22/04/2026
In questi mesi in cui corpo, mente ed emozioni hanno attraversato fluttuazioni intense, provo a radicarmi, nella forza e nella flessibilità e dirigere lo sguardo come Virabhadra, puntando il mio arco.
Vi lascio alcune suggestioni emerse durante momenti di scambio con gli allievi. 🙏
In un tempo in cui l'autorità ( III chakra) demandata all'estetica produce omologazione, il ritorno ad uno spazio intimo, silenzioso e vero risulta necessario, seppur ( e proprio per questo) così impegnativo. (IV chakra).
Pelle levigata, capelli lisci, unghia, labbra e sopracciglia tutte uguali. Non come espressione di personalità, ma di standard.
Tutto da appianare, da aggiustare. Da rendere bello. Anche il dolore. Negandolo.
'Se sei medico, non puoi permetterti di chiedere aiuto". Questo raccontavano in classe...questo si è sentito dire un medico...
Ed anche vedere me, sofferente, che però insegno Yoga, per qualcuno, è quasi stato 'deludente'.
Eppure lo Yoga ci insegna un cammino di verità, non di omologazione, non di negazione.
Una coerenza data dalle responsabilità ( come capacità di rispondere) verso ciò che ci accade nella vita. Come integrazione di stagioni diverse.
L'abitudine a voler nascondere, a cancellare, ad 'andare avanti' ci toglie, poi, da una consapevolezza profonda: siamo mortali.
La medicina stessa è diventata una cura e una riparazione che deve velocemente agire perché 'serviamo'.
Ed ecco che anche il dolore inizia a fare più male, perché accompagnato dalla lotta contro di esso. Ma il tempo veloce della mente non è il tempo del corpo e dell'anima. Quale messaggio non abbiamo letto, nella fretta di 'ripararci'?
Essere interi è fluire con la vita, è essere veri, senza negare l'ombra...