Dr.ssa Cristina Rampin - Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Cristina Rampin  - Psicologa Psicoterapeuta Psicoterapia, consulenza e sostegno psicologico. Iscrizione alla sezione A dell’Ordine degli Psicologi del Veneto con il n. 8623

Laurea in Psicologia Clinica
Master biennale in Psicologia dello Sport
Specializzazione quadriennale in Psicoterapia presso Scuola "H.Bernheim" di Verona
Practitioner in EMDR - Eye Movement Desensitization and Reprocessing
Diploma in Consulenza Sessuale presso A.I.S.P.A.

29/12/2025

Durante le festività accade qualcosa di molto preciso, e chi ha esperienza clinica di manipolazione affettiva lo sa ben…non è solo una questione di stare insieme.
È una riattivazione emotiva profonda.

Le feste non portano solo luci e tavole imbandite. Portano con sé ruoli antichi, copioni familiari mai riscritti, aspettative non dette e, soprattutto, la sospensione del diritto a proteggersi.
“È Natale”, “È famiglia”, “Non fare storie”.
Ed è proprio lì che il manipolatore entra in scena.

Chi manipola in ambito familiare sfrutta il contesto emotivo come un moltiplicatore di potere.

Sa che sei più stanco, più nostalgico, più esposto.

Sa che il senso di colpa è già seduto a tavola, prima ancora che tu arrivi. E lo usa. Con frasi che sembrano affetto ma sono controllo. Con silenzi che sembrano tristezza ma sono punizione. Con battute che sembrano ironia ma sono svalutazione.

Il primo passo per difendersi è smettere di chiedersi se stai esagerando.

Se ti senti confuso, in colpa, destabilizzato, con quella sensazione sottile di essere “sbagliato” anche quando non hai fatto nulla, allora n, non stai esagerando. Stai reagendo a una pressione psicologica reale.

Prima di entrare in quella casa, in quella stanza, in quel pranzo, serve una decisione interna:
io oggi non sono più il bambino che deve adattarsi.

Non vai lì per farti capire. Non vai lì per sistemare il passato. Non vai lì per ottenere finalmente riconoscimento. Vai lì, se scegli di andarci, per attraversare il tempo che hai deciso di concedere senza perderti.

Questo significa abbassare drasticamente le aspettative.
Chi manipola non cambia perché è festa. Anzi, spesso peggiora.

E quando smetti di aspettarti calore da chi usa il freddo come arma, improvvisamente smetti anche di sanguinare.

Durante l’incontro, la protezione passa da una regola semplice ma potentissima: meno parole, più controllo.

Ogni spiegazione emotiva è una porta aperta. Ogni giustificazione è materiale che verrà usato contro di te.

Non devi convincere. Non devi chiarire. Non devi educare nessuno.

Risposte brevi. Neutre. Chiuse.
“Non ne parlo.”
“La vediamo diversamente.”
“Preferisco fermarmi qui.”

Non sono frasi fredde. Sono confini verbali.
E i confini non hanno bisogno di essere simpatici per essere legittimi.

Quando arriva la provocazione – perché arriverà – ricorda questo:
la reazione emotiva è il premio che il manipolatore sta cercando.

La pausa, il silenzio, l’alzarsi e cambiare stanza sono atti di forza, non di fuga.

E poi c’è il grande classico: il senso di colpa.

Quello che ti sussurra che dovresti sopportare, che “in fondo non è così grave”, che “è sempre stato così”.
Ma c’è una verità clinica che va detta senza sconti: la famiglia non giustifica l’abuso.
Il legame di sangue non annulla la responsabilità emotiva.
E nessuna festa vale la tua salute psicologica.

Proteggerti non significa essere cattivo.
Significa essere adulto.
Significa smettere di sacrificarti per mantenere un equilibrio che esiste solo se tu stai male.

Quando tutto finisce e torni a casa, fai una cosa fondamentale ossia riprenditi la realtà.
Scrivi. Parla con qualcuno di lucido. Rimetti ordine nei fatti.
La manipolazione lascia residui emotivi, come una contaminazione invisibile. Va smaltita, non ignorata.

E tieni stretta questa verità finale, soprattutto a Natale:
chi ti ama davvero non ti chiede di annullarti per stare a tavola.

Chi ti ama non usa il legame come catena.
E tu non devi più dimostrare nulla a nessuno per meritare rispetto.

🚨 📖 🧠 Sempre più pazienti (inclusi giovani altrimenti sani, con famiglie amorevoli, altamente istruiti e relativamente b...
05/02/2025

🚨 📖 🧠 Sempre più pazienti (inclusi giovani altrimenti sani, con famiglie amorevoli, altamente istruiti e relativamente benestanti) soffrono di forme d’ansia e depressione invalidanti.
È la sovrabbondanza, che unita all'esposizione costante alle gratificazioni istantanee modifica il nostro cervello.
Si rende necessario un “digiuno” dalla dopamina!

