18/01/2026
Parole sante ❤️
Abbiamo creato un grande mercato ed è il mercato della medicina quello che oggi governa la conoscenza.
Oggi non comunichiamo la conoscenza, oggi comunichiamo soprattutto quello che vuole il mercato.
Tutta la nostra comunicazione, tutto quello che noi sappiamo deriva dal mercato: i medici hanno le informazioni da chi vende qualcosa; le società scientifiche hanno le comunicazioni o il sostegno da chi vende qualcosa e perfino le associazioni dei pazienti sono sostenute da chi vende.
Quindi la nostra comunicazione è assolutamente una comunicazione di parte, è una comunicazione di parte che tende, ovviamente, ad ampliare la possibilità del mercato di aumentare.
Noi abbiamo sempre studiato che 240 mg/dl di colesterolo è normale, però se le società scientifiche, sotto l’impulso di chi oggi ha la comunicazione, dicono ‘ma forse 200 è meglio’, è chiaro che aumentiamo il mercato.
Si sta convincendo la gente che livelli più bassi sono utili alla salute, il che non è vero.
Può essere vero per una piccolissima percentuale di pazienti che ha una grande quantità di fattori di rischio, ma non è vero per quello che è invece la maggior parte della gente che prende i farmaci e non ha fattori di rischio, ma lo fa per prevenzione primaria.
Ecco, il convincerci che i fattori di rischio sono il fine a cui dobbiamo andare e che dobbiamo ottenere è un’altra delle grandi truffe del sistema, perché non è importante diminuire la pressione, non è importante diminuire il colesterolo, non è importante diminuire la glicemia per un paziente, è importante invece non avere le patologie che derivano da questo fattore di rischio.
…
Il mercato ci oscura altri aspetti della conoscenza. Per esempio non ci dice che la maggior parte delle malattie non piove dal cielo: pensate che abbiamo 4 milioni e mezzo di diabetici in Italia con tutte le complicazioni che comporta, ma il diabete è una malattia evitabile.
Pensate che il 40% dei tumori è evitabile. Però ogni anno muoiono 180.000 persone di tumore in Italia, ma il 40% è evitabile. E allora cosa dobbiamo fare? Dobbiamo cambiare l’obiettivo della medicina.
Se non mi ammalo, non ricorrerò al medico e il medico non mi potrà somministrare delle medicine, non andrò al Ssn. Ci lamentiamo del Servizio Sanitario Nazionale… non dimentichiamoci che siamo noi la causa principale delle sue difficoltà: se i nostri medici ci aiutassero a fare prevenzione non avremmo liste d’attesa e il Ssn avrebbe molto più spazio per fare quello che fa di quanto non ne abbia oggi.
Abbiamo bisogno di gente che sia formata, di gente che abbia presente l’importanza della prevenzione. Questa è la base per fare della buona medicina.
Inoltre, quello che ci manca è la salute nella scuola. E qui veramente sarebbe molto facile fare una legge, perché un’ora alla settimana sia dedicata alla salute in tutte le classi delle scuole italiane. Cambierebbe la situazione. Dovrebbe essere fatta naturalmente da persone competenti e costerebbe anche molto poco: ho calcolato – precisa – che più o meno costerebbe meno di 500 milioni, che se pensate ai costi dell’educazione è niente. E cominceremmo ad avere ragazzi educati alla salute.
Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri