Studio della Psicologa Dottoressa Dionisia Valentina Deplanu

Studio della Psicologa Dottoressa Dionisia Valentina Deplanu Sono una psicologa specializzata nel benessere mentale e nello sviluppo personale. Scopri di più sul mio sito!

Con Psicolevel, offro corsi su autostima, narcisismo e relazioni genitore-figlio, fornendo strumenti per migliorare il benessere psicologico. Mi chiamo Dionisia Valentina Deplanu e sono una psicologa specializzata nel supporto al benessere mentale e nello sviluppo personale. 🧠📈
Attraverso Psicolevel, il mio progetto di formazione psicologica, offro corsi e seminari pensati per accompagnarvi in un

percorso di crescita e di consapevolezza con il fine di potenziare le vostre competenze o semplicemente a migliorare la qualità della vostra vita.🌍☀

I nostri corsi spaziano su una vasta gamma di argomenti, come ad esempio l’autostima, il narcisismo, il femminicidio, la violenza sulle donne e la dipendenza affettiva. Ma anche su come affrontare al meglio i concorsi dedicati alle forze dell’ordine oppure il rapporto Genitore/figlio nell’adolescenza.🚨🧑‍🧑‍🧒‍🧒

Insieme ad un team di professionisti qualificati, siamo pronti a fornirvi gli strumenti pratici e necessari per migliorare il vostro benessere psicologico ed emotivo.🧘

Ti invito a scoprire di più sui nostri corsi e su come possiamo aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi, trovi tutte le info sul nostro sito web 📲

26/04/2026

IL NARCISISTA VA IN TERAPIA?
Molto spesso mi capita che le vittime di narcisisti mi chiedano: “ ma se il narcisista va in terapia, poi diventa un partner ideale?”
La maggior parte delle persone pensa che se i narcisisti vanno in terapia, possono guarire le loro ferite e poi trasformarsi nell’uomo ideale.
Pochi sanno però che nella maggior parte dei casi i narcisisti vanno in terapia perché spinti da sintomi clinici come insonnia cronica, abuso di sostanze, ansia e depressione, o spinti dalla necessità di perfezionarsi per conquistare quelle vette grandiose cui si sentono destinati per diritto naturale, sia esso un lavoro sia esso una partner che lo ha lasciato.
Purtroppo, la propensione al cambiamento del narcisista patologico si limita al perdurare dei sintomi, perciò tende ad abbandonare il trattamento non appena si sente meglio o bene, senza avvertire la necessità di mettere in discussione e di modificare le proprie modalità di relazione e la propria visione di se stesso, degli altri e del mondo.
Inoltre, capita che il narcisista usi il linguaggio del terapeuta per giustificare i propri comportamenti o peggio per manipolare ulteriormente le partner. Diranno infatti “stai proiettando su di me i tuoi problemi”, oppure “se ti ho tradito è perché ho una ferita nell’anima, per questo devi capirmi”
Infine alcuni si presentano in terapia con un biglietto da visita fatto di arroganza, supponenza, vanterie, altezzosità, disprezzo, critica, gelo, pretese, che poi tendono a giustificare e a usare fuori dal setting.
A questo punto che fare? Hai sperato che il tuo partner narcisista andando in terapia possa cambiare ma sei poi rimasto deluso?
Se ti è successo, non essere critico con te stesso, ma questa tua reazione è normale perché sei consapevole, da persona equilibrata, che la terapia può essere un campo per il cambiamento. Ma lo è solo per chi lo sente veramente e il narcisista non sempre lo è..
Ti è mai capitato ciò? Scrivimelo nei commentI

10/04/2026

IL DISTURBO OSSESSIVO -COMPULSIVO: UNA PRIGIONE INVISIBILE DA CUI USCIRE
Ti è mai capitato di tornare indietro, dopo essere usciti di casa per verificare se avete chiuso la porta? Oppure di lavarmi spesso le mani?
Se vi è capitato solo una volta, non preoccupatevi..è solo un gesto innocuo.
Però se questo comportamento avviene molto frequentemente e condiziona la vostra vita quotidiana, allora siamo dinnanzi ad un disturbo che capita a molte persone, che prende il nome di DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO.
IL Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un disturbo d’ansia caratterizzato da pensieri intrusivi e comportamenti ripetitivi che possono influenzare pesantemente la quotidianità.
Il DOC è caratterizzato da due aspetti principali:
• Ossessioni: idee intrusive e ricorrenti che causano disagio. Tra le più comuni troviamo il timore di germi, il dubbio patologico (es. “Ho chiuso i fornelli?”) e pensieri aggressivi o inaccettabili.
• Compulsioni sono azioni ripetitive messe in atto per ridurre lo stress legato alle ossessioni. Possono essere comportamenti fisici (come il lavaggio delle mani) oppure rituali mentali (ad esempio contare o ripetere frasi nella mente).
Le cause del DOC non sono ancora completamente chiare, ma alcuni studi mostrano come esperienze infantili e stili educativi rigidi possano influenzare lo sviluppo del DOC.
In conclusione, il Disturbo Ossessivo Compulsivo può compromettere il benessere psicologico ed emotivo, creando una sorta di prigione, dalla quale però con l’aiuto di un professionista, ne possiamo uscire.
Se questo reel ti è stato utile, salvalo e scrivimelo nei commenti.

08/04/2026

LA BASSA AUTOSTIMA
Una domanda che mi capita spesso di fare in terapia è: “Che cos’ è per te l’autostima? Che caratteristiche ha?” la maggior parte delle volte ottengo delle risposte che la rendono impossibile da realizzare.
Capita anche a te di dare definizioni e modi di raggiungere l’autostima impossibili? S e la risposta è si, ciò è dovuto a false convinzioni sull’autostima che porta l’impossibilità di raggiungerla.
In questo video cercheremo di spiegare meglio cos’è l’autostima.
In psicologia per autostima s’intende l’opinione generale, il senso complessivo che una persona ha del suo valore. Può essere considerata una sorta di misura di quanto un soggetto valuta, apprezza, approva, premia o ama se stessa.
Se vogliamo aumentare l’autostima dobbiamo, però, pensare a tre caratteristiche dell’autostima:
• Flessibilità: è importante pensare all’autostima come non qualcosa di dato, finito dalla nascita ma a qualcosa che cambia con l’esperienza, come una
• capacità di imparare, di apprendere, di migliorarsi.
• Imparare a sbagliare: solo se si ha l’ardire di accettare i propri errori, allora si può capire come migliorarsi.
• Fragilità: Una persona sicura di sé sa stare con le proprie ferite, con il suo dolore, con le sue mancanze. Non le nasconde, non le ignora. Ci sta dentro, si permette di ascoltarle e così le supera.

Questi sono solo alcuni punti di riflessione sull’autostima.
Se vorrai altri suggerimenti partecipa al convegno che si terrà ad Aprile, nel mio studio, sull’autostima.
Nel frattempo, se ti è piaciuto questo video, salvalo e dimmelo nei commenti.

25/03/2026

L’ATTACCO DI PANICO: IL TERRORE IMPROVVISO.
Lo sapevate che il termine “panico” risale alla mitologia greca e fa riferimento a Pan, dio delle montagne e della vita agreste, noto per il suo aspetto estremamente sgradevole (corpo caprino, viso barbuto e corna). La presenza o l’improvvisa comparsa del dio Pan induceva, in chiunque lo incontrasse, terrore inaspettato.
L’origine del termine è coerente con ciò che accade durante un attacco di panico.
In questo video parleremo di una cosa che capita a molte persone e cioè l’attacco di panico.
Un attacco di panico è un episodio improvviso di ansia acuta che si accompagna a specifici sintomi fisici, come la tachicardia, cognitivi, come la paura di perdere il controllo o la paura di impazzire ed emotivi.
La peculiarità di un attacco di panico consiste nella sua rapida e intensa insorgenza, raggiunge infatti l’apice in circa 10 minuti, per poi risolversi in massimo un’ora.
Ma in generale il panico insorge quando ci troviamo in una fase della nostra vita in cui siamo sopraffatti da eventi a cui vogliamo ribellarci ma non riusciamo a farlo.
Nonostante l’intensità di questo fenomeno psicologico, sappiate che non c’è nulla di sbagliato in voi, ma l’attacco di panico è solo il modo che la vostra mente vi sta regalando per cambiare la vostra vita.. quindi..
Imparate ad ascoltarlo.
Scrivi nei commenti se ti sei ritrovato in questo video e chiedimi consigli.

