Dott. Giorgio Cuffaro pediatra

Dott. Giorgio Cuffaro pediatra Pediatra privato in ambulatorio a Pordenone e in diversi ospedali in Veneto. N. iscr. albo VE6785. iscrizione albo VE6785.
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𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐮𝐟𝐟𝐚 𝐬𝐮 𝐖𝐡𝐚𝐭𝐬𝐚𝐩𝐩Da alcuni mesi è stata messa in atto una truffa che invia messaggi con richiesta di denaro DAI PROP...
05/03/2026

𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐮𝐟𝐟𝐚 𝐬𝐮 𝐖𝐡𝐚𝐭𝐬𝐚𝐩𝐩

Da alcuni mesi è stata messa in atto una truffa che invia messaggi con richiesta di denaro DAI PROPRI CONTATTI salvati in rubrica, tramite Whatsapp.

Un giorno ti scrive la tua amica Letizia (proprio tramite la vostra chat) con un messaggio come questo:
“Ciao Giorgio (𝑒𝑠𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑡𝑖 ℎ𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑟𝑢𝑏𝑟𝑖𝑐𝑎) potresti prestarmi 810 €? Devo pagare urgentemente il notaio e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera”.

L’amico che mi ha inviato questo screenshot ha avuto la prontezza di chiamare senza ricevere risposta, e si è quindi insospettito.

Per evitare che vi clonino la app è possibile impostare la “verifica in 2 passaggi” in questo modo.
Aprire la app di Whatsapp —> Impostazioni —> Account —> Verifica in 2 passaggi.

Buona serata a tutti,
Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐂𝐨𝐥𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐝𝐝𝐨 𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐫𝐞: 𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐨 𝐦𝐢𝐭𝐨?Il precedente post con la foto della mia ultima figlia, quasi 4enn...
02/03/2026

𝐂𝐨𝐥𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐝𝐝𝐨 𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐫𝐞: 𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐨 𝐦𝐢𝐭𝐨?

Il precedente post con la foto della mia ultima figlia, quasi 4enne, in maniche corte dopo aver sgambettato per ore in montagna ed aver addirittura avuto caldo al punto di chiedere (e ottenere) di spogliarsi, ha generato qualche perplessità.

Facciamo il punto sulla correlazione tra esposizione al freddo e sviluppo di sintomi “influenzali”:

1) È in realtà una premessa: se un bambino sa parlare (ma anche se non sa farlo) è in grado di manifestare le sensazioni di freddo e di caldo, che vanno assecondate.
Se un bambino, spavaldamente, volesse spogliarsi più del necessario (improbabile che accada perché dotato di intelligenza), tornerà presto sui propri passi. “Papa/mamma, ho freddo!”, esclamerà, venendo quindi vestito. Poi spogliato se avrà caldo. Vestito se avrà freddo. E così via.
Talvolta i bambini hanno bisogno di sperimentare cosa significa avere freddo ed è bene che ne abbiano consapevolezza.
Difficilmente un bambino chiederà di essere vestito più del necessario e, costringerlo a farlo, costituisce a mio avviso una inutile forzatura (hai mai provato la sensazione di essere troppo vestito/a? La prossima volta che ti capita non spogliarti, per un paio d’ore).

2) Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: i sintomi infettivi sono causati quasi sempre da virus (quasi mai batteri) e certamente non dal freddo in sé.

3) È dimostrato che le mucose nasali, se raffreddate a causa della bassa temperatura esterna, siano meno efficaci nel contrastare lo sviluppo di infezioni (vescicole extracellulari, ecc ecc).
A dover essere coperto e riscaldato dovrebbe essere quindi il naso, unica parte che resta sempre scoperta nei bambini (e vorrei vedere!).
Costringere i bambini a sudare e soffrire il caldo specie durante il gioco lasciando che l’aria fredda entri indisturbata nel naso, ha poco senso (vedi punto 1). Meglio rinchiuderli in casa.

