Carlo Treu Massoterapista Kinesiologo

Carlo Treu Massoterapista Kinesiologo 'Dietro ogni problema c'è sempre una persona, unica com’è unico il suo problema' Da più di vent'anni mi occupo di salute.

Ho iniziato con il recupero post-traumatico e la rieducazione posturale globale. La curiosità per il massaggio mi farà scoprire le mie capacità manuali che mi stimoleranno ad intraprendere un percorso di formazione nel campo della terapia manuale, ampliando le mie competenze con le tecniche di manipolazione articolari, miofasciali, viscerali e le tecniche riflesse. Dopo molti anni di esperienza ormai, sono giunto alla conclusione che non esistono tecniche sempre migliori di altre, per risolvere lo stesso problema, ma persone con lo stesso problema che rispondono in maniera diversa alle stesse tecniche. la multidisciplinarietà unita all'ascolto mi consente di trovare la giusta combinazione di trattamenti più adatta alla persona. Perchè dietro ogni problema c'è sempre una persona, unica, come lo è il suo problema.

18/08/2020

NEUROGENESI, CERVELLO, INTESTINO, ALLENAMENTO E DINTORNI: CHE SAPPIAMO?

In generale la produzione di nuovi neuroni (NEUROGENESI) cessa dopo lo sviluppo, proseguendo però in alcune regioni cerebrali. Più precisamente sembrano essere 3 le aree del cervello che durante tutta la vita rimangono continuamente attive nella generazione dei nuovi neuroni:
- la zona subgranulare del giro dentato dell’IPPOCAMPO
- la zona subventricolare dei VENTRICOLI LATERALI
- l'eminenza mediana dell'IPOTALAMO

In tali zone è stata dimostrata la presenza di CELLULE STAMINALI NEURONALI (definite a livello funzionale come cellule capaci di autorinnovamento e multipotenti) in grado di differenziarsi in numerose linee neuronali: i neuroni, gli astrociti e gli oligodendrociti.

Nel cervello umano adulto nascono ogni giorno circa 1400 nuovi neuroni. Frisén e colleghi hanno dimostrato che più di 1/3 di quelli dell'ippocampo vengono regolarmente rinnovati per tutto il corso della vita. Ogni giorno, nell'adulto si aggiungono circa 700 nuovi neuroni per ogni ippocampo, con un ricambio annuale totale che si aggira intorno al 1,75% e che declina solo leggermente con l'età.

Questo processo di neurogenesi è tanto più marcato quanto maggiori sono gli stimoli a cui si è sottoposti ma è anche fortemente legato alle specifiche ESPERIENZE INDIVIDUALI.

Freund et al (2013) studiando un gruppo di topi formato da gemelli geneticamente identici, hanno rilevato come nel corso del tempo i topi che esplorarono maggiormente l'ambiente ebbero anche una neurogenesi maggiore degli animali più passivi.

Un peggioramento della neurogenesi può portare a conseguenze come il declino delle abilità cognitive, l'obesità e la depressione.
L'ESERCIZIO FISICO e la DIETA possono rappresentare due tra i più importanti fattori in grado di variare tale processo. Per ciò che concerne la dieta sembra essa sia in grado di modificare la neurogenesi sia in modo diretto (tramite le molecole presenti nel cibo stesso) che indiretto (tramite le modificazioni dettate dal MICROBIOTA INTESTINALE).

Ecco quindi l'importanza di quello che viene definito il "MICROBIOTA-GUT-BRAIN" AXIS (asse microbiota-intestino-cervello).
Nell'IMMAGINE sottostante Leung (2015) illustra in una interessante sintesi:
1. i vari meccanismi tramite i quali il microbiota è in gradi di influenzare il SISTEMA NERVOSO CENTRALE
2. le possibili strategie di miglioramento...
LO STUDIO, L'ALLENAMENTO, LA RESTRIZIONE CALORICA & IL DIGIUNO INTERMITTENTE, GLI OMEGA-3, IL SONNO tanto per citare alcuni tra i più importanti vi dicono nulla? No, dico, vi dicono nulla 😊?

18/08/2020

Fascial Crossroads
In evidenza:

In che modo integra la sua attività coi terapisti manuali?

