01/10/2023
𝙋𝙚𝙧 𝙧𝙞𝙛𝙡𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙚 𝙨𝙪
“ 𝙇𝙖 𝙥𝙚𝙨𝙘𝙖 𝙚 𝙡𝙖 𝙗𝙖𝙢𝙗𝙞𝙣𝙖”
Intervengo nuovamente in merito allo spot Esselunga, perché sollecitato dalle domande ricevute in privato che, tra l’altro, mi hanno chiesto un commento
sulle opinioni espresse da autorevoli colleghi, da scrittori e da tante persone comuni.
Non ho inteso sottrarmi.
Temevo che lo spot potesse diventare una sorta di regola esemplificativa della condizione di un figlio di genitori non conviventi,
uso questo termine ritenendo inappropriato la definizione di figlio di genitori separati,
mi chiedo infatti:
si separano i genitori o
i coniugi?
Esiste forse una legge sulla separazione dei genitori?
Appare evidente che per tante donne e per tanti uomini,che vivono la condizione di coniugi separati, rimangono aperte molte questioni.
Nutro un profondo rispetto per le difficoltà di tanti e di tante,
porto rispetto al loro modo di pensare, come espresso in numerosi commenti sui social.
Non mi permetto di indicare alternative o di proporre riformulazione in questa sede,
gli interventi, quando richiesti, si fanno nel luogo giusto cioè nella stanza di terapia.
Ma non mi lascia indifferente, l’aver letto dell’attribuzione al bambino del diritto di fare dei tentativi di rappacificazione tra “ i genitori” si dice “genitori “ ma si intende “ coniugi”!
Molti si sono immedesimati e non pochi hanno raccontato che “i figli ci hanno tenuto insieme”, a modo loro, quando le cose non hanno funzionato.
La mia riflessione non può non indicare l’opportunità di evitare facili e acritiche semplificazioni e
generalizzazione di quel che accade ai bimbi figli di coniugi separati, cioè ai figli di genitori non conviventi.
Ritengo invece utile indicare la necessità di problematizzare, di approfondire la valutazione di una condizione molto complessa.
Pertanto mi permetto,
da osservatore del
dibattito in corso, di porre alcuni interrogativi:
Siamo sicuri che lasciare la sofferenza della separazione sulle spalle del figlio sia una cosa buona?
Siamo sicuri che l’azione del figlio, tesa alla riconciliazione dei coniugi, sia una cosa da lodare?
Lasciamo nelle mani dei bambini il peso della pesca?
Quanto pesa quella pesca?
Che cosa penseranno i bambini che vedranno questo spot?
Faranno comperare le pesche ad uno dei due genitori per donarla all’altro?
Non sarebbe meglio che il marito o la moglie comperino da soli la pesca se hanno voglia di donarla al coniuge?
In che modo, i bambini devono confrontarsi con la realtà di una nuova famiglia di uno o di entrambi i genitori?
E non posso non ricordare,
che nella mia stanza di terapia trovano spazio storie di figli adulti ,loro stessi già genitori, che si dicono feriti
dalla mano che ancora “non accetta la pesca”,
in tal caso la complessità delle relazioni familiari mostra intrecci talvolta molto dolorosi!!
Consegno a chi legge la serie di interrogativi che ho elencato, lasciando le questioni aperte,
essendo consapevole della responsabilità dei genitori che si fanno carico dell’obiettivo di garantire un positivo sviluppo dei loro figlioli.
Mi permetto di concludere sostenendo che lo spot, centrando sulla condotta della bambina, metta in rilievo la questione della riconciliazione coniugale
oscurando la responsabilità genitoriale!
La figlia è posizionata “tra” i due coniugi ,
dovrebbe essere serena “con” entrambi i genitori, anch’essi auspicabilmente genitori sereni!
In conclusione, con palese intento provocatorio, mi verrebbe da dire che la visione dello spot dovrebbe essere consentita ai minori solo in presenza degli adulti!
dott. Pietro Borraccino
psicologo psicoterapeuta
Psicoterapia Individuale
Psicoterapia di coppia