4) Deduzioni del tipo: “Sono uscito coi capelli bagnati dalla piscina e dopo 2 ore avevo mal di gola” oppure “all’asilo quelle scellerate delle maestre non gli hanno messo sciarpa, berretto, guanti, piumino, doposcì come da mia richiesta (nonostante ci fossero 15 gradi) e ora, dopo 8 ore, ha la febbre!” non hanno alcun senso in quanto i virus respiratori impiegano almeno 24 ore (ma più spesso molto di più) prima di manifestare i primi sintomi.
Correlation is not causation.

5) Che concludere col 4 non mi piaceva, al nord Europa gli inverni sono molto più rigidi, in proporzione i bambini vengono vestiti molto di meno e ciò non è correlato a maggior incidenza di infezioni respiratorie. Anzi, è arcinoto che ci si ammali più in ambienti chiusi e riscaldati che aperti e freddi.
Ah, e la “maglietta della salute” esiste solo da noi!

Lo stesso identico concetto vale col cibo: salvo rari casi di conclamato sovrappeso dove è il bambino a volersi alimentare più del dovuto, così come percepiscono freddo e caldo sono in grado anche di provare, fin dalla nascita, senso di sazietà; costringerli a mangiare quanto decidiamo noi è una forzatura al pari di coprirli più di quanto ne abbiano bisogno.
Senza dimenticare mai che il 40% dei bambini italiani in età scolare è in sovrappeso/obesa e che la responsabilità di ciò è solo ed esclusivamente nostra.

Buona serata a tutti,
Dott. Giorgio Cuffaro

Foto-quiz dal titolo: “trova le figlie del dottore”.

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

Speriamo il colpo di freddo abbia pietà di lei.
01/03/2026

Speriamo il colpo di freddo abbia pietà di lei.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞?Non è dimostrato che l’assunzione preventiva di- multi-vitaminici- prodotti omeopa...
27/02/2026

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐞?

Non è dimostrato che l’assunzione preventiva di

- multi-vitaminici

- prodotti omeopatici

- lisati batterici

abbia alcun effetto significativo nel ridurre gli episodi infettivi dei bambini durante l’inverno rispetto all’attendere il sopraggiungere dell’inverno successivo.

I bimbi che li assumono si ammaleranno meno dell’inverno precedente esattamente come quelli che non li assumono.

Provare per credere!

La bronchiolite da VRS può essere efficacemente prevenuta con la profilassi a base di anticorpi monoclonale (Nirsevimab) mentre l’influenza stagionale (e soprattutto le sue complicanze) con la vaccinazione.

Così come integratori, omeopatia e lisati batterici non proteggono dalle infezioni virali stagionali, allo stesso modo il vaccino anti influenzale protegge solo e soltanto dall’influenza.
Che non è poco.

Per tutto il resto, c’è il sistema immunitario.

Buon weekend a tutti,
Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐎𝐦𝐞𝐨𝐩𝐚𝐭𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐨𝐧𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨Art. 13. Prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.“La prescriz...
24/02/2026

𝐎𝐦𝐞𝐨𝐩𝐚𝐭𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐨𝐧𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨

Art. 13. Prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.

“La prescrizione deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull'uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza.”

Art. 15. Sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali.

“Il medico può prescrivere e adottare, sotto la sua diretta responsabilità, sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali nel rispetto del decoro e della dignità della professione.
Il medico non deve sottrarre la persona assistita a trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia.
Il medico garantisce sia la qualità della propria formazione specifica nell’utilizzo dei sistemi e dei metodi non convenzionali, sia una circostanziata informazione per l’acquisizione del consenso.
Il medico non deve collaborare né favorire l’esercizio di terzi non medici nelle discipline non convenzionali riconosciute quali attività esclusive e riservate alla professione medica."

Il paziente, nella sua “lecita ignoranza” di non addetto ai lavori, da chi viene tutelato?

Chi dovrebbe tutelarlo?

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐄𝐬𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞.Faccio un post al volo alla luce di un recente ricovero per esordio di diabete giovanile.Il...
23/02/2026

𝐄𝐬𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞.

Faccio un post al volo alla luce di un recente ricovero per esordio di diabete giovanile.