“La terapia manuale è un’ottima opzione, insieme al movimento fisico, per riattivare i mitocondri, ad esempio. A differenza nostra, loro possono ringiovanire. Meglio stanno, meglio stiamo. Sono loro a darci vita energetica e sono ovunque: nei muscoli, nel cuore (il 40% del volume della cellula cardiaca è occupata dai mitocondri), nel cervello. A mio avviso va integrato tutto. Non a caso io stesso mi faccio trattare da un terapista manuale ogni martedì, oltre a camminare quaranta minuti al giorno almeno tre volte a settimana: più muoviamo il nostro corpo meglio stiamo, tutto va mosso. Un altro esempio è il modo in cui alleno i fumatori. Il segreto è mobilizzazione del diaframma per recuperane la funzione. Il senso generale dell’esercizio fisico, anche in Oncologia, è recuperare ossigeno perché diventa un baluardo contro la malattia. Oltre al movimento fisico e all’approccio psicoterapeutico, nella gestione del malato prevedo anche un lavoro manuale di tipo manipolativo viscerale per togliere l’intrappolamento del nervo frenico e di conseguenza allentare la tensione del muscolo diaframmatico. Qualsiasi atto medico integrato è un atto che punta alla prevenzione del danno organico cioè a ridare equilibrio al sistema: una comunicazione che sia equilibrata. Abbiamo 144 diversi tipi di cellule nel nostro organismo. La comunicazione fra loro si basa su oltre 600 recettori di membrana e circa 1.800 messaggeri cellulari (ormoni, neuropeptidi, citochine): tutte queste connessioni sono un caos e in tale caos il benessere non è semplice. Ogni tipo di relazione medico-paziente-cliente attiva un percorso. Se ho una persona malata di fibrillazione atriale e agisco solo in maniera organica dandogli un anticoagulante e non so nulla del suo mondo emotivo…che peccato, che br**ta medicina! Se invece ci si approccia in maniera più ampia non si fa altro che migliorare il vissuto di tutti. E’ questa la verità e la bellezza della nuova medicina e, in definitiva, della vecchia medicina, di cui ci stiamo riappropriando: la relazione. Inoltre oggi abbiamo a disposizione farmaci, fitoterapici, integratori ed una notevole quantità di tecniche complementari da giocare al meglio”.

https://www.greenme.it/vivere/sport-e-tempo-libero/17402-muscolo-psoas-iliaco #.XG5rSp7l1zk.facebook
14/03/2019

https://www.greenme.it/vivere/sport-e-tempo-libero/17402-muscolo-psoas-iliaco #.XG5rSp7l1zk.facebook

Non tutti conoscono l’importanza del muscolo Psoas, detto anche muscolo Ileopsoas. Dove si trova questo muscolo, innanzitutto? Il muscolo Psoas svolge la funzione fondamentale di collegare le gambe alla colonna vertebrale. Ma il suo ruolo non riguarda soltanto il mantenimento dell’equilibrio e i...

http://www.osstefanelli.com/quei-maledetti-fischi-allorecchio-chiamati-acufeni/
23/10/2018

http://www.osstefanelli.com/quei-maledetti-fischi-allorecchio-chiamati-acufeni/

L'acufene o "tinnitus" è un sintomo che può essere espressione di patologie di pertinenza essenzialmente otoneurologica anche se sempre più spesso gli otorini richiedono una consulenza gnatologica. Si distinguono due tipi di acufeni: l'acufene oggettivo e l'acufene soggettivo. L'acufene oggettivo...

TRATTAMENTO DEI TRIGGER POINTSClinicamente si intende, una piccola zona nel muscolo, dove si riscontra una bandelletta p...
22/10/2018

TRATTAMENTO DEI TRIGGER POINTS

Clinicamente si intende, una piccola zona nel muscolo, dove si riscontra una bandelletta palpabile e ipersensibileallo stimolo meccanico (pressione o trazione).

Questa ipersensibilità può manifestarsi con un dolore locale e/o dolore riferito, disestesie o fenomeni autonomi (neuro-vegetativi come sudorazione, calore rossore ecc.)

