Dott. Giorgio Cuffaro pediatra

Dott. Giorgio Cuffaro pediatra Pediatra privato in ambulatorio a Pordenone e in diversi ospedali in Veneto. N. iscr. albo VE6785. iscrizione albo VE6785.
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𝐈 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨-𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐃.Ci sono pure quelli.1 mese, ricoverato per lieve insufficienza respiratoria con basso fabbisogn...
17/04/2026

𝐈 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨-𝐯𝐢𝐭𝐚𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐃.

Ci sono pure quelli.

1 mese, ricoverato per lieve insufficienza respiratoria con basso fabbisogno di ossigeno.

I genitori avevano anche, ovviamente, rifiutato la profilassi con Nirsevimab, l’anticorpo monoclonale contro il VRS (Virus Respiratorio Sinciziale) che causa la maggior parte dei casi di bronchiolite.

“Eh, ma il figlio di Tizia l’ha fatto ed è stato ricoverato lo stesso”.

«Niente terapia intensiva ed è ancora vivo, giusto?»

“No, no, per carità!”

«Anche io ho visto qualche bambino ricoverato per bronchiolite da VRS pur avendo fatto la profilassi ma, a fronte di ogni bambini ricoverato, 9 l’hanno evitato».

La vitamina D è l’unica vitamina, come la K, che deve essere somministrata a neonati e lattanti (per l’intero primo anno la D, in unica somministrazione intramuscolare alla nascita la K).
Questo perché i neonati nascono già carenti, e non sarà certo il latte (𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨) a correggerne la carenza.
Il latte materno contiene infatti quantità insufficienti a garantire un adeguato apporto di entrambe sebbene, in certi ambienti integralisti dell’allattamento al seno a tutti i costi, vengano dette queste ed altre bugie.

La carenza congenita di vitamina K aumenta sensibilmente il rischio di emorragia, soprattutto cerebrale.

La carenza di vitamina D nel primo anno di vita predispone invece a ritardo di crescita e rachitismo, malattia in cui le ossa non si sviluppano correttamente.

Capite perché non ci può essere confusione quando si parla di salute?

Che non possono esserci “2 campane”, una opposta all’altra, dove seguire quella sbagliata esporrà il bambino a concreti rischi per la sua salute?

Che non può esserci libertà di scelta verso i figli quando si è incapaci, per ignoranza o stupidità, di scegliere il meglio per loro?

Per questo dico sempre che, per trattamenti importanti (non solo le vaccinazioni pediatriche) non si debba lasciare al genitore l’onere di decidere.

Ed è sempre per questo che a mio avviso, chi diffonde certe pericolose bugie, dovrebbe essere duramente perseguito dalla legge.

Ma quale libertà?

Dott. Giorgio Cuffaro

Immagine: www.uppa. it/vitamina-d-bambini/

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞𝐧𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢.La donazione di sangue e di plasma è democratica.Possono essere idonei: - provax e novax- acculturati e i...
16/04/2026

𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞𝐧𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢.

La donazione di sangue e di plasma è democratica.

Possono essere idonei:
- provax e novax
- acculturati e ignoranti
- belli e brutti.

La donazione di sangue e di plasma è democratica come democratiche sono le malattie che possono necessitare di sangue intero, emocomponenti (globuli rossi, piastrine o plasma) o emoderivati (veri e propri farmaci prodotti a partire dal plasma).

Non solo in caso di emorragia, ma anche per il trattamento di patologie in cui la carenza di alcune componenti del sangue (ad esempio i fattori della coagulazione) non può essere altrimenti corretta.

Andate a donare regolarmente, tutti, in particolare i donatori universali 0 negativi come me, del cui sangue c’è periodica carenza (nella mia Pordenone proprio in questi giorni ci stanno richiamando all’ordine).

Gli idonei possono donare 4 volte all’anno se maschi, 2 volte all’anno se femmine nel caso di sangue intero; una volta al mese tutti se si tratta di plasma (grazie ad Alberto Lorenzetto per la specifica).