Il diabete giovane o di tipo 1 o diabete “magro” è quello, quasi sempre, dei bambini, dovuto al fatto che le cellule beta del pancreas deputate alla produzione di insulina non ne producono più abbastanza perché distrutte (dal sistema immunitario nella forma autoimmune che è la più frequente, da causa sconosciuta nella rara forma idiopatica).
Ne soffre circa 1 bambino su 800.

Il diabete tipo 2 o diabete “grasso” è quello considerato, un tempo, solo dell’adulto ma oggi sempre più anche dei giovanissimi, ed è causato dal fatto che quelle stesse cellule, stremate da una iperalimentazione più o meno prolungata, vengono esaurite letteralmente o, quella stessa iperalimentazione e il sovrappeso causano una “resistenza” periferiaca all’ormone: l’insulina viene prodotta ma non funziona, il pancreas ne produce di più e finisce per esaurirsi.

Il 40% dei bambini italiani in età scolare è in sovrappeso/obesa ed è a rischio di sviluppare, prima o dopo, diabete tipo 2, oltre a tutto il resto come ipertensione, malattie cardiovascolari, tumori, ecc.
I bambini devono essere magri che gli anni ‘60 sono passati da un po’. Che piaccia o no.

Se il pancreas non produce più insulina il glucosio messo in circolo affinché possa essere utilizzato dalle cellule lì resta in quanto le cellule, senza insulina, non lo possono assorbire.
E non venendo utilizzato pur avendone bisogno il bambino ha fame, tanta fame e più del solito.

Il glucosio resta in circolo con aumento della glicemia che supera il filtro renale portandosi dietro acqua che diventa p**ì (𝐩𝐨𝐥𝐢𝐮𝐫𝐢𝐚: primo punto della triade).
Tanta p**ì, di giorno e di notte, con episodi di enuresi (p**ì a letto) anche in bambini che non la facevano più da anni, la p**ì a letto.

Tanta p**ì che costringe il bambino a bere molta acqua per non disidratarsi o, almeno, provarci (𝐩𝐨𝐥𝐢𝐝𝐢𝐩𝐬𝐢𝐚: secondo punto della triade).

Litri d’acqua e litri di p**ì, ogni giorno.

Tanta fame ma anche tanta stanchezza perché l’energia ci sarebbe ma non può essere utilizzata.

E nonostante la tanta fame e il tanto mangiare, il cibo viene digerito, convertito in glucosio che viene immesso in circolo ma non può essere utilizzato (iperglicemia) e viene eliminato con le urine (glicosuria).

Per sopravvivere l’organismo che vorrebbe utilizzare il glucosio e non può farlo, brucia i grassi, causando rapido 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 (terzo punto della triade).
Il bambino perde peso rapidamente. Anche una decina di kg in poche settimane.
Bruciando grassi produce acetone che lo si può rilevare nell’alito, il quale assume tipico odore fruttato (ricorda l’acetone per togliere lo smalto perché, in effetti, sono la stessa cosa).

Iperglicemia e chetosi (presenza di acetone nel sangue con abbassamento del pH) possono portare alla chetoacidosi diabetica, complicanza potenzialmente letale.

L’importante, in caso di esordio di diabete giovanile, è pensarci:
1. POLIURIA
2. POLIDIPSIA
3. CALO PONDERALE
(+ astenia, aumento della fame, addominalgia, alito fruttato, nausea e vomito…).
Se ci si pensa si fa diagnosi.
E se si fa diagnosi si imposta al più presto la giusta terapia.

Doveva essere un post al volo ma tanto al volo non è.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐃𝐞𝐬𝐢𝐫𝐞𝐞È febbraio 2025, Desiree è una bimba di 8 anni e mezzo perfettamente sana, va a scuola come tutti i ...
18/02/2026

𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐃𝐞𝐬𝐢𝐫𝐞𝐞

È febbraio 2025, Desiree è una bimba di 8 anni e mezzo perfettamente sana, va a scuola come tutti i suoi coetanei e pratica nuoto, sport che adora.

Sta per iniziare il carnevale e ha già pronto il suo costume da sfoggiare alla prima occasione.

Ha febbre e vomito da un paio di giorni quando, di notte, mamma Ines capisce che qualcosa non va.
Desiree sembra sveglia ma non risponde.
Viene quindi chiamato il 118 che la trasporta all'ospedale più vicino.

All’arrivo in PS la frequenza cardiaca è di 40/min: periarresto.
Viene quindi intubata e prontamente avviata RCP, la rianimazione cardio-polmonare, nel posto giusto al momento giusto, e Desiree risponde prontamente ai farmaci somministrati per via intra-ossea.

Il cuore riparte, frequenza cardiaca e pressione sono buone ma, all’eco-cardio, si evidenzia un deficit di forza (FE 35%) con versamento pericardico.

Viene predisposto trasferimento in un Centro maggiore ma, durante il trasporto, Desiree va nuovamente in arresto cardiaco e, nonostante i farmaci somministrati, il cuore non riprende a ba***re spontaneamente come avvenuto in precedenza.

Arrivata a destinazione viene posta in ECMO (la circolazione extracorporea di cui avrete letto in questi giorni del piccolino di Napoli in attesa di un cuore) inizialmente periferico, poi centrale per sanguinamento dell’accesso femorale: la macchina viene collegata direttamente al cuore previa sternotomia, e mantenuto in sede per una settimana.

Visto il fallimento di numerosi tentativi di estubazione, a inizio marzo 2025 viene confezionata tracheostomia.
A seguito di PNX (pneumotorace) bilaterale vengono posizionati drenaggi toracici, rimossi a metà aprile 2025.
Tornerà a respirare autonomamente il 30/04, dopo 2 mesi e mezzo da “quella” notte.

Neurologicamente, pur essendo il cervello il primo organo a risentire della mancata ossigenazione, non riporta lesioni degne di nota.
A conferma non solo della indiscussa gestione impeccabile del personale sanitario in tutte le fasi ma, anche, della stoffa di Desiree, che non ha mai smesso di lottare.

A causa della marcata sofferenza riportata agli arti inferiori e complicata da successive infezioni, Desiree subisce l'amputazione in più fasi della gamba destra, fin sotto il ginocchio.

Verrà dimessa il 20/08/25 dopo 6 mesi di ricovero, in terapia con “aspirinetta”, eparina, acido ursodesossicolico, un ACE-inibitore, un beta-bloccante.

Il tampone naso-faringeo eseguito all’ingresso era risultato positivo per Influenza B + VRS (Virus Respiratorio Sinciziale, quello della bronchiolite).

Una combinazione che ha portato all’arresto cardiaco e a tutto il resto.

Ines, la mamma di Desiree, mi ha contattato e chiesto di scrivere la loro storia.

Per testimoniare che quelli di influenza e bronchiolite non sono virus banali e che, seppur raramente, possono causare danni enormi, come nel caso di Desiree.

Per sensibilizzare sull’importanza della vaccinazione antinfluenzale che, sebbene raccomandata dai 6 mesi ai 6 anni, può essere eseguita anche oltre per chi volesse prevenire l’influenza e soprattutto le sue complicanze. Vaccino che quest’anno Desiree ha fatto prontamente.

Per sensibilizzare sull’importanza della profilassi contro la bronchiolite da VRS, offerta gratuitamente a tutti i nuovi nati e con la speranza che, anche per questo virus, venga presto reso disponibile un vaccino efficace almeno per le categorie a rischio (attualmente offerto solo alle gravide e solo in alcune Regioni).

Ora in terapia ha solo ACE-inibitore (che presso verrà sospeso) e beta-bloccante.

Desiree ha recentemente avuto il via libera da parte dei medici che la seguono per il rientro a scuola.
Dopo oltre un anno di assenza.

Ringrazio mamma Ines per aver scelto me affinché dessi voce alla loro storia, cosa che spero di aver fatto degnamente.

E mando un grande abbraccio a questa bimba e alla sua famiglia, che non hanno mai smesso di lottare e, insieme, continueranno a farlo anche in futuro, con le inevitabili prove che si troveranno ad affrontare, prima tra tutte la protesizzazione della gambina.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐦𝐨𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐫𝐚𝐥𝐞 (𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚).Qualche giorno fa ho visto in ambulatorio un bimbo di 3 anni e mezzo con...
16/02/2026

𝐋𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐦𝐨𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐫𝐚𝐥𝐞 (𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚).