LA DEPRESSIONE: QUANDO SI VIENE COLTI DAL MAL DI VIVERE.Molto spesso si dice “Sono Depresso”, usando questa frase per in...
22/03/2026

LA DEPRESSIONE: QUANDO SI VIENE COLTI DAL MAL DI VIVERE.
Molto spesso si dice “Sono Depresso”, usando questa frase per indicare uno stato d’animo triste. In realtà la Depressione è qualcosa di più grave, è un disturbo dell'umore che causa tristezza persistente, perdita di interesse (anedonia), stanchezza cronica e sintomi fisici/cognitivi, compromettendo la vita quotidiana, e portare anche alla morte per suicidio.
Può anche accadere che la persona manifesti solo i sintomi fisici della depressione sopra indicati senza che vi siano percezioni dell’abbassamento del tono dell’umore da parte dell’individuo.
Se i disturbi somatici non sono dovuti a condizioni traumatiche (incidenti), patologie, alterazioni metaboliche o sforzi muscolari e il medico ha escluso qualsiasi causa organica potrebbe trattarsi di quella condizione definita “depressione mascherata”.
La depressione, in questo caso diventa ancora più subdola, più difficile da riconoscere e, per questo, anche difficile da trattare.
“Devi essere più positivo… guarda com’è bella la vita, poi.. non ti manca nulla..” Queste sono solo alcune delle frasi che si rivolgono ai pazienti che soffrono di depressione, sottovalutando la gravità del disturbo e causando una maggior frustrazione.
Per poter trattare la Depressione è necessario, innanzitutto effettuare una diagnosi da un medico o psicoterapeuta basandosi sui criteri del DSM e poi iniziare un percorso di Psicoterapia, associata a Farmaci: Antidepressivi (prescritti da uno psichiatra). Anche uno stile di vita positivo, associato allo La meditazione mindfulness ha dimostrato di essere molto efficace soprattutto nella prevenzione delle ricadute depressive. Risulta quindi un’attività consigliata, da integrare nelle terapie, ma non in fase acuta.
Spesso nascondiamo il nostro dolore dietro un 'tutto bene' perché temiamo di essere un peso. Ma la salute mentale non è un tabù da proteggere, è una parte vitale di noi che merita ascolto. Rompere il silenzio è il primo passo per riprendersi i colori della vita. Non aspettare che passi da sola, perché meritiamo tutti di vivere, non solo di sopravvivere.
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il più grande atto di coraggio che tu possa compiere."

20/03/2026

VUOI DAVVERO UNA RELAZIONE O STAI CECANDO SOLO IL DESIDERIO DI SENTIRTI DESIDERATO/A?
Cosa si nasconde dietro il desiderio di avere una relazione? Molto spesso dietro questo desiderio si nasconde il desiderio di essere riconosciuti perchè da piccoli non si è stati amati abbastanza,
La relazione non è solo passione, ma anche condivisione, ascolto e soprattutto entrare in contatto con i nostri limiti attraverso gli occhi dell'altro.
Siamo in grado di restare in relazione anche quando l'altro non ci conferma?
Scrivilo nei commenti.

