17/05/2026
Si dice che il parrucchiere faccia anche un po’ da psicologo.
Io, a volte, nel mio lavoro mi sento un po’… parrucchiera.
Mi arrivano persone che si sentono in disordine, come fossero “piene di nodi”.
E quei nodi non sono lì per caso: spesso sono il risultato di esperienze, tentativi di adattamento, modi trovati nel tempo per far fronte a qualcosa di difficile.
Nel mio lavoro non si tratta di “tagliare via tutto”, ma di capire come quei nodi si sono formati.
E poi, piano piano, iniziare a districarli.
Senza ti**re troppo — perché ti**re fa male e non aiuta davvero.
A volte il lavoro più importante è proprio questo: rallentare abbastanza da non fare male.
Si procede nodo dopo nodo, tornando anche sugli stessi punti.
Con pazienza. Con rispetto dei tempi.
Costanza più che velocità.
E non sempre serve un lavoro lungo.
A volte basta poco: uno spazio per rimettere ordine, una piccola “spuntatina”.
Non esiste una misura giusta della terapia.
Esiste ciò che serve in quel momento.
L’obiettivo non è la perfezione.
È sentirsi un po’ più liberi, un po’ più se stessi.
Come quando i capelli finalmente scorrono sotto al pettine, senza dolore.
A volte, chiedere aiuto è già il primo nodo che si scioglie.
🥰