Dott.ssa Katia Vergari,psicologa clinica

Dott.ssa Katia Vergari,psicologa clinica Dott.ssa Katia Vergari Psicologa clinica e di Comunità iscritta all'Ordine degli Psicologi Marche num.2105 sez.A,tel 3491342130

La mia formazione nasce da una profonda passione per la Psicoanalisi. Dopo aver conseguito (1994)la laurea in Psicologia clinica e di comunità presso l’Università di Padova e aver svolto il tirocinio prima presso il servizio di Neuropsichiatria Infantile e poi presso il servizio di Tossicodipendenze (Macerata) sono entrata a far parte dell’equipe della comunità psicoterapeutica Zero che segue un orientamento psicoanalitico secondo l’insegnamento di J.Lacan. L’esperienza lavorativa in una Comunità residenziale per il recupero di tossicodipendenti a Trento mi ha rafforzato l’amore per il lavoro psicoanalitico che ha un profondo rispetto e riconoscimento della persona che chiede aiuto e quindi lascia spazio alla verità del soggetto. Nel 2000 ho frequentato il corso di “Medicina Psicosomatica e Tecniche Corporee” promosso dall’Istituto “Riza” a Bologna, finalizzato all’apprendimento della lettura simbolica e del trattamento dei disturbi psicosomatici e poi corsi di formazione promossi nella città di Ancona quali “ Lavorare con il bambino” e “Progettare e coordinare il lavoro educativo”. Importante arricchimento del mio curriculum professionale la funzione di Psicologo Scolastico che ho esercitato per anni dal 1998 al 2008 in numerosi Istituti comprensivi della provincia di Macerata (Pollenza, Treia, Passo Treia, Urbisaglia, Tolentino,Porto Civitanova e Porto Recanati) per diversi progetti ( “Educazione al dialogo” , “Informazione e prevenzione” ; “Giovani & Indipendenti” “Star bene”- “Laboratorio Cittadinanza” - “Parliamone insieme” – “FSE Percorsi di didattica orientativa e di orientamento formativo” ; conducendo gruppi di formazione per insegnanti e genitori , svolgendo attività di prevenzione (interventi con il gruppo classe, sportello di ascolto per ragazzi, per genitori e per insegnanti). Ho frequentato il “Centro Paul Lemoine” di Macerata scuola di specializzazione in psicoanalisi lacaniana e psicodramma freudiano per l' ottimo l’orientamento di questa scuola, l’insegnamento di J.Lacan, per l’onestà intellettuale verso cui mira. La psicoanalisi non è una cura transitiva ma intransitiva, non c’è uno che sa (il terapeuta) e uno che non sa (Il paziente)al contrario il paziente ha già la sua verità,sa già la sua soluzione per la sua problematica ma non riesce a dirlo,per dirlo ha bisogno di qualcun altro che non gli dica COSA e COME deve fare ma che lo aiuti a rivelarsi a se stesso e cambiare. Ultimamente ho condotto corsi : “Imparare ad apprendere” rivolto a bambini e ragazzi che hanno bisogno di trovare e consolidare un proprio metodo di studio ; “Quando nasce una mamma” corso post partum; “Dall’essere figli all’essere genitori:un passaggio intrecciato” e “La palestra dei genitori” corsi di formazione per genitori e “Ascoltiamoci” incontri di parola.- . Nell'Aprile 2013 ho pubblicato il libro "A ciascuno il suo desiderio"Ho condotto insieme alla dott.ssa Cinzia Ricci gruppi di psicodramma con i familiari della residenza RSA “Sole” a Misano Adriatico in cui ci si prende cura di anziani autosufficienti e non, affetti da disturbi di tipo cronico, post-acuto, post-trauma e demenze acquisite in età adulta con grave disabilità e in seguito ho elaborato un progetto innovativo per il territorio riguardante la cura di questi pazienti e delle loro famiglie e fondato l’associazione “Noi&l’Alzheimer” di cui sono presidente. Svolgo attività clinica di valutazione psicologica, consulenza e supporto psicologico rivolta a bambini, adolescenti, adulti, coppie e famiglie

