La Quercia Riabilitazione

La Quercia Riabilitazione Lo studio La Quercia Riabilitazione si occupa di Psicoterapia, Logopedia, Neuropsicomotricità, Neur

Lo studio La Quercia Riabilitazione si occupa di Psicoterapia, Logopedia, Neuropsicomotricità Neuropsichiatria infantile, Osteopatia, Fisioterapia, Ortottica e Tutor Bes e Dsa

Un equipe di professionisti del settore sanitario e riabilitativo ha creato questo studio per poter offrire un supporto fondamentale alle richieste di ciascun Paziente.

28/05/2026

Oggi celebriamo la Giornata Mondiale del Gioco, una giornata che riconosce il gioco come diritto fondamentale di ogni persona.

Il gioco è uno dei modi più naturali attraverso cui si apprende, si cresce, si comunica e si costruiscono relazioni.

Giocando si esplora il mondo, si sperimentano regole e possibilità, si sviluppano creatività, ascolto, cooperazione e problem solving. Ma il gioco è anche conoscenza di sé: aiuta a riconoscere limiti, risorse, preferenze e potenzialità.

È esperienza, scoperta e partecipazione.
Uno spazio in cui l’errore può diventare occasione di apprendimento e non motivo di esclusione.

Per questo il gioco è sempre più presente anche nei percorsi educativi e didattici. Tecnologie, applicazioni digitali e strumenti innovativi utilizzano dinamiche ludiche per sostenere motivazione, attenzione e apprendimenti, soprattutto in classi dove convivono bisogni, stili cognitivi e modalità comunicative differenti.

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) aiuta a costruire esperienze di gioco realmente inclusive. Supporti visivi, simboli e strumenti comunicativi permettono a più persone di comprendere, scegliere, partecipare ed esprimersi.

Quando il gioco è accessibile, tutti possono sentirsi parte della relazione.

Perché giocare non significa solo divertirsi.
Significa crescere, conoscersi e costruire possibilità insieme.

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4.

25/05/2026

Ogni lunedì scegliamo una riflessione che ci aiuti a guardare più a fondo la realtà che ci circonda.
Oggi parliamo di sport, inclusione e del percorso — ancora troppo complesso — che molte famiglie affrontano per permettere ai propri figli con disabilità cognitive e comunicative di partecipare alle attività sportive del territorio.

Non è una questione di mancanza di sensibilità da parte delle società sportive.
Anzi, sempre più spesso incontriamo allenatori, educatori e associazioni che desiderano davvero costruire ambienti aperti e partecipativi, mettendosi in gioco con disponibilità e umanità.

Ma la buona volontà, da sola, non basta.

Perché l’inclusione non può dipendere esclusivamente dall’impegno del singolo o dalla fortuna di incontrare una realtà particolarmente attenta.
Non può restare affidata a “progetti speciali”, tentativi isolati o alla capacità delle famiglie di adattarsi continuamente.

Servono norme chiare, strumenti concreti e finanziamenti adeguati che rendano davvero possibile ciò che oggi viene soltanto auspicato nei piani per l’inclusività.
Servono percorsi di formazione, supporti professionali, reti territoriali e garanzie reali affinché ogni persona possa accedere allo sport come diritto e non come eccezione.

Troppo spesso il concetto di “accomodamento ragionevole” rischia di trasformarsi in un limite anziché in una tutela: un confine dietro il quale ci si ferma quando mancano risorse, visione o responsabilità condivise.
Ma i diritti delle persone con fragilità cognitive e comunicative non possono continuare a dipendere da ciò che è considerato “ragionevolmente possibile”.

Forse dovremmo iniziare a chiederci quanti talenti, passioni e possibilità restano ancora invisibili nelle nostre città.
Quanti bambini e ragazzi aspettano soltanto contesti realmente preparati per poter scoprire ciò che amano fare.

Perché lo sport, quando è davvero inclusivo, non cambia soltanto la vita di chi entra in campo.
Cambia il modo in cui una comunità sceglie di riconoscere il valore di ogni persona.

🌱 Lunedì di pensieri che aprono possibilità

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4.

23/05/2026

Oggi con i nostri corsisti abbiamo approfondito il tema della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) nei contesti sportivi e ludico-ricreativi, riflettendo su quanto l’accessibilità non sia solo una questione strutturale, ma soprattutto culturale e comunicativa.

Con la dott.ssa Claudia Sperduti abbiamo esplorato il significato di sport accessibile come diritto di cittadinanza, analizzando bisogni, barriere e strategie concrete per rendere gli ambienti sportivi realmente inclusivi. Dalla prevedibilità delle routine ai supporti visivi, dalla riduzione del carico verbale al supporto delle funzioni esecutive: piccoli adattamenti possono fare una grande differenza nella partecipazione delle persone con disabilità comunicative e cognitive.

