13/04/2026
NON FATE FIGLI.
Davvero, state bene così.
Dormite. Uscite.
Finite i pasti caldi.
Parlate senza essere interrotti da qualcuno che urla “GUARDA!” mentre non sta facendo niente.
Non fate figli.
Perché nessuno ve lo dice con onestà.
Vi parlano di amore, magia, sorrisi…
…ma non vi dicono che alle 3:15 di notte
state in piedi, al buio, a cercare di far riaddormentare una persona alta 85 cm
e che vi chiede l’acqua ogni minuto e mezzo.
Non fate figli. Perché perderete tutto.
Il sonno. La pazienza.
Il controllo della casa.
La dignità nei luoghi pubblici.
Vi ritroverete a dire frasi che non pensavate possibili:
“Non leccare il cane.”
“Il telecomando non si mette sull’orecchio.”
“Per favore, smetti di gridare a quella banana.”
E la cosa peggiore è che vi ci abituerete.
Vi abituerete a mangiare freddo.
A parlare a metà.
A vivere in una casa che sembra essere stata presa d’assalto dai vichinghi.
Vi abituerete e penserete:
“Ok, questa è la mia vita adesso.”
E allora davvero… non fate figli.
Perché non è per tutti.
Non è per chi vuole sempre tutto sotto controllo.
Non è per chi vuole ordine.
Non è per chi vuole che la propria vita sia sempre uguale.
Perché i figli fanno una cosa precisa:
prendono la versione organizzata di te
e la calpestano ripetutamente.
Ti distruggono ogni certezza.
Ci sono però dei piccoli momenti.
In mezzo a questo caos, al sonno perso, alle urla.
Quando ti guardano e capisci che sei tutto il loro mondo.
Tutto quello di cui hanno davvero bisogno.
Perché i giocattoli, le urla e gli scleri passano (dicono).
Quei momenti invece restano impressi.
E allora no, non fate figli.
Se volete restare come siete.
Fateli, solo se siete pronti a perdere pezzi di voi per scoprirne di nuovi.
Perché scoprirete che non state più vivendo solamente per voi stessi.
E che la vostra vita non sarà più al centro.
Ma sarà finalmente piena.
“Faccio sempre tutto io”
Il primo romanzo di Luigi Di Razza