Italia Cuba Pisa

Italia Cuba Pisa Svolgiamo attività culturali, di solidarietà, di approfondimento scientifico Circolo Camilo Cienfuegos, Pisa

L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba nasce nel 1961 in solidarietà con la Rivoluzione cubana, a seguito della tentata invasione degli Stati Uniti a Playa Girón.

26/05/2026

Andrea Capocci, Lettera dei medici a Meloni: «Siamo debitori con Cuba, aiutiamola», Il Manifesto, 26 maggio 2026

L’APPELLO Un gruppo di sanitari italiani scrive al governo per rompere l’assedio imposto da Trump

Lasciare Cuba da sola non è solo un cedimento politico alle strategie di Donald Trump, ma anche un tradimento. Lo sostiene una lettera aperta indirizzata alla premier Giorgia Meloni e al ministro della Salute Orazio Schillaci da un gruppo di medici autorevoli e dotati di buona memoria. L’isola infatti ha fornito assistenza all’Italia in campo sanitario quando ne abbiamo avuto bisogno. Tra i firmatari figurano Maurizio Bonati, già direttore del dipartimento di salute pubblica dell’istituto «Mario Negri», Antonio Addis (ex-direttore del dipartimento di Epidemiologia e già membro della commissione tecnico-scientifica dell’Aifa, dimissionario in polemica col governo), il direttore della rivista Epidemiologia & prevenzione Francesco Forastiere, la docente di Scienze infermieristiche Paola di Giulio.
«L’Italia – scrivono i sanitari – non può rimanere indifferente o silenziosa anche perché debitrice verso Cuba per l’aiuto ricevuto durante la pandemia Covid-19 e per l’attuale lavoro dei medici cubani in Regione Calabria».
Dal 1963 oltre seicentomila operatori sanitari cubani hanno prestato servizio in oltre 160 Paesi. Oggi però ad aver bisogno di aiuto è l’isola, in crisi per le conseguenze economiche della pandemia e l’embargo statunitense che la priva di beni primari anche nel settore medico.
I dati riportati nella lettera sono impressionanti: «La sopravvivenza nei tumori infantili è scesa dall’80 al 65 per cento a causa della mancanza dei farmaci di prima linea. 96mila persone (quasi uno su cento degli abitanti) – di cui 11mila bambini – sono in lista d’attesa per un intervento chirurgico. Se la situazione non cambia, la lista potrebbe riguardare 160mila pazienti entro la fine del 2026. Oltre 300 interventi chirurgici pediatrici a settimana sono compromessi dalla carenza di farmaci, ossigeno, anestetici e materiali di consumo».
La comunità scientifica internazionale indica la situazione a Cuba «come una priorità» mentre in Italia finora si guarda altrove. Dopo i fatti di Gaza, del Venezuela e dell’Iran, il governo Meloni deve dunque scegliere se assecondare l’«amico Donald» o riposizionare l’Italia sul fronte della giustizia internazionale. «Potrebbe essere utile che una apposita commissione italiana di tecnici della salute venga inviata a Cuba e relazioni sullo stato di salute della popolazione cubana, sull’accesso alle cure, sulla disponibilità di farmaci e dispositivi medici» suggerisce la lettera.
«Un Rapporto tecnico e indipendente, focalizzato sui bisogni sanitari essenziali della popolazione cubana sotto embargo, potrebbe costituire il materiale per programmare interventi mirati, essenziali e prioritari di aiuto indirizzando sia le istituzioni che le organizzazioni nazionali di cooperazione».
Il morso della crisi si stringe ogni giorno e le portaerei statunitensi che incrociano al largo dei Caraibi e presagiscono un golpe non consentono esitazioni. «Ogni giorno di silenzio ha un costo in vite umane», avverte l’appello. Ora tocca al governo scegliere tra l’intervento umanitario e l’omertà.
https://ilmanifesto.it/lettera-dei-medici-a-meloni-siamo-debitori-con-cuba-aiutiamola

26/05/2026

Gentile Presidente del Consiglio, Gentile Ministro della Salute Siamo operatori della salute di varie aree e dirigiamo riviste scientifiche volte a informare e aggiornare la comunità sanitaria, ma anche la società civile, sui percorsi di prevenzione e cura basati sulle evidenze scientifiche, in ot...

25/05/2026

Dichiarazione dell’UNEAC: «Cuba può essere conquistata, ma non si arrenderà mai»

Noi artisti e scrittori cubani respingiamo categoricamente la pericolosa escalation aggressiva del governo imperialista statunitense, che comprende la condanna infondata del nostro leader storico, le ciniche dichiarazioni e le recenti minacce dei suoi portavoce e la presenza di navi da guerra nel Mar dei Caraibi. La guerra che non desideriamo porterebbe solo distruzione e morte a migliaia di cubani e statunitensi. Come donne e uomini di pensiero, come parte di un popolo ribelle, giusto e pacifico, ci schieriamo a favore della pace. Ma avvertiamo: Cuba potrebbe essere conquistata, ma mai arresa.

Cosa succede quando un popolo resiste per 67 anni agli attentati terroristici, a un’invasione mercenaria ben armata e addestrata, al blocco economico, commerciale e finanziario più crudele e prolungato della seconda metà del XX secolo e della prima del XXI, e gli vengono chiusi tutti i canali di finanziamento, inserendolo in una lista spuria di paesi terroristi? quando l’imperialismo, disperato, ricorre al blocco petrolifero, una punizione che chiude le porte della vita in qualsiasi nazione moderna e constata, ancora una volta, che il popolo cubano si reinventa, resiste, cerca alternative, non si arrende?, cosa succede se quel popolo, senza elettricità, a volte senza acqua corrente, con carenze di cibo e medicine, accorre in massa alla Tribuna Antimperialista dell’Avana e in altre piazze del paese per riaffermare la sua volontà di resistere e vincere?, quando supera le enormi e permanenti campagne mediatiche e la proliferazione di fake news che tentano di intaccare la resistenza e dividere l'opinione pubblica?

Prima Trump afferma che in pochi giorni sottometterà il popolo cubano, che conquisterà il Paese «in modo amichevole», ma i giorni previsti svaniscono nel nulla; poi avverte di aver già predisposto tutte le misure possibili per soffocare i cubani, che gli resta solo la forza, offre allora, “generosamente, un’alternativa: “o ci sottomettiamo o ci attaccano”; all’improvviso, il discorso diventa schizofrenico: non ci bloccano, né ci soffocano, è il cattivo governo cubano a provocare i blackout e le carenze del popolo. In un palcoscenico teatrale, un gruppo di attori prepotenti, politici e giudici imperiali, mercenari e venditori di patria, mettono in scena, come possibile pretesto per l’attacco, un’opera mediocre, la condanna di un Eroe nazionale, di uno dei grandi leader storici di una Rivoluzione che non è mai riuscita a essere piegata.

La scusa non ha importanza: avrebbe potuto essere quella di appartenere a un cartello del narcotraffico che in Venezuela non è mai esistito, come si è poi dimostrato, o il presunto possesso di armi di distruzione di massa che l’Iraq non aveva, o l’irrealistica intenzione dell’Iran di costruire armi nucleari; avrebbe potuto essere, come in quel fatidico giorno del 1898, l’esplosione provocata dalla stessa nave della corazzata Maine all’Avana. Hanno scelto la data più appropriata per la rappresentazione teatrale: il 20 maggio, giorno in cui Cuba ricevette, nel 1902, la farsa di una repubblica incatenata. Noi artisti e intellettuali cubani conosciamo la storia, abbiamo letto i suoi protagonisti, siamo stati con Sandino in Nicaragua, con Arbenz in Guatemala, con Allende in Cile, con i difensori della sovranità latinoamericana in ciascuno dei paesi in cui è stata violata fin dai primi anni del XX secolo. Molti cubani sono caduti nel lungo cammino che abbiamo percorso da quel 1902 fino alla conquista della definitiva indipendenza nel 1959. Non la cederemo.