Qualche giorno fa ho visto in ambulatorio un bimbo di 3 anni e mezzo con recente storia di 3 episodi febbrili nell’arco di 2 settimane:

1. Otite febbrile a fine gennaio trattata con amoxicillina fino al 4/02 (apiressia dal 1/02);

2. Rialzo febbrile il 5/02 (all’indomani della fine della terapia con amoxicillina). Il 9/02, dopo qualche giorno di “vigile attesa” e alla luce del riscontro di “rumori” al torace, viene avviata terapia antibiotica con cefixima ma, di fatto, sfebbra spontaneamente il giorno stesso (inverosimile sia sfebbrato grazie all’antibiotico iniziato da poche ore);

3. Il 12/02 ripresa della febbre per cui viene condotto da me in ambulatorio. Ha in corso terapia antibiotica ad ampio spettro (cefixima) e, nonostante questo, la febbre è risalita con comprensibile preoccupazione dei genitori.

Alla visita è in buone condizioni generali, non ha l’aspetto di un bambino con una infezione batterica non responsiva all’antibiotico.

Al torace presenta effettivamente rumori solo a destra che, nella pratica comune, farebbero pensare a una polmonite (o alla famigerata “bronchite”).

Sospetto che questa volta (come quasi mai accade) si conferma anche all’ecografia, con riscontro di piccolo consolidamento proprio alla base di destra.

A questo punto non mi resta che dosare la PCR: fosse una infezione batterica non responsiva all’antibiotico troverei valori molto alti; fosse stata una infezione batterica con febbre per 4 giorni in trattamento antibiotico da 3 giorni, mi aspetterei un valore comunque “mosso” che, invece, risulta indosabile: < 5 mg/L. Negativa (Immagine 1).

Consiglio a questo punto di completare 5 giorni dell’ultimo antibiotico di cui sono state già assunte 3 dosi (non posso avere la certezza assoluta che quella PCR non fosse stata più alta nei giorni precedenti, visto che impiega diversi giorni ad abbassarsi, e sempre dopo che il paziente ha iniziato a guarire) e di vedere come va.

Il bambino sfebbra definitivamente in un paio di giorni.

Conclusioni.

L’otite febbrile va sempre trattata con antibiotico e, quello giusto in prima battuta, è la semplice amoxicillina.

Riscontrare rumori al torace non implica ci sia davvero qualcosa sotto, cosa che, in questo caso, in effetti c’era, come ho visto all'ecografia durante la visita.

Una polmonite batterica insorta all’indomani dalla sospensione della terapia con amoxicillina è improbabile ma possibile; avessimo però avuto già allora un valore basso di PCR (il 9/02) si sarebbe potuto attendere pensando a una eziologia virale.
La polmonite può essere causata da virus senza necessità e possibilità di cura (guarisce da sola).

Quando un domani si disporrà di ecografia e dosaggio della PCR anche sul territorio si potranno fare diagnosi più accurate e prescrivere terapie antibiotiche mirate solo quando necessario, e cioè quasi mai.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐋𝐚 “𝐛𝐫𝐨𝐧𝐜𝐡𝐢𝐭𝐞” 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜’𝐞̀.La scorsa settimana mi ha contattato la mamma 37enne di un mio paziente facendomi una richie...
15/02/2026

𝐋𝐚 “𝐛𝐫𝐨𝐧𝐜𝐡𝐢𝐭𝐞” 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜’𝐞̀.

La scorsa settimana mi ha contattato la mamma 37enne di un mio paziente facendomi una richiesta insolita che, tanto insolita, ormai non è: visitarla.

Aveva già eseguito una terapia antibiotica con levofloxacina (che non è menzionata nelle linee guida come opzione terapeutica per la polmonite in pazienti senza comorbilità, figuriamoci per la “bronchite”) e cortisonica a base di prednisone per un quadro di “bronchite”.

Ma senza beneficio.

Febbre non ne aveva mai avuta, tosse e sensazione di oppressione toracica che non accennava a migliorare sì, per cui mi aveva chiesto la visita.

Alla visita è in buone condizioni generali, ma un po’ preoccupata.

Già la saturazione mi fornisce qualche indizio: 95% a riposo, che sale a 97% durante l’auscultazione, in corso di respiri profondi.

Al torace un bel concerto di assioli: sibili diffusi.

L’ecografia del torace è sostanzialmente negativa (qualche linea B che ci sta).

A casa aveva già il broncodilatatore e pure il distanziatore che utilizza per il figlio soggetto a broncospasmo.

Le ho prescritto terapia inalatoria (che le ha dato immediato sollievo) e consigliato visita pneumologica.

* * *

Un bel giorno la prescrizione degli antibiotici dovrà necessariamente essere subordinata alla compilazione di un qualche iper-super-mega-rigidissimo form che ne stabilirà l’eventuale indicazione oltre che la tipologia.

Un bel giorno “polmonite” sarà l’unica diagnosi che ne consentirà la prescrizione per infezioni polmonari, e solo alla luce di un quadro ecografico compatibile e un valore alto di PCR (Proteina C Reattiva) dosata in ambulatorio con dispositivi POCT forniti dal SSN da cui ne deriverà un consistente risparmio in termini di rimborso per farmaci, visite ed esami non necessari; SSN che fornirà anche tamponi per virus da meno di 3 euro l’uno per diagnosticare le più comuni infezioni virali respiratorie (che se è influenza A, difficilmente sarà anche pneumococco).

Quel bel giorno dovrebbe essere già ieri visto che siamo tra i Paesi europei peggiori in termini di prescrizione di antibiotici per numero di abitanti e che causiamo 1/3 dei decessi annui totali per antibiotico-resistenza d’Europa.

Quanto costa fornire di POCT tutti gli ambulatori di MMG e PLS?

Quanto costano le cure delle 13.000 persone che ogni anno muoiono in Italia per infezioni batteriche incurabili?

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐑𝐒𝐕 𝐠𝐚𝐥𝐨𝐩𝐩𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐢 𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ “𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢”.Ieri in ambulatorio ho “beccato” 2 infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale (V...
13/02/2026

𝐑𝐒𝐕 𝐠𝐚𝐥𝐨𝐩𝐩𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐢 𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ “𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢”.

Ieri in ambulatorio ho “beccato” 2 infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS o RSV) in 2 bambini nati, fatalità, a 1 giorno di distanza uno dall’altro, a luglio 2024 (Immagine 1).

Entrambi avevano fatto la profilassi con Nirsevimab, l’anticorpo monoclonale da 1.150 euro a fiala offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati nel loro primo inverno di vita (e oltre in caso di patologie di base importanti).
Farmaco che, purtroppo, ha una efficacia limitata al primo inverno, appunto: 5-6 mesi.
E al momento non è prevista una seconda dose per i bambini sani, visto il costo molto alto,

Quei 2 bambini sembravano la fotocopia uno dell’altro.

Bambino 1.
Febbricola per un paio di giorni accompagnata da tosse stizzosa.
Viene condotto in ambulatorio per dubbio respiro sibilante.
Alla visita la saturazione, che prendo sempre nei bimbi con sintomi respiratori, già forniva qualche indizio: 95%.
Non male. Ci preoccupiamo quando tende verso il 92% tenendo presente che però, nel sonno, il valore può scendere di 2-3 punti, raggiungendo o superando il valore “critico” del 92%, appunto.
Alla visita presentava un quadro di bronchite asmatiforme (broncospasmo acuto), con minimo grunting espiratorio (respiro che “gratta” a fine espirio, come se il bambino dovesse “spingere” fuori l’aria, cosa che in effetti fa, e che si può sentire talvolta anche “a orecchio”) ed espirio prolungato.
Penso al RSV che sta galoppando in questa fascia di età e il tampone, in effetti, risulta positivo.
Eseguo un ciclo di 3 puff di salbutamolo con distanziatore che insegno ai genitori come utilizzare e, dopo circa 15 minuti, la saturazione sale a 98%, a conferma di una ottima risposta al farmaco e che, in effetti, di “semplice” broncospasmo si tratta.
Questa è l’unica terapia che prescrivo, da eseguire a domicilio “a scalare” (Immagine 2).