Quando facciamo qualcosa che ci piace (come giocare ai videogame o guardare notizie online o sui social) il nostro cervello rilascia un po' di dopamina, il neurotrasmettitore associato alla ricompensa, e ci sentiamo bene. Ma piacere e dolore vengono processati nelle stesse aree del cervello, il quale fa di tutto pur di tenerli in equilibrio. Ogni volta che l'ago della bilancia si sposta in una direzione, il nostro cervello lavora per ristabilire la neutralità, quella che i neuroscienziati definiscono omeostasi,
spingendo in senso contrario.
Non appena la dopamina viene rilasciata, il cervello si adatta al suo aumento riducendo o "sottoregolando" il numero di recettori stimolati. Questo porta il cervello a insistere sul lato del dolore per ritrovare la stabilità, che è il motivo per cui il piacere di solito è seguito dall'hangover o dal comedown. Se aspettiamo abbastanza a lungo, quelle sensazioni svaniranno e torneremo a una condizione neutrale. Ma siamo naturalmente predisposti a voler contrastare il dolore, per poterci abbeverare di nuovo alla fonte del piacere per un'altra dose.
Reiterando quotidianamente questo schema per ore, settimane o mesi, il nostro cervello modificherà il confine del piacere. In questo modo, continueremo a giocare ai videogame, non più per star bene, ma per non sentirci male! Qualora dovessimo smettere, ci ritroveremmo a sperimentare i sintomi universali dell'astinenza da qualsiasi sostanza che causi dipendenza: ansia, irritabilità, insonnia, disforia e pensieri ossessivi orientati al consumo, anche noti come craving.

La ricerca spasmodica del piacere può condurre all'anedonia, ossia all'incapacità di provare qualsiasi forma di godimento. Al contrario, astenendoci da sostanze o comportamenti piacevoli per un certo periodo di tempo (a volte basta soltanto un mese) saremo in grado di resettare i circuiti della ricompensa e riacquisire la capacità di provare gioia.

Solo prendendoci una pausa dalla nostra droga preferita riusciremo a vedere l'impatto reale che la dipendenza ha sulle nostre vite e su quelle dei nostri cari.
Ma non prendiamoci in giro pensando che sia una cosa da poco. Non lo è affatto. Perciò dobbiamo prepararci, fare un passo alla volta e ricercare il supporto altrui.

“L’era della dopamina. La guida pratica” ambisce a essere una risorsa modulare per aiutare persone comuni a orientarsi meglio in un contesto patologico di piacere-dolore.

05/11/2024

“La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
[…]
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
[…]
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.”

- Marianne Williamson -

22/06/2024

«L’inconscio di un individuo si proietta sempre sugli altri, ossia noi RINFACCIAMO AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VEDIAMO IN NOI STESSI. Questo principio è di una validità così generale da far riflettere: tutte le volte che si ha qualcosa da rimproverare a qualcuno, si farebbe bene ad aspettare un momento e a chiedersi con scrupolo che cosa significa per noi ciò che stiamo per rimproverare a un altro. Con questa osservazione apparentemente marginale ci imbattiamo in una delle più singolari proprietà dell’inconscio, cioè nel fatto che esso, per così dire, ci sta sempre davanti agli occhi in tutte le sue parti. Questa proprietà contraddittoria deriva dal fatto che ogni contenuto inconscio, per quanto modesto sia il suo ammontare di energia, si proietta su determinati oggetti, più o meno adeguati.

Il lettore si chiederà come si possa ve**re a sapere una cosa del genere. Alla scoperta di questo fenomeno di proiezione si arrivò gradualmente osservando che nell’adattamento psicologico si verificavano disturbi e difetti la cui origine sembrava localizzata nell’oggetto. Un esame più attento mostrò tuttavia che si trattava di un contenuto inconscio del soggetto, che, non riconosciuto da quest’ultimo, si spostava apparentemente sull’oggetto, e finiva per occuparvi uno spazio tale da apparire come motivo sufficiente del disturbo.»

Carl Gustav Jung,
Sull’inconscio (Opere 10/1)

«Dove c'è paura, lì sta il compito [...]. Le nostre fantasie indugiano sempre su una mancanza, là dove c'è una carenza d...
10/02/2024

«Dove c'è paura, lì sta il compito [...]. Le nostre fantasie indugiano sempre su una mancanza, là dove c'è una carenza da compensare.»

- Jung, Lettera a McCullen, 1956 -

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29/01/2024

📕Consiglio ☺️ “Scintille” di Federico Pace.
Dorothea Lange e la “Migrant Mother”, Paul e John dei Beatles e molte altre storie di incontri e destini ☺️ Scrittura eccellente che scalda e risveglia l’anima inducendo intense riflessioni.

“Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo” ha vinto l'Oscar quest’anno come miglior cortometraggio animato. Adattamen...
05/11/2023

“Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo” ha vinto l'Oscar quest’anno come miglior cortometraggio animato.
Adattamento dell'omonimo libro di Charlie Mackesy (consigliatissimo anche il libro).

Per chi a volte si sente solo.. per grandi e piccini.. un viaggio d’anima

P.S. si puó guardare gratuitamente iscrivendosi alla prova gratuita di 7 giorni offerta da Apple TV e poi in caso si disdice prima che scada ;)

Vincitore del Premio Oscar® 2023 per il Miglior Cortometraggio di Animazione. Il libro best-seller di Charlie Mackesy prende vita in questo bellissimo…

Qual è la lezione da apprendere?
13/03/2021

Qual è la lezione da apprendere?

Indirizzo

Via Monte Sabotino 2/A
Ponte San Nicolò
35020

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