04/01/2026
“Ciò che appare come una scelta — restare, filmare, non reagire — in realtà, nei primi istanti di una catastrofe improvvisa, è spesso l’esito di una condizione neurocognitiva specifica. Non un difetto morale, non una mancanza di empatia o di istinto di sopravvivenza, ma una risposta automatica di un sistema nervoso colto in una violazione radicale delle proprie aspettative. Il gesto di registrare può diventare, paradossalmente, una forma di ancoraggio percettivo: un tentativo primitivo di dare ordine, continuità e senso a qualcosa che il cervello non riesce ancora a interpretare come “reale” e imminente…”
Neuroscienze:Perché filmare invece di fuggire? È una domanda che emerge puntuale, quasi automatica, ogni volta che una tragedia viene osservata a posteriori attraverso lo schermo di uno smartphone. Nel caso di Crans-Montana, l’immagine di ragazzi che riprendono l’incendio anziché scappare ha ...