Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone Maurizio Sgambati, nato nel 1974 a Pordenone dove esercito la libera professione dal 2005 (P. IVA n° 01577670936).

PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA - PORDENONE
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© E' VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DEI TESTI SU ALTRI SITI, PAGINE O PROFILI. Psicologo Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta, Analista Transazionale certificato CTA. Iscritto all'ALBO degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia n.° 787, all'ALBO Società Italiana Ipnosi e

all'ALBO dei Counselor Professionisti n.° 2982. Redattore Area Scientifica della rivista Noi2Magazine.com.

Grazie Barbara
04/05/2026

Grazie Barbara

Il silenzio punitivo è una forma sottile ma potente di violenza emotiva. É una forma di comunicazione passivo-aggressiva...
04/05/2026

Il silenzio punitivo è una forma sottile ma potente di violenza emotiva. É una forma di comunicazione passivo-aggressiva. Il silenzio non è semplice distanza o bisogno di riflessione: è una forma di punizione che si realizza attraverso un muro freddo eretto con intenzione, per controllare, manipolare o punire chi ci sta di fronte. Non si urla, non si discute, non si spiega. Si sceglie di ignorare, di rendere invisibile l’altro, come se non meritasse più parola né presenza.

Chi lo subisce vive un profondo senso di smarrimento. Si interroga, si colpevolizza, prova a colmare quel vuoto con ipotesi, con richieste di chiarimento, con gesti che restano sospesi nel silenzio. Questo tipo di comportamento può minare la fiducia in se stessi, far sentire inadeguati e soli, e portare a una dolorosa perdita di autostima.

Non è amore, non è rispetto. È una dinamica che toglie dignità, che confonde, che ferisce. E va riconosciuta per quella che è: una forma di abuso emotivo.

Meritiamo relazioni in cui ci si parli, anche nelle difficoltà. Dove il conflitto non venga gestito col silenzio, ma con il coraggio della parola e dell’ascolto. Perché comunicare non è solo un gesto di chiarezza, è anche un atto di cura. E chi sceglie consapevolmente di non comunicare per punire, sta scegliendo di ferire.

Dr. Maurizio Sgambati

Psicologo Psicoterapeuta esperto in ipnosi: ansia, panico, autostima, depressione, stress, insonnia, amore e relazioni conflittuali, dipendenza affettiva, lutto, trauma. Telegram: t.me/psicosgambati Facebook: https://www.facebook.com/psicosgambati/ Google: goo.gl/maps/B42tsHSotWaUErjZ6

La lacrima è il linguaggio silenzioso del cuore quando le parole non bastano. In una cultura che spesso premia il contro...
04/05/2026

La lacrima è il linguaggio silenzioso del cuore quando le parole non bastano. In una cultura che spesso premia il controllo emotivo e l’apparente forza, piangere viene ancora visto come qualcosa da nascondere, da trattenere. Eppure, c’è una verità profonda e rivoluzionaria nelle lacrime: esse non segnalano fragilità, ma autenticità.
Chi riesce a piangere non si sta arrendendo, sta scegliendo di non anestetizzare la propria umanità. Una lacrima può racchiudere dolore, certo, ma anche compassione, gratitudine, amore, connessione. È un atto di presenza: significa esserci, sentire, attraversare l’esperienza senza allontanarsene.
Le persone che sanno piangere, che permettono a se stesse di lasciarsi toccare, sono le stesse che hanno il coraggio di vivere con profondità. Perché ci vuole forza per mostrarsi vulnerabili. E ci vuole un cuore grande per accogliere la propria emotività senza giudicarla.
In un mondo che spesso ci spinge a fingere durezza, una lacrima è un atto di resistenza gentile. È il segno che dentro di noi batte ancora qualcosa di vivo, capace di empatia, di sogno, di speranza.
Non vergognarti mai di una lacrima: è la prova che stai sentendo davvero. E sentire… è ciò che ci rende profondamente umani.
Dr. Maurizio Sgambati

Psicologo Psicoterapeuta esperto in ipnosi: ansia, panico, autostima, depressione, stress, insonnia, amore e relazioni conflittuali, dipendenza affettiva, lutto, trauma. Telegram: t.me/psicosgambati Facebook: https://www.facebook.com/psicosgambati/ Google: goo.gl/maps/B42tsHSotWaUErjZ6

04/05/2026

In attesa del trasferimento del dominio psicosgambati.it verso il nuovo sito, l’area riservata non è temporaneamente accessibile.
Ci siamo quasi… ancora un po’ di pazienza.

Grazie davvero per l’attesa e per il sostegno continuo.

Voglio ringraziare Elisabettaper la bellissima email che mi ha inviato dopo aver ascoltato il corso sull’autostima.È gra...
03/05/2026

Voglio ringraziare Elisabetta
per la bellissima email che mi ha inviato dopo aver ascoltato il corso sull’autostima.
È gratuito, in un mondo in cui sembra che tutto debba essere pagato.
Ci tengo a lasciare uno spazio libero, accessibile, per chi ha davvero voglia di crescere senza la scusa che “non posso permettermelo”.
Lo ascolti da casa, quando vuoi. Niente scuse.
Sapere che ti è stato utile mi fa davvero piacere:
questo percorso è nato proprio per offrire un momento semplice, breve e autentico in cui fermarsi e ritrovarsi.
Il tuo riscontro è prezioso, Elisabetta.
Dà senso al lavoro che c’è dietro ogni traccia.
Grazie per il tempo, l’attenzione e la presenza.

https://www.mauriziosgambati.it/l/la-stupidita-umana/
03/05/2026

https://www.mauriziosgambati.it/l/la-stupidita-umana/

Ci sono libri che nascono come esercizi di ironia e finiscono per diventare strumenti preziosi per osservare il comportamento umano. Il saggio di Carlo M. Cipolla sulle leggi fondamentali della stupidità umana appartiene a questa categoria. È un testo breve, quasi innocuo, ma contiene un'intuizion...

03/05/2026
In un mondo che spesso premia la velocità e le connessioni superficiali, scegliere di costruire una relazione autentica,...
02/05/2026

In un mondo che spesso premia la velocità e le connessioni superficiali, scegliere di costruire una relazione autentica, strato dopo strato, è un atto di profonda consapevolezza. La metafora della cipolla ci ricorda che ogni incontro significativo richiede tempo, rispetto e disponibilità a mostrarsi gradualmente. Coltivare l’intimità significa non avere fretta, ma dare valore a ogni passo del cammino relazionale. Perché solo attraversando insieme i diversi livelli, possiamo davvero incontrarci nella nostra verità più profonda.
La metafora della cipolla, proposta nella Social Pe*******on Theory da Irwin Altman e Dalmas Taylor, ci aiuta a comprendere i diversi livelli di intimità che si sviluppano nelle relazioni umane. Ogni strato della cipolla rappresenta un grado di profondità nella conoscenza reciproca, che evolve attraverso l’auto-rivelazione graduale e reciproca.
1.⁠ ⁠Strato esterno – Informazioni superficiali: all’inizio di una relazione ci si conosce in modo formale. Si condividono dati semplici: nome, professione, interessi generali. Questo livello è utile per iniziare un contatto e testare la sicurezza relazionale.
2.⁠ ⁠Strato intermedio – Opinioni e valori: con il tempo, se si sviluppa fiducia, le conversazioni diventano più personali. Si iniziano a condividere idee, convinzioni, interessi più specifici. Questo è lo spazio in cui le persone cominciano a “mostrarsi” oltre le apparenze.
3.⁠ ⁠Strato interno – Emozioni e vissuti personali: a questo livello, il rapporto si fa più autentico e profondo. Emergono esperienze emotive, paure, ferite, ricordi. Ci si sente liberi di esprimere ciò che si prova, con meno paura di essere giudicati.
4.⁠ ⁠Nucleo centrale – Identità profonda: questo è il centro emotivo della persona: include le convinzioni più radicate, i desideri più intimi, la visione di sé. L’intimità qui è massima, ed è possibile solo in relazioni di grande fiducia, costruite nel tempo. È raro e prezioso.
Cosa ci insegna questa metafora?
Che l’intimità non si impone, si costruisce. Ogni strato richiede ascolto, rispetto e reciprocità. Forzare o saltare i passaggi può danneggiare la relazione. Restare presenti e autentici, invece, favorisce una connessione più vera e duratura.
Dr. Maurizio Sgambati
www.psicosgambati.it

Immagina di osservare una figura attraverso un vetro appannato: i contorni si confondono, i dettagli sfumano, e ciò che ...
01/05/2026

Immagina di osservare una figura attraverso un vetro appannato: i contorni si confondono, i dettagli sfumano, e ciò che vedi è più il riflesso delle tue aspettative che la realtà stessa. Allo stesso modo, nelle relazioni, spesso proiettiamo sull'altro ciò che desideriamo vedere, costruendo un'immagine ideale che risponde ai nostri bisogni più profondi.
C'è uno spazio sottile, quasi impercettibile, tra ciò che proviamo per qualcuno e ciò che quella persona è davvero. In quello spazio si annidano le nostre proiezioni, le speranze, le aspettative. È lì che, spesso senza accorgercene, iniziamo a idealizzare. Costruiamo una versione dell’altro che risponde al nostro bisogno di sentirci visti, amati, completati. Ma quella versione non esiste: è il riflesso dei nostri desideri, non la realtà.
Restare incastrati in quell’illusione può voler dire non vedere l’altro per ciò che è, ma soprattutto non vedere noi stessi per ciò di cui abbiamo davvero bisogno. E, a volte, mentre aspettiamo che quell’immagine diventi vera, ci perdiamo il presente. Ci perdiamo la possibilità di essere felici davvero, con qualcuno che ci veda per ciò che siamo e che possiamo vedere per ciò che è.
Liberarsi da queste illusioni richiede coraggio e consapevolezza. Significa scegliere di vedere l'altro nella sua autenticità, accettando anche le imperfezioni, e riconoscere i propri bisogni reali. Solo così possiamo costruire relazioni basate sulla verità e sull'accettazione reciproca, aprendo la strada a una felicità più autentica e duratura.

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L’ansia non è solo una nemica da sconfiggere, ma un segnale che merita ascolto. Quando eviti situazioni che ti spaventan...
01/05/2026

L’ansia non è solo una nemica da sconfiggere, ma un segnale che merita ascolto. Quando eviti situazioni che ti spaventano – come volare, prendere l’ascensore o affrontare determinati scenari – in realtà stai rinunciando a frammenti della tua libertà. E in quella rinuncia silenziosa, la tua vita si restringe.
Ma l’ansia non arriva per caso. Porta con sé un messaggio importante: dentro di te ci sono parti vitali, desiderose di esprimersi, di tornare a fluire, di riconnettersi con ciò che sei davvero. È un invito a riscoprire il contatto con la tua essenza più autentica, a riappropriarti del tuo spazio interiore e a vivere in modo più pieno.
Affrontare ciò che ti mette in difficoltà, passo dopo passo e con delicatezza, non significa forzarti, ma darti una possibilità. La possibilità di non essere più governato dalla paura. Perché la libertà vera nasce proprio lì: nel momento in cui scegli di attraversare ciò che ti blocca, e non più di evitarlo.
In questo senso, l’ansia è la soglia oltre la quale c'è un nuovo inizio. Un’opportunità per rinascere, anche se tremando.

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In questi giorni sto dedicando molto tempo all’area riservata, uno spazio che ho voluto creare come gesto di gratitudine...
01/05/2026

In questi giorni sto dedicando molto tempo all’area riservata, uno spazio che ho voluto creare come gesto di gratitudine verso chi segue davvero questa pagina, le persone che negli anni hanno letto, commentato, condiviso e sostenuto il mio lavoro con continuità e presenza.

Accanto agli articoli e alle frasi di riflessione che rimangono disponibili per tutti, nell’area riservata sto caricando materiali aggiuntivi dedicati alla crescita personale. È un modo per restituire qualcosa a chi, giorno dopo giorno, dimostra interesse autentico per ciò che scrivo.

Mi rendo conto che non tutti hanno il tempo di leggere ogni post o di interagire spesso. La vita è piena, e lo capisco bene. Ma credo anche che un semplice “mi piace” alla pagina sia un piccolo gesto di riconoscenza verso il tempo, lo studio e l’energia che metto nel creare contenuti gratuiti.
Non chiedo nulla in cambio: il mio lavoro in studio è già la mia forma di compenso. Qui, sui social, cerco solo di lasciare un segno, di dare dignità e utilità a uno spazio che può diventare molto più di un passatempo.

A volte però ho la sensazione che il valore venga riconosciuto solo quando qualcosa ha un prezzo. E quando è gratuito, paradossalmente, rischia di essere dato per scontato… o addirittura preteso.
Per questo l’area riservata non può essere aperta indistintamente a chiunque: sarebbe poco rispettoso nei confronti di chi, invece, partecipa davvero e sostiene questo percorso.

In questi giorni ho ricevuto anche messaggi bellissimi da parte di chi ha voluto ringraziarmi. Mi hanno ricordato in modo concreto quanto il mio lavoro quotidiano possa fare la differenza per qualcuno. E questo, per me, vale più di qualsiasi numero.

A chi c’è davvero, a chi legge, a chi riflette, a chi trova un momento per scrivermi o per lasciare un segno della propria presenza:
grazie.
Siete voi a dare senso a tutto questo.

Indirizzo

Viale Michelangelo Grigoletti, 30
Pordenone
33170

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

Telefono

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