●Alcuni disturbi trattati con gli adulti: Disturbi di Ansia, Attacchi di Panico, Patologie da dipendenza( tossicodipendenza – alcolismo – anoressia – bulimia – obesità - Gioco d’azzardo patologico GAP, Shopping compulsivo – Dipendenza da Internet e tecnologia - Dipendenze relazionali affettive), Attività riabilitative di tipo cognitivo con soggetti affetti da demenza
●Alcuni dei disturbi trattati con i bambini: ansie e disarmonie nella relazione precoce madre-bambino, disturbi del sonno e dell’alimentazione nel bambino piccolo, difficoltà di separazione dalle figure genitoriali, difficoltà scolastiche e di socializzazione, iperattività, disturbi psicosomatici, disturbi del comportamento-enuresi ed encopresi - difficoltà di apprendimento - alterazioni comportamentali e problemi relazionali – bullismo ●Per l'area adolescenziale: ansia e melanconie legate alla crescita, mancanza di autostima, disturbi alimentari, comportamenti aggressivi, difficoltà legate all’immagine corporea, difficoltà negli studi o nell’inserimento sociale, difficoltà sessuali, isolamento
●Tra i disagi della coppia e della famiglia: difficoltà e conflittualità coniugali, ansie e difficoltà nella gestione delle funzioni genitoriali, problemi della genitorialità legati alla separazione dei coniugi o alla condizione di famiglie mononucleo o allargate, ecc. Da Aprile 2016 faccio parte dell'equipe dello Studio Olis di Porto Recanati

04/04/2020

📞Tu resta a casa e se hai bisogno chiama.📞

Per affrontare la paura, lo stato d' ansia, l'angoscia o anche solo la difficile gestione dell'isolamento in casa, durante l'emergenza COVID-19 il Centro "Salute&Benessere" resta attivo Online con il suo servizio psicologico.

Per maggiori informazioni chiama al numero
071 994 1112

👉.ssa Katia Vergari
349 134 2130
👉Dott.ssa Cinzia Borrello
3663261163

20/08/2019

Il corpo, quando ci manda un disturbo, cerca di parlarci con il “suo” linguaggio, che spesso non è traducibile con una lettura di causa-effetto di ciò che viviamo ma con immagini, sogni, silenzi, e percezioni emotive che normalmente non ascoltiamo. La cistite indica il “conflitto tra accettare o non accettare di lasciar fluire la vita”.

Il tema ruota intorno al lasciar scorrere le acque, al concedersi la cedevolezza per far accadere le cose in modo spontaneo.

Di quali eventi si può parlare?

Quelli che riguardano la simbologia con le acque:

La sessualità: acqua come libido che scorre;
La femminilità: acqua come donna e madre;
Le origini: acqua come oceano primordiale o amnios;
La plasticità: acqua come elemento che si adatta;
La spiritualità: acqua come materia sottile;
La trasformazione: acqua come fiume che scorre.
Ecco il conflitto: da un lato la rigidità, il voler tenere il controllo a tutti i costi, dall’altro la cedevolezza, il lasciar andare.

Il bisogno di urinare spesso indica il bisogno di cedere e la difficoltà a farlo; il bruciore invece è segno della lotta tra acqua e fuoco, femminile e maschile.

Sicuramente prendere consapevolezza del momento che stiamo vivendo è di aiuto per capire come lasciar andare, senza credere di poter avere il controllo su tutto. Oltre ad un lavoro preventivo è utile lavorare con tecniche di rilassamento che ci aiutino ad essere meno impositive con noi stesse, in modo da accettare di non poter controllare tutto. Anche la riflessologia plantare può essere un valido aiuto ma è importante fare un lavoro sinergico su più fattori. Ricordate la parola olos? E’ tutto collegato. E’ quindi importante lavorare sull’alimentazione, sul ripristino delle difese immunitarie, sulle nostre emozioni.

