Palestra Cognitiva

Palestra Cognitiva Palestra Cognitiva.Studio Ambrosio-Centro Polispecialistico - Via Passariello 180 - Parco Poggio della Macchia, Pomigliano d'Arco www.palestracognitiva.com

Centro Polispecialistico:
Psicologia, Psicodiagnostica, Psicoterapia, Psicologia Giuridica, Scienze Forensi, Psichiatria, Neuropsichiatria Infantile, Neuroscienze, Brain Training

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27/05/2025

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Il presente modulo è riservato ai medici e al personale sanitario iscritto agli ordini professionali e servirà per mandare la lettera non solo firmata "Sanitari per Gaza", ma anche con le singole firme di ogni professionista aderente. DI SEGUITO IL TESTO A CUI ADERIRE "Noi operatori sanitari (medi...

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25/05/2025

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“Cosa ce ne facciamo dei ragazzi che prendono 10, 9, 8 a scuola, se non sono in grado di intervenire quando viene fatto del male ad un compagno, quando hanno delle prestazioni eccezionali ma non hanno strumenti per aiutare un loro amico e riconoscere un bisogno.

Si punta troppo sulle prestazioni e troppo poco sui sentimenti, troppo egoismo e impoverimento emotivo. Un figlio prima deve diventare un uomo inteso “persona con valori”.

Non puntiamo solo sulle prestazioni”.

Piero Angela

15/05/2024

Con piacere postiamo un servizio su un caso di pornografia non consensuale trattato dalla nostra collega e partner nelle consulenze forensi Dott.ssa Sara Capoccitti, Responsabile di Forensically - www.forensically.it

23/08/2023

Gentile Vasco Rossi,

in qualità di scienziato ambientale le consiglio vivamente di non p***eggiare con le meduse.

I motivi sono due:

1) sanità pubblica;
2) tutela della fauna marina.

Punto 1: la medusa che Lei sta p***eggiando (Rhizostoma pulmo) è, in genere, poco urticante per la nostra specie, ma questo non vuol dire “totale assenza di rischi".

Ogni individuo ha una propria sensibilità e il potere urticante potrebbe variare da persona a persona. Non solo, ma esistono anche soggetti allergici alle tossine delle meduse.

Dico questo perché Lei, con la sua influenza artistica, abbraccia intere generazioni, generazioni di tutte le età.

Qualcuno potrebbe pensare: “Beh, se lo ha fatto Vasco, perché non posso farlo anch’io?”

E si fidi signor Rossi, molta gente si lascia influenzare abbastanza facilmente.

Un sapiens un po’ sprovveduto potrebbe imitare il suo gesto (altrettanto sprovveduto) e farsi molto male.

Non tutti siamo capaci di distinguere una medusa poco urticante da una molto urticante, presenti nei nostri mari.

Punto 2: cosa succederebbe se io venissi a un suo concerto e cominciassi a p***eggiare con i suoi testicoli?

Beh, insomma, per quanto “spericolato” possa essere il suo stile di vita, secondo me un po’ di fastidio lo avvertirebbe e, perché no, magari qualcuno del suo staff mi darebbe una testata sul naso e un calcio nelle p***e. Giustamente!

Bene. Il corpo di una medusa è completamente (o quasi completamente) ricoperto da particolari cellule difensive (e offensive) chiamate cnidociti; all’interno di queste cellule ci sono degli organelli specializzati detti nematocisti. Una volta attivate, le nematocisti penetrano nella cute e rilasciano biotossine.

Quindi, tutto il corpo di una medusa è stato “plasmato” dalla selezione naturale per evitare attacchi predatori e per cacciare.

Insomma, è un po’ come se l’intero corpo di una medusa (tentacoli e, in base alla specie, campana) urlasse: “NON TOCCARMI, NON VOGLIO ESSERE TOCCATA, SONO PERICOLOSA”.

La prego, non cada nel tranello degli stereotipi accusandomi di essere un “eco-naz ", come ha già fatto un suo collega che si diverte a smerdare le spiagge.

Qui stiamo parlando di fatti.

Signor Rossi, viviamo in tempi molto complicati.

Avrò visto non so quanti episodi in cui alcuni bagnanti trascinano in spiaggia meduse come Pelagia noctiluca (molto urticante) o Cotylorhyza tuberculata (poco urticante) perché «potrebbero pungere i miei figli!!! Non mi fido!!!» o «dobbiamo salvare l’ecosistema, sono invasive, dobbiamo sterminarle!!!»

Non si fidi di queste gente, di questi ambientalisti fai-da-te che non sono capaci di distinguere un delfino da una sedia a dondolo.

Sì, è vero: le meduse sono tante, soprattutto negli ultimi decenni.

Ci sono sempre state, certo, ma ora sono un po’ di più.

Eppure, la “colpa” non è delle meduse, ma del depauperamento delle risorse ittiche e della crisi climatica.

Problemi grossi, signor Rossi. Molto, molto grossi.

Perché ho scritto questo lunghissimo pi***ne? Perché proprio a Lei?

Perché noi poveri scienziati sfigati, che stiamo lì, in quei laboratori asettici, a studiare e a trovare soluzioni, siamo stanchi.

Stanchi di ripetere sempre, SEMPRE, le stesse cose: non toccate la fauna selvatica, non uccidete animali senza motivo.

E un po’ ci rode il c**o quando, dopo anni di divulgazione, litigi e sensibilizzazione, un artista con milioni di utenti, milioni di fan, fanculizza tutto quanto con un reel di pochi secondi.

