Dott.ssa Giulia Chinellato - Psicologa e Psicomotricista

Dott.ssa Giulia Chinellato - Psicologa e Psicomotricista Psicologa dello sviluppo e dell’intervento nella scuola, laureata presso l’Università degli Studi di Padova. di Bologna

Iscritta all’ordine degli psicologi del Veneto n° 9208 R. Psicomotricista, specializzata presso la Scuola I.F.R.A.

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥'𝐚𝐮𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 🧩💙Ancora molta strada deve essere fatta per la piena 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚...
02/04/2026

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥'𝐚𝐮𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 🧩💙

Ancora molta strada deve essere fatta per la piena 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥'𝐀𝐮𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 da parte della società civile. Tutti siamo coinvolti per una maggiore 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨 e per una vera 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 che ne sono interessate.

𝐀𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐨: 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐢.
Il vostro isolamento non è una colpa, ma il riflesso di un sistema che deve ancora imparare ad accogliervi. La psicologia dello sviluppo ci insegna che 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨 "𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨" 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞, 𝐦𝐚 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞.

𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢𝐜𝐨: 𝐮𝐧 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐚𝐮𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 "𝐭𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚".

"𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐫𝐨 significa avere un modo di stare al mondo che sfida le nostre convenzioni; 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧'𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ '𝐝𝐢𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨𝐬𝐚', 𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚, 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨."

𝐋’𝐚𝐮𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧'𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞. 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐨𝐧𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐞. 🤝💙

🚫  𝐋’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 (𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 "𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐨")Viviamo in una società ossessionata dall’efficien...
24/03/2026

🚫 𝐋’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚 (𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 "𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐨")
Viviamo in una società ossessionata dall’efficienza, dove anche i bambini devono essere il prima possibile "produttivi". Li vogliamo composti, silenziosi, piccoli adulti che si muovono senza disturbare in contesti pensati per i grandi. Nell’educarli, al rispetto degli altri e dei luoghi — cosa fondamentale — talvolta ci dimentichiamo che 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚, e che è “necessario” prima comportarsi da bambini. 𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐬𝐭𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞.

✨ 𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐜𝐨
Un bambino che parla con un giocattolo, che corre in casa senza un motivo apparente o che colora fuori dai margini non sta sbagliando: sta crescendo.
• 𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞, è energia creativa.
• 𝐋'𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, è l'unico modo per imparare a correggersi.
• 𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨, è il terreno fertile dove nasce la fantasia.

Troppo spesso oggi la ribellione o l'estroversione vengono etichettate frettolosamente come disturbi. Ma siamo sicuri che il problema sia dei bambini? O forse è il nostro mondo a essere diventato troppo stretto per la loro natura?

Se togliamo ai piccoli lo spazio per essere "bizzarri", per sperimentare e per sognare, stiamo togliendo loro gli strumenti per costruire il loro futuro.

💡 𝐓𝐨𝐫𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚
Riscopriamo il valore dell'𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨. Assicuriamo degli spazi e del tempo perché possano 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞, 𝐠𝐫𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞 ….. in poche parole consentiamo loro di 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢.

𝐈𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐭𝐢𝐠𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢: 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚🥊𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 non è solo un momento di tensione, ma ...
05/03/2026

𝐈𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐢𝐭𝐢𝐠𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢: 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚🥊

𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 non è solo un momento di tensione, ma una fondamentale 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮. In questa relazione alla pari, i bambini imparano a negoziare, a testare i propri limiti e a gestire le prime dinamiche sociali 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘁𝘁𝗼. 🧩
Spesso 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝘀𝗶 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶. La gelosia può manifestarsi con regressioni (comportarsi da più piccoli), isolamento o aggressività. Con ciò i bambini non manifestano cattiveria, ma insicurezza: per questo, 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗹'𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗽𝘂𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 🤝

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼? 🤔 L'ideale è 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼, lasciando che i figli gestiscano lo scontro autonomamente finché non vi è violenza. Intervenire quando se ne ravvisa la necessità, senza fare favoritismi, valorizzando l'unicità di ogni figlio per ridurre la competizione. 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼. Senza ricercare colpevoli, dando a ciascuno il tempo di esprimersi. 𝗖𝗿𝗲𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗮 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗲𝗱 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿 𝗱𝗲𝗰𝗮𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗳𝗮𝗿 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗻𝘂𝗻𝗼. ⚖️

𝗩𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗲𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗶 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗮 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗹'𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼𝘀𝗼 è la chiave per trasformare ogni litigio in una lezione preziosa per il futuro. Aiutiamoli quindi ad uscire dalle emozioni forti, a riconciliarsi per ricominciare, stabilendo assieme alcune regole condivise, aiutando i fratelli più grandi a diventare attori/autori positivi della soluzione, che può accontentare entrambi. ✨

🏡 Separazione: come restare un porto sicuroQuando una coppia finisce, la sfida più grande è proteggere il legame con i f...
24/02/2026

🏡 Separazione: come restare un porto sicuro

Quando una coppia finisce, la sfida più grande è proteggere il legame con i figli. Non è la separazione in sé a ferire di più, ma il modo in cui gestiamo il conflitto.

