PsicoStress

PsicoStress Il cervello si nutre di esperienze. Cura la tua dieta psicologica così come scegli cosa mettere in tavola. Ritrova il tuo benessere profondo.

Dott.ssa Sabrina Rodogno
Psicologa- Psicoterapeuta Funzionale in formazione
Esperta in Psicologia Giuridica
Esperta in Psicodiagnostica
Operatrice dello stress
CTU Tribunale di Napoli

https://sabrinarodogno.wordpress.com/

📍PILLOLE DI PSICOLOGIA "Semplicemente".Buona giornata 🔹 PsicoStress
25/04/2026

📍PILLOLE DI PSICOLOGIA

"Semplicemente".

Buona giornata
🔹 PsicoStress

24/04/2026

📍 AMARE NON BASTA

L’amore è il punto di partenza, ma non è ciò che mantiene una relazione nel tempo. Sono le scelte quotidiane, la capacità di comunicare e di adattarsi a fare la differenza.

👉🏼 Una coppia non si costruisce sull’assenza di problemi, ma sulla capacità di affrontarli insieme. Restare non è solo un atto emotivo, ma una decisione consapevole.

SENSO DI COLPALa voce interna che giudica1. CHE COS'È IL SENSO DI COLPA?Il senso di colpa è un’emozione che emerge quand...
23/04/2026

SENSO DI COLPA
La voce interna che giudica

1. CHE COS'È IL SENSO DI COLPA?

Il senso di colpa è un’emozione che emerge quando percepiamo una discrepanza tra il nostro comportamento e i nostri valori morali.

👉🏼 Non sempre nasce da un errore reale, spesso si accompagna a pensieri ripetitivi e forte autocritica.

2. DA DOVE NASCE IL SENSO DI COLPA?

Fin da piccoli impariamo cosa è giusto e cosa no, interiorizzando regole e aspettative. Se queste sono rigide o accompagnate da giudizio eccessivo, il senso di colpa può diventare cronico.

👉🏼 Ha un forte impatto sulle relazioni, perché influenza il modo in cui ci poniamo verso gli altri: chi si sente spesso in colpa può avere difficoltà a dire “no” o a stabilire confini.

3. COME SI PUÒ GESTIRE IL SENSO DI COLPA?

Gestire il senso di colpa significa prima di tutto riconoscerlo e comprenderne l’origine. È utile chiedersi se la responsabilità percepita è reale e proporzionata.

👉🏼 Il percorso non è eliminare il senso di colpa, ma trasformarlo in uno strumento di crescita.

Buonanotte
🔹 PsicoStress

22/04/2026

📍 IL VUOTO DEL SILENZIO

Riempire i silenzi con mille attività, rumori e parole pur di non far emergere emozioni che ci spaventano.

Buongiorno
🔹 PsicoStress

📍 L'ESPLOSIONE DELLE EMOZIONI L’effetto “pentola a pressione” descrive ciò che accade quando le emozioni, in particolare...
21/04/2026

📍 L'ESPLOSIONE DELLE EMOZIONI

L’effetto “pentola a pressione” descrive ciò che accade quando le emozioni, in particolare la rabbia, vengono trattenute a lungo senza trovare uno spazio di espressione.

👉🏼 Non si tratta di una reazione improvvisa o “senza motivo”, ma del risultato di un accumulo progressivo che, nel tempo, aumenta la tensione interna fino a superare una soglia critica.

📍 TUTTO TACE, MA ...

All’esterno può sembrare che tutto sia sotto controllo. La persona appare calma, gestisce, sopporta, evita il conflitto. Ma sotto questa superficie si costruisce una pressione silenziosa fatta di frustrazioni non espresse, bisogni ignorati, limiti non comunicati.

👉🏼 Ogni episodio non elaborato si aggiunge al precedente, creando un carico emotivo sempre più difficile da contenere.

📍 LA GOCCIA CHE TRABOCCA

Quando la pressione diventa eccessiva, basta un evento minimo per far “saltare il coperchio”. La reazione può apparire sproporzionata: un’esplosione di rabbia, uno scatto improvviso, parole che sembrano andare oltre la situazione presente.

👉🏼 In realtà, ciò che emerge non riguarda solo quel momento, ma tutto ciò che è rimasto in sospeso nel tempo.

📍 COSA FARE?

Comprendere l’effetto “pentola a pressione” significa spostare lo sguardo dall’esplosione finale al processo che la precede. Non è la rabbia a essere “troppa”, ma il carico emotivo che non ha avuto spazio per essere riconosciuto, ascoltato e regolato nel tempo.

👉🏼 Imparare a intercettare i segnali precoci — tensione nel corpo, irritabilità, pensieri ricorrenti — permette di interve**re prima che la pressione diventi ingestibile.

