02/04/2026
💛💙 di Pietro Gennai
LA CROCE DI CRISTO!
“Dopo averlo crocifisso, a mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono... Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».”
(Dal Vangelo secondo Matteo, 27,45 ss)
L’amore conosce molti doveri, ma il primo è di essere con l’amato, stringersi a lui, condividerne la vita e la storia. Nel bene, ed anche nella sofferenza: perché l’amore scrive il suo racconto più vero con l’alfabeto delle ferite, sofferte per il bene dell’amato; un alfabeto che non inganna. Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato una falsa idea di Dio. Solo la croce toglie ogni dubbio, e in Lui, Signore e Maestro, ripongo ogni mia fiducia. Salva te stesso, scendi dalla croce, allora crederemo, lo sfidano i suoi persecutori. Qualsiasi uomo, potendolo, scenderebbe dalla croce. Gesù, no. Non scende perché i suoi fratelli non lo possono fare. È il suo amore per me, per te, che lo tiene lì.
L’ha capito per primo un pagano, un centurione esperto di morte: “Costui era figlio di Dio”. Che cosa l’ha conquistato? Che cosa ha visto? L’uomo di guerra ha visto il capovolgimento del mondo, di un mondo dove la vittoria è sempre stata del più forte, del più armato, del più spietato. Ha visto il supremo potere di Dio, del suo disarmato amore; che è quello di dare la vita anche a chi dà la morte; il potere di servire non di asservire. Ha visto sulla collina un altro modo di essere uomini.
Come quell’uomo esperto di morte, anche noi, disorientati e affascinati, sentiamo che nella Croce c’è attrazione, e seduzione e bellezza e vita. La suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme sulla collina, dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare. Bello è chi ama, bellissimo chi ama fino all’estremo. La mia fede poggia su di un atto d’amore perfetto. E a Pasqua il Risorto mi assicura che un amore così non può andare, e non andrà, perduto.
(Ermes Ronchi, liberamente tratto da www.smariadelcengio.it)
🟡🔵 Alle 21:15 Via Crucis cittadina con partenza dalla chiesa di S. Giuseppe.
I volontari e le volontarie partecipano indossando la divisa.