25/01/2026
Savasana (postura del ca****re) è una splendida metafora del non attaccamento, con il suo rilassamento profondo ci insegna a lasciar andare le cose, non solo le tensioni fisiche, ma tutte le preoccupazioni che ci portiamo dietro. Le paure, le ansie che ci assillano, i pensieri, le brame, le fatiche, si lasciano fluire via con l’espiro, il volume dell’ego si abbassa, si ha una resa significativa sia sul piano fisico che su quello mentale, che ci aiuta a instaurare il ritiro dei sensi. La mente è quieta, siamo più vicini al nostro vero sé.
Il significato che si cela dietro questa posizione è di grande rilievo, è una sorta di memento mori dello yogin, somiglia una rappresentazione rituale della morte, l’esperienza simbolica del trapasso. In quest’ottica ecco che tutta la pratica appena effettuata assume delle sfumature che non avevamo colto, in questa posizione abbiamo l’occasione di ripensarla, asana per asana. Un po' come quando ci balena tutta la vita davanti prima di abbandonare il mondo, così, durante savasana ripercorriamo più o meno consciamente tutti i gesti, i movimenti, le emozioni appena vissute, per poi lasciarle andare. È il momento in cui gli elementi che ci vogliono parlare emergono in maniera più chiara e comprensibile.
🙏🏻Il maestro Iyengar diceva “Il miglior segno di un buon savasana è un sentimento di profonda pace e vera beatificazione. Savasana è una viglile resa dell’io. Dimenticando se stessi, si scopre se stessi”. E allora proviamo ad arrenderci. Nel buio di savasana sperimentiamo la luce, possiamo lasciare andare tutti i preconcetti, le rigidità che ci portiamo addosso, possiamo liberarci della zavorra che ci appesantisce, compiendo delle piccole vere rivoluzioni, per rinascere evoluti, ristorati, e ricominciare a vivere il presente rinnovati, con una nuova luce interiore che ci guidi.
Om Shanti 🕉️