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐌𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝟐 𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐠𝐨𝐥𝐚 𝐞 𝐯𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞.“La mia amica mi ha consigliato di mettere 2 dita in gola e vomit...
14/04/2026

𝐌𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝟐 𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐠𝐨𝐥𝐚 𝐞 𝐯𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞.

“La mia amica mi ha consigliato di mettere 2 dita in gola e vomitare.”

«E perché mai?»

“Le avevo detto che ho mal di pancia da qualche giorno, ha detto che così mi sarebbe passato.
Lei lo fa spesso”.

10 anni, visitata in PS per addominalgia.

Mi è venuta la pelle d’oca.

Ho pensato subito ai DCA, i Disturbi del Comportamento Alimentare (detti anche DNA, Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione):
- anoressia nervosa
- bulimia nervosa
- disturbo da alimentazione incontrollata
- disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo.

Ho pensato subito che la sua amica potrebbe essere bulimica e a 10 anni, più o meno consciamente, volesse “promuovere” il 𝑣𝑜𝑚𝑖𝑡𝑖𝑛𝑔, dipendenza compulsiva tipica di questo disturbo.

Ho pensato che ne soffrono in Italia 6 persone su 100, che fa 3,5 milioni, e che tutti noi ne conosciamo più di qualcuna ma troppo spesso non ce ne accorgiamo, perché non conosciamo il problema.

Ho pensato che negli ultimi anni stiamo assistendo a un incremento delle nuove diagnosi in età pediatrica, che si sta abbassando, con esordio già a 8-9 anni, complici i social network messi in mano ai bambini pensando di aiutarli a diventare, prima e meglio, adulti.

Ho pensato che prevalgono nelle femmine (circa 90% dei casi) ma che i casi maschili sono in aumento.

Ho pensato che sono la prima causa di morte nei giovani dopo gli incidenti stradali e che ogni anno, in Italia, muoiono a causa dei DCA circa 4.000 persone, che sono più dei morti totali per incidenti stradali (circa 3.000).

Ho pensato che non se ne parla abbastanza, anzi, che non se ne parla affatto.

Ho pensato che le strutture pediatriche in Italia sono insufficienti, lo sono sempre più, e che spesso e per lunghissimi periodi questi bambini vengono “parcheggiati” nei reparti di pediatria in attesa di un posto per loro. Perché per guarire da quelle malattie, oltre un certo limite, serve il ricovero in strutture adeguate, con personale adeguato, lontano da casa.

Il nemico per sconfiggerlo bisogna conoscerlo ma trovo ci sia una ignoranza enorme su queste tematiche non solo tra i giovanissimi (a cui nessuno ne parla) ma anche e soprattutto tra noi adulti.

Ho pensato che non so proprio cosa potrei fare per sensibilizzare su questa tematica e allora ho deciso di scrivere qualche riga che, come al solito, sono diventate molte di più.

Cosa possiamo fare concretamente?

Qualche idea potrebbe averla chi ci è passato, ci sta passando, o li ha vissuti da vicino.

Dott. Giorgio Cuffaro

Immagine: www.stateofmind. it/disturbi-alimentari-dca/

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐅𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝟓 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢. 𝐂𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚?Ho appena visitato un bambino di 2 anni e 9 mesi (33 mesi, per i “genitori stagionatori”) ...
13/04/2026

𝐅𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝟓 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢. 𝐂𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚?

Ho appena visitato un bambino di 2 anni e 9 mesi (33 mesi, per i “genitori stagionatori”) per febbre fino a 40°C da 5 giorni pieni, associata a inappetenza e qualche colpo di tosse.

Alla visita riscontro di membrana timpanica destra un po’ più opacata dell’altra, senza aver mai lamentato otalgia (l’otite media acuta fa MALE), e niente altro.

