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Una frase che le pazienti con   mi ripetono spesso è“Io sono troppo rigida, non posso essere ipermobile”Lo pensi anche t...
30/03/2026

Una frase che le pazienti con mi ripetono spesso è

“Io sono troppo rigida, non posso essere ipermobile”

Lo pensi anche tu?

La rigidità è proprio il modo in cui il sistema si protegge quando il movimento non è sicuro

Quando rischi spesso di cadere, ma non solo…
Quando le vertebre rischiano di andare in una posizione “pericolosa”
Quando il movimento non è più preciso
Quando non è più sotto il controllo del sistema nervoso

“Ma io mi muovo!”

Ci credo! In qualche modo devi andare avanti e il tuo corpo trova tutte le soluzioni possibili per farti fare quello che serve

Ma come lo fai? Usi le cose giuste? Il movimento è grossolano? Alcuni distretti lavorano al posto di altri?

E soprattutto…quanto ti costa?

La rigidità che senti è uno dei segni che il tuo corpo è il tuo cervello non sanno più come usare quel distretto in sicurezza

Ma puoi insegnargli come fare!
E sono sicura che non vedi l’ora di imparare!!!

Cosa c’entra il mal di schiena con il  ?Molte pazienti hanno dolore lombare da così tanto tempo che neanche lo riferisco...
19/03/2026

Cosa c’entra il mal di schiena con il ?

Molte pazienti hanno dolore lombare da così tanto tempo che neanche lo riferiscono più ai professionisti

Credono dipenda dalle posizioni mantenute a lavoro, dalla stanchezza, da qualche movimento fatto male.

In realtà in molti casi è il risultato di una disfunzione più complessa, che coinvolge percezione corporea, controllo motorio e qualità del tessuto connettivo.

Il connettivo non ha infatti la sua capacità di tenuta che garantisce una buona stabilità e un utilizzo corretto del distretto

In molte pazienti osserviamo instabilità pelvica e sacroiliaca, difficoltà nel controllo del movimento e un reclutamento muscolare non efficace.
Il sistema non trasmette bene le forze, e la colonna lombare finisce per compensare

molte pazienti si abituano al dolore così il problema non viene intercettato, oppure ricorrono a terapie antinfiammatorie ma il problema si ripresenta

Nel tempo il corpo si adatta.
E quello che inizialmente è un dolore “funzionale” può evolvere.

Negli esami strumentali iniziano a comparire segni come:
• listesi
• versamento tra le faccette articolari
• instabilità segmentaria

E questa instabilità non resta confinata alla zona lombare.

Altera il controllo del bacino, modifica il reclutamento muscolare e interferisce con l’attivazione degli arti inferiori.

Il risultato è spesso:

• difficoltà nella spinta
• instabilità in carico
• peggioramento del quadro periferico

Per questo motivo, un approccio solo locale non è sufficiente.

Non basta rinforzare.
Non basta correggere la postura.

Serve lavorare su stabilità neuro-motoria, percezione corporea e integrazione tra tronco, bacino e arti inferiori.

Bisognerà modificare l’allenamento per favorire il corretto controllo e reclutamento per non rischiare di peggiorare la sintomatologia.

E tu hai mai avuto questo problema?
Sapevi che è connesso al ?

04/03/2026
Ti senti mai disorientata?Fai fatica ad organizzarti?Se non scrivi tutto dimentichi?Ti sembra di avere mille cose in tes...
12/02/2026

Ti senti mai disorientata?

Fai fatica ad organizzarti?

Se non scrivi tutto dimentichi?

Ti sembra di avere mille cose in testa e non sapere da dove cominciare?

E poi…

Ti senti goffa nei movimenti nuovi?

Ti confondi nelle sequenze?

Ti stanchi più degli altri quando devi coordinare?

La capacità di pianificare
e quella di organizzare un movimento
sono collegate.

Quando la sequenza è faticosa nella mente,
può diventarlo anche nel corpo.

E il corpo, quando fatica,
compensa.
Si irrigidisce.
Va in modalità di allerta.
Si disregola.

E il connettivo, che dovrebbe essere adattabile,
inizia a lavorare in tensione continua.

Non è solo una questione di tessuto adiposo.

È una questione di relazione tra il sistema nervoso e il tessuto…di regolazione.

Se per anni vivi in compenso,
quel compenso lascia traccia nei tessuti.

E forse alcune di noi
non hanno solo “gambe pesanti”.

Hanno un sistema che ha sempre lavorato troppo, é riuscito a fare tutto ma con dei costi altissimi.

Ecco perché integrare un approccio neuro-motorio può fare la differenza.

Non basta trattare il tessuto.
Serve aiutare il sistema a uscire dalla modalità di compenso.

Quando il cervello organizza meglio,
il corpo si irrigidisce meno.
E il connettivo lavora in modo più efficiente.

Molte persone con   sentono di avere un corpo “difficile da controllare”:inciampano spesso, si sentono instabili, hanno ...
03/02/2026

Molte persone con sentono di avere un corpo “difficile da controllare”:

inciampano spesso, si sentono instabili, hanno bisogno di stringersi, appoggiarsi o irrigidirsi per stare meglio.

Non è pigrizia.
Non è debolezza.

è un deficit di propriocezione, percezione corporea e integrazione sensoriale

La propriocezione è il senso che dice al cervello dove sono le articolazioni e come si muove il corpo.
Se questo segnale è debole o confuso, il cervello fatica a controllare il movimento:
serve più attenzione, più tensione, più rigidità per sentirsi al sicuro.

Per questo:
– con gli occhi chiusi l’equilibrio peggiora
– ci si sente più insicure nei movimenti
– ci si stanca di più
– si cercano inconsciamente appoggi o compressione

La compressione spesso ti fa sentire meglio perché aumenta le informazioni sensoriali che arrivano al cervello.
Il cervello si sente più sicuro → il movimento migliora.

Ma quando la compressione viene tolta, il segnale diminuisce di nuovo e il cervello può sentirsi “in difficoltà”.

Si crea così un feedback: ci si abitua a stare meglio e poi si sente di averne sempre più bisogno. Diminuendo le capacità di apprendimento

La rigidità e la tensione sono strategie di protezione di un sistema che cerca stabilità.

La buona notizia è che questo sistema può essere rieducato.

Si chiama neuroplasticità:
il cervello impara dal movimento e dalle informazioni che riceve.

Con la riabilitazione giusta e con stimoli sensoriali mirati,
il cervello può adattarsi a un controllo più preciso del corpo
e sentirsi progressivamente più stabile nei movimenti.

Se ti riconosci in queste sensazioni, sappi che:
non sei fragile, non sei pigra, non sei “sbagliata” e non sei sola.

Hai un sistema che ha bisogno di essere capito, guidato, rieducato e allenato nel modo giusto.

Questo 2025 é stato un anno generosoMi ha messo davanti tante prove ma decisamente mi ha restituito moltoE non posso far...
28/12/2025

Questo 2025 é stato un anno generoso

Mi ha messo davanti tante prove ma decisamente mi ha restituito molto
E non posso fare a meno di ringraziare chi ha permesso che le cose belle accadessero..
Perché le cose belle non arrivano mai da sole!

Innanzitutto ringrazio le mie pazienti
Perché hanno condiviso con me la loro storia, perché hanno avuto fiducia forse anche più di me che ne avremmo tirato fuori qualcosa di buono
Perché avere qualcuno con cui condividere le sfide di questa patologia è un grande regalo e io sono anni che ormai non mi sento più sola
Ringrazio anche quelle che non ho mai incontrato, che mi hanno scritto parole meravigliose, che hanno apprezzato gli sforzi e fatto il tifo per il mio lavoro

Ringrazio i colleghi che hanno scelto di abbracciare questo progetto
Perché quando le ragazze sparse per l Italia mi scrivono che stanno meglio dopo un loro trattamento tutte le fatiche sono ripagate