01/07/2019

Cessato il pianto, la prima cosa che il neonato fa dopo la nascita è guardare.
Uno sguardo che dice:
“ehi dimmi chi sono… non so più chi sono”.
Allora la madre risponde:
“sei il bambino più bello che io abbia mai visto!”
Ma questa a quanto pare non è una risposta soddisfacente per il neonato, che chiede ancora e ancora:
“ehi dimmi chi sono… non so più chi sono.”

Allora la madre onesta risponderà:
“La verità è che nemmeno io so chi sono, piccolo mio.
Lascia che ti mostri cosa ho capito finora, il resto lo scopriremo insieme…”

Questo è incontrare il neonato.
Questo è il potere celato in quel primo sguardo:
riconoscere che entrambi veniamo da lontano e non sappiamo.

www.laprimaradice.org



•Foto di •
Grazie a Dominique Degranges per i suoi insegnamenti

Comunicare significa entrare in relazione e le modalità con cui comunichiamo possono essere fonte di benessere o di disa...
17/06/2019

Comunicare significa entrare in relazione e le modalità con cui comunichiamo possono essere fonte di benessere o di disagio, ci sono infatti parole che possono essere pesanti come pietre, taglienti come coltelli o al contrario non lasciare alcuna traccia là dove invece sarebbe stato importante lasciare un segno. Altre volte le parole salvano, consolano, coccolano, restituiscono significato, scaricano tensioni, generano energia trasformandosi in autentica terapia. Non a caso la psicoanalisi fu definita “talking therapy” da Berta Poppenheim, una delle prime pazienti di Freud. Sembra assurdo che parlando ci si curi ma la parola è veicolo di emozioni e le emozioni s’inscrivono nel tessuto psicosomatico. In principio era il verbo così inizia il Vangelo di Giovanni che mette l’accento sull’importanza del logos ,del verbo che si fece carne. Una parola che si trasforma in essere vivente Se una madre continua a ripetere al figlio per sua natura non troppo espansivo che è un ragazzino timido, la timidezza si radicherà concretamente nel comportamento del bambino quasi che il giudizio del genitore riesca a plasmarlo anziché spronarlo a diventare diverso. Troppo spesso si parla per riempire il silenzio che ci fa paura o ci si parla addosso, si continua a lamentarsi, auto commiserarsi oppure si parla frettolosamente con fraintendimenti e incomprensioni. A volte riempiamo i nostri discorsi con frasi del tipo “Io sono fatto così non posso cambiare” oppure “ti conosco troppo bene” o “te lo avevo detto” Non esistono parole che entrano da un’orecchio ed escono dall’altro perché quando una parola viene pensata e/o detta, il suono entra dentro di noi attraverso il timpano, s’incanala nel nervo acustico e si propaga agli organi del cervello. Le parole stimolano il nervo vago che si dirama verso gli organi della respirazione, della digestione e della circolazione mentre a livello centrale vengono interessate le aree limbiche dove le emozioni si trasformano in impulsi fisico-chimici. Tutto ciò in un tempo breve e a partire da una parola che ascoltiamo il corpo mette in moto un complesso meccanismo di feedback che può generare anche disagi di tipo fisico. Pensiamo ai bambini costantemente rimproverati per delle sciocchezze come l’organismo viene messo sotto stress e debilitato. Dunque la parola si fa carne, circola insieme al sangue, alla linfa e ci plasma, per questo la parola va scelta con estrema cura e risparmiata! Possiamo individuare diversi tipi di parole: 1- Parole che qualificano e condannano Pensiamo agli epiteti o ai soprannomi affibbiati dagli stessi genitori ai figli (la mia cicciottella, il mio pauroso, la mia principessa etc) sono una sorta di marchio indelebile. Ogni parola che qualifica nel bene o nel male allontana dalla vera essenza 2- Parole che creano paragoni