PsicoStress

PsicoStress Il cervello si nutre di esperienze. Cura la tua dieta psicologica così come scegli cosa mettere in tavola. Ritrova il tuo benessere profondo.

Dott.ssa Sabrina Rodogno
Psicologa- Psicoterapeuta Funzionale in formazione
Esperta in Psicologia Giuridica
Esperta in Psicodiagnostica
Operatrice dello stress
CTU Tribunale di Napoli

https://sabrinarodogno.wordpress.com/

📍 SPETTACOLARIZZAZIONE DEL DOLORE E IMMAGINI GENERATE DALL'IA: RIFLESSIONI PSICOLOGICHE SUL CASO CRANS-MONTANALa tragedi...
08/01/2026

📍 SPETTACOLARIZZAZIONE DEL DOLORE E IMMAGINI GENERATE DALL'IA: RIFLESSIONI PSICOLOGICHE SUL CASO CRANS-MONTANA

La tragedia avvenuta la notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera, ha scosso profondamente l’opinione pubblica.

👉🏼 Oltre alle implicazioni sociali, legali e politiche, ci offre l’opportunità di riflettere sulla spettacolarizzazione del dolore nella nostra epoca digitale.

📍 QUANDO LA SOFFERENZA SI TRASFORMA IN SPETTACOLO

In un’epoca in cui immagini, video e contenuti generati dall’intelligenza artificiale circolano istantaneamente, la rappresentazione di eventi tragici può facilmente scivolare verso ciò che potremmo chiamare “consumismo emotivo ".

👉🏼 La sofferenza altrui viene fruita nelle stesse modalità di qualsiasi altro contenuto virale, per una manciata di visual e likes.

📍 TRAGEDIA CRANS - MONTANA

In contesti di tragedie umane apre due questioni fondamentali:

1. Diffusione di immagini non verificate o alterate: immagini che diventano “icone” della tragedia, spesso senza chiara contestualizzazione.

2. Sfruttamento della sofferenza:
la vittima viene "derubata" della proprio immagine, alata e accostata al parente più distrutto.

👉🏼 La tragedia di Crans-Montana non è solo un fatto di cronaca; è anche uno specchio della nostra epoca digitale, dove la sofferenza umana viene rapidamente trasformata in contenuto visivo e narrativo.

La sofferenza deve essere riconosciuta e sostenuta con rispetto: nel silenzio.

Buona giornata
🔹 PsicoStress

📍CURARE LA MENTE MODIFICA IL DNA?Il cervello è chimica: le esperienze emotive non restano solo “nella testa”, si imprimo...
07/01/2026

📍CURARE LA MENTE MODIFICA IL DNA?

Il cervello è chimica: le esperienze emotive non restano solo “nella testa”, si imprimono nel corpo e lasciano tracce biologiche.

👉🏼 Ogni pensiero attiva circuiti neuronali, ogni emozione muove neurotrasmettitori.
Processi regolati da ormoni, sistema nervoso, memoria corporea.

📍 EPIGENETICA: L'AMBIENTE CHE CI PLASMA

L’epigenetica è la disciplina che studia come l’ambiente e le esperienze di vita — crescita, alimentazione, relazioni affettive, attività fisica, lavoro — influenzano l’espressione dei geni: il DNA si regola, come un interruttore.

👉🏼 Se esiste una predisposizione all’infiammazione intestinale, un’alimentazione fatta di cibi ultra-processati può attivare una disbiosi cronica.
Al contrario, una dieta equilibrata e la cura dell’organismo possono tenere sotto controllo l’infiammazione e favorire l’equilibrio.

📍 IL CAMBIAMENTO EMOTIVO È ANCHE CAMBIAMENTO BIOLOGICO

Vivere a lungo in allerta, paura o tensione mantiene il corpo in uno stato di difesa: cortisolo alto, infiammazione, iperattivazione.
Quando invece si sperimentano sicurezza, ascolto, relazioni sane: il corpo smette di difendersi e inizia a riparare.

👉🏼 Ecco perché il cambiamento emotivo richiede tempo e continuità: ogni nuova esperienza ripetuta lascia una traccia biologica.

📍 LA TERAPIA

Durante un percorso terapeutico, non stiamo “immaginando” di stare meglio. Stiamo insegnando al corpo un nuovo modo di funzionare.

👉🏼 La mente cambia.
Il corpo segue.

Buona giornata
🔹 PsicoStress


05/01/2026

📍 LA NOTTE PIU MAGICA DELL'ANNO

La Befana è una notte che profuma di attesa.

🧹 Per i bambini è magia pura: il silenzio che sembra parlare, i passi immaginati sul tetto, il cuore che batte forte prima di dormire.

