24/03/2026
Ad alcune persone può succedere di ridere o sorridere in modo incontrollato in momenti di disagio, tensione o ansia.
Accade come risposta del nostro corpo davanti a quella situazione vissuta come scomoda.
Una sorta di “fuga”.
In un noto esperimento dell’Università di Lawrence vennero registrati numerosi video di uomini e donne mentre osservavano film con contenuti classificati come: disgustoso, divertente oppure neutro.
Si è constatato che più disgustoso era il contenuto del film proiettato più scomodi si sentivano i partecipanti... e più veniva loro da ridere.
Inoltre, le persone che più avevano riso si sentivano meno “scomode” rispetto a quelle che erano riuscite a “controllare” la loro risata.
La ricerca ha dimostrato che ridere è una strategia personale per gestire l’imbarazzo personale e, più in generale, per nascondere davanti agli altri sentimenti ritenuti poco opportuni.
In questo entrano in gioco elementi inerenti la regolazione emotiva, con peculiarità tipiche dell’età evolutiva, di cui è importante essere a conoscenza come adulti.
Sia che con i bambini e con gli adolescenti ci si lavori, sia che siano i propri figli.
Fonti:
Ansfield, M. E. (2007) Smiling When Distressed: When a Smile Is a Frown Turned Upside Down. Personality and Social Psychology Bulletin; 33(6): 763-775.