Caro signor Rossi, si può essere “spericolati” anche rispettando le esigenze di una “semplice” medusa che vuole stare lì, a galleggiare per i cazzi suoi, coccolata dalle correnti.

E per farcelo capire, ha impiegato milioni di anni di evoluzione.

Cordiali saluti,

Mattia.

🌻

25/03/2023

Sono nato e cresciuto nella provincia di Caserta. Più di una volta ho assistito o vissuto in prima persona alla malevolenza gratuita di determinati ragazzi che hanno vissuto in determinate situazioni che li hanno portati ad essere in un determinato modo e questo ghirigoro inutile di parole si chiama Camorra.
Lo stato ha scelto di lasciare migliaia di ragazzi a loro stessi. Educati da persone che nella vita non hanno avuto la possibilità di autodeterminarsi, questi ragazzi sono cresciuti pensando di essere invisibili, pensando che l’unica cosa che si possa possedere sia l’onore. Non c’è altro. E se nessuno ti ha insegnato ad aprire la propria coscienza a te stesso, l’unico modo che hai di essere rispettato è la violenza.
È una dinamica sociale fatta di potere applicato in poco meno di 20 km². Oltre il proprio paese non c’è altro. C’è un muro, e ogni mattone di questo muro invalicabile è fatto di un pezzo della propria inadeguatezza.
Ho fatto le superiori a Sessa Aurunca. Prendevo il pullman da Carinola fino a Sessa ogni mattina. Quasi ogni mattina cercavo di NON incontrare un ragazzo che NON era un camorrista ma voleva esserlo. Era amico di “figli di” ma doveva dimostrare qualcosa in più al suo gruppo perché nelle sue vene scorreva sangue anonimo, insopportabile per un anonimo.
Nessuno dà il giusto valore alla propria anonimia fin quando non la perde completamente, finendo sul giornale per esempio, uccidendo qualcuno per esempio. La quiete di non essere nessuno turba dolorosamente i nostri cuori sopratutto in questo mondo di porno-ego.
Questo mio coetaneo aveva scelto da maturo quindicenne di imporsi sugli altri. Quando scendevo dal pullman ci fermavamo mezzoretta in villa a Sessa prima di entrare in classe (2004). Ho fatto il linguistico. I miei compagni di classe con cui ero in villa prima di entrare ogni mattina erano poco meno di dieci donne. Ho vissuto il matriarcato nella mia adolescenza. Ero al linguistico. Dicevo. Stavo nel mio gruppetto, in villa. Questo ragazzo mi si avvicina e mi chiama “o suggettò” che vuol dire “soggettone” che vuole dire “tu che non ti imponi con la forza qui avrai problemi”.
Non risposi alle provocazioni. Si avvicina sempre di più, siamo faccia a faccia, mi minaccia senza motivo, senza motivo, nessun motivo, zero motivi, non un motivo. Mi da una testata secca sulla bocca. Così a caso. Senza motivo. Nessun motivo. Zero motivi. Non un motivo. Per ridere. Per fare la camorra.
Era la sua personalissima fe****io ai cattivi. Mi mortifica. Non dico niente. E mi porto il non dire niente per tutto l’anno scolastico. Mi porto il non dire niente fino a domani. Non dire niente è un altro modo di morire. Non dire niente per non morire di fronte a un bar con un vodka lemon annacquato in mano. Non reagire a una umiliazione. Non rispondere alla violenza richiede una perversa autocommiserazione e non si capisce dove finisce quella e dove inizia l’istinto di sopravvivenza. Questo messaggio è diretto ai ragazzi che vogliono imporre sé stessi con la violenza. Non c’è nulla che vi fermerà. Neanche un morto. Neanche mille, di cui già non sappiamo più nulla. Fra un mese Francesco Pio sarà uno di quelli. Niente di più. E chi l’ha ucciso sarà uno di quelli. Niente di più. Nessun protagonista. Torna l’anonimia. Resta il nulla. Resta il contrario della speranza. Restano solo dei ragazzi a cui non è permesso di vivere dignitosamente. Riposa in pace Francesco Pio. Riposa in pace fratello mio campano.

08/03/2023

As a Star Trek fan, Oliver Sacks would be thrilled by this news - Zachary Quinto (the actor who played Spock in the 2009-2016 Star Trek films) will be playing a character based on Oliver Sacks in the upcoming medical drama “Wolf”.

NBC has ordered the pilot for Wolf, a one-hour medical drama from writer-producer Michael Grassi, producer-director Lee Toland Krieger and executive producer Greg Berlanti. The project comes from Warner Bros Television, where all three are under overall deals.

Inspired by The Man Who Mistook His Wife For A Hat and An Anthropologist On Mars, the show will follow “revolutionary, larger-than-life neurologist Dr. Oliver Wolf and his team of interns as they explore the last great frontier, the human mind, while also grappling with their own relationships and mental health.”

A fun fact for those who don’t know - Oliver’s full name was Oliver Wolf Sacks.

01/03/2023

Queste notti non ho dormito. Mi ossessionava l'immagine di questo biberon stracolmo di acqua di mare. Ho pensato ad una figlia, su quella barca. Ho pensato ad un padre disperato perché impotente di fronte al mare, alle onde, alla morte. Le parole sono troppo piccole per esprimere il dolore della tragedia di Cutro. È necessario fare silenzio e riflettere sulle nostre responsabilità. Su come esseri umani.

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Pomigliano D'Arco
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