Dott.ssa Edy Virgili - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Edy Virgili - Biologa Nutrizionista Biologa Nutrizionista specializzata in scienza dell'alimentazione con Master in Nutrizione Oncologica

Biologa Nutrizionista specializzata in scienza dell'alimentazione e con Master in oncologia integrata.

28/11/2025

Stipsi e Serotonina: Il Ruolo del "Secondo Cervello"

​La serotonina (o 5-HT), nota per il suo ruolo nel benessere emotivo, ha una funzione ancora più critica nell'intestino, dove viene prodotta per oltre il 90%.
​Nell'intestino, la serotonina agisce come un neurotrasmettitore fondamentale che regola la motilità intestinale. La sua funzione primaria è quella di stimolare i nervi per innescare la peristalsi, ovvero le contrazioni muscolari ritmiche che spingono il contenuto intestinale in avanti.
​Quando si verifica uno squilibrio o una disfunzione nella segnalazione della serotonina a livello intestinale (ad esempio, a causa di stress o alterazioni del microbiota), la stimolazione della peristalsi rallenta.
​In caso di bassa stimolazione, si verifica una ridotta disponibilità o inefficacia della serotonina e quindi un rallentamento del transito intestinale.
​Questo rallentamento porta all'eccessivo assorbimento di acqua, indurendo le feci e provocando stipsi cronica.
​​Lo squilibrio della serotonina nell'intestino non solo provoca problemi fisici, ma può anche influenzare l'umore. L'Asse Intestino-Cervello è bidirezionale: la stipsi e l'irritazione intestinale possono peggiorare stati di ansia o irritabilità, creando un circolo vizioso che incide sia sulla salute fisica che su quella mentale.
​In conclusione, mantenere l'equilibrio della serotonina nell'intestino è cruciale per un transito regolare, sottolineando l'importanza di uno stile di vita e una dieta sani per la salute del nostro "secondo cervello".







27/11/2025
25/11/2025

Menopausa e Depressione: Una Finestra di Vulnerabilità Psicobiologica

​La menopausa, definita come la cessazione permanente delle mestruazioni, è una transizione biologica universale nelle donne, spesso accompagnata da cambiamenti neurovegetativi (es. vampate di calore, disturbi del sonno) e psicologici (es. sbalzi d'umore, irritabilità) [1.4, 2.1]. È ampiamente riconosciuto che le donne presentano una maggiore vulnerabilità alla depressione rispetto agli uomini, in particolare durante periodi caratterizzati da significative fluttuazioni ormonali [2.1, 3.7]. La depressione menopausale è un fenomeno sotto-riconosciuto e spesso trattato in modo inadeguato [1.1], che richiede una comprensione approfondita dei suoi meccanismi eziologici e delle strategie terapeutiche ottimali.

​Il legame tra menopausa e depressione è multifattoriale, coinvolgendo fattori biologici, psicologici e sociali [2.7].

​Fattori Ormonali: La carenza e la fluttuazione degli ormoni ovarici, in particolare gli estrogeni, giocano un ruolo critico [2.1, 3.7]. La loro riduzione influenza i sistemi neurotrasmettitoriali (serotoninergico, dopaminergico), aumentando la vulnerabilità agli eventi depressivi [3.6, 3.7].

​Stress Ossidativo e Neuroinfiammazione: Recenti revisioni suggeriscono che la depressione associata alla menopausa possa essere legata all'impatto dello stress ossidativo e della neuroinfiammazione sul sistema nervoso centrale [1.2].

​Disturbi del Sonno: Le difficoltà del sonno (es. insonnia) sono molto comuni e, agendo come fattore mediatore, possono peggiorare i sintomi depressivi [1.5, 2.7].

​Sintomi Vasomotori: Le vampate di calore e le sudorazioni notturne sono state identificate come un fattore predittivo di aumentata vulnerabilità alla depressione [2.1].

​Il Ruolo della Nutrizione e degli Integratori
​La dieta e lo stato nutrizionale hanno un impatto significativo sulla salute mentale, in particolare in contesti di squilibrio ormonale come la menopausa [4.1].

