06/03/2026
Il peso invisibile di un passo fermo ⚓
“Non tutti i passi guardano avanti, alcuni servono solo a non cadere.” 👣
Quando una persona arriva in terapia dicendo «Sento di essere bloccata, non riesco a fare un passo avanti nella mia vita», la tentazione del mondo esterno è quella di spingerla, di sollecitarla, di fornirle strategie per “progredire” 🏃♀️💨.
Ma come psicoterapeuta sistemico-relazionale, io guardo quel blocco con un occhio diverso 👁️.
Non guardo solo dove il piede non sta andando; guardo cosa quel piede sta tenendo fermo 🏗️.
In un sistema — che sia una famiglia, una coppia o la nostra storia trigenerazionale — l’immobilità non è quasi mai pigrizia 🚫.
È, paradossalmente, un movimento faticosissimo.
È lo sforzo muscolare immenso di chi ha deciso (spesso inconsciamente) di fare da contrappeso ⚖️.
🔹 Se io resto ferma, forse la mia famiglia non crolla.
🔹 Se io non faccio quel passo avanti verso la mia autonomia, forse proteggo il matrimonio dei miei genitori che non ha altri argomenti se non la preoccupazione per me 🛡️.
🔹 Se io “non vado avanti”, resto leale a chi, prima di me, è caduto e non si è più rialzato 🌳.
Questi passi che servono “solo a non cadere” sono i passi dei pilastri invisibili 🏛️.
Sono i passi di chi sacrifica la propria direzione per l’omeostasi del gruppo 🔄.
Colpire le persone con questa verità significa invitarle a smettere di colpevolizzarsi per la loro “stasi” e iniziare a chiedersi:
«Quale equilibrio sto sorreggendo con il mio restare ferma? ⛓️ E cosa accadrebbe al mio sistema se io, finalmente, smettessi di preoccuparmi di non farlo cadere?» 🌪️
Perché a volte, la vera svolta terapeutica non è imparare a camminare più veloce, ma avere il coraggio di lasciar cadere ciò che non è nostro compito tenere in piedi 🎈