21/11/2025
Si parla molto delle parole del ministro Nordio, secondo cui il maschile faticherebbe ad accettare la parità “per codice genetico”.
Come psicologo preferisco affidarmi a ciò che sappiamo dalla ricerca.
🔍 Non esiste alcuna evidenza che esista un “DNA maschile” programmato per la sopraffazione o per la contro le .
Sappiamo invece che la violenza di genere nasce dall’intreccio tra: norme culturali che giustificano il controllo e la disparità di potere; modelli educativi in cui il maschile è associato al dominio e alla forza e contesti sociali in cui la violenza viene minimizzata, negata o normalizzata.
🧠 La biologia conta, ma non decide da sola chi saremo.
È la – le parole, i gesti, le leggi, l’educazione – a dire ai ragazzi e agli uomini cosa è “da maschio” e cosa no.
Per questo parlare di “codice genetico” non aiuta: rischia di far sembrare inevitabile ciò che invece è profondamente modificabile.
💬 Se davvero vogliamo contrastare i , servono sì leggi efficaci, ma anche: alle , al consenso e al rispetto fin dall’infanzia; modelli di maschilità plurali, non basati sulla forza e sul possesso; spazio di ascolto per chi vive o agisce violenza, per interrompere il ciclo prima che sia troppo tardi.
La buona notizia è che non siamo prigionieri del nostro DNA.
Possiamo educare, cambiare, scegliere relazioni diverse.
Parliamone in modo serio, a partire dai dati e dalle storie delle persone che questa violenza la subiscono ogni giorno.