Lui è più bravo di, meno bravo di, lei è più magra etc etc “PIU’” e “MENO” sono parole ansiogene che creano inutili paragoni e possono far scivolare nella frustrazione quando anche nella depressione 3- Parole non dette Le parole non dette continuano ad agire dentro di noi e ci mantengono ancorati al passato, al senso di colpa, possono essere parole di rabbia, di amore, di passione, di paura comunque suoni rimasti sepolti dentro di noi senza trovare uno sbocco per uscire e così potranno uscire sottoforma di oscuri malesseri del corpo: acidità di stomaco, macchie della pelle, mal di testa etc 4- Parole inconsapevoli Sono i lapsus, parole che vengono fuori dalla verità perché all’origine di queste ci sono emozioni non dette, sensazioni non vissute che prima o poi dovevano essere portate all’esterno, parole imprevedibili e incontrollabili a cui bisogna prestare attenzione per capire ciò che proviamo veramente. 5- Parole subite Parole subdule apparentemente gratificanti che possono nascondere la manipolazione, creano false speranze, modificano il nostro umore Come il non detto si può trasformare in una tensione psico-fisica da cui possono derivare disturbi e malattie così anche le troppe parole possono diventare motivo di disagi, parlare tanto e con chiunque, parlare a sproposito non fa bene alla salute perché il troppo intasa. 6- Parole che scatenano emicrania Se una persona vuole spiegare sempre tutto , fa grandi monologhi, eccede nello zelo, ripete spesso il medesimo pensiero, tutto dev’essere chiaro e logico allora la testa può dolere perché sovraccarica di lavoro e così costringe al silenzio, al buio. 7- Parole che ingrassano In genere chi è in sovrappeso parla in modo grasso, cioè ad esempio usa tanti aggettivi per esprimere concetti semplicissimi, esagera con i nomignoli , ripete a tutte le ore del giorno che deve dimagrire, una voce che giudica, il vocabolario è in costante bilico tra il freno e l’eccesso, tutto si rimanda a quando si sarà più magri 8- Parole che generano tristezza Parole che riguardano il passato che procurano nostalgia melanconia e a volte tristezza 9- Parole dell’ansia e del panico Ugualmente chi vive in avanti e frettolosamente si esprime di conseguenza in maniera ansiogena dando la sensazione di soffrire di malattie respiratorie, l’eloquio dell’ansioso è ricco di punti di domande, accelera, si mangiano le parole 10- Parole della rigidità Questo è il mio stile, ho sempre fatto così, frasi tipiche del soggetto rigido 11- Parole che pesano sullo stomaco Non sono d’accordo ma questa volta dovrò farmelo piacere, avrei dovuto ribattere ma ho deciso di tacere. Non solo i torti subiti restano sullo stomaco ma anche le parole non dette al momento opportuno 12- Le parole della rinuncia L’atteggiamento di rinuncia influisce su tutto l’organismo e genera calo di energia vitale e bassa autostima per questo si possono manifestare disturbi quali la perdita di capelli o eczemi

La parte più difficile della nascita di un bambino è il primo anno che la segue. E' l'anno del travaglio- quando l'anima...
16/06/2019

La parte più difficile della nascita di un bambino è il primo anno che la segue. E' l'anno del travaglio- quando l'anima di una donna deve partorire la madre che è dentro di lei- Il dolore delle doglie emozionali sono di gran lunga superiori alle doglie fisiche del parto, ondate crescenti del cuore che spinge fuori l'egoismo e la paura e fa spazio al sacrificio e all'amore. E' la nascita privata e silenziosa dell'anima ma non è meno sacra dell'evento del parto , forse lo è ancora di più.
Joy Kusek

Le persone che piangono sono emotivamente più equilibrateLa qualità della nostra vita dipende strettamente dalla qualità...
03/06/2019

