ADHD strategie quotidiane

ADHD strategie quotidiane ADHD – Strategie Quotidiane
Spazio di confronto per genitori/ o adulti che affrontano l’ADHD. Qui puoi condividere e confrontarti con altre persone e famiglie.

Il Gruppo è stato creato ed è curato da psicologhe esperte in ADHD. Benvenuti Dott.ssa Linda Malatesta e Dott.ssa Debora Mugnaini -Psicologhe cliniche infanzia/adolescenza specializzate in ADHD BES DSA E SUPPORTO GENITORIALITà E PARENTAL TRANING

Un saluto a tutte le famiglie che, nella quotidianità, affrontano le sfide della genitorialità, proponiamo un percorso d...
09/01/2026

Un saluto a tutte le famiglie che, nella quotidianità, affrontano le sfide della genitorialità, proponiamo un percorso di parent training online in gruppo rivolto a genitori di bambini con ADHD.
Il percorso è condotto da psicologhe esperte in ADHD e si configura come uno spazio strutturato di supporto e riflessione, in cui il confronto tra genitori si integra con un accompagnamento professionale competente.
L’obiettivo non è esclusivamente quello di fornire strategie educative, ma anche di offrire attenzione al vissuto del genitore, riconoscendo le difficoltà emotive e relazionali che spesso accompagnano la genitorialità in questi contesti.
Il gruppo consente di comprendere meglio il funzionamento del bambino, di affrontare situazioni quotidiane complesse e, al contempo, di riflettere sul proprio modo di stare nella relazione genitore–figlio, favorendo una maggiore consapevolezza del proprio funzionamento.
Il costo del percorso è stato definito con un criterio di sostenibilità ed equità, tenendo conto dell’impegno economico che molte famiglie già affrontano nel sostenere percorsi terapeutici, educativi e riabilitativi. La proposta nasce con l’intento di rendere questo spazio accessibile, senza rinunciare alla qualità e alla continuità del lavoro clinico. Per maggiori informazioni potete scrivermi in privato. Un caro saluto da Psicologa-Linda Malatesta Debora Mugnaini Psicologa

Avolte serve ricordarlo : Diventare genitori non accade tutto in una volta.Succede lentamente: dentro il corpo, nella me...
31/12/2025

Avolte serve ricordarlo : Diventare genitori non accade tutto in una volta.
Succede lentamente: dentro il corpo, nella mente, nella coppia, nella storia personale.
È un viaggio che porta con sé gioia, paura, domande, cambiamenti e nuove consapevolezze.
Se ti senti felice e spaventato insieme, va bene.
Se non ti senti “pronto”, è normale.
Se a volte ti sembra di non farcela.
La genitorialità non è un evento, ma un processo bio-psico-sociale che inizia prima della nascita e continua per tutta la vita.
Riguarda identità, relazione, corpo, mente, confini familiari, supporto e cura.

Non si nasce genitori: si diventa genitori costruendo senso, presenza, consapevolezza e spazio interno. Buon inizio 2026
https://www.miodottore.it/linda-malatesta/psicologo-clinico/la-spezia

Auguri da Orizzonti neurodivergenti
26/12/2025

Auguri da Orizzonti neurodivergenti

21/12/2025

Ti sei mai chiesto cosa c’è dietro quel flusso continuo di pensieri che si ripetono nella tua mente?
In questo breve video ti accompagno a guardare da vicino alcuni meccanismi che, spesso senza accorgercene, guidano i nostri comportamenti quotidiani ....
Se senti il bisogno di approfondirne alcuni aspetti contattami pure.

www.guidapsicologi.it/procard/debora-mugnaini/social

Spesso per spiegare il blocco partiamo dagli adulti.Dal “so cosa devo fare, ma non riesco a iniziare”.È utile farlo, per...
20/12/2025

Spesso per spiegare il blocco partiamo dagli adulti.
Dal “so cosa devo fare, ma non riesco a iniziare”.

È utile farlo, perché quello che accade a un adulto accade anche a molti bambini.
Solo che i bambini non hanno ancora le parole per dirlo.

Quando un bambino non riesce a iniziare un compito, un gioco, un’attività, non è detto che non voglia.
Spesso non riesce.

Il corpo è in allerta, le emozioni sono confuse, l’ansia è più forte della volontà.
Il blocco non si presenta come un pensiero chiaro, ma come evitamento, chiusura, opposizione.
E da fuori può sembrare disinteresse o capriccio.

Dentro, però, succede altro.
C’è un sistema nervoso sovraccarico, poche energie, troppe richieste tutte insieme.

In quei momenti il bambino non sta scegliendo di non fare.
Sta mostrando un limite del momento.

E come per gli adulti, anche per i bambini vale una cosa importante:
a volte, nonostante tutto, il blocco resta.
E non è un fallimento.