Bambino 2.
Stessa storia del precedente.
Febbre per un paio di giorni e tosse.
Viene condotto in ambulatorio perché più astenico (stanco) del solito e inappetente: nonostante l’età sta assumendo solo latte materno.
La saturazione anche in questo caso è buona: 95-96%.
A differenza del precedente si rilevano, all’auscultazione del torace, anche i tipici “crepitii” della bronchiolite.
Il tampone, anche in questo caso, risulta positivo per RSV.
A differenza del precedente, cosa che sta capitando spesso con questi bambini seppur grandicelli, ha poco risposto alla terapia inalatoria con salbutamolo: i gemiti si sono ridotti, ma non i crepitii e la saturazione è rimasta invariata.

Take-home messages:

1) l’unico modo per sapere se un bambino con infezione respiratoria respira davvero bene (anche in assenza di visibili segni di difficoltà respiratoria che, i 2 casi in oggetto, non presentavano), è rilevare la saturazione.
Ritenere che un bambino respiri bene senza rilevarla è come affermare che un bambino è apiretico senza misurare la temperatura.
In commercio ci sono saturimetri pediatrici (devono avere la sonda dimensionata su dita piccole) che costano meno di 20 euro e sono affidabili (confrontati col mio professionale).
Non chiedetemi marche e modelli che non faccio marketing.
I colleghi medici possono scrivermi in privato. Salvo figli con episodi ricorrenti di broncospasmo non siete tenuti ad avere un saturimetro a casa (io ne ho 2 in più che presto all’occorrenza).

2) l’assenza di febbre non ci fornisce informazioni nelle infezioni virali: è spesso presente solo nei primi giorni per poi scomparire, cosa che accade anche in bambini ricoverati per broncospasmo o bronchiolite, in terapia con ossigeno o alti flussi.
Se la temperatura ci aiuta nelle sospette infezioni batteriche (otite, polmonite, faringite), in quelle virali non deve trarre in inganno.

3) quest’anno stiamo vedendo pochissimi neonati e lattanti ricoverati per bronchiolite da RSV perché quasi tutti hanno fatto la profilassi.
Ne segnalo uno non “profilassato” ricoverato in ossigeno i cui genitori alla diagnostica, candidamente, hanno reagito con un “beh, tanto guarisce lo stesso!”.
E c’è chi sostiene che non bisognerebbe rendere davvero obbligatorie le vaccinazioni raccomandate come anche questa terapia.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐏𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐭𝐢 (𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐜𝐢), 𝐜𝐚𝐫𝐨 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞.Già un anno è passato (o volato?) dallo scorso 11 febbraio, data in...
11/02/2026

𝐏𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐭𝐢 (𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐫𝐜𝐢), 𝐜𝐚𝐫𝐨 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞.

Già un anno è passato (o volato?) dallo scorso 11 febbraio, data in cui scrissi questo post.
Post che ripubblico per non dimenticarti ma, anche, per non dimenticarci.
Non dimenticarci che siamo umani, fatti di carne ma anche di spirito.
Che il nostro mestiere è sempre più difficile, stressante, rischioso.
Che ciò che è capitato a te, potrebbe capitare a chiunque.
E quando ci ripenso, 𝒕𝒊 ripenso, mi pervade un senso di freddo, vuoto, buio e solitudine che, forse, hai provato pure tu, prima di lasciarci per sempre.

* * *

𝐓𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐚𝐧𝐧𝐨, 𝐜𝐚𝐫𝐨 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞.

Sto chiacchierando con mia moglie nella sala d’attesa dell’ospedale di Pordenone aspettando che ci chiamino per una visita di controllo di una delle nostre figlie quando mi fa: “hai sentito del neonato morto e del medico che si è tolto la vita?”