Vogliamo, abbiamo bisogno della pace. La nostra economia non si basa sulla produzione di armi. Sappiamo dialogare con rispetto, non rifuggiamo dal dibattito, ma non negoziamo l’indipendenza. Sappiamo difendere la Patria, nelle aule, nei laboratori creativi, davanti al computer, se c’è elettricità, o su un foglio di carta, se ce la tolgono; sappiamo usare «le armi del giudizio, che vincono sulle altre», perché «le trincee delle idee valgono più delle trincee di pietra», ma saremo anche capaci di combattere l’invasore nella boscaglia dei nostri campi e delle nostre città, come fece il più grande intellettuale cubano di tutti i tempi, José Martí.

Resisteremo e vinceremo, ancora una volta; questo sarà il nostro più grande tributo a Fidel, nell’anno del suo centenario. E lo faremo, orgogliosi di sapere di essere accompagnati dal Generale Raúl, quell’uomo grande e umile che fu al fianco del fratello maggiore nelle proteste universitarie contro il colpo di Stato di Batista, al Moncada, sul Granma, nella Sierra, durante la Crisi di Ottobre e nei difficili e bellissimi anni della Rivoluzione.

Viva Fidel! Viva Raúl! Viva Díaz Canel! Viva Cuba libre!

Unione degli Scrittori e degli Artisti di Cuba (Uneac)

Fonte: http://www.cubadebate.cu/especiales/2026/05/22/declaracion-de-la-uneac-cuba-puede-ser-tomada-pero-nunca-rendida/

25/05/2026

CUBA NO ESTA SOLA
PISA GIOVEDI 28 MAGGIO H. 18 - PIAZZA GAZA (EX XX SETTEMBRE)

La Rete dei Comunisti di Pisa parteciperà al presidio promosso da Italia Cuba per il prossimo giovedì 28 maggio alle ore 18 in piazza Gaza (ex XX settembre) in difesa del popolo e del governo cubano.
L’iniziativa che avevamo programmato per lo stesso giorno e la stessa ora sul tema “Dalle piazze all’alternativa?” e' stata rinviata nella seconda metà di giugno, in data che comunicheremo a breve.

Cuba e la sua Rivoluzione in questo momento ha una priorità su tutto.

L’attuale attacco unilaterale dell’amministrazione Trump a Cuba, ha trasformato il pesantissimo embargo che dura da oltre 70 anni in un vero e proprio assedio navale in stile medievale, che ricorda anche le operazioni colonialiste del secolo XIX, non ha ragioni economiche ma esclusivamente politiche. La popolazione e' stremata dalla mancanza di tutto.

L’imperialismo occidentale sta attraversando da anni una crisi sistemica che non ha precedenti nella sua secolare storia. Crisi che trova il suo epicentro proprio nel cuore pulsante dell’imperialismo, in primis negli USA, tormentato da un indebitamento inimmaginabile, da una crisi finanziaria conseguente e latente, da un processo di de industrializzazione che ha pauperizzato ogni prospettiva di ulteriore sviluppo egemonico. Anche l’Unione Europea e' in profonda crisi, con al centro i paesi più sviluppati, tra cui la Germania, la Francia e l’Italia.

L’attacco a Cuba dipende da motivi esclusivamente ideologici e politici, non certo economici. Quella Rivoluzione ha dimostrato che e' possibile un modello completamente diverso di gestione di una società, fiaccato esclusivamente dalla feroce persecuzione economica e militare esterna.

Si vuole strangolare Cuba per tentare di uccidere ogni idea di possibile alternativa al capitalismo, specie se si colloca fisicamente nel cuore di un continente, quello sudamericano, patio trasero (giardino di casa) del gigante statunitense, secondo la dottrina Monroe nel 1823, oggi rispolverata da Donald Trump.

Difendere Cuba con ogni mezzo necessario e possibile significa difendere una prospettiva di cambiamento, di sovvertimento dello stato di cose presenti per costruire nei conflitti dell’oggi l’unica alternativa alla barbarie delle guerre e del genocidio: il Socialismo del ventunesimo secolo.