I T.P. causano quello che tecnicamente viene definito dolore mio fasciale ovvero un dolore riconosciuto dalla IASP ( Associazione internazionale studio del dolore) come causa di patologie muscolo-scheletriche, e come una tra le cause più comuni che proviamo di dolore corporeo (Hidalgo- Lozano 2010; Bron 2011) .

Attualmente assistiamo ad una enorme mole di lavori scientifici di scienze di base come di sperimentazioni che supportano sia l’esistenza sia la validità dei trattamenti dei Trigger Points, dopo un decennio di pratica con poche evidenze scientifiche acquisite.

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Trigger point attivo

Scatena sintomi spontaneamente (Gerwin et al., 1997), il sintomo deve essere famigliare e riconosciuto dal paziente come dolore usuale (Simons, 1999)

Tipico del trigger point è il dolore riferito, cioè dolore in una area lontana e distinta dal punto del dolore locale del trigger. Il termine dolore riferito probabilmente non è esaustivo e dovrebbe essere sostituito da sensazione riferita: infatti sensazioni/sintomi non dolorosi quali bruciore o parestesie sono considerate fenomeni riferiti da TrPs.

I trigger point attivi possono produrre dolore idiopatico lombare o cervicale per es., dolore del gomito, cefalea tensiva cronica (TTH), dolore della spalla, dolore temporomandibolare (TMD) (Fernandez de las P***s et al. 2007, 2009, 2010; Fernandez Carnero et al., 2007; Ge et al., 2008; Bron et al., 2011)

In associazione o meno ad altre condizioni dolorose, triggger points causano non solo dolore ma anche inibizione e limitazione del movimento (ROM) con conseguente disabilità funzionale (Ibarra et al., 2011; Lucas et al., 2004); possono essere fattori scatenanti, contribuenti o perpetuanti di condizioni patologiche primarie: emicrania, fibromi algia (Affaitati et al., 2009; Gianbernardino et al., 2007, 2011)

Il trattamento da mano esperta di trigger points è la soluzione a volte di dolori di cui non si riusciva a conoscere la provenienza e che tendevano ad una grande cronicizzazione, in pazienti la cui diagnosi e cura rimaneva spesso insoddisfacente!!!

SINDROME FEMORO ROTULEA E CICLISMOLa sindrome femoro rotulea è un disturbo abbastanza frequente caratterizzato dalla com...
01/03/2018

SINDROME FEMORO ROTULEA E CICLISMO

La sindrome femoro rotulea è un disturbo abbastanza frequente caratterizzato dalla comparsa di dolore nella parte anteriore del ginocchio, causata da un difetto di scorrimento della rotula sul femore con conseguente sofferenza articolare e usura della cartilagine.
In questo articolo analizzeremo il disturbo e l’influenza sul gesto della pedalata, definendo le probabili cause e gli accorgimenti da adottare.
Durante il gesto della pedalata il corpo effettua ripetutamente una flesso/estensione del ginocchio, questo permette la trasmissione di forza dai muscoli della coscia al pedale, consentendo il movimento della bici.
Nella flesso/estensione la rotula si muove continuamente scorrendo in modo ritmico in un “binario” sul femore: la troclea; nel frattempo è soggetta a forti trazioni esercitate dall’azione della muscolatura del ginocchio, che determinano una compressione della rotula sul femore in relazione al carico e all’angolo di lavoro, la cartilagine infine ne assicura lo scivolamento ideale.
Se il movimento della rotula è alterato viene generata una zona di compressione maggiore, lo squilibrio biomeccanico con il tempo causa infiammazione, dolore, usura della cartilagine.
Nel ciclismo la rotula subisce lo stress maggiore durante la fase di spinta, essa infatti è compressa contro il femore durante la fase iniziale dell’estensione di ginocchio a causa della forte contrazione del quadricipite.
Il muscolo quadricipite, composto dal retto femorale e dai vasti, si contrae maggiormente dal PMS (punto morto superiore) fino ai 90°, il vasto laterale e mediale in particolare influenzano l’allineamento rotuleo e raggiungono il picco di attivazione nella fase iniziale di spinta per poi decrescere lasciando il restante lavoro ai muscoli ischiocrurali; è questo il momento di maggiore stress a carico del ginocchio.
Va sottolineato che non è tanto l’entità del gesto a determinare l’insorgenza del problema quanto invece la ripetizione del gesto stesso, in questo caso è essenziale analizzare i movimenti sul piano frontale e quindi gli spostamenti latero/laterali del ginocchio durante tutto il ciclo del movimento.
La posizione e l’allineamento rotuleo sono indissolubilmente legati alle caratteristiche individuali, questo infatti è un esempio perfetto di quanto gli atteggiamenti posturali dell’individuo influenzino la dinamica di pedalata.