Disponiamo di una tecnologia che, come l’ecografo portatile, entrerà necessariamente e prima o dopo a far parte del corredo di base di tutti i medici del territorio, appena le istituzioni avranno capito che solo così si può contrastare attivamente la prescrizione inappropriata di antibiotici e l’antibiotico-resistenza, trovando il modo di abba***re i significativi costi che non tutti i medici del territorio sono disposti a sostenere.

Nel 2026 non si può più fare diagnosi di polmonite col solo fonendoscopio, tantomeno stabilirne la natura batterica o virale, e nemmeno stabilire se una febbre richieda antibiotico in base alla sua durata: l’influenza, che è virale, può dare febbre anche per 8-10 giorni e l’antibiotico non fa nulla.

𝐅𝐞𝐛𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝟓 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢. 𝐂𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚?

Ho prelevato qualche goccia di sangue da un dito e dosato con questo POCT la PCR: proteina C reattiva.

Valore: 35,7 mg/L.

Che mi consente di attendere serenamente qualche altro giorno prima di rivalutare il bambino e decidere se avviare o meno qualche terapia.

Per ora ho consigliato solo antidolorifici al bisogno, di offrire spesso da bere e sacrosanta vigile attesa.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

𝐐𝐮𝐢𝐳 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚.RISPOSTA IN FONDO.Bambino di 5 anni, presenta questa eruzione cutanea micropapulare rilevata al tron...
12/04/2026

𝐐𝐮𝐢𝐳 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚.

RISPOSTA IN FONDO.

Bambino di 5 anni, presenta questa eruzione cutanea micropapulare rilevata al tronco da alcuni giorni.

Al tatto, la cute appare in effetti grossolanamente ruvida, a “pelle d’oca”, ricordando la cheratosi pilare in un bambino che però, a differenza di questa ultima, presenta il quadro cutaneo solo da alcuni giorni, associato a febbre e inappetenza.

A cosa dobbiamo pensare, sebbene non sia certamente una manifestazione comune di questa infezione?

Così, spesso si presenta nei neri, aiutando a porre diagnosi (eventuali eritemi non sarebbero facilmente visibili nelle etnie di carnagione scura).

Sono esclusi dal quiz pediatri, dermatologi, infermieri pediatrici e relativi partner 😉.

Dott. Giorgio Cuffaro

RISPOSTA.

Febbre + inappetenza (da faringite) + questa eruzione cutanea + tampone faringeo positivo per streptococco beta emolitico di gruppo A = scarlattina.
Terapia: amoxicillina 50 mg/kg divisa in 2 dosi al giorno per 10 giorni (massimo 500 mg ogni 12 ore, non serve di più).

𝐆𝐢𝐮̀ 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐠𝐚𝐭𝐭𝐢.Tuttapposto raga, tuttapposto. È scienza!Dopo questo esempio di trattamento combinato umano-gatta...
08/04/2026

𝐆𝐢𝐮̀ 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐠𝐚𝐭𝐭𝐢.

Tuttapposto raga, tuttapposto. È scienza!

Dopo questo esempio di trattamento combinato umano-gatta sensitiva, tornerò a occuparmi almeno per un po’ di cose serie.

https://www.instagram.com/reel/DVtkr-iDTcI/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=NTc4MTIwNjQ2YQ==

*** *** ***

Per quanto riguarda manipolare il collo a innocenti neonati e bambini, magari con video acchiappa like sui social, ho trovato queste linee guida internazionali che non sarebbero proprio per la quale: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11216248/

Giratele a chi vi dice che si può fare e che non espone a rischi.

Passo e chiudo.

Se qualcuno può taggare “elementumsalubre” o il sig. Simone Braidotti, che non lo trovo, mi fa un piacere.

Dott. Giorgio Cuffaro.

Qualcuno fermi quel pazzo.
07/04/2026

Qualcuno fermi quel pazzo.

Era il giorno di Pasqua.Era il compleanno di mia moglie.Passavamo di lì per puro caso tutti e 7, proprio in quel momento...
05/04/2026

Era il giorno di Pasqua.

Era il compleanno di mia moglie.

Passavamo di lì per puro caso tutti e 7, proprio in quel momento, per una lunga serie di coincidenze che, chi ci crede, chiamerebbe destino.

Onorato che sia capitato a me.

Nonostante ci abbia messo mesi e mesi per accettare l’epilogo e a volte, ripensandoci, ancora mi si bagnano un po’ gli occhi.

Ciao Leo.

No, non sono stato un eroe.
Ho solo fatto, nel miglior modo possibile, il mio dovere, di medico e cittadino.
Perché sì, ogni cittadino è tenuto a soccorrere. E ogni cittadino dovrebbe, a mio avviso, sapere esattamente cosa fare in situazioni simili, indipendentemente che poi ci riesca o meno.
Ho solo applicato alla lettera i corsi di rianimazione seguiti fin dai tempi delle scuole superiori, quando ero "Pioniere" in Croce Rossa e facevo servizio, guarda caso, anche in Pediatria.
L'ultimo aggiornamento BLSD l'avevo fatto un paio di settimane prima del nostro incontro.

Non ho perso un attimo, sai?
Quando ho capito che non respiravi e il tuo cuore non batteva, ti ho preso in braccio, messo in sicurezza, valutato rapidamente e iniziato a massaggiare e ventilare senza perdere un istante, come da linee guida. Il tuo papà mi ha detto che erano passati solo pochi secondi dall'incidente. Che fortuna!, ho pensato. Ero fiducioso.

Ce l'ho messa tutta, sai?
In quel momento eri improvvisamente diventato un mio paziente, anzi, IL mio paziente ed io il tuo pediatra. E ai miei pazienti, credimi, cerco sempre di dare il meglio.
A dire il vero eri un po' paziente e un po' figlio perché coi miei pazienti, in genere, non mi viene da piangere quando mi prendo cura di loro e con te, a tratti, dovevo trattenere le lacrime e concentrarmi su ciò che dovevo fare, perché andava fatto subito e bene, e così è stato.

Il tuo papà l'ho fatto avvicinare e gli ho detto di tenerti la mano, ricordi?
So che ne aveva bisogno, ne avevate bisogno, ne avevamo bisogno. Ci siamo fatti forza a vicenda fino all'arrivo dell'ambulanza.

Eri IL mio paziente con un enorme bisogno di aiuto e io, quell'aiuto, ho cercato di dartelo anima e corpo, massaggiandoti e ventilandoti ininterrottamente per almeno 15 minuti, qualcuno dice 20, poco importa.

Non sentivo la fatica, sai?
Comprimevo bene e, il tuo piccolo torace, a ogni ventilazione, si espandeva come da manuale.
La "fatica" l'ho percepita solo il giorno dopo, quando le mie ginocchia non erano più in grado di fare le scale o altri movimenti banali a ricordarmi, a ogni passo, cosa fosse successo il giorno prima.

Non ci ho pensato un istante se ventilarti o meno bocca a bocca, sai?
Non potevo permettermi di negarti anche solo una infinitesima possibilità di salvarti nonostante, negli ultimi anni, nei corsi di primo soccorso la respirazione "bocca a bocca" sia sconsigliata, per questioni "igieniche". Questioni igieniche, capisci?

Il tuo volto, dopo pochi istanti, è tornato roseo, a dirmi che stavamo andando bene, e non mi sono perso d'animo.
E tu ci hai messo del tuo, quando il tuo cuoricino ha ripreso a ba***re regolarmente, con forza. Non credevo alle mie dita, alle mie orecchie, ai miei occhi.

Non è facile in quelle circostanze, per un "pediatra semplice" come me, reperire un accesso vascolare, sai?
Ma può essere fondamentale, per somministrare liquidi ed eventualmente farmaci. Eri IL mio paziente, e ci ho pensato io in un istante, senza difficoltà, come fosse la cosa più naturale del mondo, in una situazione simile.

Tutto sembrava davvero andare per il meglio ma, purtroppo, qualcosa era già andato storto, e io non potevo saperlo.

Non sai cosa avrei dato per salvarti per davvero e un giorno, magari, sì, poterti abbracciare. O guardarti giocare, correre, saltare, anche solo in silenzio e da lontano.

La mia sola piccola grande consolazione è aver dato a te e ai tuoi portentosi genitori un po' di tempo, per parlarti, accarezzarti, coccolarti. Sono certo tu, con loro, abbia fatto un bel pieno di Amore, dopo il nostro incontro.

La notizia è trapelata, come anche le tue foto (non sempre oscurate), il tuo nome e il tuo cognome.
Che fosse proprio necessario?

Ora spero proprio vi lascino in pace.
E che i nostri politici, nei loro programmi acchiappa-like, trovino spazio per rendere i corsi di primo soccorso obbligatori e capillari, dalle scuole medie inferiori in poi.

Il tuo pediatra,
Dott. Giorgio

𝐌𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐭𝐢𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐠𝐚𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞? 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞 𝟐.Qualche utente che segue questa pagina mi vuole male, e infatti vengo ta...
04/04/2026

𝐌𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐭𝐢𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐠𝐚𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞? 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐞 𝟐.

Qualche utente che segue questa pagina mi vuole male, e infatti vengo taggato periodicamente sotto post come quello di cui sto per parlare.

In ambito osteopatico, oltre a tecniche senza alcun fondamento scientifico che si prefissano di risolvere le più svariate problematiche, talvolta sconfinando nell’abuso di professione medica (insonnia, reflusso, coliche gassose, anchiloglossia, malocclusione, allattamento al seno, otiti ricorrenti, ecc, ecc), vi sono anche tecniche non solo inutili ma per giunta pericolose.

Prima tra tutte, che va molto di moda sui social perché fa pure rumore, è senza dubbio il thrust, o crack, o HVLA (High Velocity Low Amplitude), tecnica che espone a rischio concreto di dissecazione delle arterie vertebrali e di lesioni cerebellari (se va bene).

Ricorderete forse il caso della mamma di un mio paziente ricoverata per quasi un mese a causa di quella suddetta manovra, che aveva riportato aneurisma dell’arteria vertebrale di destra e dissezione di entrambe le arterie vertebrali con conseguente ischemia cerebellare (https://www.facebook.com/share/p/18kDUkBEG2/?mibextid=WC7FNe foto 2).

Orbene l’altro giorno ho scoperto che, a queste tecniche inutili e pericolose, vengono sottoposti anche bambini come quello di questo post, con l’immabcabile “blocco cervicale” e cefalea da un mese.
Che, giusto per, magari meriterebbe anche una visita medica, la butto lì (foto 1, https://www.facebook.com/share/r/1HmgWkAjV7/?mibextid=wwXIfr).

Bambini che ad alcuni osteopati piace mettere in piazza a volto “scoperto” perché il fine giustifica i mezzi.

Mi domando se, nel corso di laurea in osteopatia, che ormai è a metà, attivato dalle Università degli Studi di Verona e Università degli Studi di Firenze venga insegnato anche questo.

Possono farlo?
Non possono farlo?
Devono operare in scienza e coscienza?
Possono fare quel che gli pare se nell’ambito dell’apparato muscolo-scheletrico?
Non si sa, visto che non esiste ad oggi un Ordine con relativo codice deontologico.
Chi li controlla?

Se avete piacere di farvi scrocchiare il collo, con la consapevolezza del rischio che correte a fronte di transitori se non nulli benefici, evitate quantomeno di esporvi i vostri figli.

Che poi sarebbe anche il caso di tutelarli evitando una simile esposizione mediatica.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

Massimiliano Mariani se vuole dire qualcosa.

𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐮 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞.7 anni, simpatico e vispo come pochi.Me ne accorgo solo a fine visita.“Dottore,...
02/04/2026

𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐮 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞.

7 anni, simpatico e vispo come pochi.

Me ne accorgo solo a fine visita.

“Dottore, questa ha il permesso di usarla solo a casa. Aveva la felpa allacciata e non ci avevo fatto caso…”!

