Dott.ssa Edy Virgili - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Edy Virgili - Biologa Nutrizionista Biologa Nutrizionista specializzata in scienza dell'alimentazione con Master in Nutrizione Oncologica

Biologa Nutrizionista specializzata in scienza dell'alimentazione e con Master in oncologia integrata.

🍫 Cioccolato fondente: il "peccato di gola" che fa bene al cuore! ❤️​Sei un amante del cioccolato? Abbiamo un’ottima not...
23/01/2026

🍫 Cioccolato fondente: il "peccato di gola" che fa bene al cuore! ❤️

​Sei un amante del cioccolato? Abbiamo un’ottima notizia per te! La scienza conferma che concedersi un quadratino di cioccolato fondente non è solo un piacere, ma un vero toccasana per la salute.
​Ma attenzione: non tutto il cioccolato è uguale. Ecco perché dovresti scegliere quello fondente (almeno al 70%):
-​Un pieno di antiossidanti: è ricchissimo di flavonoidi, che aiutano a combattere l'invecchiamento cellulare e a proteggere il cuore.
-​Amico della pressione: diversi studi dimostrano che il cacao aiuta a rilassare le arterie, migliorando la circolazione sanguigna.
-​Più felici con un morso: stimola la produzione di serotonina e endorfine, i "neuroni del buonumore". È il rimedio perfetto contro lo stress!
-​Energia per il cervello: Migliora la memoria e la concentrazione grazie a un leggero e benefico apporto di teobromina e caffeina.

​💡 Il segreto è la misura!
​Per godere di questi benefici senza esagerare con le calorie, gli esperti consigliano una porzione di circa 10-20 grammi al giorno (uno o due quadratini).
​Quindi, stasera dopo cena, goditi il tuo momento di relax senza sensi di colpa. Il tuo cuore e il tuo cervello (e anche il tuo palato) ti ringrazieranno!
😋👇
​E tu? Sei un "fondente-dipendente" o preferisci quello al latte? Scrivicelo nei commenti! 👇

22/01/2026
Quella voglia matta di dolce... e se non fosse solo gola? 🍫🍭​Vi è mai capitato di finire di cenare e sentire quel bisogn...
21/01/2026

Quella voglia matta di dolce... e se non fosse solo gola? 🍫🍭

​Vi è mai capitato di finire di cenare e sentire quel bisogno assoluto, quasi fisico, di "qualcosa di dolce"? O di aprire la dispensa senza nemmeno avere fame, solo per cercare quel quadratino di cioccolato (che poi diventano tre)?

​Non siete soli, e non è solo una questione di forza di volontà. ❌

​La scienza ci dice che lo zucchero può creare una vera e propria dipendenza. Quando ne mangiamo, il nostro cervello rilascia dopamina, la sostanza del piacere. È una sensazione bellissima, ma dura poco. Subito dopo arriva il "crash": l'energia scende, l'umore cala e il corpo ci chiede un'altra dose.

​Come capire se sei nel "loop" dello zucchero?

✅ Senti cali di energia durante il giorno.

✅ Diventi irritabile se non mangi qualcosa di dolce.

✅ Cerchi di nascondere quanto zucchero mangi davvero.

✅ Le carote o la frutta ti sembrano quasi "insipide".

​Cosa possiamo fare per riprenderci la nostra libertà? Non serve smettere drasticamente dall'oggi al domani (spesso è il modo migliore per fallire!), ma piccoli passi possono fare miracoli:

1️⃣ Occhio alle etichette: Lo zucchero si nasconde ovunque, dal sugo di pomodoro allo yogurt "0% grassi".

2️⃣ Più proteine e grassi sani: Avocado, noci o un uovo a colazione ti aiuteranno a non avere picchi di fame killer.

3️⃣ Bevi acqua: Spesso il cervello confonde la sete con la voglia di zucchero.

​Liberarsi dalla dipendenza dolce significa ritrovare un'energia che non dipende da una merendina, dormire meglio e dire addio a quei fastidiosi gonfiori. 🌿

​E voi? Qual è il dolce a cui proprio non sapete dire di no? Scrivetelo nei commenti! 👇

21/01/2026

Restless legs syndrome is a neurological disorder that causes an overwhelming urge to move the limbs and can negatively affect sleep and quality of life.

Approximately 8% of US adults experience symptoms of restless legs syndrome each year, and 3% have moderately or severely distressing symptoms at least twice weekly.

📄 This JAMA Patient Page describes restless legs syndrome and its symptoms, risk factors, diagnosis, and management.

https://ja.ma/3Nt4NeR

20/01/2026

💬 Perspective: The Make Our Children Healthy Again (MAHA) Strategy outlines more than 120 federal actions to address youth chronic disease, emphasizing definitions and regulation of ultraprocessed foods, reform of the FDA’s GRAS pathway, and new limits on food marketing to children.

