psi.co Studio Psicoterapia e Gruppoanalisi Pomezia (Roma)

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Consulenze psicologiche per adulti, adolescenti, bambini, famiglie
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Psicoterapia individuale, di coppia, di gruppo
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Consulenze, Gruppi e Progetti per le istituzioni

09/05/2012

“I NOSTRI GIOVANI TRA PICCOLE DIFFICOLTA’ E ( QUALCHE VOLTA GRANDI) PROBLEMI”
Un momento di criticità è un momento di rottura degli schemi paragonabile al momento in cui un razzo, lanciato verso lo spazio, si separa da uno ”stadio” ormai divenuto inutile per proseguire la sua corsa verso il cielo. Eppure, nonostante gli accuratissimi calcoli che precedono le partenze e quindi i cambiamenti, non sempre tutto fila liscio come era stato previsto, rendendo necessaria una serie di aggiustamenti in “sala controllo”per permettere al razzo di continuare la sua missione. Nella vita di tutti i giorni i nostri ragazzi si trovano, in alcuni casi anche più volte al giorno, in un continuo processo di rottura e ricostruzione su basi più avanzate: proprio come nel “tetris” . Questo processo è normalmente accompagnato da una certa dose di ansia e di paura difficilmente verbalizzabile da chi ne è coinvolto. L’entrata nella scuola elementare, ad esempio, pone diverse richieste al bambino: stare seduto per lungo tempo, accettare nuove regole, interagire con l’altro, tollerare la frustrazione connessa con il complesso processo di apprendimento. Non tutti i bambini riescono ad adattarsi immediatamente, o quanto meno con gli stessi tempi degli altri : c’è il bambino che non riesce a stare seduto, quello che non riesce ad integrarsi ,quello che fa fatica ad imparare, quello che ha bisogno di un rapporto più diretto ed individualizzato con la maestra… è in tutti questi casi (ma non solo) che si rendono necessari gli aggiustamenti della “sala controllo” (i genitori e gli adulti di riferimento). A volte l’ansia e la paura sono talmente intensi da divenire destabilizzanti : di fronte alle richieste familiari ed extrafamiliari, il bambino, tende a reagire costantemente con la paura di non riuscire, di non essere all’altezza, di non sapere che cosa fare. Tale ansia si esprime tanto in una paura che non trova immediato riscontro nel reale come anche in una paura specifica e diretta che può riguardare indifferentemente novità o situazioni in cui il bambino è chiamato ad una prestazione. C’è il bambino che dissimula la sua ansia dietro atteggiamenti da “clown” o eccessivamente adulti ed iper-responsabili ,altri bambini esprimono il proprio disagio attraverso il corpo: mal di pancia, mal di testa ecc. La scuola in quanto luogo di richieste, di rapporti sociali e soprattutto come primo ambiente estraneo alla famiglia, è frequentemente il luogo elettivo ove ansia e paura vengono manifestate. Nei confronti del mondo adulto davanti alla paura delle critiche o di un possibile giudizio il bambino ansioso tende spesso ad ingraziarsi l’altro anticipandone le richieste e fa continue domande volte ad ottenere rassicurazione . Nel gruppo dei pari la paura di “sbagliare” fa sì che il bambino , non partecipi, o assuma atteggiamenti “di rottura”.La singola crisi ansiosa non costituisce un problema, però quando si stabilisce una costanza di risposte ansiose occorre affacciarsi in “sala controllo”: c’è infatti un’ansia sana che fa parte del gioco della vita e che serve a mobilizzare risorse, ma c’è anche un’ansia paralizzante che blocca e determina il ritiro da situazioni sociali e il disinvestimento da realtà nuove potenzialmente ansiogene.Saremo lieti di interloquire con quanti di voi vorranno condividere la loro esperienza, su Facebook su PSI.CO Studio… Pomezia… suggerendoci magari dei temi da trattare.
Luigi Cecchini e Alessandra pangrazi
(ANZIO-SPACE Aprile 2012

30/03/2012

I nostri giovani fra piccole difficoltà e problemi ( a volte grandi)
Immaginiamo di percorrere un sentiero di montagna diretti ad un “rifugio” ove raggiungeremo amici e vettovaglie per una allegra scampagnata. Camminiamo allegramente, il passo è spedito e già pregustiamo il ristoro e l’allegria degli amici. Ad un certo punto un piccolo corso d’acqua interrompe il sentiero; ci fermiamo sulla sponda ed iniziamo a guardarci intorno per vedere come superare l’ostacolo : un ponticello o il punto più stretto del torrente in modo da poter saltare. Non vogliamo bagnarci e non vogliamo neanche correre il rischio di cadere in acqua, ed è altrettanto certo, però, che non vogliamo rinunciare a raggiungere la meta. Siamo lì che riflettiamo se sia opportuno rischiare il salto, valutando pro e contro di ogni opzione e intanto mentre ci chiediamo come abbiano fatto gli altri (sono stati più in gamba di noi?)il tempo passa e iniziamo a pensare che non raggiungeremo in tempo la compagnia. Se l’ostacolo ci sembra insormontabile, con scoramento potremmo anche arrivare a pensare di rinunciare e di tornare indietro. E’ un brutto momento davvero! C’è una forte spinta a procedere rischiando un bagno fuori programma ma una resistenza altrettanto forte a proseguire per rimanere senza rischi sulla nostra riva del torrente. Poi, girandoci intorno notiamo dei grossi rami ed alcune pietre e, dapprima con diffidenza, iniziamo a porre rami e pietre in modo da costruire un guado. Intanto che procediamo ci sentiamo sempre più sicuri e quasi senza accorgerci, con gioia e sollievo, ci troviamo dall’altra parte.
Ecco crediamo che le tappe della crescita possano essere assimilate alla situazione appena descritta: la crescita altro non è se non l’attraversamento di numerosi torrenti e, a ben ricordare, è stato così anche per noi genitori. Il momento di disagio è costituito proprio dalle ansie, dalle paure di non farcela di cui siamo stati preda prima di affidarci alle risorse intellettuali della maturità (reperire pietre e rami adatti alla bisogna) ed emotive(accettare l’idea che un bagno fuori programma non sia poi un dramma) per tentare l’impresa. Il superamento di ogni guado è un passo verso l’autonomia e l’indipendenza. A volte però non tutto procede così liscio! Grazie allo spazio concessoci , ci proponiamo di offrire alcuni punti di vista circa il disagio giovanile prendendo le mosse dall’osservazione di quei comportamenti, infantili e adolescenziali che sono sotto gli occhi di tutti. Chi ci legge potrà intervenire su Facebook (psi.co Studio di Psicoterapia Pomezia) offrendo la propria personale esperienza e le proprie considerazioni.
(Pubblicato su ANZIO-SPACE Aprile 2012)

28/02/2012

Siamo proprio certi che raggiungere il risultato che tanto desideriamo ci renda sempre felici? Non ci è mai capitato di vedere concretizzato ciò che per tutta una vita abbiamo desiderato, invidiato dagli altri, tenuto nascosto in un cassetto o semplicemente fatto contenuto delle conversazioni con gli amici, della rabbia e del malcontento, e ci accorgiamo che ci spiazza e ci spaventa quando lo teniamo nelle nostre mani?
Sembra paradossale, ma le nostre insoddisfazioni ci fanno compagnia, ci accompagnano giorno per giorno, sono la "carota" che spinge l'asino ad andare avanti. Ma se questi ad un certo punto raggiunge la carota e la mangia, come cambia la quotidianità? sarà felice, spaventato? confuso? sarà in grado di godersi questa soddisfazione?

15/02/2012

...

03/02/2012

Salve a tutti, questa è la nuova pagina dello studio psi.co, una finestra aperta al mondo della psicologia, delle relazioni, delle emozioni....
chiunque si può rivolgere a noi per curiosità domande, discussioni io (dr.ssa Alessandra Pangrazi) ed il Dr Luigi Cecchini, saremo felici di condividere con voi la nostra esperienza professionale.

Indirizzo

Pomezia
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