Il cervello si nutre di esperienze. Cura la tua dieta psicologica così come scegli cosa mettere in tavola. Ritrova il tuo benessere profondo.
Dott.ssa Sabrina Rodogno
Psicologa- Psicoterapeuta Funzionale in formazione
Esperta in Psicologia Giuridica
Esperta in Psicodiagnostica
Operatrice dello stress
CTU Tribunale di Napoli
📍 SPETTACOLARIZZAZIONE DEL DOLORE E IMMAGINI GENERATE DALL'IA: RIFLESSIONI PSICOLOGICHE SUL CASO CRANS-MONTANA
La tragedia avvenuta la notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera, ha scosso profondamente l’opinione pubblica.
👉🏼 Oltre alle implicazioni sociali, legali e politiche, ci offre l’opportunità di riflettere sulla spettacolarizzazione del dolore nella nostra epoca digitale.
📍 QUANDO LA SOFFERENZA SI TRASFORMA IN SPETTACOLO
In un’epoca in cui immagini, video e contenuti generati dall’intelligenza artificiale circolano istantaneamente, la rappresentazione di eventi tragici può facilmente scivolare verso ciò che potremmo chiamare “consumismo emotivo ".
👉🏼 La sofferenza altrui viene fruita nelle stesse modalità di qualsiasi altro contenuto virale, per una manciata di visual e likes.
📍 TRAGEDIA CRANS - MONTANA
In contesti di tragedie umane apre due questioni fondamentali:
1. Diffusione di immagini non verificate o alterate: immagini che diventano “icone” della tragedia, spesso senza chiara contestualizzazione.
2. Sfruttamento della sofferenza:
la vittima viene "derubata" della proprio immagine, alata e accostata al parente più distrutto.
👉🏼 La tragedia di Crans-Montana non è solo un fatto di cronaca; è anche uno specchio della nostra epoca digitale, dove la sofferenza umana viene rapidamente trasformata in contenuto visivo e narrativo.
La sofferenza deve essere riconosciuta e sostenuta con rispetto: nel silenzio.
Buona giornata
🔹 PsicoStress
07/01/2026
📍CURARE LA MENTE MODIFICA IL DNA?
Il cervello è chimica: le esperienze emotive non restano solo “nella testa”, si imprimono nel corpo e lasciano tracce biologiche.
👉🏼 Ogni pensiero attiva circuiti neuronali, ogni emozione muove neurotrasmettitori.
Processi regolati da ormoni, sistema nervoso, memoria corporea.
📍 EPIGENETICA: L'AMBIENTE CHE CI PLASMA
L’epigenetica è la disciplina che studia come l’ambiente e le esperienze di vita — crescita, alimentazione, relazioni affettive, attività fisica, lavoro — influenzano l’espressione dei geni: il DNA si regola, come un interruttore.
👉🏼 Se esiste una predisposizione all’infiammazione intestinale, un’alimentazione fatta di cibi ultra-processati può attivare una disbiosi cronica.
Al contrario, una dieta equilibrata e la cura dell’organismo possono tenere sotto controllo l’infiammazione e favorire l’equilibrio.
📍 IL CAMBIAMENTO EMOTIVO È ANCHE CAMBIAMENTO BIOLOGICO
Vivere a lungo in allerta, paura o tensione mantiene il corpo in uno stato di difesa: cortisolo alto, infiammazione, iperattivazione.
Quando invece si sperimentano sicurezza, ascolto, relazioni sane: il corpo smette di difendersi e inizia a riparare.
👉🏼 Ecco perché il cambiamento emotivo richiede tempo e continuità: ogni nuova esperienza ripetuta lascia una traccia biologica.
📍 LA TERAPIA
Durante un percorso terapeutico, non stiamo “immaginando” di stare meglio. Stiamo insegnando al corpo un nuovo modo di funzionare.
👉🏼 La mente cambia.
Il corpo segue.
Buona giornata
🔹 PsicoStress
05/01/2026
📍 LA NOTTE PIU MAGICA DELL'ANNO
La Befana è una notte che profuma di attesa.
🧹 Per i bambini è magia pura: il silenzio che sembra parlare, i passi immaginati sul tetto, il cuore che batte forte prima di dormire.
🧹 Per gli adulti, invece, la Befana è un ritorno. Non tanto ai dolci, quanto a qualcuno che si è preso cura di noi mentre dormivamo.
Forse è per questo che questa notte ci emoziona ancora.
Ogni tanto, tornare bambini non è regredire: è ricordare come si fa a stupirsi.
Buona Epifania
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073
05/01/2026
📍 ANDARE OLTRE
Quante volte ci fermiamo a ciò che appare, senza chiederci cosa ci sia sotto?
E quante volte gli altri ci leggono in superficie, scambiando una reazione per la nostra identità?
👉🏼 Spesso ciò che si vede non è ciò che siamo,
ma una corazza: un modo per proteggere un'emozione che non ha ancora trovato spazio per essere ascoltata.
📍 ANDARE OLTRE RICHIEDE TEMPO
Capire realmente chi abbiamo di fronte, entrare in sintonia emotiva richiede lentezza, presenza, attenzione.
👉🏼 Scegliamo di non giudicare in fretta, di guardare davvero. Di avere intelligenza emotiva.
Buona giornata
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073
04/01/2026
📍"SEMPLICEMENTE"
Buona domenica da
🔹 PsicoStress
03/01/2026
📍 PERCHÉ GLI ADOLESCENTI NON PERCEPISCONO IL PERICOLO?
L’idea che “i ragazzi di oggi non hanno paura di nulla” è diffusa, ma riduttiva.
👉🏼 Il punto non è l’assenza di paura, bensì un modo diverso di percepire il rischio, influenzato da fattori neurobiologici, sociali e culturali che agiscono insieme.
📍 IL CERVELLO DELL'ADOLESCENTE
Non è immaturo è in ristrutturazione, una fase di riorganizzazione cerebrale.
👉🏼 Le aree limbiche (emozioni, impulsi, ricerca del piacere) sono iperattive.
👉🏼 La corteccia prefrontale (valutazione delle conseguenze, autocontrollo) è ancora in sviluppo.
Questo squilibrio porta a maggiore ricerca di sensazioni forti, sottovalutazione del pericolo a lungo termine e focalizzazione sul “qui e ora”.
📍 IL "PERICOLO" È CAMBIATO
La priorità biologica dell'adolescenza è l'esplorazione, necessaria alla costruzione dell’identità.
👉🏼 Il pericolo non è sparito: è diventato astratto, la società contemporanea ha ridisegnato il concetto di rischio.
Un adolescente non vede il rischio se non produce un effetto immediato, e la società digitale riduce drasticamente la percezione delle conseguenze.
👉🏼 Nella cultura dei like il riconoscimento vale più della sicurezza, i social media non sono solo strumenti ma ambienti sociali.
👉🏼 Il like funziona come:
- rinforzo immediato
- validazione sociale
- misura del valore personale
Il sistema dopaminergico crea micro-scariche di gratificazione favorisce comportamenti ripetuti, anche rischiosi.
📍 IL GRUPPO COME MOLTIPLICATORE DEL RISCHIO
L’adolescente agisce in funzione dello sguardo degli altri. Il gruppo abbassa la percezione del pericolo, la responsabilità si diluisce il rischio diventa una prova di appartenenza.
👉🏼 Nei social questo effetto è amplificato.
📍 IPERSTIMOLAZIONE
Dire che “gli adolescenti non hanno valori” è un errore.
Il problema è l’iperstimolazione, troppe informazioni, immagini, modelli e poco tempo per elaborare.
👉🏼 Il pericolo non viene negato: viene coperto dal rumore.
Educare al rischio oggi non vuol dire solo dire “stai attento”, ma insegnare a fermarsi, sentire, pensare, in un mondo che spinge costantemente a mostrarsi.
Buon pomeriggio
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073
02/01/2026
📍 PRIVACY: UN SUPERPOTERE PSICOLOGICO
Raccontare la propria vita a tutti può distruggere le relazioni, rendendole fragili.
Ledere i confini è come rompere la pelle di protezione.
👉🏼 Trasformiamo l’intimità in informazione, le emozioni diventano materiale narrativo e le relazioni smettono di essere luoghi protetti.
📍 DISPERSIONE EMOTIVA
Le relazioni sane hanno bisogno di riservatezza in uno spazio dove si può sbagliare senza essere giudicati, attraversare crisi senza spettatori, riparare senza interferenze.
