Studio Psicoeducativo per l'età evolutiva

Studio Psicoeducativo per l'età evolutiva Sostegno psicologico e psicoterapia per minori e famiglie, supporto educativo, sostegno allo studio,

📢 Cerchiamo collaboratore/trice per attività di doposcuola  per bambin* e ragazz* di scuola primaria e/o media. 📢
29/08/2024

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30/03/2024
Da leggere FINO ALLA FINE!!!!! “Aiutiamo M’AmMA a sorridere, a ritrovare i suoi tempi, il suo benessere.”
28/08/2023

Da leggere FINO ALLA FINE!!!!!
“Aiutiamo M’AmMA a sorridere, a ritrovare i suoi tempi, il suo benessere.”

“Dottore Montini ma che hai scritto???”

“Hai detto che nel primo anno non bisogna mai temere di viziare i bambini e se piangono bisogna correre in loro soccorso… sempre!”

???

"Ma che stupidaggini… E’ facile scrivere!"

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“Ma lo sai che se quando piange lo prendi sempre in braccio vorrà stare sempre in braccio?”

“E’ logico che così gli farai ve**re il vizio delle braccia!”

“E lo sai che significa stare una intera giornata con il bambino in braccio?”

“E sai che così una mamma non riesce a fare più niente e “si esaurisce”?”

“E sai come si sente la schiena a fine giornata con un bambino sempre in braccio?”

“E se per ogni volta che piange lo accontenti, lo sai che vorrà sempre dormire vicino a mamma e non se ne andrà più dal lettone?”

--

“Il pianto apre i polmoni !” Si è sempre detto così."

"Lo hai dimenticato?”

“Le mamme subito si agitano se il bambino piange!”

“Se invece di incoraggiare tutta la loro ansia con queste frasi a effetto, tu che fai il pediatra faresti bene a ricordarglielo!”

“Dovresti minimizzare il pianto dei lattanti e tranquillizzare, invece di presentarlo come una “richiesta di aiuto da soddisfare”!”

“Da che mondo è mondo i bambini piangono e non è stato mai un problema!”

“E’ una cosa normale che i lattanti piangano!”

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“Con queste “teorie moderne” qua davvero non si capisce più niente!”

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Uhm... Non si capisce più niente o finalmente si capisce qualcosa?

Queste “teorie moderne” sono venute fuori proprio perchè finalmente si è capito qualcosa che prima non si sapeva!

I lattanti esprimono bisogni. Non sanno nemmeno cosa sia un capriccio o un vizio.

Il modo che conoscono per esprimerli è il pianto.

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Se il pianto non trova una risposta il piccolo si dispera, ma è vero che alla fine non piange più e forse piangerà sempre meno.

Bello?

No. Per niente!

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Non è bello perché siamo in una età in cui le esperienze muovono neuroni e strutturano circuiti nel cervello!

Una richiesta di aiuto non soddisfatta fa vivere al lattante l’esperienza dell’abbandono e della disperazione!

Alla fine il bambino si rassegna. Vero, non piange più.

Ma una sofferenza che non piange più è ormai la sfiducia consolidata verso un soccorso che non arriverà mai.

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E’ un circuito cerebrale che dice al bambino che il mondo è, e sarà sempre, buio e cattivo.

E’ una voce interna forte che per sempre gli dirà:

“E’ inutile chiedere aiuto, perché nessuno te lo darà mai!”

“Devi vedertela da solo e non aver mai fiducia di nessuno!”

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Tradotto: un disastro!!!

Un disastro che potrà condizionare tutta la vita.

(E’ così, ma non voglio dire frasi talebane: il cervello è plastico e le possibilità di recupero ci sono sempre!)

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E allora…

"Vizio delle braccia?"

E’ dimostrato che più il bambino è in contatto con la sua mamma nei primi due anni più sarà sicuro e autonomo dopo!

Ergo… il “vizio delle braccia” è prescritto, sulla mia ricetta!

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“Sai che significa tenere sempre il bambino in braccio, avere mal di schiena e non poter fare più niente?”

Si. Lo so.

E per questo dico e ridico che le mamme hanno bisogno e bisogno di aiuto!!

Tanto!!!

Tenere in braccio infatti può essere un dovere e una prestazione faticosa, ma anche un piacere e una possibilità di “mandare il mondo a quel paese!”

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E allora le mamme devono poter avere tempo e serenità per stare sul letto, rilassate, senza traguardi da raggiungere, senza compiti in classe da svolgere, senza voti a fine giornata!

Questo è possibile solo se ci sono mariti/compagni affettuosi, presenti emotivamente, con tutte le carezze fisiche ed emotive possibili!

E' possibile se ci sono nonne, zie, vicini di casa, comari, amiche…

Tante persone che non abbiano bisogno di essere “trattenute” dalle mamme con un caffè in occasione di visite di festeggiamenti post natali,

ma persone che sappiano farle la spesa, lavarle i piatti, riordinare la casa, portarsi il fratellino da qualche parte e che sappiano anche portare qualcosa da bere alla mamma che sta rilassata sul letto!

Non ci sono? Cerchiamole!

Papà, datti da fare!!!

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Il mal di schiena e “l’esaurimento” vengono se il bambino è “un di più” tra le tante cose da fare!

Se “la cosa da fare” è prendersi il bello, il dolce e il tenero che la vita ha regalato… Il mondo cambia!

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Lasciamo "le cose da fare" agli altri!!

Noi mamme siamo impegnate.

Carezze ninne nanne e coccole in corso!

“Non disturbare please!”

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Ma attenzione!
Messaggio per tutti e particolarmente per noi pediatri:

Il pianto eccessivo del lattante può essere un problema da portare al dottore.

Ma molto spesso, più di quanto si pensi, è un sintomo di una malattia subdola e strisciante che può sfuggire:

La depressione della mamma!!

E allora…

Bambino che piange molto? Guardare gli occhi mamma!!

Forse c'è necessità di un intervento urgente!!!

Aiutiamo mamma a sorridere, a ritrovare i suoi tempi, il suo benessere.

Facciamola sentire amata, sostenuta e… bella! (specifico per i papà!)

26/07/2023

Questa davvero non la sapevo…

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… un telefonino!!! ??

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Telefonino o Ipad? Una salvezza!!

“Masha”, “Peppa pig”, i “Cocomelon” "Whisky il ragnetto" le canzoncine inglesi che ormai hanno soppiantato del tutto le nostre storiche filastrocche della “bella lavanderina…” o del “topolino topoletto…” sono lì, a portata di ditino per tranquillizzare ogni bambino.

Aiutano a calmare un capriccio...
A distrarre per far mangiare... (Help!!! questo non va proprio bene!!)
A far visitare il bambino dal dottore...
A non far bisticciare con la sorellina...
A non rischiare di suicidarsi o farsi male…

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Le canzoncine poi insegnano l’inglese, e i video sono pure istruttivi!

Ci sono quelli che insegnano a lavarsi, a fare la p**ì nel vasino, ad attraversare la strada…

Ogni bambino anche piccolissimo sa usare benissimo il telefonino o l’Ipad.

Non è fantastico?

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Si si, è fantastico.

Ma sembra che sia comparsa una nuova patologia pediatrica...

“Nuova patologia??”

Si. La chiamano “Analfabetismo motorio”.

“Che vuol dire?”

Vuol dire che sempre di più i bambini in età prescolare non sanno correre, inciampano facilmente, non sanno fare le capriole, non sanno stare a gambe incrociate, non sanno saltare una corda o correre palleggiando una palla…

Forse non hanno nemmeno mai giocato ad acchiapparello o al tiro alla fune o al gioco del fazzoletto…

Tutte cose normali e semplici fino a qualche anno fa.

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“E vabbè!” Quante storie!”

“Ok, si muovono meno perché quando sono piccoli in città gli spazi sono quello che sono. Ma poi li iscriveremo ad una scuola di calcio o in piscina e amen!”

“Ma poi... che c’entra il telefonino?”

“Senti, non si può vivere sempre girati indietro a rimpiangere tempi che non esistono più!! Aggiornati!!”

“Si chiama pro-gre-sso!”

"I bambini correranno anche meno ma con i video istruttivi sono molto più stimolati!"

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Uhm… Più stimolati?

Forse.

Ma "analfabetismo motorio" non è solo "minori capacità motorie"...

E’ stato dimostrato che nel corso dello sviluppo c’è una stretta relazione tra movimento, azioni, gesti e… comprensione di parole!

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“Che significa?”

Significa che il fare, il manipolare, l’esplorare nel primo anno di vita hanno una significativa relazione con l’acquisizione del linguaggio e della sua comprensione!

I dati pubblicati sono questi:

“La quantità di azioni funzionali a 10 mesi predice il numero di parole comprese a 12 mesi e di parole prodotte a 24 e 36 mesi”

Relazione movimento e linguaggio.... Confesso che questa proprio non la sapevo nemmeno io!

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E allora?

E allora un bel bambino “ipnotizzato”, che usa un ditino per guardare immagini colorate che si muovono e suonano, resta passivo e non può fare esperienze manipolatorie e di movimento che invece sono fondamentali per il suo sviluppo!

Sente parlare, ma la comprensione del linguaggio non passa attraverso l’ascolto passivo di un video.

Per capire e dire… meglio il "fare attivo" che "l’ascolto passivo".

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e allora...

“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!” ??

Macchè!

Spesso, troppo spesso… c’è un telefonino!!

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07/07/2023

-Che fai non monti?
-No, neanche tra un milione di anni.
-Ah ho capito qual è il problema! Hai un Bruno nella testa.
-Un Bruno?!
-Già, capita anche a me. "Alberto non ce la fai! Alberto ti farai male! Alberto non vorrai mangiarlo! ". È semplice invece: non ascoltare quel babbeo di Bruno!
-Perché si chiama Bruno?
-È uguale, non importa! Ma fallo smettere! Prova a dire: SILENZIO BRUNO.

🛵 Ho trovato geniale come Disney Pixar abbia trattato in maniera giocosa ma sagace il tema dell’ansia e dei pensieri negativi che essa crea.
A chi non è capitato di temere una persona o una situazione e ripetersi mentalmente frasi come “Non ce la faccio, lascio perdere” ?!

🧜🏼‍♂️ Nel film d’animazione, Luca, il protagonista e il suo amico Alberto pronunciano la frase “Silenzio Bruno!” ogni volta che la preoccupazione tende loro trappole.

🙉 L’idea è venuta allo sceneggiatore Jesse Andrews che ha creato questo escamotage affinché Alberto aiuti Luca a superare le sue insicurezze mettendole a tacere tramite una fase diretta, forte e attivante.

🤫 Non è la frase in sé ad essere “magica” o “terapeutica” ma la presa di coscienza della dinamica emotiva e la conseguente regolazione cognitiva che questa frase innesca, ad aiutare Luca ad affrontare le sue ansie.

✨ Mettere a tacere il proprio Bruno interiore ci può permettere di vivere in maniera più piena ogni vissuto, vincendo persino i limiti che noi stessi ci poniamo.

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❓ Hai una frase o un pensiero che ti aiuta e motiva ad affrontare i tuoi timori?
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26/04/2023

La giovanissima è stata rintracciata a Bari e sta bene

07/04/2023

Mattia si è tolto la vita a 15 anni in un parco della provincia di .
La sua mamma Emanuela scrive un messaggio che strazia il cuore, in cui si immerge nel che lentamente ha chiamato a sé Mattia fino a rapirlo.
"Mattia era il nostro bambino, aveva 15 anni ed era estremamente intelligente e, come tutte le persone particolarmente intelligenti, era tremendamente sensibile. Una che lo faceva sentire e non compreso.
Gentile e affettuoso, vivace, allegro... Ma si sentiva anche , spesso con poca causata da quegli adulti che sin da piccolo lo hanno tormentato, umiliato, bullizzato solo perché non si uniformava ai suoi compagnetti, perché amava abbracciare gli amici o perché per lui stare seduto per 6 ore era difficile.
Mattia ci ha scritto: "Sono morto a 6 anni" per farci capire che il suo tormento ha origini lontane.
In seconda media, nell'animo sensibile del nostro bambino qualcosa si spezza; non sappiamo cosa sia stato, forse l'esclusione dalla gita scolastica o forse il fatto di essersi sentito per l'ennesima volta tradito da quegli adulti che avrebbero dovuto comprenderlo e guidarlo.
Qualunque cosa sia stato, Mattia ci ha detto che quell'anno ha capito quanto avesse dentro, e quanto questo lo logorasse.
Si sentiva tanto solo, aveva tolto Whatsapp perché nessuno dei suoi amici lo chiamava per chiedergli: "Come stai"? e poi è arrivato il buio a riempire la sua stanza e i pianti tutte le notti.
La non lo comprendeva, e per Mattia era solo un posto in cui si sentiva etichettato.
Mattia in tutto questo tempo ci ha nascosto il suo disagio; solo tra gennaio e febbraio siamo riusciti a percepire che non stava bene. Abbiamo informato la scuola, contattato un consulente psicologico, cercato di prenotare una visita in neuro psichiatria infantile. Abbiamo cercato di chiedere aiuto e purtroppo, per Mattia e per noi, ci siamo scontrati con l' della scuola, con un consulente psicologico che lo ha abbandonato quando il suo supporto si rendeva ancora più necessario, e per finire un reparto di neuropsichiatria che mi ha contattata solo il giorno dopo la scomparsa di mio figlio a causa della pessima gestione della mia richiesta di aiuto.
Perché ho raccontato tutto questo? Perché io e mio marito siamo stanchi di sentire che la morte del nostro bambino viene trattata dai nostri concittadini come un pettegolezzo da bar.
Mio figlio era un bambino di 15 anni, era deluso dagli adulti, dalle istituzioni, le stesse che non hanno reputato neanche di dover proclamare il lutto cittadino, nonostante il mio bambino abbia scelto un parco diventato luogo degradato, per porre fine alla sua vita, e la sua non è stata una scelta casuale.
Nostro figlio sarebbe potuto essere uno dei vostri figli, il figlio del sindaco, dello psicologo e di chi risponde al maledetto telefono di un reparto di neuropsichiatria infantile. I suoi pensieri sono i pensieri dei vostri figli, e chiunque potrebbe ritrovarsi come me e Christian, disperati per non essere riusciti a salvare il proprio figlio.
Sono trascorsi 3 mesi da quel maledetto giorno, 3 mesi in cui noi non ci diamo pace, in cui nostro figlio ci manca come il respiro; sono trascorsi 3 mesi e ne passeranno tanti, tanti altri in cui noi continueremo a soffrire. Ma sono passati anche tre mesi che avrebbero dovuto far riflettere tutti quegli adulti che, in un modo o nell'altro, hanno tradito nostro figlio e tradiscono ogni giorno i figli di qualcun altro.
Mattia ci ha detto che ci amava, e soltanto di questo purtroppo noi ci potremo nutrire. Concludo chiedendovi di condividere, nella speranza che qualcuno comprenda quanto sia necessario tacere se non si sa o non si conosce, ma soprattutto portare rispetto ad un bambino di 15 anni che non è riuscito a sopportare il male del mondo.
Grazie a tutti coloro che ci sono vicini, Emanuela e Christian, i genitori di Mattia"
Emanuela e Christian, forza! 😔💔

A Taranto il 14 aprile
20/03/2023

A Taranto il 14 aprile

Indirizzo

Via Pompeo Sarnelli, 177
Polignano A Mare
70044

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

Telefono

+393337044060

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