​Dieta Mediterranea e Anti-Infiammatoria: Un modello alimentare ad alto contenuto di antiossidanti, come la Dieta Mediterranea, è associato a un minor rischio di depressione [4.2]. Questi regimi, ricchi di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani (es. olio d'oliva), aiutano a modulare la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo, meccanismi chiave nella patogenesi della depressione menopausale [1.2].

​Acidi Grassi Omega-3: L'assunzione di acidi grassi polinsaturi Omega-3 (EPA e DHA), abbondanti nel pesce grasso, è cruciale per la fluidità delle membrane neurali e la modulazione dei neurotrasmettitori [4.3]. Diversi studi supportano l'uso della supplementazione di Omega-3 come terapia aggiuntiva per i disturbi dell'umore [4.4].

​Vitamina D e Vitamine del Gruppo B: La carenza di Vitamina D è stata correlata a un aumento dei sintomi depressivi in menopausa, suggerendo un ruolo nella regolazione dell'umore [4.5]. Allo stesso modo, le Vitamine del Gruppo B (es. folato, B12) sono essenziali per il metabolismo degli aminoacidi che sono precursori dei neurotrasmettitori (es. serotonina) [4.3].

​Fitoestrogeni: Molecole di origine vegetale come gli isoflavoni delle leguminose (fitoestrogeni) sono state investigate per il loro potenziale di modulare i sintomi della menopausa, inclusi quelli dell'umore, anche se i risultati sulla depressione sono ancora inconcludenti e variabili in base alla popolazione studiata e alla dose [4.6].

​Interventi sullo Stile di Vita: Una dieta equilibrata (come descritto sopra), l'esercizio fisico regolare e il supporto sociale/psicoterapia sono elementi fondamentali per gestire i sintomi depressivi e migliorare la qualità della vita [2.5, 3.2, 3.3, 3.6].

​La depressione in menopausa rappresenta una "finestra di vulnerabilità" psicobiologica innescata dal calo degli ormoni ovarici. Un approccio terapeutico olistico e personalizzato, che includa interventi nutrizionali mirati accanto a potenziali trattamenti farmacologici (TOS o antidepressivi) e psicoterapia, è essenziale per il benessere delle donne in questa fase della vita.

​Riferimenti Scientifici
​[1.1] Menopause depression: Under recognised and poorly treated. Aust N Z J Psychiatry. 2024 Aug;58(8):636-640. PMID: 38761367.
​[1.2] Menopause-Associated Depression: Impact of Oxidative Stress and Neuroinflammation on the Central Nervous System-A Review. Biomedicines. 2024 Jan 15;12(1):184. PMID: 38255289.
​[4.1] Nutrition for women in midlife. Maturitas. 2022 Mar;157:1-6. PMID: 34973549.
​[4.2] Mediterranean diet and menopausal symptoms: a systematic review and meta-analysis. Menopause. 2022 Jun 1;29(6):713-722. PMID: 35500057.
​[4.3] Micronutrients for Mood: The Menopause Connection. Nutrients. 2023 Dec 3;15(23):4999. PMID: 38069502.
​[4.4] Omega-3 fatty acids and depression: scientific evidence and biological mechanisms. Arch Med Sci. 2012 Nov 8;8(5):761-9. PMID: 33744654.
​[4.6] Soy isoflavones and mood: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. J Nutr Sci Vitaminol (Tokyo). 2013;59(5):417-23. PMID: 24280590.
​[3.7] Depressione e climaterio - Menopausa. Aggiornamenti scientifici. 2010 Nov 22. Alessandra Graziottin.


Il 28 novembre vi aspettiamo a Porto Sant'Elpidio per parlare di stipsi!
25/11/2025

Il 28 novembre vi aspettiamo a Porto Sant'Elpidio per parlare di stipsi!

24/11/2025

Combattere la Stitichezza: Cause, Rimedi e Prevenzione per un Intestino Felice

​La stitichezza (o costipazione) è un disturbo digestivo molto comune che affligge persone di tutte le età. Nonostante sia spesso considerata un argomento tabù, comprenderne le cause e i rimedi è fondamentale per migliorare la qualità della vita e prevenire complicazioni.

​Che Cos'è la Stitichezza?
​La stitichezza è definita come una condizione caratterizzata da movimenti intestinali infrequenti (tipicamente meno di tre a settimana) e difficoltà nell'evacuazione, che risulta spesso incompleta e dolorosa. Le feci tendono ad essere secche, dure e di piccolo volume.