👉🏼 Quando i problemi di coppia, familiari o personali vengono raccontati:
- entrano troppe voci
- nascono schieramenti
- il racconto si deforma
- il legame perde neutralità
👉🏼 La relazione non è più vissuta: è commentata.
📍 LO SFOGO: UN DANNO INVISIBILE
Alcuni mettono in atto un comportamento simile come "sfogo" e chi ascolta si costruisce un’immagine parziale, prende posizione e restituisce una realtà modificata secondo il proprio punto di vista.
👉🏼 Inoltre, l'ascoltatore resta fermo alla versione precedente, mentre la relazione con la sua storia intima è già cambiata.
📍 IL RACCONTO DELL'INSICUREZZA
Chi racconta tutto spesso non lo fa per narcisismo,
ma per insicurezza.
Cercare continue orecchie esterne può essere un tentativo di sentirsi validati, ridurre l’ansia delle proprie responsabilità emotive.
👉🏼 Un meccanismo che nel tempo sposta il baricentro della relazione all’esterno: e ciò che vive fuori perde forza dentro.
📍 PROTEGGERE NON È MENTIRE
Proteggere una relazione significa scegliere a chi raccontare, limitare il numero di testimoni, preservare l’intimità e rispettare anche la privacy dell’altro.
👉🏼 Non tutto ciò che fa male va raccontato.
Le relazioni sopravvivono nel silenzio giusto, non muoiono per mancanza di parole, spesso muoiono per troppe parole.
Non tutto ha bisogno di un pubblico per esistere.
Buona giornata
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073
01/01/2026
📍 PERCHÉ GENNAIO SEMBRA DURARE TANTO?
Gennaio è il mese che più di tutti viene percepito come lungo, faticoso, interminabile.
👉🏼 Non perché abbia più giorni degli altri, ma perché arriva nel momento peggiore possibile per il nostro equilibrio psicologico.
📍DALL'IPERSTIMOLAZIONE AL SILENZIO
Le settimane precedenti sono un concentrato di stimoli: feste, rumore, cibo, incontri, aspettative sociali, obblighi emotivi.
Il sistema nervoso rimane in iper-attivazione per giorni.
👉🏼 Quando tutto finisce, non si torna subito alla normalità: si entra in una fase di crollo fisiologico.
Ed è proprio in questo contrasto che Gennaio sembra infinito.
📍POCHE DISTRAZIONI
Dal punto di vista psicologico, il tempo senza gratificazioni si dilata. Quando le giornate sono simili e prive di stimoli positivi, il cervello registra meno “marcatori emotivi” e il tempo soggettivo si allunga.
👉🏼 Non è il mese che dura troppo. È la sensazione di vuoto che lo rende pesante.
📍ASPETTATIVE IRREALISTICHE
Gennaio è anche il mese delle aspettative irrealistiche: cambiare vita, migliorare se stessi, ripartire “da zero”.
Quando i buoni propositi non si realizzano subito, l’umore cala. Compare frustrazione, senso di inadeguatezza, confronto con gli altri.
👉🏼 Il problema non è non riuscire. Il problema è pretendere una ripartenza immediata da un sistema stanco.
Gennaio ti mette davanti a ciò che resta quando il rumore finisce. E forse è per questo che lo odiamo. Ma è anche per questo che è il mese più sincero dell’anno.
Buon primo Gennaio
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073
31/12/2025
📍"SEMPLICEMENTE"
Da
🔹 PsicoStress
30/12/2025
📍 ALLE DONNE DI UNA VOLTA NON SUCCEDEVA
Una frase che viene ripetuta spesso, con leggerezza, un confronto che sminuisce, colpevolizza e aumenta il senso di inadeguatezza delle donne di oggi.
👉🏼 Mettere una donna contemporanea a confronto con la madre, la nonna o le zie non è un atto neutro: è una semplificazione che ignora il contesto storico, sociale ed emotivo in cui quelle donne vivevano.
📍 LA NONNA NON STAVA MEGLIO. STAVA ZITTA.
Uno dei grandi equivoci è pensare che l’assenza di diagnosi coincida con l’assenza di sofferenza.
I disturbi psicologici non erano riconosciuti, non avevano nome, non avevano spazio.
👉🏼 Non se ne parlava, non c’erano media, non c’erano parole.
- L’ansia era “nervosismo”.
- La depressione era “stanchezza”.
- Il disagio era “carattere”.
Molte donne hanno vissuto intere esistenze soffrendo in silenzio, senza strumenti, senza legittimazione, senza possibilità di scelta.
📍 FAMIGLIE NUMEROSE
La nonna spesso aveva più figli, fratelli, sorelle, cugini e nello stesso quartiere, una vera e propria comunità presente (ma anche invadente).
Insomma, una finta libertà.
👉🏼 Oggi la rete è più fragile, più distante e la solitudine emotiva che ne deriva non è una colpa individuale ma un cambiamento strutturale.
📍 NECESSITÀ ECONOMICHE DIVERSE
C'erano meno bollette, meno spese, meno richieste materiali e meno autonomia economica.
👉🏼 La nonna spesso non portava uno stipendio, dipendeva economicamente dal partner non poteva scegliere se andarsene.
📍 LA DONNA MODERNA
Oggi a una donna si chiede di:
- lavorare
- essere madre presente
- curare il corpo
- coltivare interessi
- essere emotivamente equilibrata
- performare socialmente
👉🏼 Alla nonna si chiedeva una cosa sola: tenere in piedi la famiglia. Un ruolo chiuso, definito, senza alternative.
📍IERI E OGGI
La nonna si curava poco, non aveva altri interessi, il desiderio personale, il benessere emotivo, l’autorealizzazione non erano priorità concesse.
👉🏼 Oggi quei bisogni emergono, e con loro emergono anche le fratture, i conflitti, le crisi.
Il confronto è una forma sottile di violenza.
Buon pomeriggio
🔹 PsicoStress
☎️ 340 5290073
29/12/2025
📍 S**T STORM: TEMPESTA DI M***A
In psicologia lo s**t storm è un fenomeno di aggressione collettiva improvvisa, che si manifesta soprattutto online, quando una persona, un gruppo o un brand diventa il bersaglio di critiche violente e insulti.
👉🏼 Il termine rende bene l’idea:
- non è una critica → è una tempesta
- non è un confronto → è una scarica emotiva
📍 PERCHÉ ACCADE
Lo s**t storm è la somma di più meccanismi che si attivano contemporaneamente:
1. Contagio emotivo
Le emozioni negative si propagano velocemente nei gruppi. Nessuno si sente responsabile, ma tutti partecipano
“Se sono in tanti, allora è giusto.”
2. Deindividuazione
Nei contesti di massa (soprattutto online) l’individuo perde il senso di responsabilità personale.
"Non sono stato io, eravamo in tanti”.
3. Semplificazione morale
Ha una narrazione semplice: giusto/sbagliato. La complessità sparisce e chi prova a capire è “complice”.
4. Funzione catartica
Attaccare qualcuno scarica tensione interna, uno sfogo emotivo collettivo: frustrazioni personali, rabbia repressa, senso di impotenza sociale.
5. Illusione di giustizia
Chi partecipa spesso sente di difendere valori, fare la cosa giusta o “punire” un errore.
📍 COSA FARE
Non si spegne uno s**t storm convincendo la folla.
Si spegne sottraendosi al meccanismo.
👉🏼 La vera forza, oggi, non è urlare più forte.
È uscire dalla piazza prima che diventi violenta.
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PSICOLOGA CLINICA Regione Campania Sez. A nr. 4577
Sono nata a sud dell'Italia, esattamente nel Mezzogiorno: Napoli.
Come gran parte dei bambini giocavo e andavo in bici con gli amici; come pochi bambini, la sera restavo per ore incantata nel vedere Gigi Marzullo intervistare i suoi ospiti attraverso domande poi divenute famose, Maurizio Costanzo riuscire a ti**re fuori le emozioni nel suo salotto e, Luciano Rispoli con eleganza chiedere la storia personale al personaggio famoso.
Durante l'infanzia oltre ad amare le vite degli altri, a vario titolo ho toccato la discriminazione, il bullismo, la superficialità, la violenza e la paura della diversità: dinamiche malate attraversate fino in fondo e trasformate in esperienze, chiuse in un bagaglio chiamato empatia.
“Credevo fortemente nella diversità come marcia in più e da grande avrei fatto la psicologa”.
Nella mia calda città ho iniziato e concluso gli studi seguendo quella che è diventata la passione più grande: la comprensione dei meccanismi che muovono i comportamenti umani. Una spinta viscerale che mi porta verso numerosi percorsi formativi e continui aggiornamenti, non smetto mai di imparare dai grandi maestri e per tale motivo lascio aperte tutte le porte della conoscenza, senza precludere metodi ed apprendimenti diversificati e, tutto il mio sapere va pienamente a disposizione dei pazienti, in una relazione bi-direzionale da cui traggo continuo arricchimento personale.
LE MIE ESPERIENZE FORMATIVE
Nel 2007 mi laureo nella Seconda Università degli studi di Napoli in PSICOLOGIA CLINICA E DI COMUNITÀ, discutendo una tesi sperimentale dal titolo “lo stupro come fantasia sessuale nell’uomo”. La ricerca ha visto impegnati 200 soggetti di sesso maschile per la valutazione del grado di eccitamento a seguito della visione di un video tratto dal film “sotto accusa”, nel quale Jodie Foster subisce violenza sessuale di gruppo. In seduta scatta un dibattito acceso tra i partecipanti della commissione, perlopiù, da parte degli uomini risentiti dalla definizione “siete tutti potenziali stupratori”, volutamente provocatoria. Sostenuta dalla relatrice Anna Costanza Baldry -impegnata attivamente nella lotta contro la violenza sulle donne- il presidente della commissione dichiara la mia tesi “un capitolo nuovo negli archivi della facoltà di Caserta”.
Dal 2008 sono psicologa e poi psicoterapeuta tirocinante presso il CSM Asl Napoli 1, nel difficile distretto Santa Maria Antesecula -zona Sanità- dove mi ritrovo a contatto con realtà difficili di donne e bambini privi di adeguate risorse sociali. Avrei dovuto dare sostegno alle donne e mi sono ritrovata a cambiare la vita della mia prima paziente: i suoi deboli strumenti ora sono potenti risorse di indipendenza; ho capito in questo percorso l'importanza della fiducia che l'altro mette nelle mie mani e l'onestà di operare con il cuore.
La struttura del CSM è popolata non solo da pazienti affetti da nevrosi, ma anche da psicotici gravi, esistono infatti due edifici nei quali ricevono vitto e alloggio. Numerosi i progetti seguiti: arteterapia, con una splendida mostra di opere da loro realizzate; teatro terapia, con lo spettacolo “la tempesta” di Shakespeare; musico terapia e danza terapia, con corsi di balli caraibici.
Nel secondo semestre del 2008 mi sposto alla SEF -Scuola Europea Funzionale- diretta dal creatore: professor Luciano Rispoli. In questo innovativo istituto vengo a contatto con il linguaggio del corpo; seguo numerosi seminari, studio e sbobino le terapie portate avanti dai docenti della scuola, leggo articoli e lezioni.
Nel 2008 pur seguendo la SEF e il CSM, entro a far parte del team Centro Antiviolenza Donna “Onda Rosa”. Mi occupo del telefono rosa e dell'accoglienza delle donne abusate, per condurle nell’assistenza sia psicologica che legale a disposizione nella struttura. Un'esperienza dura per me, soprattutto, dopo aver preso la telefonata di un anziano papà che chiedeva aiuto per sua figlia. A quel punto decido di volerne sapere di più sul piano legale e sperare di poter contribuire all'arresto degli abusanti.
Nel 2008 seguo il master annuale presso il centro studi e ricerche Politeia di Napoli, attraverso cui interagisco con detenuti di svariate strutture carcerarie, quali: Poggioreale, OPG di Aversa, Custodia attenuata per tossicodipendenti di Lauro e tante altre. A fine percorso, con la tesi “la psicologia nel processo penale” divento ESPERTA IN PSICOLOGIA GIURIDICA.
Dal 2008 sono impegnata al Centro Eos di Napoli, due anni di acquisizione delle tecniche psicodiagnostiche, quali: Test di Rorschach, test di Bender, test della figura umana, test dell’albero, della famiglia cinetica, famiglia immaginaria, tecniche peritali CTU e CTP. La tesi di fine percorso è un’analisi dettagliata della personalità di un soggetto volontario, attraverso la somministrazione dei test e la convergenza di tutti i dati, che mi conferisce il titolo di ESPERTA IN PSICODIAGNOSTICA.
Nel 2009 inizia il mio il percorso più importante sul piano formativo e soprattutto, personale e di crescita umana: specializzazione in Psicoterapia Funzionale, presso la scuola quadriennale SEF del professor Luciano Rispoli per il titolo di PSICOTERAPEUTA FUNZIONALE CORPOREA.
