene presentato enfatizzando il sintomo alimentare. Quello che viene promosso è l’incentivo a sviluppare una capacità critica e sensibile, a porsi sempre molte domande prima di formulare un giudizio sulle persone, soprattutto se adolescenti, anche di fronte a chi si mostra sicuro e carismatico, perché molto spesso ‘l’apparenza inganna’. E i disturbi alimentari hanno moltissimo a che fare col divario tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra ciò che vorremmo essere e che vorremmo apparire, tra quello che comunichiamo e quello che vorremmo comunicare, e poi hanno moltissimo a che fare con l’impossibilità di riuscire a conciliare tutto questo.
Un commento inerente al corpo.
La protagonista ha un corpo oggettivamente esile, e chi lavora con i disturbi alimentari come me potrà confermare che ciò potrebbe incentivare la spinta alla magrezza che caratterizza la malattia. Mi sento di dire, tuttavia, che guarire dal disturbo alimentare significa anche arrivare a ridimensionare la magnificenza che viene attribuita al corpo, significa imparare a non vedere il mondo in termini di magrezza o grassezza, perfezione o imperfezione, significa imparare a non formulare giudizi e stime in base alla corporeità, nei confronti di se stessi e del mondo circostante, significa imparare a non saggiare l’esistenza in termini di bianco oppure di nero, perché se lasci il tuo disturbo alimentare, vedrai, dentro, oltre al corpo, siamo tutti colorati.

Dottoressa Eleonora Vinci
Dietista Biologa Nutrizionista

Forse non tutti sanno che il precursore di Skam è Skins. Nonostante cominci ad essere una serie un po datata (il rilascio della prima stagione risale al 2008 in italia) continuo a divulgarne la conoscenza ad amici, colleghi e talvolta pazienti (le prime due stagioni). In effetti sono trascorsi sedi...

ECCO PERCHÉ DOVRESTI AMARE I CARBOIDRATI (O ALMENO, QUESTO ERA IL TEMA PROGRAMMATO, CHI MI CONOSCE SA CHE NON AMO STRAPP...
07/01/2024

ECCO PERCHÉ DOVRESTI AMARE I CARBOIDRATI (O ALMENO, QUESTO ERA IL TEMA PROGRAMMATO, CHI MI CONOSCE SA CHE NON AMO STRAPPARE LUNGO I BORDI…)
I carboidrati favoriscono a livello biochimico la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore responsabile della felicità. Lo so, sembra una favoletta raccontata così, eppure chiunque abbia sperimentato cosa significhi veramente tagliare i carboidrati potrà confermare questa semplice affermazione che profuma poco di tecnicismo e seduzione, un’affermazione che attecchisce poco sui social. Le diete a basso contenuto in carboidrati rendono stanchi e tristi. Credo che difficilmente le persone siano in grado di sostenere a lungo le diete ‘low carbs’. La maggior parte della gente è convinta di farlo perché poco esperta e probabilmente anche poco curiosa, minuziosa e perfezionista.
Col tempo infatti il corpo mette in atto dei meccanismi para-fisiologici che mirano attraverso una infinità di modi a indurre l’individuo a riassumere carboidrati. Vi assicuro che resistere nel lungo termine a questi meccanismi è possibile soltanto se è presente un profondo disagio psichico ed emotivo, come accade quando ci si ammala di un disturbo alimentare.
I carboidrati non sono da demonizzare. Non voglio dire che le diete a basso contenuto di carboidrati siano da sole le responsabili dell’insorgenza dei disturbi alimentari: come ho detto poco fa la maggior parte delle persone prima o poi asseconda i propri bisogni e fa inversione di marcia, purtroppo non è per tutti così.
In verità ogni dieta espone al rischio di sviluppare un disturbo alimentare.
Auspicare a gestire il proprio peso ed imparare ad alimentarsi correttamente non è un reato: faccio la nutrizionista, sarei un’ipocrita ad affermare il contrario. La questione è che esiste un oceano di differenza tra l’imparare a farlo in modo consapevole e funzionale e il farlo in modo malato.
Fate molta attenzione alle piattaforme social, non lasciatevi sedurre. Innamoratevi del bianco e dell’onestà, il prezzo è la vostra felicità. Qual’è poi, infondo, il senso della vita?
Dott.ssa Eleonora Vinci Dietista Biologa Nutrizionista

DISTURBO ALIMENTARE E RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE: la non-sottile differenza tra la ‘FAME’e la ‘fame’L’alterazione del c...
16/11/2023

DISTURBO ALIMENTARE E RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE: la non-sottile differenza tra la ‘FAME’e la ‘fame’

L’alterazione del comportamento alimentare e di conseguenza dello stato nutrizionale implica uno sconvolgimento dei segnali biologici di fame e sazietà. All’inizio della riabilitazione nutrizionale accade frequentemente che il senso di fame venga percepito come assente, indipendentemente dal tempo trascorso dall’ultimo pasto e dalla sua composizione bromatologica, mentre la sazietà viene percepita come esasperata e viene tollerata difficilmente. La sazietà (che spesso viene confusa con la ripienezza) si accompagna alla sensazione di ‘grassezza’.
Facciamo un passo indietro, alla fase che precede l’inizio della riabilitazione nutrizionale.
Nel disturbo alimentare la fame viene vissuta in modo ambivalente: da un lato è una fonte di rassicurazione che attesta lo stato di restrizione calorica, dall’altro è temuta in quanto viene identificata come un pericolo: la fame è una potenziale anticamera della perdita del controllo, dell’abbuffata.
A questo punto si apre un bivio, che dipende sostanzialmente dal funzionamento (in termini psicopatologici) della persona:
a) Il soggetto sperimenta l’abbuffata, più o meno oggettiva e seguita o meno da compenso
b) Nel tentativo di mitigare il timore e contenere il rischio del discontrollo, promosso e fomentato dalla fame estrema e prolungata, il soggetto incrementa ulteriormente la restrizione alimentare; questo passaggio non farà altro che provocare un peggioramento dello stato nutrizionale, che a sua volta porterà ad acuire la fame incoercibile che inevitabilmente culminerà nel discontrollo. Si innesca così un circolo vizioso che vede l’alternanza di restrizione e disinibizione.
Tornando alla riabilitazione nutrizionale sarà più semplice adesso comprendere perché, soprattutto nel periodo iniziale dell’alimentazione meccanica, la risposta del soggetto alla domanda: “Hai fame?” sia quasi sempre “No.” Non è soltanto che la malattia impone la negazione del bisogno. È che dopo un tempo inesorabile trascorso tra un valzer e l’altro fatto di digiuni e abbuffate soggettive oppure oggettive la fame fisiologica te la scordi. L’unica concezione concepibile ed ammissibile della fame è quella fame incoercibile ricercata, accumulata e poi custodita con inclemenza e perseveranza dalla privazione di cibo prolungata.
Quando chiediamo al nostro paziente se ha fame e questo risponde che “No, io la fame non la sento MAI” dovremmo rispondere che “No, noi non ti stiamo domandando se stai MORENDO di FAME, quello che ti stiamo domandando è se hai semplicemente fame.”

Dott.ssa Eleonora Vinci Dietista Biologa Nutrizionista

L’alterazione del comportamento alimentare e di conseguenza dello stato nutrizionale implica uno sconvolgimento dei segnali biologici di fame e sazietà. All’inizio della riabilitazione nutrizionale accade frequentemente che il senso di fame venga percepito come assente, indipendentemente dal te...

