09/05/2026
Oggi, presso la sede centrale della ASL Napoli 2 Nord di via Padre Mario Vergara a Frattamaggiore, si è tenuto un importante momento di confronto sul futuro della medicina territoriale, della continuità assistenziale e dell’organizzazione delle cure nel territorio.
Nel corso del convegno ho avuto l’onore di relazionare sul tema delle sinergie cliniche nella AFT, portando una visione concreta, moderna e profondamente orientata ai bisogni reali dei cittadini e dei pazienti fragili.
La relazione ha affrontato temi oggi centrali:
* 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 della salute;
* integrazione clinica tra professionisti;
* utilizzo intelligente dei dati sanitari;
* prevenzione attiva sul territorio;
* appropriatezza prescrittiva e continuità assistenziale;
* ruolo strategico delle AFT nel nuovo scenario sanitario.
Particolare attenzione è stata dedicata al superamento del modello del medico “isolato”, ormai insufficiente di fronte alla crescente complessità clinica e sociale dei pazienti cronici, anziani e pluripatologici.
Le AFT devono diventare vere unità operative territoriali, capaci di condividere competenze, dati clinici e percorsi assistenziali, trasformando la medicina generale in una rete moderna, dinamica e realmente vicina ai cittadini.
Al termine dell’intervento, sia per i contenuti innovativi sia per l’approccio pragmatico e operativo proposto, in un momento storico in cui la medicina generale vive una fase di forte crisi identitaria e organizzativa, tra riforme annunciate, decreti ministeriali e modelli spesso ancora legati a visioni burocratiche del passato c’è stato un forte assenso.
La mia idea di medicina territoriale resta chiara e concreta:
𝗠𝗘𝗡𝗢 𝗕𝗨𝗥𝗢𝗖𝗥𝗔𝗭𝗜𝗔.
𝗣𝗜𝗨'𝗗𝗜𝗚𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘.
𝗣𝗜𝗨'𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢𝗖𝗥𝗔𝗭𝗜𝗔.
Questi sono i tre pilastri indispensabili per salvare e rilanciare davvero la medicina generale.
Occorre inoltre:
* costruire finalmente un 𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗦𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔𝗥𝗜𝗢 Elettronico nazionale, semplice ed efficace, basato sulla tessera sanitaria;
* investire nell’𝗘𝗗𝗨𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 sanitaria dei 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗜;
* valorizzare il 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢 𝗖𝗟𝗜𝗡𝗜𝗖𝗢 del medico di famiglia;
* utilizzare i 𝗗𝗔𝗧𝗜 non come archivio passivo, ma come strumento di 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 e presa in carico precoce.
Perché il 𝗙𝗨𝗧𝗨𝗥𝗢 della sanità territoriale 𝗡𝗢𝗡 si costruisce 𝗠𝗢𝗟𝗧𝗜𝗣𝗟𝗜𝗖𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗦𝗧𝗥𝗨𝗧𝗧𝗨𝗥𝗘 o norme, ma creando organizzazione, competenze, responsabilità e visione.
Alcune riflessioni emerse oggi:
“La 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜𝗡𝗔 del 𝗙𝗨𝗧𝗨𝗥𝗢 non cura solo la malattia: 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗖𝗜𝗣𝗔 𝗜𝗟 𝗕𝗜𝗦𝗢𝗚𝗡𝗢.”
“La 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗔 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗔 𝗖𝗔𝗢𝗦. L’organizzazione 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗩𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 genera 𝗜𝗠𝗠𝗢𝗕𝗜𝗟𝗜𝗦𝗠𝗢 .”
“La 𝗦𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔'𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗦𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗩𝗔 𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢 , non con la burocrazia.”
“𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗩𝗜𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗜 significa 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗩𝗜𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗖𝗨𝗥𝗔 ".
Un confronto importante, concreto e di alto livello, che ha ribadito come il territorio debba tornare ad essere il vero centro del sistema sanitario.