Provisions for nutrition integration in health care, SNAP program alignment, and clinician education signal a potential shift in national food policy.

https://ja.ma/49KLtBl

Vi aspettiamo il 6 febbraio a Montegranaro!
20/01/2026

Vi aspettiamo il 6 febbraio a Montegranaro!

DIETA NON SIGNIFICA FAME: IL SEGRETO PER RIEMPIRE IL PIATTO RESTANDO IN FORMAMolte persone rinunciano a prendersi cura d...
18/01/2026

DIETA NON SIGNIFICA FAME: IL SEGRETO PER RIEMPIRE IL PIATTO RESTANDO IN FORMA

Molte persone rinunciano a prendersi cura della propria alimentazione perché associano la parola dieta a un’immagine ben precisa: un piattino sguarnito con una porzione di pasta talmente piccola da sembrare quasi un assaggio. Questa sensazione di privazione è la causa principale per cui molti gettano la spugna dopo appena una settimana. Oggi voglio svelarvi una strategia che cambierà il vostro modo di vedere i pasti.

Il segreto per dimagrire senza soffrire i morsi della fame non sta nel mangiare meno cibo ma nel scegliere alimenti che occupano più spazio nel piatto a parità di calorie. Immaginate di dover scegliere tra cento grammi di pasta integrale e trecentottanta grammi di patate. Esteticamente la differenza è abissale perché mentre la pasta occupa solo una piccola parte del fondo del piatto le patate lo riempiono quasi interamente. La cosa incredibile è che dal punto di vista energetico questi due piatti sono quasi identici ma il vostro stomaco e il vostro cervello percepiranno una sazietà completamente diversa davanti a quella montagna di patate.

Questo accade perché la sazietà non dipende solo dalle calorie che introduciamo ma anche dal volume fisico del cibo che mastichiamo. Se a questo aggiungiamo un bel contorno di duecento grammi di verdure andiamo a creare un volume enorme con un apporto calorico contenuto. Le verdure sono infatti ricche di acqua e fibre che distendono le pareti dello stomaco inviando al cervello il segnale che siamo finalmente pieni e soddisfatti.

Mangiare in abbondanza stando a dieta significa proprio questo: imparare a comporre il piatto in modo strategico preferendo alimenti come le patate e le verdure senza sentirsi mai in colpa. In questo modo non dovrete più lottare contro la voglia di spizzicare qualcosa fuori pasto perché vi alzerete da tavola realmente sazi e appagati. Ricordate sempre che la nutrizione non deve essere una punizione ma uno strumento per stare bene e vedersi meglio senza mai rinunciare al piacere di un piatto generoso e colorato.

E voi avete mai provato a sostituire la solita pasta con una bella porzione di patate e verdure per vedere l'effetto che fa sul vostro senso di fame?

Sapevate che esistono tantissimi tipi patate?

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15/01/2026

Type 2 is a condition of elevated blood glucose levels that may cause serious health consequences including vision loss, heart disease, stroke, nerve damage, and kidney failure.

Risk factors include and , physical inactivity, older age, family history of type 2 diabetes, history of high blood glucose during pregnancy, and other conditions such as high blood pressure, abnormal blood lipid (fat) levels, and disease.

📄 This JAMA Patient Page describes type 2 diabetes and its symptoms, diagnosis, treatment, and screening recommendations. https://ja.ma/4b0IAP4

15/01/2026
Ubriachi senza bere? La scoperta scientifica sulla "fabbrica di alcol" nel nostro intestino​Ti è mai capitato di sentirt...
15/01/2026

Ubriachi senza bere? La scoperta scientifica sulla "fabbrica di alcol" nel nostro intestino

​Ti è mai capitato di sentirti stordito dopo un piatto di pasta? Per alcune persone non è solo stanchezza, ma una vera e propria intossicazione alcolica... causata dai propri microbi! 😲
​Un recente studio pubblicato su Science ha analizzato un fenomeno chiamato Sindrome della fermentazione intestinale (o Auto-Brewery Syndrome)....in pratica il nostro corpo decide di trasformarsi in una distilleria privata.

Cosa dice la scienza?
​Alcuni microrganismi presenti nel nostro microbioma (come il lievito Saccharomyces cerevisiae o il batterio Klebsiella pneumoniae) possono impazzire. Invece di limitarsi a digerire, iniziano a fermentare i carboidrati e gli zuccheri trasformandoli direttamente in etanolo (alcol).

