21/03/2020
Malattie cardiovascolari e Coronavirus.
In questi giorni drammatici, in cui molte delle nostre certezze sono state indebolite o messe a dura prova, si comincia a sentire sempre più spesso notizie di pazienti che, con sintomi riferibili a infarto (dolore toracico, dispnea improvvisa) non si recano al PS o non chiamano il 118 per paura di un potenziale contagio. A questo proposito mi sento in dovere, da medico e cardiologo, di ricordare che le patologie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di mortalità nel nostro paese, e l’infarto in fase acuta, se non trattato, ha una mortalità ben più alta di quella attualmente riportata per polmonite da coronavirus. Il mio invito a tutti quindi è quello di, in caso di comparsa di sintomi quali dolore toracico o epigastrico continuativo, affanno improvviso, palpitazioni, di avvisare il 118. La rete dell’infarto è attiva come sempre e gli operatori sanitari sono al loro posto per trattare queste patologie.
Allo stesso tempo voglio ricordare che il virus attacca maggiormente paziente con altre comorbilità, tra le quali rientrano tra le prime posizioni la cardiopatia ischemia, la fibrillazione atriale, l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito. Sono tutte condizioni comuni nel paziente che trattiamo quotidianamente. A questi pazienti quindi il mio invito a non uscire di casa e a segnalare, tramite i canali appositi (MMG, numeri dedicati), la comparsa di sintomi suggestivi di infezione da COVID-19 (febbre, tosse, difficoltà respiratore).
Cerchiamo di mantenere la calma e ne usciremo più forti di prima.
Noi ci siamo e ci saremo sempre