LABORATORIO EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITA' E PREVENZIONE ALLA VIOLENZAOggi si è concluso, presso la Scuola Media di via Bac...
19/03/2026

LABORATORIO EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITA' E PREVENZIONE ALLA VIOLENZA
Oggi si è concluso, presso la Scuola Media di via Bach, il primo ciclo, costituito da due incontri, del Progetto sull'Educazione all'Affettività e Prevenzione alla Violenza, promosso dal Comune di Quartu Sant'Elena. Sono stati due incontri molto interessanti dove i ragazzi, attraverso laboratori pratici, hanno acquisito il concetto di emozione e della sua gestione. Inoltre si sono misurati, attraverso role - playing, creazioni di fumetti, ai concetti di Bullismo e alla capacità di mettersi nei panni dell'altro in situazioni come: un litigio, un'esclusione dal gruppo, una presa in giro, un malinteso, per poi discutere insieme dei vissuti sperimentati. Un grazie particolare all'Assessore Cinzia Carta, che ha permesso l'attivazione di tale progetto, agli insegnanti, alla Dirigente Cinzia Sciò e ovviamente ai ragazzi della 3°D, splenditi. educati e fortemente collaborativi.
Il progetto continuerà in altri tre Istituti della Città di Quartu, e nello specifico, Via Perdalonga, Via Tiziano e Via Turati.
Vi faremo vedere i lavori svolti.

L’8 MARZO: NON UNA SEMPLICE FESTA MA LA CELEBRAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA.Iniziamo, innanzitutto, con una precisazion...
08/03/2026

L’8 MARZO: NON UNA SEMPLICE FESTA MA LA CELEBRAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA.
Iniziamo, innanzitutto, con una precisazione: la Giornata Internazionale della Donna, non è una semplice festa ma è una giornata in cui si ricorda le lotte e le discriminazioni vissute dalle donne prima di poter arrivare a dei risultati concreti e degni del progresso della società attuale. attraversano Paesi, culture e sistemi politici diversi.
Parlare semplicemente di “festa” può avere un valore simbolico e relazionale, ma rischia di ridurre la ricorrenza a un gesto rituale (il fiore, la cena, l’omaggio) mettendo in secondo piano le ragioni storiche e sociali che ne hanno determinato la nascita e la diffusione.
E’la giornata che ci deve ricordare che tutto ciò che ora sembra scontato, come ad esempio il diritto di votare o anche semplicemente lavorare ed avere una propria indipendenza, è il frutto di anni e anni di lotte e di ribellioni.
Ma un aspetto importante che vorrei mettere in evidenza e che l’8 marzo può diventare un momento utile per riconoscere l’importanza della salute mentale femminile . Ancor’oggi le donne si trovano ad avere dei carichi emotivi psicologici diversi rispetto agli uomini: spesso devono farsi carico delle incombenze familiari e dei figli, in modo non paritario rispetto ai partner e questo, spesso, compromettono le loro carriere professionali, dove, tra l’altro, vivono una disparità sia economica sia di incarichi. Questo crea senso di colpa, sfinimento emotivo, Rabbia o chiusura emotiva.
Riconoscere queste fatiche non significa uniformare le esperienze né negare le differenze individuali. Significa, piuttosto, considerare che il benessere psicologico è influenzato anche dal contesto sociale e relazionale in cui si è inseriti.
Quindi l’8 marzo può essere uno spunto di riflessione psicologica.
Se senti il peso di aspettative, carichi invisibili o relazioni che ti fanno stare in allerta, iniziare un percorso psicologico può essere, a volte, un modo concreto per prendersi cura di sé nel tempo.

DIALOGO CON UNA VITTIMA DI UN NARCISISTAQualche giorno fa mi trovavo nello spogliatoio di una piscina e accanto a me si ...
16/02/2026