Nel caso specifico durante l’estensione della gamba nella fase di spinta sul pedale, la rotula viene sottoposta a compressione; nella maggior parte dei casi si tratta di uno stress laterale associato ad una tendenza al valgismo dinamico di ginocchio, quindi bisognerà prestare attenzione ad alcune regolazioni:
• avanzamento/arretramento sella
• altezza sella
• posizione delle tacchette

PER COMPRENDERE MEGLIO COME AGIRE SULLA BICI BISOGNA NECESSARIAMENTE INTRODURRE ALCUNI CONCETTI ANATOMICI:
La rotula è un osso sesamoide che fa parte dell’articolazione del ginocchio, la sua funzione meccanica è quella di aumentare il braccio di leva del quadricipite, rendendo più efficace la contrazione del muscolo.
In sostanza la rotula agisce come una carrucola connessa e avvolta dal tendine del quadricipite e unita alla tibia tramite il tendine rotuleo, è stabilizzata da legamenti, tendini, dal tratto ileotibiale, dai muscoli e dalla struttura stessa dell’articolazione.
I condili femorali durante la flesso/estensione del ginocchio scivolano e rotolano sulla tibia mentre la rotula scorre nella troclea; il sistema legamentoso del ginocchio offre una stabilità che è integrata dall’azione muscolare, l’articolazione è dunque protetta sia in statica che in dinamica.
Il corpo umano però è molto più complesso di come si pensi, infatti la flesso/estensione del ginocchio non avviene perfettamente sul piano sagittale, questo perché l’asse meccanico del femore non è allineato alla tibia.
La misura di questa differenza definisce l’angolo Q, esso è infatti l’angolo definito tra l’asse meccanico del femore e l’asse che unisce il centro della rotula alla tuberosità tibiale, un elemento importante da analizzare che influenza in modo determinante la biomeccanica dell’articolazione.
L’angolo Q definisce il grado di valgismo/varismo del ginocchio, esso fisiologicamente è di 10°-15°, una modifica di tale angolo comporta un’alterazione dell’equilibrio muscolare e della distribuzione dei carichi sia in statica che in dinamica.
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I FATTORI CHE INFLUENZANO LA BIOMECCANICA DELL'ARTICOLAZIONE E DETERMINANO LA POSIZIONE E IL MOVIMENTO SONO MOLTI:
• caratteristiche anatomiche: forma dei condili, lassità legamentosa ecc.
• atteggiamenti posturali
• lunghezza e tono muscolare
• caratteristiche individuali: lavoro, età, sport, infortuni ecc.

SINTOMI CAUSE E TRATTAMENTO
Nel caso specifico il generico “dolore al ginocchio” è localizzato nella parte anteriore in zona perirotulea, frequentemente laterale, il dolore è generato dalla frizione eccessiva tra la rotula ed il femore, solitamente peggiora scendendo le scale, accovacciandosi o dopo essere rimasti per molto tempo in posizione seduta.

LE CAUSE SONO MOLTEPLICI:
• valgismo del ginocchio
• atteggiamenti anomali del piede e del bacino
• deficit dei muscoli stabilizzatori
• sforzi eccessivi in flessione di ginocchio
• anomalie strutturali dell’articolazione

RISALIRE ALLA CAUSA PRIMARIA è FONDAMENTALE prima di stabilire il trattamento adeguato, che può essere di vario tipo:
• terapia manuale: per risolvere eventuali contratture, aderenze ecc.
• rieducazione posturale: per riequilibrare il rapporto agonisti/antagonisti
• rinforzo della muscolatura stabilizzatrice: ad esempio in caso di deficit del vasto mediale
• utilizzo di ortesi: nel caso di atteggiamenti patologici del piede.

