04/12/2025
Prima di entrare in sala operatoria aveva chiesto una sola cosa: essere risvegliata con una canzone di Marracash. Ed è andata proprio così. Serena, 17 anni, ha superato felicemente l'intervento chirurgico al cuore che le ha permesso di risolvere una patologia congenita rarissima e, per giunta, manifestata in un modo che gli stessi medici hanno definito «anomalo». E' successo ad Alessandria, dove la ragazza, dopo essersi presentata al pronto soccorso dell'ospedale infantile Cesare Arrigo per un dolore al torace, ha scoperto di essere affetta dalla sindrome di Loeyes-Dietz, una malattia del tessuto connettivo di matrice genetica di cui né lei né i suoi familiari avevano mai sospettato l'esistenza. La comunità scientifica ha riconosciuto la sindrome di Loeyes-Dietz solo in tempi relativamente recenti: identificazione e classificazione risalgono al 2005. Il quadro che si era presentato di fronte ai dottori, inoltre, era più astruso di quanto si potesse immaginare: grave scompenso cardiaco, coinvolgimento diffuso delle valvole di sinistra del cuore, atipicità nell'aorta toracica e calcificazioni insolite per una paziente di soli 17 anni. Una quantità di «stranezze» tale che, per la conferma della diagnosi, ci si è rivolti al Centro di genetica della Città della Salute di Torino. Anche il passaggio in sala operatoria, condotto da Andrea Audo (direttore di cardiochirurgia) con i colleghi Corrado Cavozza e Filippo Incerti insieme ad altri dieci professionisti, ha richiesto una robusta dose di originalità. «E' stata un'operazione - spiega lo stesso Audo - che per complessità e rarità nell'ambito della patologia di Loeys-Dietz non è ancora descritta nella letteratura scientifica». Ci sono volute dieci ore per ricostruire l'aorta toracica aneurismatica, sostituire le valvole aortica e mitrale e riposizionare correttamente le coronarie. Alla fine, però, le note di Marracash hanno accompagnato il cammino della ragazza verso la vita.