Le persone che piangono sono emotivamente più equilibrate

La qualità della nostra vita dipende strettamente dalla qualità delle emozioni che proviamo abitualmente. Inoltre, dipende, dalla nostra capacità di gestire gli stati emozionali dolorosi e dalla capacità di trasformarli in stati emozionali produttivi! Tutte le emozioni non sono uguali e non hanno lo stesso grado di accettazione nella nostra società. L’emozione più accreditata è la felicità, fondamentalmente perché è un segno di sicurezza, di fiducia e successo. Così siamo costretti a fingere di essere apparentemente felici, rispondiamo sempre che stiamo bene e mostriamo un sorriso, anche se ci viene voglia di piangere. La felicità ci assicura il successo sociale ci fa ottenere nuovi amici e trasmette un’immagine di successo. La tristezza invece, è considerata un’emozione negativa, un’emozione che dovremmo nascondere e della quale ci dovremmo vergognare. Le espressioni di tristezza, come le spalle curve, gli occhi tristi e le lacrime, sono considerati segni di debolezza e d’insicurezza. Tuttavia, anche la tristezza e le lacrime hanno il loro ruolo. Stigmatizzare la tristezza e il pianto serve solo a farci sentire peggio, perchè pensiamo di non essere abbastanza forti per sopportare i problemi senza esserne sopraffatti. Ma in realtà le persone che hanno il coraggio di esprimere la loro tristezza e piangere, hanno un maggiore equilibrio emotivo rispetto a quelle che reprimono le lacrime e nascondono i loro sentimenti. Ecco perchè le persone che piangono sono più equilibrate. Non bisogna reprimere le proprie emozioni, come non lo si fa per i slanci di gioia così non deve essere neanche per la paura o per la tristezza anche se queste sono considerate negative. Il filosofo Seneca disse: “non c’è motivo più grande per piangere del non poter piangere”. Mantenere il sangue freddo e reprimere le emozioni ha un prezzo molto alto, non solo per la nostra salute psicologica ma anche per quella fisica. Numerosi studi hanno collegato la repressione emozionale ad un aumentato rischio di sviluppare malattie come l’asma, l’ipertensione e le malattie cardiache. Uno studio condotto presso la Stanford University ha scoperto che le persone che reprimono spesso le loro emozioni reagiscono alla pressione e allo stress in modo esagerato, con un maggiore aumento della pressione sanguigna rispetto alle persone classificate come ansiose. Questo indica che la “calma apparente” non è veramente buona per il nostro equilibrio emotivo. Le lacrime alleviano lo stress, l’ansia, il dolore e la frustrazione. Le lacrime non sono solo acqua pura con cui lavare l’anima, ma lavano anche (letteralmente) i nostri occhi, permettendoci di vedere la situazione da un’altra prospettiva. Le lacrime non ci svuotano, al contrario, ci rafforzano e ci permettono di crescere. La poetessa uruguayana Sara Ibàñez aveva già detto: “Piangerò senza fretta. Piangerò fino a dimenticare il pianto e ritrovare il sorriso”. Quando terminiamo di piangere, la nostra mente è più chiara e, anche se immediatamente ci sembrerà difficile riordinare le idee, in pochi minuti saremo più sereni e in grado di analizzare la situazione da un’altra prospettiva. Questo perché le nostre emozioni hanno raggiunto un equilibrio e la nostra mente razionale è pronta all’azione. Il pianto è terapeutico stimola il rilascio di endorfine nel cervello, ormoni che ci aiutano non solo ad alleviare il dolore, ma anche a promuovere uno stato di rilassamento e di pace. Per questo motivo dopo avere smesso di piangere, ci sentiamo molto meglio e più rilassati. Infatti, è stato riscontrato che non è conveniente interrompere il pianto ma è meglio lasciarlo sfogare perché la prima fase ha esclusivamente un effetto attivante, mentre la seconda fase ha un effetto calmante che riduce la frequenza cardiaca e respiratoria, portando ad uno stato di rilassamento. A volte, il pianto è più benefico della risata. Piangere è una delle espressioni più intime dei nostri sentimenti. Quando piangiamo di fronte a qualcuno, è come se stessimo mettendo a n**o la nostra anima. Pertanto, le lacrime contribuiscono a creare un legame molto speciale, è come se ci connettessimo direttamente attraverso il nostro “io” più profondo. Quando una persona “accetta” questa tristezza, senza cercare di fuggire da essa o fornire false parole d’incoraggiamento, ma semplicemente ci appoggia e rimane accanto a noi, si crea una connessione unica. Infatti, una delle funzioni delle lacrime è proprio quella di chiedere aiuto, sia pure indirettamente, mostrando la nostra impotenza e vulnerabilità, in modo tale che gli altri vengano a confortarci. Pertanto, il pianto e la tristezza non devono essere percepiti come un segno di debolezza, ma come un segno di forza interiore e di consapevolezza. Non piangiamo perché siamo deboli o incapaci, ma perché siamo vivi e non ci vergogniamo di esprimere ciò che proviamo. Se non piangi, il tuo corpo lo farà per te Perché quando ci sforziamo di sopportare, di mantenere il contegno, di trattenere tutto quello che preme per uscire all’esterno, finiamo per scoppiare. Non siamo fatti per imprigionare emozioni e sentimenti, ogni emozione va espressa, manifestata, liberata. Per timore di come reagiranno gli altri, di quello che diranno di noi siamo portati a conservare quello che, prima o poi, uscirà prepotentemente. Il grande errore è fingere che non ti dia fastidio un gesto che per te è irritante, non esprimere il disagio al momento giusto, considerare che è meglio non discutere. Se hai adottato come stile di vita l’abitudine a sopportare, assorbire e tenere dentro tutte le tue emozioni, il tuo corpo comincerà ad inviarti segnali d’allarme. Mal di testa ricorrenti, problemi di stomaco, eczema o qualunque altro problema di salute può essere un disagio interiore che cerca di richiamare la tua attenzione.