Il conflitto ed il suo evitamento rappresentano un aspetto centrale nel Disturbo Alimentare. Il Disturbo Alimentare fung...
06/10/2023

Il conflitto ed il suo evitamento rappresentano un aspetto centrale nel Disturbo Alimentare. Il Disturbo Alimentare funge per la persona che ne soffre da strategia di supporto e di sopravvivenza nelle difficoltà che egli avverte nei confronti dell’altro e del mondo. Il Disturbo Alimentare è il rifugio nel quale l’individuo cerca un conforto, è un tentativo sanguinante e chimerico che ha come fine inconscio quello di alleviare il proprio disagio esistenziale.
Il paziente con Disturbo Alimentare che sceglie di affrontare il percorso di cura dovrebbe essere messo di fronte alla necessità di accogliere il conflitto, che è un’eventualità plausibile nella quotidianità del mondo e della relazione. Vivere nel mondo e relazionarsi agli altri comporta anche la possibilità di scontrarsi, di essere delusi ma anche quella di deludere, di commettere errori e di rimediare. E si, questo può implicare il dolore, ma il dolore è intrinseco dell’amore così come la tristezza è intrinseca della felicità.
E poi il conflitto ha una sua funzione… Talvolta è un evento necessario che porta a fiorire il cambiamento... Non è forse la primavera, che segue all’inverno?
Dott.ssa Vinci Eleonora Dietista Biologa Nutrizionista

LA MAGNIFICENZA DEL PESO NEL DISTURBO ALIMENTARE I pazienti che soffrono di anoressia nervosa non devono mai essere inco...
01/10/2023

LA MAGNIFICENZA DEL PESO NEL DISTURBO ALIMENTARE

I pazienti che soffrono di anoressia nervosa non devono mai essere incoraggiati a mangiare al mero scopo di recuperare peso… Oltre a rivelarsi infruttuoso, è un approccio fuorviante e sterile, perché va a confermare negli stessi soggetti l’idea secondo la quale anche il fine del processo inverso (cioè la restrizione alimentare) fosse realmente la perdita di peso.
Le persone con disturbo alimentare leggono e vivono la relazione con se stessi e col mondo in termini di peso e/o comportamento alimentare. Il prolungarsi di questa visione concettuale fa sì che ogni frammento di esistenza venga categorizzato e tradotto in termini di un dato peso e/o comportamento alimentare.
Ne risulta che persuadere la persona col disturbo in fase attiva a mangiare per recuperare il peso antecedente alla malattia avrebbe come effetto quello di rafforzare nel paziente stesso il valore ed il ruolo che egli attribuisce al peso corporeo, che è sempre eccessivo ed esistenziale.
Questo non significa che il recupero del peso sia un obiettivo secondario. Recuperare un peso ragionevole e soprattutto naturale è anzi un punto imprescindibile della riabilitazione. Quello che voglio dire è che è altresì un punto estremamente delicato e complesso da gestire…
Quello che dovrebbe arrivare al paziente, quello che dovrebbe involontariamente cogliere nella propria sensibilità, e non soltanto secondo un processo logico e razionale, è che il peso non ha tutta questa magnificenza nella loro esistenza, come nell’esistenza del mondo. Che la magnificenza delle risorse, delle qualità, delle ricchezze che egli ha dentro invece… Che è quella ad essere smisurata, ad essere oltremisura e, soprattutto, ad essere incompatibile con la coesistenza di un Disturbo Alimentare.

Dott.ssa Eleonora Vinci Dietista Biologa Nutrizionista

I pazienti che soffrono di anoressia nervosa non devono mai essere incoraggiati a mangiare al mero scopo di recuperare peso… Oltre a rivelarsi infruttuoso, è un approccio fuorviante e sterile, perché va a confermare negli stessi soggetti l’idea secondo la quale anche il fine del processo inver...

IL PESO NEL DISTURBO ALIMENTARE, LA NEGAZIONE DI UN’EQUAZIONEUno dei concetti più complessi da cogliere è che non sempre...
22/09/2023