Aiutare non significa spingere di più.
Significa ridurre la pressione, non aggiungere colpa.
Aspettare, regolare, e riprovare quando il sistema lo permette.

Perché si riparte meglio
quando qualcuno ha saputo capire prima di chiedere. Psicologa-Linda Malatesta https://www.miodottore.it/linda-malatesta/psicologo-clinico/la-spezia

Parlare di genitorialità spesso significa parlare di cosa fare con i bambini.Molto più raramente di cosa succede dentro ...
15/12/2025

Parlare di genitorialità spesso significa parlare di cosa fare con i bambini.
Molto più raramente di cosa succede dentro al genitore.

Eppure anche chi educa prova rabbia, stanchezza, frustrazione.
A volte scatta.
A volte alza la voce.
A volte poi resta solo con il peso di quello che è successo.

Non per mancanza d’amore.
Ma per fatica, sovraccarico, paura di sbagliare.

In questo spazio vogliamo dare voce anche a questo.
Senza giudizi.
Senza ricette.
Senza trasformare le emozioni in colpe.

Perché prendersi cura dei bambini passa anche dal riconoscere la fatica dei genitori.

Qui ne puoi parlare.
Questo è un gruppo di supporto per genitori. Psicologa-Linda MalatestaDebora Mugnaini Psicologa

14/12/2025

Ci sono giorni in cui tuo figlio sembra fare tutto “al contrario”.�Si chiude, esplode, provoca, dice cose che fanno male.�E tu ti chiedi se stai sbagliando tutto.
Spesso però quel comportamento non è una sfida.�È una difesa.
I bambini – soprattutto quelli neurodivergenti – usano il comportamento per dirci ciò che non riescono ancora a spiegare a parole: frustrazione, paura, stanchezza, senso di fallimento.
👉 Quando cerchiamo di fermare subito il comportamento, la tensione aumenta.�👉 Quando proviamo prima a capire cosa sta proteggendo, il bambino si sente visto.
Non sempre serve chiedere “Perché lo fai?”.�A volte la frase più potente è:�“Vedo che è difficile. Sono qui con te.”
Non è permissività.�È regolazione emotiva.�Ed è il primo passo perché anche tuo figlio impari a farlo.
Se senti di aver bisogno di supporto, di uno spazio in cui capire meglio cosa sta succedendo a tuo figlio (e a te), puoi contattarmi.
📞 Debora Mugnaini – Psicologa�☎️ 377 3013896�🔗 �http://www.guidapsicologi.it/procard/debora-mugnaini/social

12/12/2025

Buongiorno a tutti-Oggi come state, come genitori?
A volte non è tanto ciò che fanno i nostri bambini, ma come ci sentiamo noi in alcuni momenti della giornata.

Se ti va, prova a fermarti un attimo e rispondi a questa domanda:

In quale momento della giornata senti più fatica come genitore?

Può essere il mattino prima di uscire, i compiti, la sera, il momento della nanna, le richieste continue, i cambi di programma, le crisi improvvise.

Non serve spiegare tutto. Anche una sola frase va bene.

Condividere questi momenti aiuta a dare senso a ciò che viviamo e spesso fa scoprire che molte fatiche sono comuni. Se vi va, da ciò che condividete possiamo provare insieme, con me Psicologa-Linda Malatesta e Debora Mugnaini Psicologa, a capire cosa può aiutare in quei momenti di maggiore difficoltà. Orizzonti neurodivergenti-

12/12/2025

"Hai mai pensato che dietro a un “basta fare il buffone!” o a un “non rispondere così!” ci sia un cervello in cortocircuito più che un bambino “maleducato”?
A volte il meltdown non è fatto di urla e pianti…�È fatto di rumori strani, battutine fuori tempo, o di quel “non voglio farlo!” detto con gli occhi lucidi.�Sono i segnali di un sistema nervoso in overload — e no, non lo fanno apposta.
Un compito evitato non è pigrizia.�Una risposta brusca non è sfida.�Un bambino che “vuole comandare tutti” non è prepotente, ma sta cercando disperatamente di sentirsi in controllo di qualcosa, visto che dentro di sé non lo è affatto.
Il corpo parla prima della mente: mal di pancia, mal di testa, agitazione, sbadigli, silenzi improvvisi.�Sono il modo in cui il loro cervello ti dice “è troppo per me, aiutami a fermarmi prima che esploda”.
Il punto non è punire il comportamento, ma capire cosa lo genera.�Perché se impari a leggere i segnali, puoi aiutare tuo figlio

www.guidapsicologi.it/procard/debora-mugnaini/social

Indirizzo

Pordenone

Sito Web

http://www.guidapsicologi.it/procard/debora-mugna

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