Ma soprattutto li ringrazio per aver condiviso con me i dubbi, le difficoltà , la rabbia, la voglia di cambiare le cose e le sfide che chi lavora in questo campo affronta quotidianamente
Per la sensibilità e la cura che non sono affatto scontate

Ringrazio infinitamente chi ha cercato con me le risposte a tutte le domande che a volte non mi fanno dormire
Chi ha ascoltato tutte le idee strampalate, chi ha creduto in nuovi progetti,
Chi ha sopportato le crisi, chi ha fatto critiche costruttive, chi mi ha obbligato a cambiare idea dandomi la preziosa opportunità di crescere, chi è stato riparo, rifugio nelle giornate no

Chi mi ha insegnato a prendermi del tempo per me, a riposare, a conservare le energie
A non esagerare fino a consumarmi

Ci aspettano cose belle e spero che sapremo fare sempre meglio…

Il lipedema non è un problema distrettuale e non coinvolge solo il grasso!Cosa emerge da questo studio?Nel nostro lavoro...
18/12/2025

Il lipedema non è un problema distrettuale e non coinvolge solo il grasso!

Cosa emerge da questo studio?

Nel nostro lavoro, pubblicato su Journal of Clinical Medicine, abbiamo analizzato i reperti di imaging mammario in donne con lipedema, osservando una ricorrenza non casuale di alterazioni strutturali del seno.

In particolare, le immagini mostrano frequentemente:
• prevalenza di tessuto fibro-ghiandolare,
• cisti multiple e diffuse,
• fibroadenomi,
• segni di iperplasia e disorganizzazione stromale.

Questi reperti, presi singolarmente, possono essere comuni anche nella popolazione generale.
👉 È la loro co-occorrenza e ricorrenza, in un gruppo clinicamente omogeneo di donne con lipedema, a suggerire un pattern stromale condiviso.



🔍 Interpretazione

I risultati supportano l’ipotesi che il lipedema non sia limitato al solo tessuto adiposo sottocutaneo, ma possa inserirsi in un quadro più ampio di disfunzione del tessuto connettivo e della matrice extracellulare.

Il seno, organo ricco di stroma e altamente sensibile alla regolazione meccanica e ormonale, può rappresentare un distretto sentinella di questa alterazione.

Riconoscere un possibile coinvolgimento stromale sistemico nel lipedema significa:
• cambiare il paradigma interpretativo della patologia,
• migliorare la lettura dei segni clinici e radiologici,
• aprire nuove prospettive di ricerca interdisciplinare.

Questo studio non dimostra un aumento del rischio oncologico
e non stabilisce relazioni causali.

È uno studio descrittivo ed esplorativo, che apre nuove domande e pone le basi per studi futuri controllati.

Grazie a tutte le pazienti che con la loro partecipazione ci hanno permesso questo grande passo in avanti

E grazie al Prof. .sbarbati senza il quale nulla sarebbe stato possibile

Stiamo già lavorando alle prossime ricerche
Nel frattempo lo studio potete trovarlo qui

https://mdpi-res.com/d_attachment/jcm/jcm-14-08940/article_deploy/jcm-14-08940.pdf?version=1766047836

Per parlare del dolore articolare nel lipedema oggi voglio raccontarvi di una pazienteDiagnosi di Fibromialgia e lipedem...
09/12/2025

Per parlare del dolore articolare nel lipedema oggi voglio raccontarvi di una paziente
Diagnosi di Fibromialgia e lipedema stadio 2 tipo 3 e 4

Viene a studio per un dolore al ginocchio che ha da più di 3 mesi ma che ultimamente diventa invalidante

E porta con sé esami di colonna, caviglia, ginocchio e spalle fatti per dei dolori ormai cronici

Insieme a visite da vari specialisti: ortopedici, fisiatri, neurochirurghi, linfologi

Con prescrizione di terapie varie che hanno avuto risultati scadenti.

Il quadro mostra

Ginocchio
• Condropatia precoce
• Degenerazione meniscale
• Sovraccarico del comparto interno
• Cavitazioni cistiche sulle spine tibiali

➡️ Segno di un’articolazione che “lavora male” per instabilità e carico irregolare.



🦶 Caviglia
• Edema osseo dell’astragalo
• Versamento articolare
• Tenosinoviti multiple

➡️ Le strutture devono compensare la mancanza di stabilità → infiammazione e dolore ricorrente.



💪 Spalla
• Impingement
• Tendinite del sovraspinato, sottoscapolare e sottospinoso
• Borsite

➡️ Anche qui la lassità del connettivo altera il centraggio articolare.



🦴 Rachide
• Microinstabilità vertebrale
• Sindrome faccettale
• infiammazione ossea da carico anomalo
• Contratture estese che “bloccano” il movimento
➡️ La colonna lavora in protezione costante

Perché questi quadri non sono slegati dal lipedema?
Perché in questa patologia non cambia solo il grasso.

Cambia il tessuto connettivo, che diventa:
• più lasso,
• meno capace di stabilizzare,
• più suscettibile all’infiammazione,
• più imbibito e reattivo.

Questo porta a un pattern combinato:

🔸 microinstabilità articolare
🔸 sovraccarico tendineo
🔸 dolore biomeccanico a più distretti
🔸 risposta infiammatoria diffusa
🔸 artrosi precoce “reattiva”

Perché le terapie classiche non fanno effetto?
Perché riducono la fase acuta infiammatoria ma la predisposizione a nuovi eventi resta
Perché non si lavora per ricreare quella stabilità interna che la pz non ha più e forse non ha mai avuto
Perché un connettivo iper-lasso è strutturalmente diverso da una persona con strutture normali

Ti trovi in una situazione simile?

E se quello che ci sembra “gonfio” fosse un tessuto incompetente?Se non avesse avuto le stesse opportunità degli altri?S...
29/11/2025

E se quello che ci sembra “gonfio” fosse un tessuto incompetente?

Se non avesse avuto le stesse opportunità degli altri?

Se avesse difficoltà a comunicare con i suoi vicini?

Se non riuscisse a fare i compiti?

Se fosse immerso in informazioni distorte, confuse, stressanti?

E se permettesse quest’espansione perché nessuno gli a ha insegnato a “tenere”?

Se diventasse riserva perché ormai inutilizzato?

se venisse coperto, rimosso, trattato come disabile, come uno che non ha più alcuna possibilità?

E se invece si trovasse il modo di insegnargli cosa fare

Se migliorando la comunicazione iniziasse a rispondere

Se iniziasse a trasmettere forza

Se imparasse a fare il suo lavoro

Se fosse messo nelle giuste condizioni

Se dicesse al cervello: “scusa ma questo spazio mi serve”

Se smettesse di sentirsi in pericolo

Se si riuscisse a farlo collaborare attivamente…

Nel prossimo corso con i colleghi fisioterapisti e alcuni trainer guarderemo più da vicino questo tessuto connettivo e le sue difficoltà

E non vediamo l’ora!

Nel lipedema e nell’HSD il cervello e il sistema nervoso hanno una sensibilità particolare.Stiamo studiando quanto e com...
22/11/2025

Nel lipedema e nell’HSD il cervello e il sistema nervoso hanno una sensibilità particolare.

Stiamo studiando quanto e come la percezione degli stimoli – fisici e mentali – cambi il modo in cui usiamo la nostra energia: i suoni, la luce, i pensieri, le frasi che ascoltiamo, l’ambiente in cui viviamo.

Quella stessa “batteria” che ci tiene in piedi in una giornata faticosa è la stessa che ci permette di:

• dedicarci alle nostre passioni,
• capire come stiamo,
• regolare digestione, riposo, concentrazione, regolazione emotiva…

…in un corpo che ha già le sue difficoltà, a causa di un tessuto connettivo poco compliante

Molte delle nostre energie vengono usate dal cervello per tenerci al sicuro.

In questi mesi mi sono accorta di quanto sia essenziale partecipare attivamente a questo gioco. Come?

Imparando a riconoscere:
• che cosa mi risucchia completamente l’energia
• e che cosa invece me la restituisce.