Particolarmente importante anche il riferimento all’adozione del Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio, che riconosce lo sport accessibile come leva fondamentale di inclusione, partecipazione e benessere.

La dott.ssa Deborah Gerardi ci ha accompagnati nel mondo dei contesti equestri, mostrando come la CAA possa favorire partecipazione, autonomia e condivisione anche nelle attività ludico-ricreative per adulti. Molto interessante l’approfondimento sul “quaderno dei resti”, strumento vivo e personale capace di dare continuità alle esperienze e ampliare le possibilità comunicative.

A concludere la giornata, l’intervento della dott.ssa Valeria Petricca che ha mostrato come progettare materiali efficaci significhi mettere sempre al centro la persona: ogni simbolo, ogni supporto, ogni scelta grafica nasce da un pensiero preciso, da un’intenzione comunicativa e dall’attenzione ai bisogni reali delle persone. Perché l’accessibilità si costruisce nei dettagli, ma soprattutto nello sguardo con cui scegliamo di progettare.

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4.

20/05/2026

📊 Secondo una recente indagine pubblicata da Eurostat https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/edn-20260504-1 , molte persone con disabilità nell’Unione Europea dichiarano di sentirsi discriminate nella vita quotidiana: nei servizi pubblici, nella ricerca di una casa, negli spazi pubblici, nei percorsi educativi.

Dati importanti.
Dati necessari.
Perché trasformano esperienze spesso ignorate in qualcosa che finalmente viene visto.

Ma oggi, nella nostra rubrica, vorremmo fermarci su una domanda meno immediata.
E forse anche più scomoda.

👉 Chi riesce davvero a entrare dentro queste statistiche?

Le indagini europee si basano su questionari, interviste, autopercezione.
Le persone devono poter comprendere le domande, raccontare ciò che vivono, esprimere il proprio vissuto.

Eppure, nella stessa documentazione metodologica di Eurostat, vengono riconosciuti alcuni limiti importanti:

* molte rilevazioni escludono le persone che vivono in strutture e istituzioni;
* alcuni gruppi con limitazioni comunicative, sensoriali o cognitive risultano sottorappresentati;
* in alcuni Paesi era possibile che un familiare rispondesse al posto della persona con disabilità, in altri no.

E allora iniziano le domande.

💭 Cosa succede alle persone che non parlano?
💭 A chi comunica in modi differenti?
💭 A chi non riesce a sostenere un’intervista standard?
💭 A chi vive situazioni di discriminazione ma non ha gli strumenti per raccontarle?
💭 E cosa accade quando qualcun altro deve parlare “al posto suo”?

Forse i dati ci mostrano una parte importante della realtà.
Ma forse esiste anche una parte di realtà che continua a sfuggire proprio perché riguarda le persone che fanno più fatica a essere ascoltate.

Ed è un paradosso doloroso.

Perché chi vive le situazioni di maggiore fragilità comunicativa rischia di essere escluso due volte:
prima dalla piena partecipazione sociale,
e poi persino dalla possibilità di essere contato.

Una statistica può misurare solo ciò che riesce a raggiungere.
Ma una società inclusiva dovrebbe interrogarsi soprattutto su ciò che ancora non riesce a vedere.

Forse la vera domanda non è soltanto:

📌 “Quante persone si sentono discriminate?”

Ma anche:

📌 “Chi non stiamo riuscendo ad ascoltare abbastanza da permettergli di dirlo?”

🌱 Buon lunedì di pensieri che aprono possibilità.

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy
e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4.

20/05/2026

Saremo presenti a “Cantiere Aperto – Co-progettare il Benessere della Comunità”.

Racconteremo il progetto e le attività che stiamo portando avanti per promuovere l’accessibilità comunicativa nei territori di Ardea e Pomezia attraverso gli strumenti della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA).

Sarà un’occasione per conoscerci e scoprire come scuole, enti pubblici, attività commerciali, sportive e ricreative del territorio possono abbattere le barriere comunicative e cognitive, costruendo spazi più accessibili e inclusivi.

📍 Ci trovate:
• 22 maggio | Ardea – Piazza Nuova Tor San Lorenzo
• 3 giugno | Pomezia – Piazza Indipendenza

Unitevi alla rete di Comunità ComuniCAAnte: l’adesione è gratuita e permette di contribuire concretamente a un progetto di inclusione sociale e accessibilità comunicativa.