👉🏼 Dare voce alle emozioni anche in modo graduale e consapevole, non significa perdere il controllo, ma esprimerle nel momento in cui emergono per preve**re l’accumulo che porta all’esplosione

Buona giornata
🔹 PsicoStress

📍 PSICOFARMACI O PSICOTERAPIA?Nel dibattito tra farmaci e terapia si crea spesso una contrapposizione, non si tratta di ...
19/04/2026

📍 PSICOFARMACI O PSICOTERAPIA?

Nel dibattito tra farmaci e terapia si crea spesso una contrapposizione, non si tratta di scegliere “l’uno o l’altra”, ma di capire quando, come e perché utilizzare ciascun intervento.

👉🏼 Gli psicofarmaci sono strumenti clinici e, quando c’è una patologia diagnosticata — come disturbi d’ansia severi, depressione maggiore o altri disturbi dell’umore — diventano fondamentali.

👉🏼 In questi casi non si limitano a coprire il sintomo, ma aiutano a ridurre la sofferenza, a stabilizzare l’umore e a recuperare un minimo equilibrio.

📍NON SOLO PATOLOGIA

Se il disagio riguarda anche il modo in cui vivi, pensi e reagisci, allora serve uno spazio in cui tutto questo possa essere compreso. Senza questo passaggio, il rischio è di stare meglio solo a metà: meno sintomi, ma gli stessi meccanismi di sempre.

👉🏼 È qui che entra in gioco la psicoterapia: aiuta a riconoscere le emozioni, a dare un nome a ciò che si prova, a comprendere i propri bisogni e a vedere con più chiarezza i propri schemi.

📍 DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Farmaci e psicoterapia non sono in opposizione, spesso funzionano meglio insieme: il farmaco stabilizza, la terapia trasforma.

👉🏼 Senza una base minima di equilibrio, a volte è difficile anche solo fermarsi, pensare e sentire davvero. In questo senso, il farmaco non è una scorciatoia, ma un alleato.

📍 SCEGLIERE

Alla fine, la vera scelta non è tra prendere o non prendere farmaci, ma tra restare nella passività del sollievo immediato oppure utilizzare tutti gli strumenti disponibili per stare meglio in modo più consapevole.

👉🏼 Perché il cambiamento non avviene solo quando il dolore si abbassa, ma quando iniziamo a capire cosa quel dolore stava cercando di dirci.

Buon pomeriggio
🔹 PsicoStress

1. COS'È L'APATIA?L’apatia è uno stato psicologico in cui si riduce o si spegne la motivazione ad agire, desiderare e pa...
18/04/2026

1. COS'È L'APATIA?

L’apatia è uno stato psicologico in cui si riduce o si spegne la motivazione ad agire, desiderare e partecipare alla vita. Le attività quotidiane possono essere portate avanti, ma senza coinvolgimento emotivo, come se tutto fosse distante o poco significativo.

👉🏼 La persona non necessariamente prova tristezza, ma piuttosto una forma di “assenza” emotiva. È come vivere con il motore acceso ma senza accelerare davvero.

2. QUAL È LA DIFFERENZA CON LA DEPRESSIONE?

Nell’apatia prevale un appiattimento: le emozioni sono attenuate, quasi spente, e manca la spinta ad agire. Nella depressione, invece, le emozioni sono spesso forti e dolorose, con tristezza profonda, senso di vuoto e pensieri negativi su di sé.

👉🏼 L’apatia può far sentire fermi, ma non necessariamente disperati. La depressione, al contrario, può far sentire schiacciati e senza via d’uscita. Inoltre, la depressione coinvolge spesso anche il corpo e il pensiero in modo più marcato. Le due condizioni possono sovrapporsi, ma non coincidono.

3. QUALI POSSONO ESSERE LE CAUSE DELL'APATIA?

Le cause dell’apatia sono molteplici e spesso si intrecciano tra loro, può nascere da una stanchezza emotiva prolungata, quando si è stati sotto pressione troppo a lungo senza pause reali.

👉🏼 In altri casi è legata a routine ripetitive che svuotano il coinvolgimento. Infine, può essere un segnale iniziale di un disagio più profondo che merita ascolto e attenzione.

Buona serata
🔹 PsicoStress

18/04/2026

📍PENSO E RIPENSO

L'unica voce intorno a me: i pensieri.

📍 STOP! Il tempo è una dimensione che non possiamo controllare, e il problema nasce quando smettiamo di viverlo iniziand...
16/04/2026

📍 STOP!

Il tempo è una dimensione che non possiamo controllare, e il problema nasce quando smettiamo di viverlo iniziando a rincorrerlo.

👉🏼 La corsa continua non è solo uno stile di vita, è uno stato mentale, anche quando siamo fermi, dentro siamo proiettati in avanti.

📍 UN ALLARME CONTINUO

In termini psicologici, è come se vivessimo in uno stato di allerta permanente. Il sistema nervoso non si spegne mai davvero.