Ho capito che:

espormi a contesti emotivamente troppo impegnativi è come decidere di stare sotto un acquazzone senza ombrello;
ascoltare la mia canzone preferita in macchina 10 volte mi rilassa;
cucire mi calma;
leggere, scrivere e parlare in inglese mi stanca;
camminare sui tacchi mi fa innervosire;
progettare cose nuove mi ricarica;
espormi al sole troppo a lungo in estate mi scatena quasi una reazione allergica, mentre d’inverno il tepore mi rimette a posto;
fare i conti e le formule matematiche mi distrugge, ma gli schemi mi rendono felice.
L’esercizio fisico mi ricarica, la mia coperta ponderata mi fa fare pace con l’universo

Ho deciso che mi prenderò cura della mia energia, riportando le cose al posto giusto per permettere al mio corpo e al mio cervello di funzionare al meglio.
Anche se questo potrà farmi sembrare meno “perfetta”.

E mentre lo capivo, pensavo che volevo condividere questo stesso consiglio anche con voi:

👉 non è egoismo, è igiene energetica.
So…Protect your energy.

E tu hai già un’idea di cosa ti rimette in pace?
Ti leggo

Il vero tema, il più importante, più delle prospettive future credo sia riconoscere quello che già sappiamo nei più picc...
13/11/2025

Il vero tema, il più importante, più delle prospettive future credo sia riconoscere quello che già sappiamo nei più piccoli
Segni precoci di iperlassità sistemica del connettivo possono e devono essere presi sul serio prima che la patologia si manifesti nelle sue forme più invalidanti, prima che la proliferazione adiposa inizi, prima che i sistemi vascolari inizino a soffrire, prima che l’instabilità convinca il cervello di non essere al sicuro, prima che processi fibrotici arrivino a compensare.

Non è forse questo il tema della “prevenzione”?

Ho scelto questa come ultima slide per il congresso
Ed è vero, ero un po emozionata
Ma che il messaggio sia arrivato o meno non è così importante

Io farò comunque tutta la strada necessaria per arrivare lì

E secondo me non sarò sola

È importante distinguere tra ipermobilità articolare isolata, valutata con il punteggio di Beighton, che può essere asin...
09/11/2025

È importante distinguere tra ipermobilità articolare isolata, valutata con il punteggio di Beighton, che può essere asintomatica, e la sindrome dello spettro ipermobile (HSD), in cui una lassità sistemica del tessuto connettivo porta a un coinvolgimento multisistemico e instabilità funzionale.

Fino ad oggi abbiamo creduto che il problema della lassità riguardasse esclusivamente le articolazioni
Ma studi recenti hanno dimostrato che il tema è più ampio e più complesso

Inoltre se consideriamo solo il punteggio di Beighton, potremmo sottostimare la presenza di ipermobilità nel lipedema poiché la fibrosi e la proliferazione adiposa possono limitare l’escursione articolare. Tuttavia, queste pazienti possono comunque mostrare segni sistemici di lassità del tessuto connettivo, suggerendo un substrato fisiopatologico condiviso.

Smagliature, lividi, instabilità, papule piezogeniche, flaccidità, valgismo del ginocchio, piede piatto sono tutte manifestazioni dell’ipermobilità

La HSD (sindrome dello spettro ipermobile) fornisce quindi un quadro interpretativo per comprendere dolore, instabilità, fatica e scarso controllo posturale nel lipedema.
Può anche spiegare perché le diete tradizionali e i protocolli di allenamento spesso falliscono e perché il retraining propriocettivo e la riabilitazione sono essenziali.
Se ignoriamo la HSD, trattiamo solo la superficie; se la riconosciamo, possiamo affrontare la disfunzione di base.

Fiengo E, Sbarbati A. Lipedema and Hypermobility Spectrum Disorders Sharing Pathophysiology: A Cross-Sectional Observational Study. J Clin Med. 2025 Oct 12;14(20):7195. doi: 10.3390/jcm14207195. PMID: 41156066; PMCID: PMC12565064.

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