Dott.ssa Gioja Marinozzi Psicologa/Psicoterapeuta/Ipnoterapeuta

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Dott.ssa Gioja Marinozzi Psicologa/Psicoterapeuta/Ipnoterapeuta Mi piace moltissimo che le persone stiano BENE e se questo non è, le aiuto a stare il meglio possibile. Cerco di aiutarle a prendersi cura di se stesse.

10/03/2019

SONO COSE DA UOMINI
SONO COSE DA DONNE

Avendo ormai una certa età, sono cresciuta nell’epoca in cui “imperava" il femminismo e questo mi ha fatto, purtroppo erroneamente, pensare che certi modi di fare, certi luoghi comuni e abitudini fossero ormai alla fine dei loro giorni.
Niente di più sbagliato!
Basta vedere le pubblicità in televisione o ascoltarle in radio per rendersi conto che certe abitudini e certi ruoli sono molto longevi e anzi sembra che godano di una seconda giovinezza.
La scorsa settimana, ho letto un articolo in cui PURTROPPO si evidenziava, in una inchiesta, che i ragazzi stessi, di età adolescenziale, pensano che se una donna viene stuprata, in qualche modo "se l’é cercata", vuoi col comportamento, vuoi con l’abbigliamento adottati.
D’altra parte, non passa giorno senza che ascolti affermazioni di questo genere durante le sedute con le persone che seguo…..
Confesso che sia avvilente.

Nelle pubblicità in cui si reclamizza qualche aiuto per guarire da raffreddori e acciacchi vari, c’è SEMPRE la mamma/donna di casa che interviene e fornisce la medicina adatta e spesso la applica ai bimbi, ma anche al MARITO!!
E poi, se capita a lei di non stare bene, la si vede sola a prendersi cura di sé mentre i suddetti familiari sono assolutamente latitanti chissà dove…
In cucina, c’é la donna, che prepara i pasti, SERVE a tavola, spesso in piedi mentre la sua famigliola sta seduta comoda e in attesa.
Mi sembra tristemente di vedere le pubblicità degli anni ’50, e si tratta quindi di 70 anni fa!!

E così, in studio, ricevo persone per lo più di SESSO FEMMINILE , convinte che sia naturale essere sottomesse al padre e, ahimè, anche ai fratelli, spesso con madri che, nell’equilibrio familiare, sono anch’esse sottomesse alla figura maschile, dopo esserlo state, da piccole, col padre.
Devono, per consuetudine, assolvere al ruolo di "angelo del focolare", quando i focolari, quasi non ci sono più tranne che per fare arredamento e al massimo, per arrostire le bistecche: COSA DA UOMO!
Ed il ruolo di "angelo del focolare", da l’illusione di essere ben considerate, di avere POTERE in CASA e di essere quasi superiori, perché l’uomo, si sa, per un raffreddore è KO e non vede nemmeno il farmaco che si trova a 10 cm dal suo naso, sulla tavola, mentre LEI, da un’altra stanza, gli dice dove trovarlo!
Se questo non rispecchiasse spesso la realtà dei fatti, non sempre ovviamente, ci sarebbe da farsi 4 risate come fossero degli sketch divertenti…

Allora bisogna RIVEDERE LE COSE e cominciare a pensare che magari le cose sono DI CHI LE SA FARE, o magari SE LA SENTE DI IMPARARLE, senza essere tacciata/o di essere una FE*******IA o un MASCHIACCIO.
E così avremo chi cura l’altro/a A SECONDA DI CHI E’ MALATO e non del sesso di chi non si sente bene, avremo collaborazione nel preparare i pasti (una volta tu e una io) e nell’occuparsi dei figli.
Oppure, ad esempio, siccome io sono portatO per la cucina e tu sei portatA per cambiare una presa di corrente, ognuno si occupa di quello di cui è capace collaborando e supportandosi.
Tutto ciò che definisce, LIMITA e comporta che vi siano poi delle rivalse per il potere e tanta sofferenza, anche grave, in certi casi.
Avverto diversi segnali di CAMBIAMENTO, ma vorrei che fossero PIU' VELOCI!!

Un augurio a tutti di conquistarsi il ruolo che vogliamo e magari di NON AVERE NESSUN RUOLO essendo solo NOI STESSI

09/02/2019

Quando è la poesia a parlare in versi circa le cose dell'anima, ne esce una melodia che arriva dritta al sentire profondo di ognuno. Una poesia che dà voce a bisogni e necessità di tutte quelle persone che si sono trovate a voler chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta

01/02/2019

Buongiorno a tutti, riprendiamo finalmente le nostre “conversazioni”…e comincerei dal primo punto delle

Frasi Fatte: la VOLONTA’
Succede molto di frequente che, di fronte alla difficoltà di qualcuno che non riusciamo ad aiutare, non sappiamo trovare di meglio che dire: "ci devi mettere la volontà, perché se non ti aiuti da solo….dipende tutto da te”, ”te la devi scrollare di dosso”...
Probabilmente ci sentiamo impotenti di fronte alla sofferenza dell’altra persona e questo ci porta a dover dire qualcosa, qualsiasi cosa!
Presi dal NOSTRO disagio, ci dimentichiamo di metterci nei panni della persona che abbiamo davanti.
E cerchiamo inoltre di ridurre la sofferenza a qualcosa che si possa controllare, decidere cosa farne, liberarsene a comando, SOLO CON LA VOLONTA’.
Ma non è possibile.
Quante volte siamo convinti di volere qualcosa, ma il nostro comportamento sembra assolutamente in contraddizione con la nostra volontà?!
Questo accade quando, contemporaneamente, vogliamo qualcosa, ma in realtà una parte di noi si oppone a questo e questa parte di noi é sicuramente più forte di quella cosciente e ci impedisce di raggiungere l’obiettivo.
La sua forza sta principalmente nel suo essere a noi sconosciuta e nel fatto che segua regole diverse da quelle coscienti, come in un universo parallelo di cui non sospettiamo neanche l'esistenza.
Il suo modo di ragionare spesso è lo stesso di quando eravamo piccoli e seguivamo un altro tipo di logica che in realtà non era logica, ma molto più probabilmente solo istinto di sopravvivenza al dolore.
Quindi andrebbe fatto un lavoro per portare a galla le “ragioni” di quella parte di noi di cui non abbiamo assolutamente il controllo: per fortuna direi!

06/11/2018

  Quando siamo impegnati in allenamenti regolari, che aumentano la frequenza cardiaca e ci fanno sudare per un periodo prolungato, iniziamo anche a pensare in modo più chiaro, a sentirci meglio con noi stessi e persino a combattere il declino cognitivo legato all’invecchiamento. “L’esercizio...

17/09/2018

Buongiorno a tutti!
Mi sto riprendendo da un periodo di difficoltà di salute e presto riprenderò in mano anche questa Pagina Facebook .
A presto e buona vita

30/06/2018

LE FRASI FATTE

A mio avviso, dovremmo proprio cancellare tutta una serie di modi di dire a cui siamo, purtroppo, abituati e talmente assuefatti da ascoltarli e anche pronunciarli senza più soffermarci sul loro reale significato…
Sono frasi fatte che hanno però una VALENZA EMOTIVA molto potente e in termini di relazioni creano delle dinamiche come minimo fuorvianti rispetto ai ruoli, alle competenze e alle priorità fra sentimenti e potere:

Ci devi mettere la VOLONTA'
Non hai forza di volontà
Basta volerlo
Non ti sforzi abbastanza, altrimenti ci riusciresti

Sono cose da UOMINI
Sono cose da DONNE

La casa deve essere in ORDINE
Se sei così disordinata ora, come farai quando avrai una casa tua?
Lascia, faccio io ché tu non sei pratico o non lo sai fare
Faccio io, ché faccio prima
Non ce la farai mai a ……

I miei genitori sono rimasti SOLI

Sei PIGRO/A
Non si deve stare con le mani in mano

Ai figli non bisogna dire bravo, altrimenti si montano la testa

SO IO cosa è bene per te
Lo dico per il tuo bene
Io ho più ESPERIENZA e quindi so come DEVI comportarti
Te lo dico io che ho più esperienza di te
Mi devi portare RISPETTO, perché sono tuo padre/tua madre
Non lo devi neanche pensare
Sei sempre col MUSO
Stai sempre chiuso/a in camera
NON SI PIANGE, non serve a niente
Non alzare la voce
Non ti devi ARRABBIARE
Non ci devi stare male, tanto è inutile
Non ci pensare, cerca di distrarti
Fattela SCIVOLARE ADDOSSO

Non stai mai con noi
Preferisci stare con i tuoi amici piuttosto che con i tuoi genitori
Preferisci stare con il/la tuo/a ragazzo/a piuttosto che stare con noi
Non stai mai a casa

Ti devi sistemare
Devi mettere la testa a posto
Quando ci fai un nipotino?

Lui non mi da mai una mano
Faccio tutto io
Ma tuo marito ti lascia andare?

Lo faccio per i figli (non mi separo, sopporto, non litigo)
Se non fosse per voi (figli) mi sarei separata/o
Se non fosse per voi avrei fatto, avrei detto....

Poi cercherò di spiegare nel dettaglio cosa intendo...

23/06/2018

PER I GENITORI E I FIGLI

A proposito del VUOTO, raccomando tantissimo ai genitori di evitare che i loro figli, piccoli o grandi, non abbiano la possibilità di fare il LORO vuoto.
I genitori devono per primi far vedere che si occupano di se stessi permettendosi di avere dei momenti DI RIFLESSIONE o DI NIENTE.
Come ho già detto in un altro post, la nostra mente sa benissimo dove andare a parare! Dobbiamo solo lasciarle la possibilità di lavorare per noi.
Purtroppo ultimamente vedo sempre di più bambini che non hanno il tempo per RIPOSARE, PENSARE, CREARE, GIOCARE!
Sembra che non possano vivere senza fare uno o più sport, imparare una o due lingue, fare stage all’estero e così via… naturalmente dopo essere andati a scuola dovendo anche fare i compiti.
Spesso si pensa che essere molto impegnati sia sintomo di modernità, sintomo di essere sani e di stare bene.
E sembra che se i propri figli non sono super impegnati, non si stia facendo il proprio lavoro di genitore in modo ottimale. Sembra di non dare loro tutte le opportunità che la vita offre.
Può succedere però che tutti questi impegni impediscano di studiare con la DOVUTA CALMA, di METABOLIZZARE quello che si è studiato, di farsi delle domande, di cercare delle risposte, all'interno o all'esterno.
Studiare, ad esempio, è un'operazione molto complessa che richiede varie fasi e senza avere il tempo per potersi fermare a ripercorrere mentalmente quello che si è appreso, è quasi impossibile assorbire quello che ci servirà nella vita e non solo l’indispensabile per la successiva interrogazione.
Invece spesso succede che debbano studiare quello che servirà per i compiti in classe o le interrogazioni nei ritagli di tempo lasciati da tutte le altre attività extra scolastiche.
Credo che in questo modo si mandi un messaggio, secondo me, non corretto: la scuola non è poi così importante, quello che è fondamentale è avere una vita piena di impegni il modo da non rimanere indietro rispetto agli altri. Ma agli altri chi?
La cosa un po' angosciante è che poi i genitori si aspettino dei risultati ottimali in tutto quello che il figlio fa: non è possibile!
Questo tipo di risultati è da super figli, non da figli normali!!
I super figli e i super genitori non esistono e non devono esistere.
Devono invece esistere genitori e figli che hanno il tempo di pensare, di sentire e anche molto di parlare fra di loro, di raccontarsi le cose, di abbracciarsi, di dare spazio alle emozioni.
È molto utile imparare una o più lingue, è molto utile fare uno o più sport, ma non certo tutto insieme, perché: TUTTO, PRESTO E BENE NON STANNO INSIEME!

09/06/2018

Ancora sul VUOTO

Ci sono momenti nella nostra vita in cui non ci possiamo permettere di “farlo”.
Niente di male se è un momento in cui dobbiamo obbedire ad una sorta di comando ad AGIRE e basta, perché la situazione lo richiede...
FAI E NON PENSARE, perché ci può essere un'EMERGENZA e non ci possiamo permettere il lusso di pensare o sentire.
Sono momenti in cui dobbiamo accantonare tutto quello che non ci permette di agire in fretta o con la massima concretezza.
Mi viene in mente ROSSELLA O’HARA, personaggio del vecchio e bellissimo film “ Via col vento”, che dice “CI PENSERÒ DOMANI” di fronte a situazioni così dure e pressanti che non lasciano spazio a pensieri, riflessioni e sentimenti: la sopravvivenza deve ve**re prima di tutto.
È naturale rispondere alle emergenze con una azione immediata, concreta o di pensiero, ma non deve diventare un’abitudine che ci danneggerebbe.
Ci sono persone che però non riescono proprio a permettersi di FARE IL VUOTO.
Continuano a fare, muoversi, parlare, stare in compagnia: si riempiono la vita con tutto quello a cui possono accedere.
E di solito qui c’è un impedimento da parte del nostro inconscio.
Vi può essere il timore che possano affiorare elementi dolorosi, spiacevoli ed allora si preferisce riempire tutto lo spazio in modo che niente emerga e SI POSSA STARE TRANQUILLI...Non ci voglio pensare, non voglio stare male...
PERICOLO!!
Nessuno spazio dentro di noi può essere così ampio da contenere tutto quello che siamo tentati di mettere via.
Proprio non è possibile ed inoltre ci perdiamo dei pezzi di noi, viviamo a metà, privati di pensieri, sensazioni, sentimenti, ricordi, emozioni che SIAMO NOI: ci ritroveremmo ad essere come un puzzle privo di pezzi di cui non si riconosce la figura.
Diventeremmo come mutilati di parti di noi.
A questo punto arrivano i DISAGI, i SINTOMI strani di cui non ci sappiamo spiegare il motivo: l’inconscio ci sta parlando e ci sta dicendo che il nostro magazzino interno è pieno e sta quindi cercando di far emergere qualcosa per non farlo scoppiare.
Forse, in termini informatici, si potrebbe dire che ci manda dei messaggi zippati e quindi incomprensibili se non ci permettiamo di decifrarli.
Dobbiamo mettere a fuoco i nostri dolori, i nostri ricordi spiacevoli per non mettere a repentaglio la nostra capacità di sentire e vivere anche le nostre emozioni piacevoli.
Quindi non riempiamo troppo le nostre giornate e permettiamo alla nostra mente di riproporci tutto quello che ha bisogno di essere rivissuto per poterlo “sistemare” in modo da riappropriarci di tutto quello che abbiamo messo via in un momento in cui non ce ne potevamo occupare.
Permettiamoci di essere sempre un PUZZLE COMPLETO!
Staremo sicuramente un po’ male, ma a lungo andare guadagneremo tantissimo!

26/05/2018

Questa è l’immagine a cui mi riferisco nell’ultimo post

26/05/2018

IL VUOTO: questo sconosciuto....
Questa immagine descrive, anche se solo in parte, quello che quasi tutti facciamo da ormai diversi anni.
Facciamo in modo di essere sempre impegnati in qualcosa, se non con il corpo, sicuramente con la mente ed è anche peggio.
In un passato poco lontano, c’erano degli spazi temporali in cui la nostra mente non era occupata in nulla, se non camminare, fare sport in genere, guidare, curare la nostra persona ecc.
Al massimo ci poteva essere una radio in SOTTOFONDO o un DISCO che favorivano, anziché impedire, il RIPOSO della nostra mente.
Ora NON PIÙ
Come minimo, siamo impegnati in 2 attività contemporaneamente!
Il nostro cervello non ha più modo di RIPOSARE ed in questo riposo, riuscire a sistemare i nostri pensieri ed emozioni nei giusti spazi...
Durante la nostra attività nello stato di veglia, infatti, siamo già bombardati da tantissimi stimoli uditivi, visivi, tattili, emozionali ed è come se facessimo TUTTI I GIORNI una mega spesa che poi scarichiamo ed ammucchiamo in un unico spazio.
Diventa una montagna di ricordi, coscienti e non, che ci sta sempre fra i piedi senza che ce ne rendiamo conto e ci impedisce di camminare liberamente nel nostro spazio interno e di accedere a quello che ci serve SUBITO, senza dover cercare e spesso NON TROVARE.
Se invece, tornati a casa dal supermercato, abbiamo messo tutti gli oggetti acquistati negli scaffali giusti, creati appositamente per contenere le varie tipologie di “oggetti”, questi non ci saranno di intralcio e saranno subito raggiungibili per essere “utilizzati” al bisogno!
È importantissimo quindi, avere del tempo durante la giornata, per lasciare che la nostra mente abbia la possibilità di vagare LIBERA per fare il suo lavoro di REVISIONE, STIVAGGIO E CONSERVAZIONE nel modo che riterrà più giusto, perché LEI LO SA cosa conservare e come e dove!
Ecco l’importanza del VUOTO: uno spazio temporale in cui NON PENSARE COSCIENTEMENTE. in cui NON PARLARE con qualcuno, in cui NON FARE perché possiamo dare la possibilità al nostro cervello di servirci al meglio.
Il suo riposo è pieno di attività che però non ci stanca, anzi ci faciliterà la vita.

13/05/2018

ANCORA SULL'AUTONOMIA DEI FIGLI

Le capacità di un figlio/a che aumentano, comportano che, spontaneamente, vi sia una richiesta di sperimentazione delle stesse.
Per un genitore può essere difficile, MOLTO DIFFICILE.
Fino ad allora il genitore o comunque l'adulto, si era sentito MOLTO CAPACE, UN PUNTO DI RIFERIMENTO IMPORTANTE per il/la piccolo/a di casa e ci può essere una grande resistenza a cedere il passo.

Sembra che l'importanza, avuta fino ad allora, diminuisca e ciò può comportare che ci si possa sentire messi da parte, come un oggetto vecchio che non serve più a nulla..
Se non sono più in grado di aiutare nelle azioni pratiche di cui finora avevo l'esclusiva competenza, ADESSO A CHE SERVO? In cosa POSSO ESSERE UTILE? In cosa avrò IMPORTANZA?

Ma come?! E l'AFFETTO?! Il LEGAME figlio/a / figura genitoriale? Dove li mettiamo?
L'APPOGGIO EMOTIVO, la PRESENZA RASSICURANTE, il SOSTEGNO nei momenti difficili?
Nessun altra figura, per quanto importante, potrà eguagliare quella di un genitore da cui si deve avere la certezza di poter correre SEMPRE E COMUNQUE per un abbraccio, un " dai, coraggio, ce la puoi fare" oppure: "non importa, prova ancora, se ci tieni! ", " se hai bisogno di qualcosa...dimmelo".
Si può anche essere anziani, ma se si ha la fortuna di avere il genitore ancora presente, nessuno potrà mai sostituire il potere di un suo sorriso e della sua accoglienza affettuosa.
NON c'é nessun bisogno di DARE CONSIGLI o IMBECCATE: basta ESSERCI, basta ACCOGLIERE, ASCOLTARE CON INTERESSE, basta guardare Il/la proprio/a figlio/a con gli occhi di chi lo ha cresciuto e vuole la SUA serenità.
La SUA e solo di conseguenza, anche del genitore.

Mi viene in mente un mobile antico, un po' fragile, con qualche segno di usura, un po' superato nelle prestazioni,
ma INSOSTITUIBILE, PREZIOSO E MOLTO, MOLTO BELLO.

06/05/2018

COSA DARE AD UN FIGLIO?

Dipende: dall'età e quindi dalle competenze raggiunte.
Ad un neonato/a, tutte le cure fisiche ed il contatto fisico, tanto!
Ed è indispensabile l'ascolto: piange? Per cosa?
Ha fame?
Ha qualche malessere fisico?
Non è tranquillo/a per qualche motivo?
Non riesce ad addormentarsi per troppa stanchezza?
Conoscendo QUEL neonato/a, si impara a capire la differenza fra le varie necessità.
Poi il/la bimbo/a cresce e le sue NECESSITA' CAMBIANO.
E qui bisogna stare attenti ancora di più o comunque in modo diverso.

Man mano che manifesta dei nuovi comportamenti che necessariamente lo/a porteranno all'AUTONOMIA, bisogna agevolarli: vuole prendere il cucchiaio per imparare a mangiare da solo? Di sicuro farà un disastro, sporcherà tutto intorno e si sporcherà ed allora sarebbe più semplice continuare ad imboccarlo!
E qui la TRAPPOLA è bella grossa! Lì per lì sembrerà che sia più semplice mandare avanti le cose come sono andate fino a quel momento, ma poi..?

Lo/a continueremo ad IMBOCCARE per tutta la vita?
E da qui si capisce, per estensione, che prima di dare, c'è da cercare di NON OSTACOLARE QUELLO CHE IL FIGLIO PU0' COMINCIARE A FARE DA SOLO anticipando le sue mosse e TOGLIENDOGLI L'INIZIATIVA.
E' lui/lei che lo mostra in modo chiaro con il comportamento.
E siccome il suo istinto ha meno possibilità di sbagliare rispetto a quello di chi lo accudisce: ASCOLTO E SGUARDO ATTENTO.
Mentre viene imboccato, gira la testa o chiude la bocca?
Con molta probabilità non ha più fame e lo sa meglio di chi gli dà da mangiare e non è nel SUO stomaco!

E QUESTO VALE PER TUTTO.
Ogni competenza, capacità e abilità che manifesta va lasciata emergere, anche se ci si mette più tempo e ci vuole TANTA PAZIENZA!
Non per niente, il ruolo più difficile al mondo è IL GENITORE e la PAZIENZA è la virtù dei forti!
A presto

Indirizzo

Via Del Purgatorio, 20
Prato
59100

Sito Web

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