Dott.ssa Elisa Guarducci- Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Elisa Guarducci- Psicologa Psicoterapeuta Iscritta all’ordine degli Psicologi della Toscana n.4865
~consulenza, sostegno e terapia psicologica

�Possibilità di consulenze e colloqui Online (Skype,Zoom.us, Google Meet)

�Il mio approccio di lavoro in tutti gli ambiti della psicologia e della psicoterapia di cui mi occupo è molto esperienziale e creativo. Mi piace includere l’uso di ALBI ILLUSTRATI, MUSICA, FOTOGRAFIA oltre varie tecniche laboratoriali, perché li ritengo dei preziosi canali proiettivi ed evocativi che riescono ad arricchire il racconto emotivo del proprio sé, oltre che allenare e coltivare la Meraviglia.

�Mi piace la psicologia sul “campo” in mezzo alle persone, CON le persone. Tanti anni di lavoro nelle classi in progetti educativi scolastici a supporto di alunni e alunne con disabilità, mi hanno lasciato un bagaglio di storie e di esperienze fondamentali per la mia professione. Ho vissuto tutti i giorni l’importanza dell’inclusione e dell’unicità, il valore della comunicazione e dell’ascolto oltre che le molteplici forme di prendersi cura.

�Considero la psicoterapia un viaggio emotivo che faccio insieme ai/alle miei/mie pazienti. Accompagnandoli/e, li/le aiuto ad accorgersi, o a rispolverare, le loro RISORSE come veicolo importante per accogliere anche le loro fragilità, così da fare spazio a nuove possibilità di benessere e di rinascita.

Mentre preparo i materiali per la nuova formazione per Mind4children dedicata agli insegnanti che incontrerò a breve, mi...
11/03/2026

Mentre preparo i materiali per la nuova formazione per Mind4children dedicata agli insegnanti che incontrerò a breve, mi sono fermata a riflettere su una domanda che agita spesso il cuore di chi vive la scuola ogni giorno:

« Ci sentiamo davvero Magister? Ci sentiamo di appartenere a un compito educativo che ci vede protagonisti nello sviluppo altrui? »
I
Essere un Magister (dal latino magis, « di più ») non ha a che fare con la gerarchia, ma con la capacità di vedere « oltre ».

Cosa serve nello zaino dell’insegnante?

1. L’Emozione come bussola 🌸 Chiedersi: “Mi sento ancora affascinato dal modo in cui aiuto i miei allievi a cambiare?” non è poesia, è prevenzione. Quando un insegnante si emoziona per un progresso, sta comunicando all’allievo che lui vale.

2. Dall’Istruzione all’Accompagnamento 🛤️ Il docente trasmette il « sapere », il Magister abita la « relazione ». Significa non guardare dall’alto, ma partecipare attivamente al processo di crescita. Essere quel testimone consapevole che dice: « Io ci sono mentre tu diventi chi sei ».

3. Il fine ultimo: la Fioritura ✨ La sfida più grande che lancio sempre nelle mie formazioni è questa: siamo capaci di non essere « soltanto » docenti? Il nostro successo non è il programma finito, ma la fioritura delle capacità dell’altro. Siamo facilitatori di potenziale.

Dietro ogni grande classe, c’è sempre un adulto che ha scelto di essere, prima di tutto, un testimone di possibilità.

🌟A tutti gli insegnanti con cui ho lavorato a scuola per tanti anni, in altre vesti: GRAZIE. Grazie per tutte le esperienze condivise insieme sul campo; sono state proprio quelle sfide quotidiane a rendermi oggi una terapeuta capace di ascoltare, capire e sostenere chi abita la scuola.



📸tratta da Ci sono maestre,ci sono maestri

🌊 Le emozioni sono come onde.Non puoi impedire che arrivino.A volte sono leggere, altre travolgenti.Alcune ti accarezzan...
02/03/2026

🌊 Le emozioni sono come onde.