Come per tutti i disturbi nella fase acuta è importante dare la giusta importanza al riposo, successivamente si può procedere al trattamento vero e proprio, che però risulta vano se non si individua il fattore scatenante; la sindrome femoro-rotulea infatti è un disturbo che provoca la degenerazione della cartilagine per una disfunzione qualitativa e quantitativa del movimento.

E’ possibile comunque effettuare alcuni semplici esercizi a casa per migliorare la stabilità articolare, sia in ottica preventiva che risolutiva:

ESERCIZI PROPRIOCETTIVI
Sono caratterizzati dal continuo aggiustamento della posizione, alcuni tipi si svolgono ad occhi chiusi oppure utilizzando ad esempio delle superfici instabili, utili per affinare il controllo e la percezione del gesto. Gli esercizi propriocettivi quindi stimolano i recettori di muscoli e articolazioni che producono un’attivazione della muscolatura stabilizzatrice, effettuando continui aggiustamenti posturali.

ESERCIZI ISOMETRICI
Prevedono la contrazione dei muscoli in assenza di movimento, utili per ristabilire il tono muscolare degli stabilizzatori e non solo, iniziando con un basso carico di lavoro. Gli esercizi isometrici vengono proposti solitamente nelle prime fasi riabilitative perché consentono un’attivazione muscolare poco stressante a livello articolare.

ACCORGIMENTI IN BICI
Nel caso di sindrome femoro rotulea bisogna fare attenzione al carico e agli spostamenti del ginocchio, cercando di adottare alcuni accorgimenti importanti:
• ridurre il carico di lavoro;
• avanzamento/arretramento sella: nel punto di massima spinta (90°) il ginocchio non deve essere avanzato rispetto al pedale altrimenti durante la contrazione del quadricipite verrebbe generata una compressione maggiore a carico della rotula.
• posizionamento tacchette: le tacchette determinano l’atteggiamento del piede e influiscono sulla rotazione di tibia, quindi devono rispettare le caratteristiche individuali senza forzare il soggetto in posizioni standardizzate, in particolare si dovrà prestare attenzione alla rotazione
Queste regolazioni influenzano notevolmente sia il carico compressivo sulla rotula che i movimenti del ginocchio, questi ultimi infatti se eccessivi o troppo ridotti comportano una sofferenza articolare. Naturalmente questi sono parametri fortemente individuali quindi vanno sempre contestualizzati tenendo conto di quelli che sono gli atteggiamenti posturali propri del ciclista.
Ad esempio forzare un ciclista all’allineamento ideale avrebbe senso solamente in caso di postura ideale, il rischio dunque è quello di provocare più danni che benefici; il consiglio perciò è sempre quello di agire su più fronti.

Sarebbe opportuno effettuare dei trattamenti/esercizi volti alla risoluzione del problema associandovi in parallelo le opportune e graduali regolazioni della bici, solo in questo modo si consente all’organismo di adattarsi al cambiamento senza incorrere in altri tipi di disturbi.

https://www.facebook.com/OlisticamenteCambioVita/photos/a.861377407309115.1073741830.854675997979256/1211508265629359/?t...
25/02/2018

https://www.facebook.com/OlisticamenteCambioVita/photos/a.861377407309115.1073741830.854675997979256/1211508265629359/?type=3

•se non ascolti la tua insoddisfazione lei ti parla con il mal di testa
•se non ascolti la tua rabbia lei ti parla con la gastrite
•se non ascolti la tua paura lei ti parla con la stipsi
•se non ascolti la tua voglia di dire “no” lei ti parla con disturbi allo stomaco
•se non ascolti la tua passione lei ti parla con un’infezione
•se non ascolti la tua creatività e il tuo talento loro ti parlano con l'aumento di peso
•se non ascolti la tua affettività lei ti parla con la dermatite

se non ascolti la tua spiritualità, lei ti parla con il corpo.. che si ammala

Ricondivido perché non dovremmo dimenticarci mai ..MAI di ASCOLTARCI..
ogni emozione non ascoltata lascia un segno sul corpo..

il corpo è lo specchio della nostra anima…
https://olisticamentecambiovita.it/ultimo_post/i-messaggi-dellanima/

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Pozzuolo Del Friuli
33050

Telefono

3421776401

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