«Ci mancherebbe signora! Ci ha regalato un sorriso! Che poi questa sera, con la sala d’attesa straripante, è proprio la maglietta giusta!».

𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐮 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞.

Dott. Giorgio Cuffaro

𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞.Quest’anno ci siamo già. Riposto questo articolo dell’anno scorso. Buona ...
01/04/2026

𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞.

Quest’anno ci siamo già. Riposto questo articolo dell’anno scorso. Buona lettura a tutti.

In questi giorni stiamo assistendo alla consueta “nevicata” primaverile dei pioppi col conseguente timore possa scatenare le relative allergie.

I fiocchi dei pioppi, precisamente 𝒑𝒂𝒑𝒑𝒊, non sono altro che i loro frutti di cui l’albero si serve per diffondere più lontano possibile i suoi semi che, guardando attentamente, è possibile osservare al loro interno (Fonte 1 e foto).

Quando si parla di allergia alle piante (esclusi l’ingestione e il contatto diretto con la cute) ci si riferisce alla reazione del loro polline (che non è visibile a occhio n**o) su occhi, mucosa nasale e mucosa bronchiale, potendo dare rispettivamente:
- 𝒄𝒐𝒏𝒈𝒊𝒖𝒏𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒓𝒈𝒊𝒄𝒂: si manifesta con arrossamento, lacrimazione, prurito ed edema della congiuntiva. Si può trattare con collirio antistaminico;
- 𝒓𝒊𝒏𝒊𝒕𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒓𝒈𝒊𝒄𝒂: si manifesta con “treno” di starnuti, secrezioni nasali acquose (il naso “piange”) e gonfiore delle mucose nasali. Si può trattare con spray nasale di cortisone;
- 𝒓𝒊𝒏𝒐-𝒄𝒐𝒏𝒈𝒊𝒖𝒏𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒓𝒈𝒊𝒄𝒂: l’associazione delle precedenti. Si può trattare con antistaminico per bocca;
- 𝒂𝒔𝒎𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒓𝒈𝒊𝒄𝒐: si manifesta con broncospasmo e richiede, come il broncospasmo acuto virale, terapia inalatoria con broncodilatatore a cui è possibile associare il cortisonico sempre inalatorio (terapia “di fondo”) che ha lo scopo di ridurre la frequenza e l’entità delle crisi e che può essere prescritto proprio in concomitanza della fioritura della pianta per la quale si è allergici (ne ho scritto qui: https://www.facebook.com/share/1DHh4Ud5aM/?mibextid=wwXIfr).

Il cortisone topico (locale) come quello contenuto negli spray nasali, nei puff e nelle fialette per aerosol agisce localmente venendo assorbito in minima quantità, senza dare effetti collaterali sistemici di rilievo.

Il cortisone orale (per bocca) invece, venendo assorbito, potrà causare potenzialmente tutti i suoi classici effetti collaterali e dovrà quindi essere usato solo quando strettamente necessario (e cioè indicato), ovvero nelle crisi asmatiche severe (ne ho scritto qui https://www.facebook.com/share/1C3gsJst7t/?mibextid=wwXIfr).
Non certo per il trattamento della sola rino-congiuntivite allergica, nel qual caso è possibile ricorrere, come detto, oltre al collirio a base di antistaminico e allo spray nasale al cortisone, anche all’antistaminico per bocca.

Per concludere, il polline del pioppo (che non sono i 𝒑𝒂𝒑𝒑𝒊!) causa raramente allergia (Fonte 2).

𝐆𝐢𝐮̀ 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐛𝐚𝐦… 𝐝𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐩𝐩𝐢!

Dott. Giorgio Cuffaro

Fonti:
1 https://www.arpa.veneto.it/notizie/in-primo-piano/i-pappi-dei-pioppi-simpatico-scioglilingua
2. https://www.pollenundallergie.ch/informazione-sui-pollini/piante-allergeniche/pioppo-populus

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

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33170

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