I punti chiave della ricerca suggerisce Science:
-​Sintomi reali: chi ne soffre mostra segni di ebbrezza (confusione, difficoltà a parlare, perdita di equilibrio) anche se è astemio.
-​Non solo lieviti: i ricercatori hanno scoperto che alcuni ceppi di batteri intestinali sono in grado di produrre alcol in quantità così elevate da danneggiare il fegato.
-​Il legame con il fegato grasso: questa scoperta è fondamentale per capire la steatosi epatica non alcolica. Molte persone potrebbero avere danni al fegato causati non dal bere, ma dai propri batteri "alcolisti".

​La diagnosi è difficile (spesso i pazienti non vengono creduti!), ma si può curare con diete specifiche a basso contenuto di zuccheri e terapie mirate per riequilibrare la flora intestinale.

​Il caso studio approfondito sull'articolo di Science mette in luce l'importanza del nostro microbioma nella salute metabolica. La ricerca originale ha identificato ceppi di K. pneumoniae ad alta produzione di alcol in pazienti con gravi patologie epatiche.

​👉 Conoscevi questa sindrome? La prossima volta che ti senti "strano" dopo una pizza, ricorda che il tuo intestino potrebbe avere idee molto diverse dalle tue sulla serata!





🧠 Addio abbiocco post-prandiale: una guida scientifica ​Ti è mai capitato di finire il pranzo e, dopo soli 30 minuti, se...
14/01/2026

🧠 Addio abbiocco post-prandiale: una guida scientifica

​Ti è mai capitato di finire il pranzo e, dopo soli 30 minuti, sentire la concentrazione svanire e le palpebre farsi pesanti? Non è "semplice digestione". È un fenomeno biochimico chiamato ipoglicemia reattiva.
​Se la tua produttività crolla alle 15:00, il problema non è la tua mancanza di volontà, ma la composizione del tuo ultimo pasto.
​Cisa dice la Scienza dietro la "Nebbia Cerebrale"?
​Quando consumiamo un pasto ad alto indice glicemico (troppi carboidrati raffinati o zuccheri), il corpo risponde con un picco di insulina. Secondo diversi studi sulla neurobiologia della nutrizione, questo picco non solo abbassa bruscamente il glucosio nel sangue, ma influenza i neuroni della Oressina (o ipocretina) nell'ipotalamo.
​Questi neuroni sono responsabili della nostra veglia e vigilanza. Quando i livelli di glucosio fluttuano violentemente, l'attività delle oressine viene inibita, inducendo sonnolenza e riducendo la capacità cognitiva (il cosiddetto Brain Fog).

​Il Protocollo Anti-Abbiocco
​Per mantenere il cervello attivo fino a sera, la ricerca suggerisce tre strategie pratiche:
-​L'ordine dei nutrienti: studi pubblicati su Diabetes Care dimostrano che mangiare fibre e proteine prima dei carboidrati riduce il picco glicemico post-prandiale fino al 73%. Inizia sempre con una porzione di verdura.
-​Il potere delle proteine e dei grassi: l'aggiunta di grassi sani (come l'acido oleico dell'olio EVO) e proteine rallenta lo svuotamento gastrico, garantendo un rilascio di energia costante e prolungato nel tempo.
-​La contrazione muscolare post-pasto: una breve camminata di 10-15 minuti dopo mangiato attiva i trasportatori GLUT-4 nei muscoli, che assorbono il glucosio in eccesso senza richiedere un eccessivo intervento dell'insulina.

​Il consiglio per il tuo prossimo pranzo: sostituisci il piatto di pasta bianca con una fonte proteica, una dose generosa di fibre e una piccola parte di cereali integrali. Il tuo cervello ti ringrazierà durante la riunione delle 16:00.

​E tu? Qual è il tuo pasto "salva-produttività"? Scrivilo nei commenti! 👇


Indirizzo

Via Maroncelli, 5
Porto Sant'elpidio
63827

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Conosciamoci...

Carissimi, mi chiamo Edy Virgili, sono una biologa, una mamma e una figlia…

All'età di 4 anni già dicevo che avrei fatto l’Università: sono sempre stata curiosa e questo non ha fatto che accrescere la mia voglia di conoscere.

Arrivata a 18 anni con il mito della Montalcini mi sono iscritta a biologia, ho conseguito la laurea e iniziato a lavorare come ricercatrice, scoprendo nel frattempo un mondo meraviglioso e che, in parte, già mi apparteneva: l’alimentazione, e con questa la Biochimica, l’Immunologia, la Fisiologia.

E così ho iniziato un percorso di specializzazione proprio in scienze dell’alimentazione.