25/02/2026
Nel luglio 2020, in seguito a una visita urologica di routine e a una successiva risonanza magnetica, scopre la presenza di una linfoadenopatia diffusa in gran parte del corpo. Una TAC di approfondimento evidenzia due formazioni solide di dimensioni importanti. Su indicazione del medico di base si rivolge al reparto di Ematologia dell’Ospedale Antonio Cardarelli.
A fine luglio si sottopone a una PET total body: vengono individuate oltre 25 metastasi diffuse, molte anche a livello osseo. Ad agosto viene effettuata la biopsia di un linfonodo inguinale destro. Il 16 settembre 2020 arriva la diagnosi definitiva: linfoma non Hodgkin centro-follicolare, stadio IV B.
L’8 ottobre 2020 inizia la chemioterapia secondo protocollo R-CHOP. Nello stesso periodo viene a conoscenza della Fondazione Maria Guarino ETS AMOR e della dottoressa Maria Luongo. A dicembre decide di intraprendere con fiducia un percorso di ossigeno-ozonoterapia e terapia integrata.
Fin dalle prime sedute riscontra benefici concreti: gli effetti collaterali della chemioterapia, come nausea e vomito, si attenuano sensibilmente, permettendogli di affrontare le cure con maggiore forza ed equilibrio.
A fine marzo 2021 termina la chemioterapia e si sottopone a una TAC di controllo: le masse risultano sostanzialmente invariate. Tuttavia, la PET eseguita a fine aprile mostra un risultato significativo: delle oltre 25 metastasi iniziali, restano solo tre piccoli focolai con valori molto bassi.
Il percorso terapeutico prosegue con due anni di terapia monoclonale con Rituximab, completata con costanza e determinazione. Anche questa fase viene affrontata con maggiore stabilità fisica ed emotiva, migliorando la qualità della vita e la capacità di sostenere il trattamento. Oggi Orlando convive con un’insufficienza immunitaria, conseguenza delle terapie, ma continua a monitorare con attenzione la propria salute.
Il 15 gennaio ha celebrato cinque anni dalla prima risposta negativa alla malattia. Un traguardo importante che segna non solo un risultato clinico, ma un cambiamento profondo.
In questi anni ha compreso che la cura non è soltanto farmacologica: passa attraverso la trasformazione dello stile di vita, dell’alimentazione, delle abitudini quotidiane e del modo di pensare. Cambiare non è semplice, ma è necessario. Non si può continuare la stessa vita che ha condotto alla malattia. È un percorso fatto di impegno, sacrificio e consapevolezza, ma è una strada possibile.
Un ringraziamento speciale va alla dottoressa Luongo, che lo ha sempre incoraggiato, sostenuto e guidato, e alla Fondazione, che gli ha dato la possibilità di collaborare attivamente e rendersi utile per altri “guerrieri” che stanno affrontando il loro percorso.
Una storia che testimonia come, uniti, si può.
Nel luglio 2020, in seguito a una visita urologica di routine e a una successiva risonanza magnetica, scopre la presenza di una linfoadenopatia diffusa in gran parte del corpo. Una TAC di approfondimento evidenzia due formazioni solide di dimensioni importanti. Su indicazione del medico di base si rivolge al reparto di Ematologia dell’Ospedale Antonio Cardarelli.
A fine luglio si sottopone a una PET total body: vengono individuate oltre 25 metastasi diffuse, molte anche a livello osseo. Ad agosto viene effettuata la biopsia di un linfonodo inguinale destro. Il 16 settembre 2020 arriva la diagnosi definitiva: linfoma non Hodgkin centro-follicolare, stadio IV B.
L’8 ottobre 2020 inizia la chemioterapia secondo protocollo R-CHOP. Nello stesso periodo viene a conoscenza della Fondazione Maria Guarino ETS AMOR e della dottoressa Maria Luongo. A dicembre decide di intraprendere con fiducia un percorso di ossigeno-ozonoterapia e terapia integrata.
Fin dalle prime sedute riscontra benefici concreti: gli effetti collaterali della chemioterapia, come nausea e vomito, si attenuano sensibilmente, permettendogli di affrontare le cure con maggiore forza ed equilibrio.
A fine marzo 2021 termina la chemioterapia e si sottopone a una TAC di controllo: le masse risultano sostanzialmente invariate. Tuttavia, la PET eseguita a fine aprile mostra un risultato significativo: delle oltre 25 metastasi iniziali, restano solo tre piccoli focolai con valori molto bassi.
Il percorso terapeutico prosegue con due anni di terapia monoclonale con Rituximab, completata con costanza e determinazione. Anche questa fase viene affrontata con maggiore stabilità fisica ed emotiva, migliorando la qualità della vita e la capacità di sostenere il trattamento. Oggi Orlando convive con un’insufficienza immunitaria, conseguenza delle terapie, ma continua a monitorare con attenzione la propria salute.
Il 15 gennaio ha celebrato cinque anni dalla prima risposta negativa alla malattia. Un traguardo importante che segna non solo un risultato clinico, ma un cambiamento profondo.
In questi anni ha compreso che la cura non è soltanto farmacologica: passa attraverso la trasformazione dello stile di vita, dell’alimentazione, delle abitudini quotidiane e del modo di pensare. Cambiare non è semplice, ma è necessario. Non si può continuare la stessa vita che ha condotto alla malattia. È un percorso fatto di impegno, sacrificio e consapevolezza, ma è una strada possibile.
Un ringraziamento speciale va alla dottoressa Luongo, che lo ha sempre incoraggiato, sostenuto e guidato, e alla Fondazione, che gli ha dato la possibilità di collaborare attivamente e rendersi utile per altri “guerrieri” che stanno affrontando il loro percorso.
👉 Se anche tu o una persona cara state affrontando un percorso oncologico, sul sito della Fondazione Maria Guarino ETS AMOR è possibile:
- informarsi sui percorsi di cura integrata,
- capire come accedere ai servizi,
- prenotare una consulenza,
- oppure sostenere la Fondazione con una donazione.
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