IL PESO NEL DISTURBO ALIMENTARE, LA NEGAZIONE DI UN’EQUAZIONE

Uno dei concetti più complessi da cogliere è che non sempre è possibile intuire che una persona soffre di un disturbo alimentare attraverso il peso. La maggior parte delle volte anzi, il disturbo alimentare assume forme e modalità che non producono una variazione significativa dell’indice di massa corporea, che seguita ad indicare una condizione di normopeso. Ed è questa attribuzione ad essere devastante, sia perché fuorvia le persone e gli operatori che si rapportano con queste unità ermetiche e sofferenti dall’effettuare una diagnosi, sia (e soprattutto) per i soggetti stessi, che vedono realizzare e confermare ANCHE dall’Altro l’equazione di identità tra peso e sofferenza. Cioè, asserendo che soltanto attraverso il peso è possibile parametrare la sofferenza rinforziamo nella persona stessa questo concetto, che già di per se è una questione esistenziale determinante e pervasiva.
Le persone con disturbo alimentare esprimono il loro dolore attraverso comportamenti che vanno ad alterare tutto ciò che tocca la sfera del cibo e di ciò che PUÒ INFLUENZARE il peso corporeo. E questo accade attraverso una combinazione di comportamenti che è infinitesimale, cosicché la gran parte delle combinazioni risultanti può conformarsi a parametri che per la scienza vengono definiti NORMALI. Essere definito NORMALE per la persona che soffre di un disturbo alimentare è intollerabile, ed è micidiale. Chi soffre di un disturbo alimentare percepisce se stesso come un ammasso informe ed incoerente di anormalità, mentre ambisce disperatamente la normalità. Dovremmo sempre valicare l’apparenza, domandarsi i perché dei fatti, dei comportamenti, i perché del mondo…

Dott.ssa Eleonora Vinci Dietista Biologa Nutrizionista

Uno dei concetti che difficilmente viene compreso dalle persone è che non sempre è possibile intuire che una persona soffre di un disturbo alimentare attraverso il peso. La maggior parte delle volte anzi, il disturbo alimentare assume forme e modalità che non producono una variazione significativ...

Anche noi, che stiamo al di là della scrivania e che indossiamo il camice abbiamo le nostre paure, le nostre fragilità, ...
18/09/2023

Anche noi, che stiamo al di là della scrivania e che indossiamo il camice abbiamo le nostre paure, le nostre fragilità, perché siamo degli essere umani e questo implica la possibilità di sbagliare e, fortunatamente, lo sappiamo bene. Eppure ci proviamo lo stesso, a fare del bene, perché se non avessimo il coraggio di osare si, non esisterebbe la possibilità di commettere errori, ma neanche quella di fare centro aiutando l’altro. Ciononostante non dubitate mai di voi stessi, la vostra opinione e soprattutto il vostro pensiero, così friabile ma immenso, è importante e ha un valore. Van Gogh scriveva: “Che cosa sarebbe la vita se non avessimo il coraggio di fare tentativi?”
Il cambiamento è un processo che avanza per il contributo di due parti alla pari. Siamo un insieme fatto di due cervelli e due cuori puri che lavorano insieme, e soprattutto che non si arrendono. Mai.

“Se si cura una malattia, si vince o si perde; ma se si cura una persona, vi garantisco che si vince, si vince sempre, qualunque sia l'esito della terapia".

Dott.ssa Eleonora Vinci Dietista Biologa Nutrizionista

Sabato in occasione della giornata organizzata da Associazione ACCA Lucca ODV  ho avuto modo di visualizzare un contenut...
18/09/2023

Sabato in occasione della giornata organizzata da Associazione ACCA Lucca ODV ho avuto modo di visualizzare un contenuto instagram pubblicato da un brand di abbigliamento sportivo; la ragazza del video in oggetto (che scelgo volontariamente di non menzionare per limitarne la divulgazione) mostra un sottopeso pericolosamente grave, un sottopeso per altro caratteristico ed inconfondibile di una persona che soffre di un . Nonostante il contenuto fosse stato già segnalato ho pensato che fosse giusto dare anche io il mio contributo in modo attivo, segnalando e commentando il post. Come potete vedere, purtroppo, non è servito a niente. Credo che sia importante, tuttavia, non perdere la speranza . Come dico sempre, bisogna aver fiducia anche in un granello di sabbia…. 🍀💜

Indirizzo

Centro, Psicoclinico E Psicologico/Viale Francesco Bonaini 47 Pisa
Pisa
56122

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 14:30
Venerdì 09:00 - 17:00

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