Nel 2011 decido di volerci mettere anche le mani e attraverso il corso “Massaggio Funzionale” nel centro ZeroStress di Napoli, divento OPERATRICE DELLO STRESS: attuazione metodologica e innovativa applicata sia alla psiche che al corpo, per una gestione integrata degli stressor.
Nel 2012 partecipo come prima esperienza Funzionale insieme alla SEF al progetto “contro la criminalità” nell’istituto alberghiero ipsar di Pozzuoli.
CONGRESSI
2010 I° Congresso Internazionale “Neo-Funzionalismo, sistemi integrati Corpo-Mente” Napoli.
2011 Congresso Internazionale della SIPNEI “Stress e vita” ad Orvieto.
2011 I° Congresso SIPSIC “la psicoterapia in evoluzione, metodi a confronto” Roma.
2012 II° Congresso Internazionale “Neo-Funzionalismo, lo stress dal punto di vista clinico” a Napoli.
2013 II° Congresso SIPSIC “Psicoterapia in evoluzione, modelli storici e nuove sfide” Paestum.
ABILITAZIONI
Nel Febbraio 2011 mi iscrivo all’ALBO PSICOLOGI REGIONE CAMPANIA Sez. A con numero 4577;
Nel 2012 sono CTU per il tribunale di Napoli, con il numero 394.
LE MIE ESPERIENZE PROFESSIONALI
Nel 2012 parte la mia attività clinica presso il centro medico Istituto Vanvitelli di Napoli, mi occupo di problematiche profonde ma anche di sintomi da stress. Attraverso la metodologia Funzionale Corporea attivo la memoria centrale e periferica, per un percorso terapeutico che arriva fino alla radice dell’alterazione.
Collaboro per due stagioni -2012/2013- per l’azienda Groupon, con pacchetti AntiStress. Il servizio mi regala la possibilità di interagire con un grosso carico di pazienti, potendo perfezionare sul campo le tecniche terapeutiche assorbite nei vai percorsi.
Nel 2012 a seguito di una specifica richiesta di aiuto per disturbo attacchi di panico, inizio l’attività TERAPIA DOMICILIARE che mi permette di intervenire in problematiche insorte per impedimento fisico: un'esperienza meravigliosa, vissuta nell'intimità totale dei pazienti che mi aprono le porte della loro casa.
Nel 2012 l’azienda Wonderbox mi vuole nel suo team, sono tuttora presente nelle loro proposte benessere.
Nel 2014 partecipo come consulente psicologa al documentario dal titolo “Anime Salve”, girato nell’OPG di Aversa e diretto dalla regista Simona Mancini, per la piattaforma SKY.
Nel 2015 intervengo come ospite a Radio Cusano Campus, portando all'attenzione l'importanza del corpo nella comunicazione genitori-figli.
Dal Gennaio 2016 al Dicembre 2017 sono stata psicologa della cooperativa sociale Città del Sole, per ragazzi dai 13 ai 17 anni i cui genitori hanno decaduta la capacità genitoriale.
Dal 2017 inizio il mio percorso come storyteller, dopo un anno di esercizi di scrittura in un "blog non convenzionale" realizzo la webserie "Psicovillage anime nevrotiche" in collaborazione con la Film Pollution 1981, pubblicato sul mio canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UC-lrImPuqq3efT2pUNVmPfw
Dal Gennaio 2018 parte il mio blog PsicoMagazine, il portale del benessere psicologico con consigli pratici su quali esperienze scegliere per la nostra dieta mentale: https://psicomagazine76.wordpress.com
Dal Gennaio 2018 inizia la collaborazione con “il Corriere della Città”, mi occupo di casi sociali e tengo una rubrica diretta con i lettori che chiedono consigli.
Dal Gennaio 2019 sono nell’equipe del Pronto Soccorso Psicologico diretto dalla dott.ssa Mariolina Palumbo, presso la clinica psichiatrica “Villa Giuseppina” Roma.
Aprile 2019 creo e curo il Blog del PSP per la diffusione di articoli mirati al miglioramento della qualità di vita, redatti dall’equipe del Pronto Soccorso Psicologico, supervisionato dalla dott.ssa Mariolina Palumbo.