DIALOGO CON UNA VITTIMA DI UN NARCISISTA
Qualche giorno fa mi trovavo nello spogliatoio di una piscina e accanto a me si trovava una donna matura che, appena finito l’allenamento, si asciugava i capelli. Nonostante l’età matura, era una donna molto bella ma dagli occhi tristi.
Non so per quale motivo, inizia a parlarmi e mi racconta che da qualche anno gli è stata diagnosticata la fibromialgia e che per questo veniva ad allenare tutti i giorni. “..in questo modo lenisco il dolore del mio corpo, anche se il dolore più grande c’è l’ho nell’anima e credo sia questo il motivo che ha scatenato la mia malattia…
Sono stata sposata per 30 anni con un uomo che mi ha distrutto l’anima..Si era mostrato come un grande uomo, un grande imprenditore. Mi aveva detto, dopo che avevamo avuto i nostri due figli, di rinunciare al mio amato lavoro (ero una stilista), perché sarebbe stato lui a occuparsi di noi. Ma quello che sembrava una promessa d’amore, si rivela ben presto una condanna. “..esercitava su di me una violenza economica, mi umiliava pubblicamente, sino a quando inizia a tradirmi..
Io cado in una forte depressione che mi spinge all’abuso di alcool..ero distrutta. Grazie poi ai miei figli, chiedo aiuto e mi disintossico.. Ora ho chiesto la separazione, ma ancora sono imprigionata con quell’uomo e il mio corpo ancora porta i segni del dolore..
Mi guarda e con occhi dolci conclude “..mi scusi se l’ho disturbata con il mio racconto, ma, non so per quale ragione, mi sono sentita a mi agio..” GRAZIE.

IL COMPIACERE PATOLOGICO: QUANDO IL PIACERE AGLI ALTRI DIVENTA UN PROBLEMAIl bisogno di essere apprezzati e riconosciuti...
09/02/2026

IL COMPIACERE PATOLOGICO: QUANDO IL PIACERE AGLI ALTRI DIVENTA UN PROBLEMA
Il bisogno di essere apprezzati e riconosciuti dagli altri, è un bisogno fisiologico e primario: non a caso Maslow, il teorico dei bisogni, lo considerava come uno dei bisogni alla base della “piramide dei bisogni”.
Ma quanto questo comportamento diventa eccessivo, allora non parliamo più generosità e sana approvazione, ma parliamo di compiacere gli altri.
Compiacere significa cercare di soddisfare le aspettative, i desideri o le preferenze delle persone per ottenere il loro apprezzamento o approvazione. Compiacere gli altri porta a sacrificare i propri valori, bisogni o benessere per quello altrui, offrire tempo, energia, attenzione, persino parti della propria identità, pur di essere apprezzati. Apparentemente sembrano “bravi ragazzi” o “persone sempre disponibili”, ma in realtà, dietro il loro si nasconde spesso un dolore antico, u
n dolore che ha radici lontane, in un tempo in cui imparare a essere graditi era l’unico modo per sentirsi visti, accolti, amati.
Questo articolo non vuole dirti che non devi più aiutare gli altri. Vuole accompagnarti in una domanda più profonda: perché lo fai? È davvero amore o è paura?
L’origine del comportamento di compiacere gli altri è da ricercare nell’infanzia traumatici, in quei contesti emotivamente instabili, in cui i bambini imparano presto che il loro valore è condizionato, che l’amore si guadagna. E allora sviluppano una strategia: diventare ciò che l’altro si aspetta. Rinunciano a emozioni scomode, si autocensurano, diventano ipervigili, docili, disponibili.
Nel tempo, questa strategia si trasforma in identità. Il “bambino compiacente” diventa un adulto che non riesce a smettere di accontentare. Anche se è stanco. Anche se si sente sfruttato. Anche se dentro urla qualcosa che nessuno ascolta mai.
Questi adulti hanno una bassa autostima, che spinge a prodigarsi e a non contraddire l’esterno, come se si fosse debitori nei legami e si sentisse il dovere dell’impegno a meritare l’attenzione, la considerazione, l’amicizia, l’amore.
Volete uscire da questo schema disfunzionale? Sincronizzati sui bisogni personali e ascoltare le proprie emozioni, coltiva l’autostima, l’assertività e il sano egoismo. Se il percorso in questa direzione è troppo impegnativo da soli, possiamo rivolgerci ad uno psicoterapeuta, che ci accompagnerà nel portare all’esterno la nostra identità in relazioni più autentiche e libere.

08/02/2026

L’abuso sessuale è un esperienza devastante che chi lo subisce viene completamente assorbito in un vortice di conseguenze che talvolta non sono nemmeno riconosciute.

02/02/2026

La paura del giudizio degli altri

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Quartu Sant'elena
09045

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Mercoledì 09:00 - 13:00
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