24/02/2026
La situazione si fa sempre più imbarazzante, penso di non ricordare neanche più il codice di apertura della cassa tutta colpa di uno dei tanti acciacchi da ictus, la
Avete presente il mega ingorgo di Un giorno di ordinaria follia?, ecco, quello è come si presenta la mia carotide sinistra mentre Douglas è la massa molle che se sbrocca fa danni. La condizione sine qua è non fumare e mantenere una perenne calma contemplativa. Ora, per il fumo dal 18 novembre ho risolto ma sull’ascetismo zen non ci siamo proprio perché un altro acciacco da ictus è il perenne stato di ingrugnitudine, sindrome che ha attecchito alla grande con quello preesistente da ira funesta, insomma mi incacchio pure con la mia ombra e ciò non giova a sta carotide sinistra (tappata dal 70 all’80%) ma neanche alla destra che da intasamento di paese, quello dove non c’è segnaletica e non è tanto chiara la precedenza agli incroci, sta virando a città (dal 20 al 50%). Fortunatamente si risolve-rebbe con una un taglio e via ma, te pareva, la situazione sta volgendo a contorni fantozziani dove tra noi intasati si sprecano leggende metropolitane dove la più quotata è che l’equipe medica verrebbe da altre galassie a Prato solo per disincrostare arterie ai fortunati della lista compilata il mercoledì con l’annunciazione di giovedì e il rito di lunedì. Sono passata dall’illusione di “mangiare il panettone in reparto” al “forse mi tocca la colomba” al terrore “della fetta di cocomero ferragostana offerta dal comune”, sono sempre qui, ferma ad aspettare La Chiamata e, ovviamente non arrivando, mi incacchio.