🧹 Per gli adulti, invece, la Befana è un ritorno. Non tanto ai dolci, quanto a qualcuno che si è preso cura di noi mentre dormivamo.
Forse è per questo che questa notte ci emoziona ancora.

Ogni tanto, tornare bambini non è regredire: è ricordare come si fa a stupirsi.

Buona Epifania
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073

📍 ANDARE OLTREQuante volte ci fermiamo a ciò che appare, senza chiederci cosa ci sia sotto? E quante volte gli altri ci ...
05/01/2026

📍 ANDARE OLTRE

Quante volte ci fermiamo a ciò che appare, senza chiederci cosa ci sia sotto?
E quante volte gli altri ci leggono in superficie, scambiando una reazione per la nostra identità?

👉🏼 Spesso ciò che si vede non è ciò che siamo,
ma una corazza: un modo per proteggere un'emozione che non ha ancora trovato spazio per essere ascoltata.

📍 ANDARE OLTRE RICHIEDE TEMPO

Capire realmente chi abbiamo di fronte, entrare in sintonia emotiva richiede lentezza, presenza, attenzione.

👉🏼 Scegliamo di non giudicare in fretta, di guardare davvero. Di avere intelligenza emotiva.

Buona giornata
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073

📍"SEMPLICEMENTE"Buona domenica da🔹 PsicoStress
04/01/2026

📍"SEMPLICEMENTE"

Buona domenica da
🔹 PsicoStress

📍 PERCHÉ GLI ADOLESCENTI NON PERCEPISCONO IL PERICOLO?L’idea che “i ragazzi di oggi non hanno paura di nulla” è diffusa,...
03/01/2026

📍 PERCHÉ GLI ADOLESCENTI NON PERCEPISCONO IL PERICOLO?

L’idea che “i ragazzi di oggi non hanno paura di nulla” è diffusa, ma riduttiva.

👉🏼 Il punto non è l’assenza di paura, bensì un modo diverso di percepire il rischio, influenzato da fattori neurobiologici, sociali e culturali che agiscono insieme.

📍 IL CERVELLO DELL'ADOLESCENTE

Non è immaturo è in ristrutturazione, una fase di riorganizzazione cerebrale.

👉🏼 Le aree limbiche (emozioni, impulsi, ricerca del piacere) sono iperattive.

👉🏼 La corteccia prefrontale (valutazione delle conseguenze, autocontrollo) è ancora in sviluppo.

Questo squilibrio porta a maggiore ricerca di sensazioni forti, sottovalutazione del pericolo a lungo termine e focalizzazione sul “qui e ora”.

📍 IL "PERICOLO" È CAMBIATO

La priorità biologica dell'adolescenza è l'esplorazione, necessaria alla costruzione dell’identità.

👉🏼 Il pericolo non è sparito: è diventato astratto, la società contemporanea ha ridisegnato il concetto di rischio.

👉🏼 Danni psicologici, reputazione digitale, dipendenza, esposizione.

📍 QUI ED ORA

Un adolescente non vede il rischio se non produce un effetto immediato, e la società digitale riduce drasticamente la percezione delle conseguenze.

👉🏼 Nella cultura dei like il riconoscimento vale più della sicurezza, i social media non sono solo strumenti ma ambienti sociali.

👉🏼 Il like funziona come:

- rinforzo immediato
- validazione sociale
- misura del valore personale

Il sistema dopaminergico crea micro-scariche di gratificazione favorisce comportamenti ripetuti, anche rischiosi.

📍 IL GRUPPO COME MOLTIPLICATORE DEL RISCHIO

L’adolescente agisce in funzione dello sguardo degli altri. Il gruppo abbassa la percezione del pericolo, la responsabilità si diluisce il rischio diventa una prova di appartenenza.

👉🏼 Nei social questo effetto è amplificato.

📍 IPERSTIMOLAZIONE

Dire che “gli adolescenti non hanno valori” è un errore.
Il problema è l’iperstimolazione, troppe informazioni, immagini, modelli e poco tempo per elaborare.

👉🏼 Il pericolo non viene negato: viene coperto dal rumore.
Educare al rischio oggi non vuol dire solo dire “stai attento”, ma insegnare a fermarsi, sentire, pensare, in un mondo che spinge costantemente a mostrarsi.

Buon pomeriggio
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073

📍 PRIVACY: UN SUPERPOTERE PSICOLOGICO Raccontare la propria vita a tutti può distruggere le relazioni, rendendole fragil...
02/01/2026

📍 PRIVACY: UN SUPERPOTERE PSICOLOGICO

Raccontare la propria vita a tutti può distruggere le relazioni, rendendole fragili.
Ledere i confini è come rompere la pelle di protezione.