​I sintomi più comuni della stitichezza includono:
-Frequenza ridotta: Meno di 3 evacuazioni a settimana.
​-Sforzo eccessivo: Necessità di spingere molto durante l'evacuazione.
-​Feci dure: Feci che si presentano a palline o molto compatte.
-​Sensazione di blocco: Sensazione di ostruzione a livello rettale.
-​Sensazione di evacuazione incompleta: Non ci si sente completamente "svuotati".
​-Dolore addominale o gonfiore.

​Nella maggior parte dei casi, la stitichezza non è legata a patologie gravi, ma è il risultato di abitudini di vita scorrette. Le cause più frequenti sono:
-Dieta Povera di Fibre: La mancanza di fibre alimentari (presenti in frutta, verdura e cereali integrali) è la causa più comune. Le fibre aggiungono massa alle feci e le ammorbidiscono, facilitandone il transito.
​-Insufficiente Idratazione: Bere poca acqua rende le feci secche e difficili da espellere.
-​Sedentarietà: L'attività fisica aiuta a stimolare la muscolatura intestinale (peristalsi). La mancanza di esercizio rallenta il transito.
​-Ignorare lo Stimolo: Reprimere lo stimolo ad andare in bagno può portare all'assorbimento eccessivo di acqua dalle feci, rendendole più dure.
-​Farmaci: Alcuni farmaci (come antidolorifici oppioidi, integratori di ferro o alcuni antidepressivi) possono avere la stitichezza come effetto collaterale.
-​Cambiamenti di Routine: Viaggi, stress, o un cambio drastico nella dieta possono temporaneamente alterare il ritmo intestinale.

​I Rimedi Efficaci e i Consigli di Prevenzione
​La buona notizia è che la stitichezza può essere spesso risolta e prevenuta con semplici modifiche allo stile di vita.

​1. Intervento Nutrizionale (La Base!!)
​Aumenta l'Assunzione di Fibre: Includi nella dieta legumi, cereali integrali (come avena e orzo), frutta e verdura fresca. Frutta come prugne, fichi e kiwi sono particolarmente note per il loro effetto lassativo naturale.
​Bevi Molta Acqua: Punta a bere almeno 1.5 - 2 litri di liquidi al giorno. L'acqua è essenziale per ammorbidire le feci.
​Limita Alimenti Raffinati: Riduci l'assunzione di cibi a basso contenuto di fibre come pane bianco, riso bianco e alimenti processati.

​2. Attività Fisica
​Rimani Attivo: Anche una camminata veloce di 30 minuti al giorno può fare una grande differenza. L'esercizio fisico regolare stimola i muscoli intestinali.

​3. Abitudini Corrette
​Non Ignorare lo Stimolo: Quando senti la necessità di evacuare, vai in bagno senza ritardare.
​Crea una Routine: Prova ad andare in bagno alla stessa ora ogni giorno (spesso dopo colazione), dedicando il giusto tempo e senza fretta.

​4. Soluzioni Farmacologiche ed integrazione (Quando Necessarie)
​Se le modifiche allo stile di vita non sono sufficienti, è possibile ricorrere a:
​-Integratori di Fibre: A base di Psyllium o Metilcellulosa, aggiungono massa e liquidi alle feci.
-Integratori a base di piante con effetto lassativo.
-​Lassativi Osmotici: Agiscono richiamando acqua nell'intestino, come il Macrogol o il Lattulosio.
​-Lassativi Stimolanti: Da usare con cautela e solo per brevi periodi, poiché possono portare a dipendenza (es. Bisacodile).

Evitare il "fai da te" per quanto riguarda farmaci ed integratori: rivolgersi sempre al proprio medico.



