Dott.ssa Erica Ricciardiello - Psicologa

Dott.ssa Erica Ricciardiello - Psicologa Consulenza e supporto psicologico in presenza e online. Whatsapp 3338842842

24/02/2025
11/04/2024

Il locus of control, la “localizzazione del controllo”, è lo stile che ognuno di noi ha nell’attribuire una causalità agli eventi.
Può essere interno o esterno. Quello interno è tipico di chi attribuisce la causa degli eventi alle proprie azioni, mentre il locus of control esterno porta le persone ad attribuire la causa di ciò che gli accade a fattori esterni.
Numerose ricerche hanno dimostrato che chi possiede un locus of control interno, tende ad essere attivo nella risoluzione dei problemi, ad investire di più sulle proprie capacità aumentando le possibilità di successo e a fronteggiare lo stress in modo più adeguato.
Tuttavia, anche un locus of control esterno aiuta gli individui a preservare il benessere: minimizzare il proprio ruolo e la propria responsabilità nel verificarsi di eventi negativi, riduce il senso di colpa, allontana il rimuginio e permette di canalizzare le energie mentali per affrontare meglio le conseguenze.
Naturalmente, ognuno di noi possiede una combinazione dei due tipi di LOC, che se ben equilibrati ci aiutano a fronteggiare le sfide della vita quotidiana in modo emotivamente adeguato.
Quando il locus del controllo, invece, è rigido e poco flessibile possono insorgere disagi legati alla sfera psicologica, creando terreno fertile per l'insorgere di stati di ansia o depressione.
Un percorso di terapia personale può offrire grande aiuto nel ristabilire un equilibrio nel modo in cui interpretiamo gli eventi della nostra vita, mettendoci nelle migliori condizioni per affrontarli.

https://www.stateofmind.it/locus-of-control/

Recenti ricerche hanno dimostrato che nutrire speranza ha effetti positivi sulla nostra salute mentale, favorisce l’auto...
22/03/2024

Recenti ricerche hanno dimostrato che nutrire speranza ha effetti positivi sulla nostra salute mentale, favorisce l’autostima, costituisce un fattore protettivo per i disturbi da stress post traumatico e può addirittura migliorare il funzionamento quotidiano delle persone affette da malattie croniche.

Ma c’è qualcosa che possiamo fare per alimentare la nostra speranza? A quanto pare si! Secondo alcuni recenti studi, seguire queste abitudini può essere di grande aiuto:
- Suddividere i nostri obiettivi in piccoli step (così da notare più facilmente i progressi)
- Entrare in contatto con comunità di persone che ci supportino e ci incoraggino nel perseguimento dei nostri obiettivi
- Essere pronti a riadattare i piani d’azione e gli obiettivi prefissati, mantenendo la mente aperta alle possibilità
- Ricordare le esperienze del passato in cui siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi
- Celebrare le vittorie, anche parziali, ottenute lungo il cammino
- Accorgersi di stare effettivamente sperimentando speranza riconoscendola come una propria capacità (così da poterla rimettere in campo anche in futuro).

Nel link l’articolo che riassume le ricerche scientifiche su cui si basa questa lista di buone pratiche.

Hope may be the antidote to today’s chaotic world. Here’s how to cultivate it

Il burnout è una sindrome che deriva da una condizione di stress cronico e persistente associato al contesto lavorativo....
26/02/2024

Il burnout è una sindrome che deriva da una condizione di stress cronico e persistente associato al contesto lavorativo.
Il termine significa letteralmente “bruciato” ed è caratterizzato da un esaurimento delle energie psichiche e fisiche da investire nel lavoro con conseguente distacco emotivo e percezione di inefficacia.
Numerose ricerche hanno rilevato un’associazione significativa tra il burnout e il rischio di ricadute negative sul benessere psico-fisico della persona (depressione, insonnia, dolori muscolari, mal di testa, ipertensione ecc.) nonché sul funzionamento del contesto lavorativo nel suo complesso (assenteismo, turn over, scarsa produttività ecc.).
La cura del benessere psicologico, pertanto, dovrebbe essere interesse tanto dei lavoratori quanto dei datori di lavoro. Per questi ultimi, tra l’altro, in Italia vige l’obbligo di valutare e gestire il rischio di Stress lavoro correlato al pari di tutti gli altri rischi per la salute e sicurezza.
Ma dove non arrivano le misure preventive imposte per legge e l’impegno concreto dei datori di lavoro nel prendersi cura del benessere dei propri lavoratori, cosa può fare il singolo?

Il lavoratore può intraprendere alcune importanti azioni individuali per migliorare il proprio benessere sul luogo di lavoro:
innanzitutto mettere in primo piano la cura della propria persona sia da un punto di vista fisico che psicologico, anche considerando l’ipotesi di intraprendere un percorso di sostegno psicologico;
in secondo luogo, stabilire dei confini chiari sulla quantità di lavoro da svolgere e sulle proprie aree di intervento;
in ultimo, ma non per importanza, dare maggiore priorità alle relazioni sociali (relazioni salutari con colleghi, amici e familiari possono ridurre i livelli di stress anche sul lavoro) .

Nel link un articolo interessante che sintetizza gli aspetti fondamentali di questo fenomeno e propone spunti di riflessione ripresi da recenti ricerche internazionali.

'Workplace' burnout is an occupation-related syndrome resulting from unaddressed chronic workplace stress. It involves ongoing emotional exhaustion, psychological distance or negativity, and feelings of inefficacy.

Un recente studio della Michigan State University ha voluto verificare se il benessere variasse in base alle persone con...
21/02/2024

Un recente studio della Michigan State University ha voluto verificare se il benessere variasse in base alle persone con cui si è in relazione (amici, partner, figli).
A quanto pare, a fare la differenza è stata la qualità delle attività svolte. Spesso, infatti, le attività svolte in compagnia degli amici vengono considerate le più divertenti.
Per questo motivo è importante coltivare esperienze positive da vivere in compagnia di partner e figli e cercare di godere appieno del benessere di quei momenti.

https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/siamo-piu-felici-famiglia-o-con-gli-amici/?fbclid=IwAR2n8rmU091c1H2XdGgFOtBU_cvfoXsxZ3wWLpw2zCH1GPHTWKeRsDRrb4E

Paola A. Sacchetti Siamo più felici in famiglia o con gli amici? L’essere umano è un “animale sociale” che ha bisogno di avere relazioni interpersonali, tanto che relazioni soddisfacenti sono considerate un elemento essenziale per il suo benessere. Ma sono tutte uguali? Tutte ci rendono feli...

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