👉🏼 Trasformiamo l’intimità in informazione, le emozioni diventano materiale narrativo e le relazioni smettono di essere luoghi protetti.

📍 DISPERSIONE EMOTIVA

Le relazioni sane hanno bisogno di riservatezza in uno spazio dove si può sbagliare senza essere giudicati, attraversare crisi senza spettatori, riparare senza interferenze.

👉🏼 Quando i problemi di coppia, familiari o personali vengono raccontati:

- entrano troppe voci
- nascono schieramenti
- il racconto si deforma
- il legame perde neutralità

👉🏼 La relazione non è più vissuta: è commentata.

📍 LO SFOGO: UN DANNO INVISIBILE

Alcuni mettono in atto un comportamento simile come "sfogo" e chi ascolta si costruisce un’immagine parziale, prende posizione e restituisce una realtà modificata secondo il proprio punto di vista.

👉🏼 Inoltre, l'ascoltatore resta fermo alla versione precedente, mentre la relazione con la sua storia intima è già cambiata.

📍 IL RACCONTO DELL'INSICUREZZA

Chi racconta tutto spesso non lo fa per narcisismo,
ma per insicurezza.
Cercare continue orecchie esterne può essere un tentativo di sentirsi validati, ridurre l’ansia delle proprie responsabilità emotive.

👉🏼 Un meccanismo che nel tempo sposta il baricentro della relazione all’esterno: e ciò che vive fuori perde forza dentro.

📍 PROTEGGERE NON È MENTIRE

Proteggere una relazione significa scegliere a chi raccontare, limitare il numero di testimoni, preservare l’intimità e rispettare anche la privacy dell’altro.

👉🏼 Non tutto ciò che fa male va raccontato.
Le relazioni sopravvivono nel silenzio giusto, non muoiono per mancanza di parole, spesso muoiono per troppe parole.

Non tutto ha bisogno di un pubblico per esistere.

Buona giornata
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073

📍 PERCHÉ GENNAIO SEMBRA DURARE TANTO?Gennaio è il mese che più di tutti viene percepito come lungo, faticoso, interminab...
01/01/2026

📍 PERCHÉ GENNAIO SEMBRA DURARE TANTO?

Gennaio è il mese che più di tutti viene percepito come lungo, faticoso, interminabile.

👉🏼 Non perché abbia più giorni degli altri, ma perché arriva nel momento peggiore possibile per il nostro equilibrio psicologico.

📍DALL'IPERSTIMOLAZIONE AL SILENZIO

Le settimane precedenti sono un concentrato di stimoli: feste, rumore, cibo, incontri, aspettative sociali, obblighi emotivi.
Il sistema nervoso rimane in iper-attivazione per giorni.

👉🏼 Quando tutto finisce, non si torna subito alla normalità: si entra in una fase di crollo fisiologico.
Ed è proprio in questo contrasto che Gennaio sembra infinito.

📍POCHE DISTRAZIONI

Dal punto di vista psicologico, il tempo senza gratificazioni si dilata. Quando le giornate sono simili e prive di stimoli positivi, il cervello registra meno “marcatori emotivi” e il tempo soggettivo si allunga.

👉🏼 Non è il mese che dura troppo. È la sensazione di vuoto che lo rende pesante.

📍ASPETTATIVE IRREALISTICHE

Gennaio è anche il mese delle aspettative irrealistiche: cambiare vita, migliorare se stessi, ripartire “da zero”.
Quando i buoni propositi non si realizzano subito, l’umore cala. Compare frustrazione, senso di inadeguatezza, confronto con gli altri.

👉🏼 Il problema non è non riuscire. Il problema è pretendere una ripartenza immediata da un sistema stanco.

Gennaio ti mette davanti a ciò che resta quando il rumore finisce. E forse è per questo che lo odiamo. Ma è anche per questo che è il mese più sincero dell’anno.

Buon primo Gennaio
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073

31/12/2025

📍"SEMPLICEMENTE"

Da
🔹 PsicoStress

📍 ALLE DONNE DI UNA VOLTA NON SUCCEDEVAUna frase che viene ripetuta spesso, con leggerezza, un confronto che sminuisce, ...
30/12/2025

📍 ALLE DONNE DI UNA VOLTA NON SUCCEDEVA

Una frase che viene ripetuta spesso, con leggerezza, un confronto che sminuisce, colpevolizza e aumenta il senso di inadeguatezza delle donne di oggi.

👉🏼 Mettere una donna contemporanea a confronto con la madre, la nonna o le zie non è un atto neutro: è una semplificazione che ignora il contesto storico, sociale ed emotivo in cui quelle donne vivevano.

📍 LA NONNA NON STAVA MEGLIO. STAVA ZITTA.

Uno dei grandi equivoci è pensare che l’assenza di diagnosi coincida con l’assenza di sofferenza.
I disturbi psicologici non erano riconosciuti, non avevano nome, non avevano spazio.

👉🏼 Non se ne parlava, non c’erano media, non c’erano parole.

- L’ansia era “nervosismo”.
- La depressione era “stanchezza”.
- Il disagio era “carattere”.

Molte donne hanno vissuto intere esistenze soffrendo in silenzio, senza strumenti, senza legittimazione, senza possibilità di scelta.

📍 FAMIGLIE NUMEROSE

La nonna spesso aveva più figli, fratelli, sorelle, cugini e nello stesso quartiere, una vera e propria comunità presente (ma anche invadente).
Insomma, una finta libertà.

👉🏼 Oggi la rete è più fragile, più distante e la solitudine emotiva che ne deriva non è una colpa individuale ma un cambiamento strutturale.

📍 NECESSITÀ ECONOMICHE DIVERSE

C'erano meno bollette, meno spese, meno richieste materiali e meno autonomia economica.

👉🏼 La nonna spesso non portava uno stipendio, dipendeva economicamente dal partner non poteva scegliere se andarsene.

📍 LA DONNA MODERNA

Oggi a una donna si chiede di:

- lavorare
- essere madre presente
- curare il corpo
- coltivare interessi
- essere emotivamente equilibrata
- performare socialmente

👉🏼 Alla nonna si chiedeva una cosa sola: tenere in piedi la famiglia. Un ruolo chiuso, definito, senza alternative.

📍IERI E OGGI

La nonna si curava poco, non aveva altri interessi, il desiderio personale, il benessere emotivo, l’autorealizzazione non erano priorità concesse.

👉🏼 Oggi quei bisogni emergono, e con loro emergono anche le fratture, i conflitti, le crisi.

Il confronto è una forma sottile di violenza.

Buon pomeriggio
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073

📍 S**T STORM: TEMPESTA DI M***A In psicologia lo s**t storm è un fenomeno di aggressione collettiva improvvisa, che si m...
29/12/2025

📍 S**T STORM: TEMPESTA DI M***A

In psicologia lo s**t storm è un fenomeno di aggressione collettiva improvvisa, che si manifesta soprattutto online, quando una persona, un gruppo o un brand diventa il bersaglio di critiche violente e insulti.

👉🏼 Il termine rende bene l’idea:

- non è una critica → è una tempesta
- non è un confronto → è una scarica emotiva

📍 PERCHÉ ACCADE

Lo s**t storm è la somma di più meccanismi che si attivano contemporaneamente:

1. Contagio emotivo
Le emozioni negative si propagano velocemente nei gruppi. Nessuno si sente responsabile, ma tutti partecipano
“Se sono in tanti, allora è giusto.”

2. Deindividuazione
Nei contesti di massa (soprattutto online) l’individuo perde il senso di responsabilità personale.
"Non sono stato io, eravamo in tanti”.

3. Semplificazione morale
Ha una narrazione semplice: giusto/sbagliato. La complessità sparisce e chi prova a capire è “complice”.

4. Funzione catartica
Attaccare qualcuno scarica tensione interna, uno sfogo emotivo collettivo: frustrazioni personali, rabbia repressa, senso di impotenza sociale.

5. Illusione di giustizia
Chi partecipa spesso sente di difendere valori, fare la cosa giusta o “punire” un errore.

📍 COSA FARE

Non si spegne uno s**t storm convincendo la folla.
Si spegne sottraendosi al meccanismo.

👉🏼 La vera forza, oggi, non è urlare più forte.
È uscire dalla piazza prima che diventi violenta.

Buona giornata
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073


Indirizzo

Via L. Manara 5
Pomezia
00071

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando PsicoStress pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a PsicoStress:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare

Chi sono

Dott.ssa Sabrina Rodogno

PSICOLOGA CLINICA Regione Campania Sez. A nr. 4577

Sono nata a sud dell'Italia, esattamente nel Mezzogiorno: Napoli. Come gran parte dei bambini giocavo e andavo in bici con gli amici; come pochi bambini, la sera restavo per ore incantata nel vedere Gigi Marzullo intervistare i suoi ospiti attraverso domande poi divenute famose, Maurizio Costanzo riuscire a ti**re fuori le emozioni nel suo salotto e, Luciano Rispoli con eleganza chiedere la storia personale al personaggio famoso. Durante l'infanzia oltre ad amare le vite degli altri, a vario titolo ho toccato la discriminazione, il bullismo, la superficialità, la violenza e la paura della diversità: dinamiche malate attraversate fino in fondo e trasformate in esperienze, chiuse in un bagaglio chiamato empatia.

“Credevo fortemente nella diversità come marcia in più e da grande avrei fatto la psicologa”.