Istantaneamente mi trovo con la testa in sala parto, in uno di quei parti difficili dove l’imprevedibile prende il sopravvento su tutto e tutti e dove, nonostante la preparazione e il perfetto tempismo dei professionisti presenti, qualcosa 𝑝𝑢𝑜̀ andare storto.

Sono così immedesimato che sono 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 debba trattarsi di un Collega pediatra.

Vado su Google e digito: medico+neonato+suicidio.

Mi compare un lungo elenco di titoli di giornale recentissimi dove, lì per lì e leggendo “𝐠𝐢𝐧𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨”, tiro un amaro sospiro di sollievo.
Non si tratta di un pediatra!
Ma che pensiero id**ta!, penso subito dopo. Un Collega si è tolto la vita!

Vado oltre: “𝐠𝐢𝐧𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨, 𝐃𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚𝐧𝐨, 𝟑𝟗 𝐚𝐧𝐧𝐢”.
Mi si ghiaccia il sangue nelle vene.
“Giuseppe!”
Esclamo dentro me in silenzio.
Non posso credere possa essere tu.
Non 𝑝𝑢𝑜𝑖 essere tu.

Apro un articolo a caso e mi compare il tuo volto esattamente come lo ricordavo l’ultima volta che ci siamo visti e salutati in un ospedale disperso dell’Alto Adige, pochi mesi fa: da lì a poco ti saresti trasferito con Federica a Desenzano, per un nuovo capitolo della vostra vita insieme.

Quel tuo volto sempre sorridente, disteso, accogliente, come in quella foto.
Quel tuo sguardo buono di chi è buono per davvero, come in quella foto.

Leggo con fatica l’accaduto o meglio, ciò che i giornalisti riportano dell’accaduto.

Non mi capacito.
Tu con la tua esperienza breve ma intensa, maturata all’estero e anche in un ospedale africano dove ne hai viste di tutti i colori.
Quel Paese dove l’economia locale si basa sulla lavorazione di un fiore che viene poi impiegato per estrarre un olio essenziale pregiatissimo e costosissimo, venduto alle più importanti case del profumo del mondo.
Come si chiama quel fiore, Giuseppe, che non ricordo?

Mi tornano in mente le chiacchierate in cucina, le pizze condivise (che poi l’ultima volta avevi offerto tu; e ora come faccio a sdebitarmi?), e quella pasta strepitosa di cui in questo momento ricordo solo i datterini gialli che ci stavano da Dio e che avevi preparato per tutti noi quando eri reperibile e avresti potuto impiegare diversamente il tuo tempo “libero”.

Penso a quanto siamo 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑖𝑙𝑖.
A come il nostro mestiere ci possa mettere emotivamente a durissima prova, specie in quelle circostanze imprevedibili dove ginecologo e neonatologo corrono la staffetta della vita, uno appresso all’altro, che ha come obiettivo finale il benessere del nascituro (e della mamma).
Ma dove qualcosa 𝑝𝑢𝑜̀ andare 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑡𝑜.
Anche se ne hai viste e gestite di tutti i colori e, come te, sei aggiornato e conosci per filo e per segno le più recenti linee guida, di cui capitava di parlare tra una visita e l’altra, tra un parto e l’altro.

Ora qualcuno che mai è entrato in una sala parto e che nulla sa di cosa significhi gestire quelle situazioni al limite tra la vita e la morte, dovrà decidere se tu e gli altri professionisti presenti abbiate o meno delle 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑒.
E disquisiranno a posteriori di cesarei negati e di ventose non indicate.
A tavolino.
Manco fosse la moviola di una inutile partita di calcio.

Che questa tragedia accenda una buona volta i riflettori su un mestiere, quello di medico, in Italia bistrattato, sottopagato, ed esposto a qualunque tipo di rivalsa da parte dei pazienti, a torto e a ragione.

𝐓𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐚𝐧𝐧𝐨, 𝐜𝐚𝐫𝐨 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞.

E un abbraccio gigantesco a Federica, per quel che può valere.

Giorgio

* *. *

L’hanno trovato il colpevole, Giuseppe?

https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/giuseppe-perticone-ginecologo-suicidio-yxlmr8wf

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

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