Non puoi impedire che arrivino.

A volte sono leggere, altre travolgenti.

Alcune ti accarezzano, altre ti mettono alla prova.

Spesso consumi energia cercando di bloccarle, controllarle, zittirle.
Ma le emozioni non chiedono il permesso: chiedono spazio.

La vera forza non è fermare l’onda.
È imparare a starci sopra.
Osservarla. Attraversarla. Scegliere come rispondere.

Non tutto ciò che senti ti definisce.
Ma il modo in cui decidi di viverlo, sì.

✨ Oggi chiediti: quale onda voglio cavalcare?

Entro in seduta con le tasche piene di pensieri sparsi. Fuori c’è rumore. Fuori ci sono ruoli. Fuori indosso maschere pe...
18/02/2026

Entro in seduta con le tasche piene di pensieri sparsi.

Fuori c’è rumore.
Fuori ci sono ruoli.
Fuori indosso maschere per difendermi.

Dentro incontro pause, parole storte, verità che tremano.

Esco diverso, anche quando non me ne accorgo subito.

Esco con meno risposte, ma con le domande finalmente in ordine.
Per ora, è già abbastanza.

A volte c’è “solo” una porta che separa il fuori dal dentro.



📸 dono del mio caro amico cldsph Claudio Di Sabato 💛

“È come se non mi sentissi mai al posto giusto”.La mia stanza di terapia ascolta spesso queste parole, ma raramente ciò ...
13/02/2026

“È come se non mi sentissi mai al posto giusto”.

La mia stanza di terapia ascolta spesso queste parole, ma raramente ciò riguarda solo un contesto esterno.

Che significa?

Ti direi che può essere il segnale di una discrepanza interna: non sono più in sintonia tra la persona che sono diventata e ciò che continuo a chiedermi di essere.

Restiamo in situazioni — relazioni, lavori, ruoli — non perché siano funzionali, ma perché ci sono familiari.
La familiarità riduce l’ansia, anche quando aumenta la sofferenza.

Sentirsi al posto giusto significa sperimentare coerenza tra ciò che voglio, posso, devo.

Sentirsi al posto giusto significa esprimere le parti autentiche del Sé.

Sentirsi al posto giusto significa sentire un livello di attivazione emotiva tollerabile.
   

Quando questo non accade, il sistema nervoso lo segnala.

Non mi sento nel posto giusto e allora sono irrequieto, stanco emotivamente, sono in difficoltà a riconoscere le mie scelte, o mi sento estraneo.
  

Dal punto di vista terapeutico, la domanda non è
“Perché non riesco a stare dove sono?”

ma

“Che parte di me sto mettendo a tacere per restare qui?”

Sentirsi al posto giusto non implica assenza di conflitto o fatica.

Implica però la possibilità di restare in contatto con sé, anche nel disagio.

Quando inizi a sentirti “fuori posto”, spesso non stai perdendo stabilità:
stai recuperando consapevolezza.

E questo, in terapia, è già un movimento di salute.



📸 fatta da in giro non so più dove…la casa sembra sorridere.😊

01/01/2026

✨Lasciare andare non significa perdere ciò che siamo, ma permettere al fiume di fare il suo corso.

✨Significa fidarsi del movimento naturale delle cose, accettare che alcune acque passano veloci e altre restano più a lungo, scavando lentamente il letto della nostra identità.

✨Quando smettiamo di lottare contro la corrente, scopriamo che il fiume sa dove andare.

✨Porta via ciò che non serve più e deposita, sulle rive, nuove possibilità.

✨Anche il dolore, se lasciato scorrere, cambia forma: da piena travolgente può diventare memoria, da peso può diventare profondità.

✨Non siamo fatti per essere argini rigidi, ma sponde flessibili.

✨E nella capacità di fluire, di lasciare andare, spesso troviamo la nostra vera forza.