👉🏼 Per questo l’agitazione compare nei momenti più impensati. Non è il contesto a generarla, ma il ritmo interno che non si regola più: il silenzio, anziché calmare, amplifica il rumore mentale.

📍 ORMONI DELLO STRESS

L’adrenalina e il cortisolo, utili in situazioni di emergenza, diventano dannosi se prodotti continuamente.

👇🏼 I sintomi sono:

- Il cuore accelera perché il corpo percepisce pericolo
- La testa fa male per la tensione costante
- La stanchezza aumenta perché non recuperiamo mai davvero
- Nausea e capogiri indicano sovraccarico
- Sudorazione e tremori sono scariche di attivazione

📍 NON SIAMO PIÙ NEL PRESENTE

Non siamo più nel presente, ma in una simulazione continua di ciò che potrebbe accadere. E il presente diventa solo un passaggio veloce, quasi invisibile.

👉🏼 Così ci troviamo incastrati tra due polarità:

- il futuro, che anticipiamo e che spesso ci genera ansia
- il passato, che idealizziamo o rimpiangiamo

📍 COSA FARE?

La micropausa è una breve interruzione intenzionale — da pochi secondi a pochi minuti — in cui smetti di fare e torni consapevolmente a te stesso.
Funziona come un reset fisiologico: interrompe l’automatismo e abbassa il livello di stress (adrenalina e cortisolo).

👉🏼 E ripetuta più volte nella giornata, può cambiare radicalmente il tuo modo di vivere il tempo.

- smetti volontariamente quello che stai facendo
- porti attenzione al corpo (respiro, sensazioni)
- non riempi subito quel vuoto

👉🏼 Se invece prendi il telefono o cambi attività, non è una pausa: è evasione.

Buona giornata
PsicoStress

1. PERCHÉ A VOLTE NON CAPISCO COSA PROVO?Non sempre è facile riconoscere le proprie emozioni perché spesso sono mescolat...
15/04/2026

1. PERCHÉ A VOLTE NON CAPISCO COSA PROVO?

Non sempre è facile riconoscere le proprie emozioni perché spesso sono mescolate tra loro o troppo intense. A volte mancano le parole per descriverle, oppure non siamo stati abituati ad ascoltarci davvero e distinguiamo solo “sto bene” “sto male”.

👉🏼 Può accadere anche che tendiamo a razionalizzare tutto, allontanandoci da ciò che sentiamo. In altri casi, alcune emozioni vengono evitate perché considerate scomode o difficili da gestire. Questo crea confusione interna.

2. LE EMOZIONI POSSONO ARRIVARE DAL PASSATO?

Sì, le emozioni possono avere radici nel passato, anche quando sembrano legate al presente. Esperienze vissute, soprattutto se intense o non elaborate, possono riattivarsi in situazioni simili.

👉🏼 A volte reagiamo più del necessario proprio perché qualcosa dentro di noi è già stato toccato in precedenza. Il corpo e la mente conservano tracce emotive che influenzano il modo in cui percepiamo ciò che accade.

3. PERCHÉ REPRIMERE LE EMOZIONI FA MALE?

Le emozioni sono come la lava di un vulcano, hanno bisogno di poter ve**re fuori nel momento stesso che le proviamo.
Reprimere farà implodere il corpo, continue "scosse" interiori possono provocare una serie di disturbi fisici molto fastidiosi.

👉🏼 Il corpo per trattenere diventa rigido, tanto da non riuscire a percepire una carezza.
Inoltre, la tensione muscolare provoca:
- mal di testa
- mal di stomaco
- insonnia
- dolori muscolari
- problemi intestinali
- calo della libido

Buona giornata
🔹 PsicoStress

Indirizzo

Via Dei Castelli Romani 59
Pomezia
00071

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

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Chi sono

Dott.ssa Sabrina Rodogno

PSICOLOGA CLINICA Regione Campania Sez. A nr. 4577

Sono nata a sud dell'Italia, esattamente nel Mezzogiorno: Napoli. Come gran parte dei bambini giocavo e andavo in bici con gli amici; come pochi bambini, la sera restavo per ore incantata nel vedere Gigi Marzullo intervistare i suoi ospiti attraverso domande poi divenute famose, Maurizio Costanzo riuscire a ti**re fuori le emozioni nel suo salotto e, Luciano Rispoli con eleganza chiedere la storia personale al personaggio famoso. Durante l'infanzia oltre ad amare le vite degli altri, a vario titolo ho toccato la discriminazione, il bullismo, la superficialità, la violenza e la paura della diversità: dinamiche malate attraversate fino in fondo e trasformate in esperienze, chiuse in un bagaglio chiamato empatia.

“Credevo fortemente nella diversità come marcia in più e da grande avrei fatto la psicologa”.