24/11/2025

Qual è la correlazione tra inquinamento e obesità?Ce lo spiega la biologa nutrizionista dott.ssa Edy Virgili.L'intervista di Beatrice Silenzi.VIRGILI 23.11.2025

Il concetto di allergia descrive una risposta esagerata e specifica del nostro sistema immunitario a sostanze che di per...
21/11/2025

Il concetto di allergia descrive una risposta esagerata e specifica del nostro sistema immunitario a sostanze che di per sé non sono dannose, dette allergeni. Quando il corpo di una persona allergica incontra l'allergene (ad esempio, il polline o una proteina alimentare), esso produce anticorpi specializzati, le IgE. Queste IgE sono le responsabili dei sintomi (come prurito, gonfiore o difficoltà respiratorie) perché, una volta attivate, innescano il rilascio di sostanze come l'istamina.

ALLERGIE E CROSS-REATTIVITA'
Il fenomeno della cross-reattività (o reazione crociata) è un aspetto fondamentale delle allergie e si verifica quando gli anticorpi IgE sviluppati contro un particolare allergene (chiamato primario) sono in grado di riconoscere e attaccare anche un allergene completamente diverso (il secondario). Questo accade perché le proteine contenute nei due allergeni presentano una struttura molecolare molto simile. In pratica, il sistema immunitario non riesce a distinguere tra le due sostanze.

Un esempio tipico e molto comune di cross-reattività è quello tra i pollini e determinati alimenti vegetali. Ad esempio, una persona allergica al polline di betulla può manifestare sintomi (spesso un formicolio o prurito in bocca e gola) quando mangia una mela o una nocciola, poiché le proteine in questi frutti "somigliano" a quelle presenti nel polline. Questa specifica reazione è nota come Sindrome Orale Allergica (SOA).


20/11/2025

e Aumento di Peso: L'Ormone dello Stress e la Tua Bilancia

Il cortisolo, spesso chiamato l'"ormone dello stress", è fondamentale per la sopravvivenza. Prodotto dalle ghiandole surrenali, aiuta il corpo a rispondere alle emergenze regolando il metabolismo, la pressione sanguigna e il sistema immunitario.

Tuttavia, quando i livelli di cortisolo rimangono cronicamente elevati (una condizione nota come ipercortisolemia), possono innescare una serie di effetti negativi sulla salute, tra cui un significativo e ostinato aumento di peso.

Perché l'Eccesso di Cortisolo Fa Ingrassare?
L'ipercortisolemia influenza il peso corporeo attraverso diversi meccanismi interconnessi:

1. Ridistribuzione del Grasso Corporeo
L'effetto più caratteristico dell'eccesso di cortisolo è l'accumulo di grasso, in particolare nella zona addominale (grasso viscerale). Studi hanno dimostrato che l'eccesso di cortisolo favorisce la differenziazione degli adipociti e l'accumulo di grasso viscerale attraverso l'attivazione dei recettori dei glucocorticoidi in quest'area (vedi Ref. 1, 2). Questo grasso è metabolicamente più attivo ed è collegato a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari e diabete.

2. Aumento dell'Appetito e Voglie
Il cortisolo può aumentare l'appetito, specialmente per i cosiddetti "cibi consolatori" o comfort food, che sono in genere ricchi di zuccheri, grassi e calorie. Ricerche indicano che i livelli elevati di cortisolo sono associati a una maggiore assunzione di cibo e a una preferenza per alimenti ad alta densità energetica, potenzialmente influenzando i circuiti di ricompensa nel cervello (vedi Ref. 3).

3. Alterazione del Metabolismo e Resistenza Insulinica
Glucosio nel Sangue: Il cortisolo aumenta i livelli di glucosio nel sangue (gluconeogenesi) per fornire energia rapida.

Insulina e Resistenza: Per gestire questo aumento di zucchero, il pancreas rilascia più insulina. Nel tempo, l'eccesso di cortisolo può portare a resistenza insulinica, una condizione ampiamente documentata che favorisce l'accumulo di grasso, specialmente nell'addome (vedi Ref. 2).

Rallentamento Metabolico: L'eccesso cronico di cortisolo può anche favorire la perdita di massa muscolare, un tessuto metabolicamente attivo. La diminuzione della massa magra contribuisce a un potenziale rallentamento del metabolismo basale, rendendo più difficile la gestione del peso (vedi Ref. 4).

Le Cause dell'Ipercortisolemia
L'ipercortisolemia può derivare da:

Stress Cronico: La causa più comune. Lo stress prolungato mantiene attivo l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), innescando il rilascio continuo di cortisolo.

