03/06/2019
Le persone che piangono sono emotivamente più equilibrate
La qualità della nostra vita dipende strettamente dalla qualità delle emozioni che proviamo abitualmente. Inoltre, dipende, dalla nostra capacità di gestire gli stati emozionali dolorosi e dalla capacità di trasformarli in stati emozionali produttivi! Tutte le emozioni non sono uguali e non hanno lo stesso grado di accettazione nella nostra società. L’emozione più accreditata è la felicità, fondamentalmente perché è un segno di sicurezza, di fiducia e successo. Così siamo costretti a fingere di essere apparentemente felici, rispondiamo sempre che stiamo bene e mostriamo un sorriso, anche se ci viene voglia di piangere. La felicità ci assicura il successo sociale ci fa ottenere nuovi amici e trasmette un’immagine di successo. La tristezza invece, è considerata un’emozione negativa, un’emozione che dovremmo nascondere e della quale ci dovremmo vergognare. Le espressioni di tristezza, come le spalle curve, gli occhi tristi e le lacrime, sono considerati segni di debolezza e d’insicurezza. Tuttavia, anche la tristezza e le lacrime hanno il loro ruolo. Stigmatizzare la tristezza e il pianto serve solo a farci sentire peggio, perchè pensiamo di non essere abbastanza forti per sopportare i problemi senza esserne sopraffatti. Ma in realtà le persone che hanno il coraggio di esprimere la loro tristezza e piangere, hanno un maggiore equilibrio emotivo rispetto a quelle che reprimono le lacrime e nascondono i loro sentimenti. Ecco perchè le persone che piangono sono più equilibrate. Non bisogna reprimere le proprie emozioni, come non lo si fa per i slanci di gioia così non deve essere neanche per la paura o per la tristezza anche se queste sono considerate negative. Il filosofo Seneca disse: “non c’è motivo più grande per piangere del non poter piangere”. Mantenere il sangue freddo e reprimere le emozioni ha un prezzo molto alto, non solo per la nostra salute psicologica ma anche per quella fisica. Numerosi studi hanno collegato la repressione emozionale ad un aumentato rischio di sviluppare malattie come l’asma, l’ipertensione e le malattie cardiache. Uno studio condotto presso la Stanford University ha scoperto che le persone che reprimono spesso le loro emozioni reagiscono alla pressione e allo stress in modo esagerato, con un maggiore aumento della pressione sanguigna rispetto alle persone classificate come ansiose. Questo indica che la “calma apparente” non è veramente buona per il nostro equilibrio emotivo. Le lacrime alleviano lo stress, l’ansia, il dolore e la frustrazione. Le lacrime non sono solo acqua pura con cui lavare l’anima, ma lavano anche (letteralmente) i nostri occhi, permettendoci di vedere la situazione da un’altra prospettiva. Le lacrime non ci svuotano, al contrario, ci rafforzano e ci permettono di crescere. La poetessa uruguayana Sara Ibàñez aveva già detto: “Piangerò senza fretta. Piangerò fino a dimenticare il pianto e ritrovare il sorriso”. Quando terminiamo di piangere, la nostra mente è più chiara e, anche se immediatamente ci sembrerà difficile riordinare le idee, in pochi minuti saremo più sereni e in grado di analizzare la situazione da un’altra prospettiva. Questo perché le nostre emozioni hanno raggiunto un equilibrio e la nostra mente razionale è pronta all’azione. Il pianto è terapeutico stimola il rilascio di endorfine nel cervello, ormoni che ci aiutano non solo ad alleviare il dolore, ma anche a promuovere uno stato di rilassamento e di pace. Per questo motivo dopo avere smesso di piangere, ci sentiamo molto meglio e più rilassati. Infatti, è stato riscontrato che non è conveniente interrompere il pianto ma è meglio lasciarlo sfogare perché la prima fase ha esclusivamente un effetto attivante, mentre la seconda fase ha un effetto calmante che riduce la frequenza cardiaca e respiratoria, portando ad uno stato di rilassamento. A volte, il pianto è più benefico della risata. Piangere è una delle espressioni più intime dei nostri sentimenti. Quando piangiamo di fronte a qualcuno, è come se stessimo mettendo a n**o la nostra anima. Pertanto, le lacrime contribuiscono a creare un legame molto speciale, è come se ci connettessimo direttamente attraverso il nostro “io” più profondo. Quando una persona “accetta” questa tristezza, senza cercare di fuggire da essa o fornire false parole d’incoraggiamento, ma semplicemente ci appoggia e rimane accanto a noi, si crea una connessione unica. Infatti, una delle funzioni delle lacrime è proprio quella di chiedere aiuto, sia pure indirettamente, mostrando la nostra impotenza e vulnerabilità, in modo tale che gli altri vengano a confortarci. Pertanto, il pianto e la tristezza non devono essere percepiti come un segno di debolezza, ma come un segno di forza interiore e di consapevolezza. Non piangiamo perché siamo deboli o incapaci, ma perché siamo vivi e non ci vergogniamo di esprimere ciò che proviamo. Se non piangi, il tuo corpo lo farà per te Perché quando ci sforziamo di sopportare, di mantenere il contegno, di trattenere tutto quello che preme per uscire all’esterno, finiamo per scoppiare. Non siamo fatti per imprigionare emozioni e sentimenti, ogni emozione va espressa, manifestata, liberata. Per timore di come reagiranno gli altri, di quello che diranno di noi siamo portati a conservare quello che, prima o poi, uscirà prepotentemente. Il grande errore è fingere che non ti dia fastidio un gesto che per te è irritante, non esprimere il disagio al momento giusto, considerare che è meglio non discutere. Se hai adottato come stile di vita l’abitudine a sopportare, assorbire e tenere dentro tutte le tue emozioni, il tuo corpo comincerà ad inviarti segnali d’allarme. Mal di testa ricorrenti, problemi di stomaco, eczema o qualunque altro problema di salute può essere un disagio interiore che cerca di richiamare la tua attenzione.