Antonella Matteucci Biologa Nutrizionista

Antonella Matteucci Biologa Nutrizionista Nutrizione su misura - dott.ssa Antonella Matteucci

09/04/2026
01/04/2026

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AGGIORNAMENTO AIMES 🧠 ADHD e microbiota: quello che succede nell’intestino può influenzare anche l’attenzioneUn recente ...
01/04/2026

AGGIORNAMENTO AIMES 🧠 ADHD e microbiota: quello che succede nell’intestino può influenzare anche l’attenzione

Un recente studio clinico randomizzato (in triplo cieco) ha osservato qualcosa di molto interessante:
nei bambini con ADHD, l’integrazione con specifici probiotici ha migliorato le funzioni esecutive (attenzione, autocontrollo, organizzazione).

👉 I ceppi utilizzati?
Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium lactis e Bifidobacterium longum.

👉 Il risultato?
Dopo 2 mesi:

miglioramento significativo dei punteggi cognitivi
nessun cambiamento nel gruppo placebo
effetto aggiuntivo alla terapia farmacologica (non sostitutivo)
🔬 Cosa significa davvero?

Non è magia. È fisiologia.

Il microbiota intestinale:

modula l’infiammazione
produce molecole neuroattive (come GABA e serotonina)
comunica direttamente con il cervello (asse intestino–cervello)

➡️ Tradotto: l’intestino non digerisce soltanto. Partecipa alla regolazione del comportamento e delle funzioni cognitive.

⚠️ Errore comune

Pensare che: “basta prendere un probiotico per risolvere il problema”
Non è così.

✔️ Non sostituisce la terapia
✔️ Non tutti i ceppi sono uguali
✔️ Non funziona senza un contesto metabolico e alimentare adeguato

🧩 La parte più interessante

Questo studio rafforza un concetto chiave:
👉 non esiste una separazione reale tra mente e corpo

Concentrazione, lucidità mentale e comportamento
non dipendono solo dal cervello,
ma da un equilibrio biologico più ampio, in cui il microbiota gioca un ruolo attivo.

✔️ Cosa portare a casa
I probiotici possono essere un supporto utile (se scelti correttamente)
L’approccio deve essere integrato, non riduzionista
Il microbiota è un target reale, non teorico.

ARTICOLO: Parhiz, Abdolrahman, et al. “Probiotic Supplementation and Executive Function in Children With Attention‐Deficit/Hyperactivity Disorder.” Neuropsychopharmacology Reports (2026)

01/04/2026

AGGIORNAMENTO AIMES

🧠 ADHD e microbiota: quello che succede nell’intestino può influenzare anche l’attenzione

Un recente studio clinico randomizzato (in triplo cieco) ha osservato qualcosa di molto interessante:
nei bambini con ADHD, l’integrazione con specifici probiotici ha migliorato le funzioni esecutive (attenzione, autocontrollo, organizzazione).

👉 I ceppi utilizzati?
Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium lactis e Bifidobacterium longum.

👉 Il risultato?
Dopo 2 mesi:

miglioramento significativo dei punteggi cognitivi
nessun cambiamento nel gruppo placebo
effetto aggiuntivo alla terapia farmacologica (non sostitutivo)
🔬 Cosa significa davvero?

Non è magia. È fisiologia.

Il microbiota intestinale:

modula l’infiammazione
produce molecole neuroattive (come GABA e serotonina)
comunica direttamente con il cervello (asse intestino–cervello)

➡️ Tradotto: l’intestino non digerisce soltanto. Partecipa alla regolazione del comportamento e delle funzioni cognitive.

⚠️ Errore comune

Pensare che:

“basta prendere un probiotico per risolvere il problema”

Non è così.

✔️ Non sostituisce la terapia
✔️ Non tutti i ceppi sono uguali
✔️ Non funziona senza un contesto metabolico e alimentare adeguato

🧩 La parte più interessante

Questo studio rafforza un concetto chiave:
👉 non esiste una separazione reale tra mente e corpo

Concentrazione, lucidità mentale e comportamento
non dipendono solo dal cervello,
ma da un equilibrio biologico più ampio, in cui il microbiota gioca un ruolo attivo.

✔️ Cosa portare a casa
I probiotici possono essere un supporto utile (se scelti correttamente)
L’approccio deve essere integrato, non riduzionista
Il microbiota è un target reale, non teorico.

ARTICOLO: Parhiz, Abdolrahman, et al. "Probiotic Supplementation and Executive Function in Children With Attention‐Deficit/Hyperactivity Disorder." Neuropsychopharmacology Reports (2026)

🔴 Sempre stressato? Il tuo corpo è in modalità “sopravvivenza”Il tuo sistema nervoso funziona come una centralina che re...
21/03/2026

🔴 Sempre stressato? Il tuo corpo è in modalità “sopravvivenza”

Il tuo sistema nervoso funziona come una centralina che regola tutto: cuore, intestino, energia, sonno.

Ma c’è un problema: oggi viviamo quasi sempre con il “piede sull’acceleratore”.

👉 Quando sei sotto stress (anche solo mentale), si attiva il sistema “attacco o fuga”
Quello che serviva per scappare da un pericolo… oggi resta acceso tutto il giorno.

E cosa succede?
• dormi male
• ti senti stanco anche al mattino
• hai difficoltà a concentrarti
• hai più fame (soprattutto di zuccheri e caffè)
• digerisci peggio
• aumenta l’infiammazione

Nel tempo, questo squilibrio può favorire disturbi metabolici, intestinali, ormonali e persino dell’umore 

🟢 La soluzione non è semplicemente “eliminare lo stress”, ma è utile imparare a bilanciarlo

Esiste un sistema opposto, quello del rilassamento, che:
• calma il corpo
• migliora la digestione
• riduce l’infiammazione
• riequilibra anche l’umore

Il protagonista qui è il nervo vago: una sorta di “freno” naturale dello stress, collegato anche a intestino e microbiota 

🧠 Il punto chiave:
se non attivi volontariamente il rilassamento… il tuo corpo non lo farà da solo.

🟡 Cosa puoi fare concretamente:
• respira lentamente con la pancia (non solo col petto)
• rallenta il ritmo (anche solo pochi minuti al giorno)
• fai attività come yoga, meditazione o camminate
• ridi, canta, stai con persone che ti fanno stare bene

👉 Anche solo 5 minuti al giorno possono cambiare la risposta del tuo sistema nervoso.

⚠️ Errore comune:
pensare che lo stress sia “normale” e ignorare i segnali.

Il corpo si adatta… fino a quando non ce la fa più.

💬 Se ti riconosci in questi sintomi (gonfiore, digestione lenta, fame nervosa, stanchezza), potrebbe non essere solo “alimentazione”… ma sistema nervoso in difficoltà.

AGGIORNAMENTO AIMES   🧠 Il pensiero negativo ripetitivo aumenta il rischio di alzheimer?uìUn nuovo studio sulla ipotesi ...
13/03/2026

AGGIORNAMENTO AIMES 🧠 Il pensiero negativo ripetitivo aumenta il rischio di alzheimer?

uìUn nuovo studio sulla ipotesi del debito cognitivo suggerisce che il modo in cui pensiamo possa influenzare la salute del nostro cervello più di quanto immaginassimo. 📉

🔍 Lo studio
I ricercatori hanno monitorato quasi 300 adulti senior, analizzando la relazione tra il pensiero negativo ripetitivo (RNT), come il rimuginio e la preoccupazione costante, e i biomarcatori della malattia di alzheimer.

📊 I risultati chiave
✔️ I dati emersi dalle scansioni pet e dai test cognitivi sono significativi:
declino cognitivo: l’RNT è associato a una riduzione della memoria immediata e ritardata. 🧠
✔️ Biomarcatori: chi pratica abitualmente il pensiero negativo presenta maggiori depositi di proteina amiloide e proteina tau nel cervello, segni distintivi dell’alzheimer. 🧬
✔️ Indipendenza: questi effetti sono rimasti evidenti anche isolandoli da sintomi di ansia e depressione.

💡 Perché è una buona notizia?
A differenza di molti fattori di rischio genetici, il pensiero negativo ripetitivo è un processo modificabile. 🛠️
Questo apre scenari affascinanti per la prevenzione: intervenire sulla gestione dei pensieri (attraverso la mindfulness o la terapia cognitivo-comportamentale) potrebbe potenzialmente ridurre il rischio di demenza.
La salute mentale è, a tutti gli effetti, salute del cervello.

AGGIORNAMENTO AIMES🧠 Il pensiero negativo ripetitivo aumenta il rischio di alzheimer?Un nuovo studio sulla ipotesi del d...
13/03/2026

AGGIORNAMENTO AIMES

🧠 Il pensiero negativo ripetitivo aumenta il rischio di alzheimer?

Un nuovo studio sulla ipotesi del debito cognitivo suggerisce che il modo in cui pensiamo possa influenzare la salute del nostro cervello più di quanto immaginassimo. 📉

🔍 Lo studio
I ricercatori hanno monitorato quasi 300 adulti senior, analizzando la relazione tra il pensiero negativo ripetitivo (RNT), come il rimuginio e la preoccupazione costante, e i biomarcatori della malattia di alzheimer.

📊 I risultati chiave
✔️ I dati emersi dalle scansioni pet e dai test cognitivi sono significativi:
declino cognitivo: l'RNT è associato a una riduzione della memoria immediata e ritardata. 🧠
✔️ Biomarcatori: chi pratica abitualmente il pensiero negativo presenta maggiori depositi di proteina amiloide e proteina tau nel cervello, segni distintivi dell'alzheimer. 🧬
✔️ Indipendenza: questi effetti sono rimasti evidenti anche isolandoli da sintomi di ansia e depressione.

💡 Perché è una buona notizia?
A differenza di molti fattori di rischio genetici, il pensiero negativo ripetitivo è un processo modificabile. 🛠️
Questo apre scenari affascinanti per la prevenzione: intervenire sulla gestione dei pensieri (attraverso la mindfulness o la terapia cognitivo-comportamentale) potrebbe potenzialmente ridurre il rischio di demenza.
La salute mentale è, a tutti gli effetti, salute del cervello.

Finalmente sono disponibili! Frutto di una idea bellissima di due menti brillanti (Ulla Fronzoni e Chiara Gentili), le h...
13/03/2026

Finalmente sono disponibili! Frutto di una idea bellissima di due menti brillanti (Ulla Fronzoni e Chiara Gentili), le ho appena comprate e ne farò uso soprattutto con i bambini che verranno a trovarmi.
Per chi volesse acquistarle:
http://themicrobiotagang.net/

🤩
11/03/2026

🤩

Inizia il viaggio nel microbiota Scopri come funziona davvero il microbiota e perché le scelte quotidiane – a tavola, nel movimento e nel riposo – fanno la differenza per la salute di grandi e piccoli. Scopri le card Educare, giocando, al microbiota umano Perché parlare di microbiota è così ...

Indirizzo

Piazza Cavour 4
Pordenone
33170

Orario di apertura

Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

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