Per questo la Rete dei Comunisti giovedì 28 maggio sarà a Pisa in Piazza Gaza (ex XX settembre) insieme a tutti e tutte le / i solidali con l’isola caraibica.

25/05/2026
24/05/2026

Colon, Matanzas

Lettera di ringraziamento per la partecipazione alla raccolta fondi per il centro di gerontologia CEGER di COLON,  provi...
24/05/2026

Lettera di ringraziamento per la partecipazione alla raccolta fondi per il centro di gerontologia CEGER di COLON, provincia di Matanzas (Cuba).
Abbiamo deciso che l' aiuto materiale debba continuare ad affiancare quello politico. Tant'è che abbiamo indetto una mobilitazione generale in difesa di Cuba per giovedì prossimo, 28 maggio.

Abbiamo raccolto fondi per sostenere la formazione delle/dei badanti nel rapporto psicologico con gli anziani.
A Cuba, con l'approvazione del nuovo codice delle famiglie, si sono messi in marcia per realizzare quanto programmato ed ora sono arrivati allo step finale che è quello di poter seguire o consegnare i propri anziani in mani sicure a persone (badanti) formate su tutti gli aspetti inerenti la terza età (alimentazione, esercizio fisico, igiene personale, mantenimento della capacità cognitiva).
Qui diamo conto dei soldi raccolti che saranno consegnati a Colon nel più breve tempo possibile.
A seguire la rendicontazione.
Chi vuole avere informazioni più dettagliate, è invitato a contattarmi tramite whatsapp al 3311327944.
Grazie ancora a tutte/i per il vostro prezioso aiuto!
Roberto Nannetti, coordinatore regionale dell' associazione di Amicizia Italia-Cuba.

€ 200,00 Società Popolare di Mutuo Soccorso Lucca
€1450,00 cena Promossa IT-CU Pisa
€ 50,00 ex segretario Lotta Continua
€ 200,00 circolo PRC Castelnuovo val di Cecina
€ 300,00 circolo ARCI Castelnuovo val di Cecina
€ 145,00 CGIL Lucca
€ 435,00 donne dell'ANPI e PRC Grosseto
€ 200,40 Giovani Democratici e Unione Giovani di Sinistra Pisa
€ 625,00 PRC Lungo Monte e Circolino Molina
€ 320,00 Circolo Agorà Pisa.
Per raggiungere l'obbiettivo mancano soltanto pochi € che cercheremo di raccogliere con la mobilitazione del 28.

23/05/2026

Cuba (Internazionale) Una manifestazione di protesta, ieri, di fronte alla Piattaforma anti-imperialista José Martí che si trova casualmente davanti all’ambasciata Usa. L’Avana ha risposto così all’incriminazione di Raúl Castro annunciata il giorno prima dagli Stati uniti. «A pochi giorni...

Il 28 maggio è una data storica fondamentale per Cuba perché nel 1957 avvenne il Combate de El Uvero. Fu il primo scontr...
23/05/2026

Il 28 maggio è una data storica fondamentale per Cuba perché nel 1957 avvenne il Combate de El Uvero. Fu il primo scontro a fuoco aperto e la prima grande vittoria dell'Esercito Rebelde guidato da Fidel Castro contro le forze della dittatura di Fulgencio Batista, segnando un punto di svolta per la Rivoluzione cubana. All'alba, la neonata guerriglia del Movimiento 26 de Julio attaccò di sorpresa la guarnigione militare fortificata di El Uvero, sulla costa sud-orientale. Nonostante le perdite, i ribelli riuscirono a sopraffare un avversario superiore per numero e armamenti. Questa battaglia dimostrò che la guerriglia poteva colpire e sconfiggere l'esercito regolare in campo aperto. Lo stesso Fidel Castro definì l'evento il momento in cui i suoi uomini si trasformarono in "veri soldati". Questa ricorrenza è celebrata nell'isola caraibica come un momento chiave per comprendere la crescita e la determinazione delle forze rivoluzionarie.

Indirizzo

Livornese 701
Pisa

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