19/11/2025
Forse il mio testo preferito di Osteopatia! La metodica cranio-sacrale mi ha sempre affascinato e stuzzicato; tuttavia essa trova molti detrattori nel panorama medico-scientifico, così orientato alle evidenze oggettivabili e non ai bisogni reali del paziente. Di sicuro il trattamento craniale è ancora oggi difficile da integrare nella pratica clinica, anche perché presenta una difficoltà di ingresso molto elevata per qualsiasi terapeuta. Inoltre eseguire questa metodica sul paziente, in modo isolato, spesso non produce grossi effetti terapeutici. E quindi? Perché praticarla? Ebbene il cranio è attraversato da un liquido, liquido cefalo-rachidiano, prodotto dai ventricoli, che perpetuamente attraversa l’encefalo e il midollo, in maniera ritmica, confrontandosi con gli altri ritmi naturali del corpo. Gli ultimi studi tendono a confermare l’ipotesi secondo cui questo ritmo di scorrimento sia influenzato attivamente dal battito cardiaco e dall’attività elettromagnetica del cuore. Il trattamento del cranio non è quindi una scemenza, oppure una verità assoluta. Si configura nella pratica clinica come un modo per approcciare al ritmo naturale del paziente, a capirne le sue dinamiche, ad interagire con esse, per una miglior esecuzione di un piano terapeutico più articolato che tenga conto di tutte le strutture facente parte della disfunzione somatica. La natura deve trovare sempre la sua strada verso la guarigione e noi dobbiamo aiutare il paziente ad esprimersi al meglio. Ecco perché anche il trattamento craniale è importante. Buon lavoro a tutti!