23/08/2023
Gentile Vasco Rossi,
in qualità di scienziato ambientale le consiglio vivamente di non p***eggiare con le meduse.
I motivi sono due:
1) sanità pubblica;
2) tutela della fauna marina.
Punto 1: la medusa che Lei sta p***eggiando (Rhizostoma pulmo) è, in genere, poco urticante per la nostra specie, ma questo non vuol dire “totale assenza di rischi".
Ogni individuo ha una propria sensibilità e il potere urticante potrebbe variare da persona a persona. Non solo, ma esistono anche soggetti allergici alle tossine delle meduse.
Dico questo perché Lei, con la sua influenza artistica, abbraccia intere generazioni, generazioni di tutte le età.
Qualcuno potrebbe pensare: “Beh, se lo ha fatto Vasco, perché non posso farlo anch’io?”
E si fidi signor Rossi, molta gente si lascia influenzare abbastanza facilmente.
Un sapiens un po’ sprovveduto potrebbe imitare il suo gesto (altrettanto sprovveduto) e farsi molto male.
Non tutti siamo capaci di distinguere una medusa poco urticante da una molto urticante, presenti nei nostri mari.
Punto 2: cosa succederebbe se io venissi a un suo concerto e cominciassi a p***eggiare con i suoi testicoli?
Beh, insomma, per quanto “spericolato” possa essere il suo stile di vita, secondo me un po’ di fastidio lo avvertirebbe e, perché no, magari qualcuno del suo staff mi darebbe una testata sul naso e un calcio nelle p***e. Giustamente!
Bene. Il corpo di una medusa è completamente (o quasi completamente) ricoperto da particolari cellule difensive (e offensive) chiamate cnidociti; all’interno di queste cellule ci sono degli organelli specializzati detti nematocisti. Una volta attivate, le nematocisti penetrano nella cute e rilasciano biotossine.
Quindi, tutto il corpo di una medusa è stato “plasmato” dalla selezione naturale per evitare attacchi predatori e per cacciare.
Insomma, è un po’ come se l’intero corpo di una medusa (tentacoli e, in base alla specie, campana) urlasse: “NON TOCCARMI, NON VOGLIO ESSERE TOCCATA, SONO PERICOLOSA”.
La prego, non cada nel tranello degli stereotipi accusandomi di essere un “eco-naz ", come ha già fatto un suo collega che si diverte a smerdare le spiagge.
Qui stiamo parlando di fatti.
Signor Rossi, viviamo in tempi molto complicati.
Avrò visto non so quanti episodi in cui alcuni bagnanti trascinano in spiaggia meduse come Pelagia noctiluca (molto urticante) o Cotylorhyza tuberculata (poco urticante) perché «potrebbero pungere i miei figli!!! Non mi fido!!!» o «dobbiamo salvare l’ecosistema, sono invasive, dobbiamo sterminarle!!!»
Non si fidi di queste gente, di questi ambientalisti fai-da-te che non sono capaci di distinguere un delfino da una sedia a dondolo.
Sì, è vero: le meduse sono tante, soprattutto negli ultimi decenni.
Ci sono sempre state, certo, ma ora sono un po’ di più.
Eppure, la “colpa” non è delle meduse, ma del depauperamento delle risorse ittiche e della crisi climatica.
Problemi grossi, signor Rossi. Molto, molto grossi.
Perché ho scritto questo lunghissimo pi***ne? Perché proprio a Lei?
Perché noi poveri scienziati sfigati, che stiamo lì, in quei laboratori asettici, a studiare e a trovare soluzioni, siamo stanchi.
Stanchi di ripetere sempre, SEMPRE, le stesse cose: non toccate la fauna selvatica, non uccidete animali senza motivo.
E un po’ ci rode il c**o quando, dopo anni di divulgazione, litigi e sensibilizzazione, un artista con milioni di utenti, milioni di fan, fanculizza tutto quanto con un reel di pochi secondi.
Caro signor Rossi, si può essere “spericolati” anche rispettando le esigenze di una “semplice” medusa che vuole stare lì, a galleggiare per i cazzi suoi, coccolata dalle correnti.
E per farcelo capire, ha impiegato milioni di anni di evoluzione.
Cordiali saluti,
Mattia.
🌻