02/05/2021
AFFRONTARE LA TRISTEZZA
Non so di che colore dipingere il mio dolore,
a volte mi sembra nero e mi fa terrore
ma se vicino a me ci sei tu,
il nero diventa blu.
Allora come una rondine,
provo a volare
È vero da quell’altezza la paura mi fa tremare
però sto in quota e continuo ad andare
con te, oltre al nero, il blu riesco a trovare.
Affrontare la tristezza significa toglierla dal territorio del non detto e del non espresso. Vuol dire cercare conforto in chi è in grado di sintonizzarsi con il nostro stato emotivo e permettere ad altri di starci a fianco quando noi per primi non siamo in grado di stare accanto a noi stessi. Significa trasformare in parola quel dolore che pesa dentro di noi come un macigno e che rischia di trascinarci dentro a voragini ed abissi che non avremmo mai immaginato di intravvedere nel corso della nostra esistenza.
Affrontare la tristezza significa anche sapersi mettere accanto persone che sanno tenerci per mano in tratti faticosi e impervi della vita. Ed è quasi paradossale constatare che invece quello che spesso facciamo, quando siamo tristi, è l’esatto contrario. Ci chiudiamo in noi stessi, pensiamo che nessuno possa comprenderci appieno, ci isoliamo e ritiriamo rischiando di entrare in una zona di non ritorno.
(Tratto da “Accendere il buio, Dominare il vulcano. Come trasformare le emozioni negative in preziose alleate” Mondadori ed.)
Quando siamo tristi, spesso la vera trappola non è l’emozione in sé, ma la solitudine che ci imponiamo.
La tristezza non ha bisogno di qualcuno che sta lì per te. La tristezza ha bisogno di qualcuno che sta lì con te.
Sapere fare buona manutenzione della nostra vita emotiva è la principale risorsa per abitare la nostra esistenza con quella consapevolezza che non ci fa mai sentire naufraghi senza direzione.
Se sai che qualcuno è abitato dalla tristezza, oggi non fare qualcosa per lui/lei. Fai qualcosa con lui/lei.