✨Lasciamoci fluire nel nuovo anno…✨
#2026

🎯”Sono Io!”🪞Il riconoscimento di TE stesso passa dalla consapevolezza di scegliere di agire per vivere la protagonista l...
16/12/2025

🎯”Sono Io!”

🪞Il riconoscimento di TE stesso passa dalla consapevolezza di scegliere di agire per vivere la protagonista la TUA storia.

🎄Per queste feste il mio auguro è di sceglierTI.

Trasforma le ASPETTATIVE verso l’altro, o verso le situazioni, in DESIDERI… io desidero, io posso, io voglio….✨

E poi vedi un po’ come risuona….







📷 *foto tratta dal libro Interni di una Psicoterapia di Michela Launi e Sara Santus

Mattinata dedicata a stare sul “campo”… per promuovere l’importanza che occuparsi del proprio benessere psico-emotivo no...
14/12/2025

Mattinata dedicata a stare sul “campo”… per promuovere l’importanza che occuparsi del proprio benessere psico-emotivo non ha età.

Si può SEMPRE scegliere di darsi valore, ascoltandosi e riconoscendo le nostre emozioni.

Grazie a CNA Toscana e
che mi hanno invitata per questo intervento

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19/11/2025

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Author Details Author Details Ana Maria Sepe Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor sepeannamaria@gmail.com Ci ... Leggi tutto

“Nascondo la mia fragilità perché non voglio preoccupare gli altri.”Tante volte ho ascoltato questa frase dai miei pazie...
22/10/2025

“Nascondo la mia fragilità perché non voglio preoccupare gli altri.”

Tante volte ho ascoltato questa frase dai miei pazienti e non solo.

Ci sono parti di te che fai fatica a contattare, a volte, a riconoscere e validare eppure ti fanno male.

A volte sono cicatrici profonde che vuoi solo proteggere, perché nessuno potrebbe “capirti davvero”.

A volte sono ferite che ti bruciano o sanguinano ancora, a distanza di tempo. Di tanto tempo.

Il risultato è che metti una corazza che spesso chiami “forza”, disegnandoti con angoli spinosi che ti impediscono l’apertura verso gli altri, in modo autentico o leggero.

“Io sono forte sì, ma poi sono anche fragile” canta in una canzone.

Posso essere nel mondo in tanti modi, posso darmi a te senza romperti e senza rompermi.
Ci potrei provare?

Io ti risponderei di sì, perché così daresti spazio a una parte di TE anche in relazione CON l’altro.

E sai?
Questo potrebbe esserti di grande sollievo.

Assumere.Questa è la parola che anche a distanza di anni ricordo come uno dei “regali” della mia terapeuta. Suonava diff...
10/10/2025

Assumere.

Questa è la parola che anche a distanza di anni ricordo come uno dei “regali” della mia terapeuta.

Suonava difficile all’inizio. Impossibile, a tratti.

La consapevolezza è un tappeto su cui possiamo imparare a muoverci, scoprendo risorse a noi sconosciute come atto di Cura Vera verso se stessi.

“Non è facile, ma ci si fa.”
Questo lo dico spesso ai miei pazienti.
Io sono pronta ad accompagnarvi.

#10 ottobre Giornata mondiale della Salute Mentale



Illustrazione di

Settembre è un mese che contiene tanti ricordi, tanti pensieri e anche tanti propositi.Se hai raccolto un po’ di robe ne...
07/09/2025

Settembre è un mese che contiene tanti ricordi, tanti pensieri e anche tanti propositi.

Se hai raccolto un po’ di robe nella tua valigia e vuoi partire per un viaggio che si chiama Psicoterapia, io sono pronta ad accompagnarti.

Il percorso lo costruiamo insieme.

ℹ️Per info puoi contattarmi al numero 339 1222819 oppure scrivermi elisa.guarducci@hotmail.it

Illustrazione di Beppe Giacobbe





Indirizzo

Viale Montegrappa, 216 Prato (PO)
Prato
59100

Telefono

+393391222819

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