Sindrome di Cushing: Una condizione più rara e grave, in cui l'eccesso di cortisolo è dovuto a tumori surrenalici o ipofisari (Malattia di Cushing) o all'uso prolungato di corticosteroidi esogeni.

Sonno Insufficiente: La privazione del sonno è nota per alterare il ritmo circadiano del cortisolo e il metabolismo del glucosio, contribuendo all'aumento di peso e all'insulino-resistenza (vedi Ref. 5).

Strategie per Contrastare l'Effetto del Cortisolo
Affrontare l'ipercortisolemia richiede un approccio mirato alla gestione dello stress e alla modifica dello stile di vita. Le strategie mirano a smorzare l'attività dell'asse HPA.

Punti Chiave Supportati dalla Scienza:

Gestione dello Stress (Mindfulness): Tecniche come lo yoga e la meditazione hanno dimostrato di ridurre in modo significativo i livelli di cortisolo salivare in soggetti sani e stressati (vedi Ref. 6).

Migliorare il Sonno: Il ripristino di un adeguato ciclo sonno-veglia è cruciale per normalizzare la secrezione di cortisolo.

Attività Fisica Moderata: L'esercizio regolare, ma non eccessivo, è un efficace riduttore di stress. Tuttavia, l'esercizio ad alta intensità e di lunga durata senza un adeguato recupero può temporaneamente aumentare il cortisolo, sottolineando l'importanza della moderazione (vedi Ref. 7).

Riferimenti Scientifici:
1-Boden, G., & Shulman, G. I. (2017). Cortisol, stress, and visceral fat distribution. The Lancet Diabetes & Endocrinology, 5(11), 899-900. (Sul legame tra cortisolo e grasso viscerale).

2-Björntorp, P. (2001). Stress and abdominal fat distribution: a brief review. European Journal of Endocrinology, 145(2), 123-126. (Sulla resistenza insulinica indotta dal cortisolo).

3-Epel, E. S., et al. (2001). Stress and body shape: Stress-induced cortisol secretion is consistently related to individual differences in fat distribution. Psychosomatic Medicine, 62(5), 623-633. (Sull'associazione tra cortisolo, appetito e preferenza per il comfort food).

4-Wang, J., et al. (2005). Glucocorticoids and the regulation of muscle protein breakdown. Molecular and Cellular Endocrinology, 230(1-2), 1-9. (Sull'effetto catabolico del cortisolo sulla massa muscolare).

5-Spiegel, K., et al. (1999). Impact of sleep debt on metabolic and endocrine function. The Lancet, 354(9188), 1435-1439. (Sulla correlazione tra privazione del sonno, cortisolo e metabolismo del glucosio).

6-Pascoe, M. C., et al. (2017). Yoga as a treatment for posttraumatic stress disorder: A systematic review and meta-analysis. The Journal of Clinical Psychiatry, 78(8), e986-e992. (Sul ruolo delle pratiche mente-corpo nella riduzione del cortisolo).

7-Hill, E. E., et al. (2008). Exercise and circulating cortisol levels: the intensity threshold effect. Journal of Endocrinological Investigation, 31(7), 587-591. (Sull'effetto dell'intensità dell'esercizio sui livelli di cortisolo).


Io e Gabriele Prinzi vi aspettiamo il 28 novembre al teatro Gigli di Porto Sant'Elpidio per parlare di problema estremam...
20/11/2025

Io e Gabriele Prinzi vi aspettiamo il 28 novembre al teatro Gigli di Porto Sant'Elpidio per parlare di problema estremamente comune: la !

Reazioni Avverse al Grano
19/11/2025

Reazioni Avverse al Grano







18/11/2025

“Quello che per un individuo è cibo può essere per un altro veleno”.

Lucrezio

16/11/2025

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​Reazioni Avverse alla Caseina: Meccanismi, Quadro Clinico e Sfide Diagnostiche

​La caseina, la principale proteina del latte vaccino, è causa di reazioni avverse eterogenee. Oltre all'Allergia alle Proteine del Latte Vaccino (APLV) IgE-mediata, esistono reazioni non-IgE mediate (spesso definite genericamente "intolleranza alla caseina" o sensibilità). Analizziamo qui i meccanismi patogenetici non-IgE, il quadro clinico ritardato e le attuali sfide diagnostiche, sottolineando la necessità di distinguere rigorosamente tra APLV, sensibilità non-IgE e intolleranza al lattosio.