📌 Se hai un’attività ad Ardea o Pomezia e vuoi aderire alla rete, compila il modulo: https://forms.gle/j1hT9FxzrQ9d3LAe8

📧 info@comunitacomunicaante.it
🌐 www.comunitacomunicaante.it

Il progetto Comunità ComuniCAAnte è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy
e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4

16/05/2026

🎧 "Comunicare è un diritto" la nostra guida FAQ pensata per caregiver familiari, educatori, insegnanti e clinici che si avvicinano alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) e agli interventi in età evolutiva si può anche ascoltare!

È infatti disponibile sul nostro sito la versione audio, perché l’accessibilità passa attraverso possibilità diverse di accesso alle informazioni.

🩷 Leggere, ascoltare, comprendere: ogni persona deve poter scegliere la modalità più adatta a sé.

Più accessibilità significa più partecipazione, più autonomia e più inclusione.

🌱 La Comunicazione Aumentativa e Alternativa che crea ponti, relazioni e comunità più accoglienti.

Per questo continuiamo a costruire materiali semplici, immediati e realmente fruibili.

👉🏼 Puoi ascoltare la guida qui:
[https://www.comunitacomunicaante.it/materiali/comunicare-e-un-diritto-guida-rapida-per-caregiver-familiari.php

Comunità ComuniCAAnte è un progetto di Noidonne TrePuntoZero, realizzato con i fondi dell’Otto per Mille Valdese, con il patrocinio gratuito di Isaac italy e del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea.

Un augurio speciale a tutte le mamme che ogni giorno vediamo prodigarsi con amore, costanza e impegno per il bene dei pr...
10/05/2026

Un augurio speciale a tutte le mamme che ogni giorno vediamo prodigarsi con amore, costanza e impegno per il bene dei propri figli. Auguri mamme e donne speciali🌹

09/05/2026

“E se poi non parlerà?”

È una delle domande che più spesso accompagna l’inizio di un percorso di .

Una domanda che raramente nasce da mancanza di fiducia.
Nasce dall’amore.
Dalla speranza.
Dal desiderio profondo di sentire, un giorno, quella voce arrivare.

E allora molti genitori esitano.

Perché nella loro mente la rischia di sembrare una scelta definitiva, quasi una rinuncia:

“Se usiamo immagini, simboli, tabelle… non smetteremo forse di aspettare la parola?”

Ma la verità è un’altra.

La CAA non toglie parola.
La CAA toglie silenzio.

Offrire strumenti di comunicazione non significa decidere che una persona non parlerà.
Significa decidere che, mentre aspettiamo, quella persona abbia comunque il diritto di entrare in relazione con gli altri.

Perché il linguaggio non comincia quando arriva la voce.
Comunichiamo fin dal nostro primo respiro.

Ciò che fa la differenza è quando ci accorgiamo che ogni persona ha qualcosa da dire.

E c’è un altro aspetto importante da ricordare: moltissimi bambini e ragazzi sviluppano o ampliano il linguaggio verbale proprio quando smettono di vivere nella frustrazione di non riuscire a comunicare.

Quando comprendono che comunicare è possibile.
Quando fanno esperienza di essere ascoltati.

La CAA non chiude porte.
Le apre.

Forse la domanda allora può cambiare:

non “se iniziamo la CAA parlerà mai?” ma

“quanto linguaggio, quante relazioni e quanta serenità rischiamo di perdere se continuiamo ad aspettare senza offrirgli un modo per comunicare?”

Buon lunedì di pensieri che aprono .

Il progetto è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi dell' Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy
e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4

09/05/2026

Il 5 maggio è la Giornata Europea per la 𝐕𝐢𝐭𝐚 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞

Indipendenza non significa fare tutto da soli.
Significa poter scegliere.

Cosa dire.
Come dirlo.
Quando dirlo.

Significa poter decidere di sé.

Quando la comunicazione è difficile,
questo diritto rischia di ridursi.
Non per mancanza di volontà,
ma per mancanza di strumenti.

E allora qualcuno interpreta, anticipa, decide.

A volte è necessario.
𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀!

La CAA esiste per questo:
per rendere possibile l’espressione,
accessibile la scelta,
concreta la partecipazione.

𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒑𝒆𝒏𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒂𝒔𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒖𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐.
𝑬̀ 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊.

👉🏼 “Ti è mai capitato di scegliere per qualcuno… senza fermarti a chiedere?
O, al contrario, di dover scegliere perché non c’erano alternative?”

👇🏼 Scrivilo nei commenti

Il progetto Comunità Comunicaante è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi Otto per Mille Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy
e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea **Consorzio per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4 Pomezia-Ardea**

Indirizzo

Largo Urbino, Edificio 2, Scala B
Pomezia
00071

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 20:00
Martedì 08:30 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 20:00
Giovedì 08:30 - 20:00
Venerdì 08:30 - 20:00
Sabato 08:30 - 16:00

Telefono

+393494560756

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