24/11/2025
Parliamo del BRUXISMO
(Sintesi di un lavoro scientifico del dott. F. Gaspare Valenti)
Il bruxismo non è solo il digrignare i denti, ma rappresenta una sindrome caratterizzata da un’usura progressiva e silenziosa dei denti, dovuta a spasmi prolungati dei muscoli masticatori, con ripercussioni importanti sul benessere complessivo del paziente.
Per alcune correnti di pensiero, i termini “bruxismo” e “digrignamento” vengono utilizzati in modo intercambiabile per descrivere la medesima abitudine involontaria di stringere o sfregare i denti. Per queste scuole di pensiero, non vi è una differenza sostanziale, poiché si tratta di un unico disturbo che può manifestarsi in due forme: come serramento, di solito diurno, o digrignamento, generalmente notturno.
Il digrignamento dei denti esercita una pressione sulle ossa mascellari che può arrivare fino a 250 kg, determinando un progressivo consumo dentale. Tale fenomeno può comportare una significativa riduzione verticale, con conseguenti problemi estetici e potenziali fratture degli elementi dentali. (fig.1-2)
A queste lesioni si accompagnano disturbi più gravi, come l’infiammazione cronica dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e altre manifestazioni a cascata, tra cui: cefalea persistente, cervicalgia, acufeni, ronzii auricolari, difficoltà di accomodamento visivo, dolore durante l’apertura della bocca, vertigini, capogiri e sensazione di disorientamento.
Le cause possono essere molteplici; le più frequenti includono lo stress, l’ansia, patologie oculari e attività che richiedono un’attenzione visiva ravvicinata, come nel caso del lavoro al computer o dell’orologiaio.
Dato che il bruxismo è un’abitudine viziata involontaria, il paziente spesso non associa i sintomi alle cause.
Terapie consigliate
Il dispositivo di elezione per questa sindrome è il “Bite personalizzato” (fig.3), che non solo previene l’usura dei denti, ma favorisce altresì il rilassamento dei muscoli masticatori, cervicali e oculari, determinando una riduzione significativa, fino alla completa scomparsa dei sintomi. È fondamentale sottolineare che la terapia con il Bite deve essere considerata una terapia sintomatica, poiché mira a contrastare i sintomi senza intervenire sulle cause. Questo spiega la necessità di un approccio terapeutico multidisciplinare; oltre al medico dentista o all’odontoiatra, è talvolta necessario consultare anche un neurologo, uno psicologo, un oculista e un fisiatra. Solo attraverso questa collaborazione è possibile ottenere una diagnosi precisa e un percorso terapeutico efficace.
Il Bite nella fase iniziale viene portato il più possibile per favorire l’adattamento del paziente; successivamente, può essere utilizzato esclusivamente la notte o, nei casi più gravi, anche durante il giorno, specialmente quando si guida, si eseguono lavori di precisione o si lavora al computer.
È indicato associare anche esercizi funzionali finalizzati al rilassamento muscolare e tecniche di rilassamento contro lo stress. In questa condizione patologa, è sconsigliato un consumo eccessivo di caffeina, così come bere alcol e mangiare dolci prima di coricarsi.