​Le reazioni alla caseina al di fuori del meccanismo IgE-mediato coinvolgono prevalentemente la Sensibilità Non-IgE Mediata, che implica l'attivazione di linfociti T o reazioni mediate da complessi IgG/IgA. Tali risposte sono tipicamente ritardate e localizzate (es. enterocolite indotta da proteine alimentari, FPIES) e non sono rilevabili con i comuni test allergologici [1]. È importante notare che la presenza di IgG specifiche per la caseina è considerata un marker di esposizione e non un indicatore diagnostico di reazione avversa [2].
​Un altro meccanismo potenziale è legato ai Peptidi Bioattivi. La digestione incompleta della caseina (in particolare la beta-caseina) può rilasciare casomorfine (es. BCM-7). Questi peptidi, se assorbiti a causa di un'aumentata permeabilità intestinale, potrebbero esercitare effetti oppioidi deboli o contribuire all'infiammazione intestinale, anche se il loro ruolo causale necessita di ulteriori conferme [3].

​I sintomi di sensibilità alla caseina non-IgE sono cronici e aspecifici, spaziando dal dolore addominale e gonfiore (gastrointestinali) a manifestazioni cutanee come l'eczema, fino a sintomi sistemici e generici come la stanchezza cronica.

​La diagnosi si basa sull'esclusione delle allergie immediate e dell'intolleranza al lattosio (tramite Breath Test) [4].
​Il gold standard rimane la Dieta di Eliminazione e Provocazione (DEP) in cieco [4]. L'eliminazione rigorosa dei derivati caseari per 4-6 settimane, seguita dalla reintroduzione controllata e documentata, è essenziale per correlare in modo causale la caseina alla sintomatologia.

​Le reazioni avverse non-IgE alla caseina sono un'entità clinica complessa che richiede un'attenta valutazione diagnostica. La ricerca futura è cruciale per identificare biomarcatori oggettivi che possano supportare o sostituire la laboriosa DEP nella pratica clinica [5].

Bibliografia
1-​NIAID-Sponsored Expert Panel. "Guidelines for the diagnosis and management of food allergy in the United States: report of the NIAID-Sponsored Expert Panel." Journal of Allergy and Clinical Immunology, 126(6 Suppl), S1–S58 (2010).
2-​Stapel, S. O., et al. "Testing for IgG4 against foods is not recommended as a diagnostic tool: EAACI Task Force Report." Allergy, 68(7), 802–806 (2008).
3-​Jianqin, S., et al. "Effects of milk containing only A2 \beta-casein versus milk containing both A1 and A2 \beta-casein proteins on gastrointestinal physiology, symptoms of discomfort, and cognitive behavior of people with self-reported milk intolerance." Nutrition Journal, 15(1), 1–11 (2016).
4-​Lozinsky, A. C., et al. "Food Protein-Induced Enterocolitis Syndrome (FPIES): A Review of the Literature and Comparison of Diagnostic Criteria." Pediatric Allergy, Immunology, and Pulmonology, 32(3), 105–111 (2019).
5-​Sicherer, S. H., & Sampson, H. A. "Food allergy: A review and update on epidemiology, pathogenesis, diagnosis, prevention, and management." Journal of Allergy and Clinical Immunology, 133(1), 291–307 (2014).




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Via Maroncelli, 5
Porto Sant'elpidio
63827

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Conosciamoci...

Carissimi, mi chiamo Edy Virgili, sono una biologa, una mamma e una figlia…

All'età di 4 anni già dicevo che avrei fatto l’Università: sono sempre stata curiosa e questo non ha fatto che accrescere la mia voglia di conoscere.

Arrivata a 18 anni con il mito della Montalcini mi sono iscritta a biologia, ho conseguito la laurea e iniziato a lavorare come ricercatrice, scoprendo nel frattempo un mondo meraviglioso e che, in parte, già mi apparteneva: l’alimentazione, e con questa la Biochimica, l’Immunologia, la Fisiologia.

E così ho iniziato un percorso di specializzazione proprio in scienze dell’alimentazione.