02/06/2019

E' difficile riuscire a vedere la propria parte nel malessere di cui ci si lamenta nonostante si abbia compreso il “perché” all’origine della propria nevrosi Bisogna guardare le proprie miserie dall’esterno e poi fermarsi e chiedersi profondamente che senso abbia tutto ciò nella nostra vita in cui si è tutti fragili ed esposti alla caduta. Il soggetto deve restare solo con se stesso, ascoltarsi, vedersi da fuori e far vacillare la potenza del suo Io e la credenza nei suoi prestigi. Ma l’uomo comune può tollerare un approccio così forte? Dietro al narcisismo spesso si nasconde proprio una fragilità oggi dilagante, trattata attraverso un rigonfiamento dell’Io. Quindi cercare di smantellare da subito l’impalcatura soggettiva può avere effetti disastrosi con soggetti fragili come quelli contemporanei. È come se oggi in un certo senso l'analista fosse prima chiamato a costruire un soggetto, a farlo venir fuori, per poi poterlo aiutare a liberarsi dalla zavorra narcisistica che utilizzava per tenersi insieme, un lavoro che alterna sapientemente presenza ed assenza che forse, non tutti possono affrontare, almeno in certi momenti della vita. I più preferiscono un “maquillage” ben fatto per ti**re avanti. Ma per guarire davvero bisogna essere disponibili ad accettare la forza e la bellezza della fragilità della condizione umana

01/06/2019
27/05/2019
27/05/2019

S&B FISIOTERAPIA
I fisioterapisti vi aspettano!

Davide D'Angelo
Lorenzo Gambini
Paolo Carniani

Indirizzo

Via Delle Querce 38
Porto Recanati
62017

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Katia Vergari,psicologa clinica pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Katia Vergari,psicologa clinica:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram