02/02/2021
POSTURA E RENDIMENTO SCOLASTICO
Così a prima vista possono sembrare due argomenti diversi ma la nostra esperienza ci dice che spesso sono molto connessi fra di loro.
Ricordiamo brevemente che la postura è un meccanismo automatico messo in atto dai nostri centri di controllo e rappresenta la posizione migliore che un soggetto assume che gli permette usare il minor lavoro muscolare con il minimo di dispendio energetico.
Siamo abituati a considerare la postura in posizione eretta e a valutare quanto ci si discosti dai parametri di normalità, ma qualunque posizione assumiamo anche seduti, inginocchiati, sdraiati si deve considerare postura e quindi soggetta alle stesse regole del minor consumo col minimo sforzo.
Quante volte abbiamo detto e ci siamo sentiti dire stai diritto, alza la testa, stai seduto composto, tira indietro le spalle, ebbene queste posizioni sbagliate ubbidiscono al concetto di postura.
Questo è tanto più evidente nei bambini e nei ragazzi perché hanno un controllo posturale più istintivo e sono più elastici degli adulti.
Tutti i muscoli volontari dell'organismo partecipano al controllo della postura.
Osserviamo allora i nostri ragazzi quando studiano a casa, quando guardano la TV, quando stanno davanti al tablet o al PC, più li vedete “storti” più l'equilibrio delle loro catene muscolari è compromesso e generalmente più si distraggono a scuola.
Se ci pensiamo bene, in base a quanto abbiamo detto prima sul controllo della postura, a scuola sono costretti a tenere posizioni più consone al normale, non hanno la stessa libertà di quando sono a casa, quindi forzano tutto il sistema muscolare che richiede più energia, si stancano più facilmente, e sono costretti a mollare l'attenzione per resettare momentaneamente il loro sistema muscolare distogliendo in quel momento l'attenzione da quello che stavano facendo.
Tra i muscoli che partecipano alla postura ce ne sono due gruppi molto piccoli ma molto importanti proprio per lo studio, sono posizionati all'interno della cavità orbitale e permettono agli occhi di muoversi in tutte le direzioni anche senza muovere la testa.
Quanto più questi muscoli non sono sincronizzati fra di loro quanto più il ragazzo sarà costretto a ruotare la testa per trovare la posizione dove lavorano insieme al meglio, maggiore sarà la fatica per tenere questa posizione più spesso dovrà mollare l'attenzione per resettare il sistema.
Si generano così tante occasioni di distrazione che nei casi estremi sfociano in quelle forme che vengono raggruppate nei disturbi dell'apprendimento, DSA, ADHD etc..
Diverso è il discorso per i “dislessici” anche loro hanno questi muscoli non sincronizzati ma hanno molta difficoltà ad adattarli.
Questo non vuol dire che dietro queste patologie ci siano solo questi muscoli, c'è anche altro, ma sovente svolgono un ruolo non trascurabile.
Ci sono anche casi in cui i ragazzi non hanno bisogno di resettare il sistema perché riescono a tenere tranquillamente queste posizioni forzate, generalmente hanno un buon rendimento scolastico ma lo stare a lungo “storti” aumenta in loro il rischio di sfociare in atteggiamenti scoliotici o scoliosi vere e proprie quando si arriva all'età dello sviluppo più importante.
Una corretta valutazione posturale permette di scoprire le cause di questi squilibri e di porvi rimedio in tempi molto brevi.
L'età ideale per una buona prevenzione è quella che va dai 7 ai 12 anni, ma anche in età adulta i tempi di recupero sono sempre ragionevolmente brevi.