3 punti chiave per proteggerli:

Riconosci il loro dolore: i bambini si specchiano nei nostri occhi. Se vedono in noi la forza di accogliere la loro tristezza senza negarla, impareranno a non averne paura.

Liberali dai pesi: non sono messaggeri, né mediatori. Hanno bisogno di sentire: "Non è colpa tua e noi resteremo per sempre i tuoi genitori".

Proteggi la loro immagine dell'altro: amare entrambi i genitori è un diritto del bambino. Non farlo sentire sleale se vuole bene a chi sta andando via di casa.

La forma della famiglia cambia, ma la vostra presenza attiva e partecipe è ciò che darà loro il senso di sicurezza di cui hanno bisogno per continuare a crescere. ❤️

🚀 L'autostima non si regala, si allena (e si riflette).Molti pensano che l'autostima sia fatta di complimenti. In realtà...
16/02/2026

🚀 L'autostima non si regala, si allena (e si riflette).

Molti pensano che l'autostima sia fatta di complimenti. In realtà, dire solo "Sei bravissimo!" può generare l'ansia di dover essere sempre perfetti.

Il potere del tuo sguardo 👀 I bambini si specchiano nei nostri occhi: imparano a conoscersi attraverso i nostri sguardi e le nostre parole. La nostra presenza attiva non serve a evitare loro le fatiche, ma ad aiutarli a dare un senso a ciò che vivono.

Cosa fare davvero? 🛠️

Riconosci i progressi: non lodare il risultato finale, ma guarda la strada fatta. Aiutali a dire: "Guarda cosa sei riuscito a fare oggi che ieri non sapevi fare".

Valida la fatica: se dice "Non sono capace", rispondi: "Vedo che ci tieni molto. È normale sentirsi così quando si impara qualcosa di nuovo".

Sostieni la consapevolezza: attraverso la nostra partecipazione, aiutiamoli a riconoscere le difficoltà che hanno superato. Questo crea una sicurezza reale, non basata sul giudizio degli altri, ma sulla propria esperienza.

L'autostima non è sentirsi invincibili, ma sapere di essere visti e riconosciuti nel proprio impegno, anche quando si cade. ❤️

https://giuliachinellato.wordpress.com/2020/06/09/non-dirmi-bravo-dimmi-ti-vedo/

🛡️ Oltre lo schermo: come proteggere davvero lo sviluppo dei bambiniIl secondo martedì di febbraio di ogni anno è dedica...
10/02/2026

🛡️ Oltre lo schermo: come proteggere davvero lo sviluppo dei bambini

Il secondo martedì di febbraio di ogni anno è dedicato, a livello Europeo, a promuove un uso più sicuro e responsabile della tecnologia online da parte dei bambini e dei giovani di tutto il mondo. Quest'anno il Safer Internet Day è incentrato sull'uso sicuro e responsabile dell'Intelligenza Artificiale.

Senza voler sfuggire dall'argomento di quest'anno, ritengo che molto ci sia ancora da dire e da fare rispetto all'uso smodato di tablet e smartphone che viene fatto per "tenere buoni" i bambini più piccoli. Il rischio non è solo nei contenuti, ma nell'impatto sulla loro crescita.

Le insidie dell'uso indiscriminato:

Blocco emotivo: Se lo schermo calma ogni pianto, il bambino non impara a gestire le proprie emozioni.

Meno "fare", più "subire": Il cervello cresce manipolando la realtà (legno, carta, fango), non solo guardando pixel.

Iper-stimolazione: luci e ritmi frenetici possono causare irritabilità, disturbo del sonno e difficoltà di concentrazione che talvolta possono favorire lo sviluppo di false diagnosi di ADHD.

Impoverimento nelle relazioni interpersonali: nei casi più gravi con false diagnosi di disturbi dello spettro autistico.

Quali strade possiamo percorrere? 🛣️

Non esiste un'unica ricetta, ma diverse strategie che possono aiutarci:

L'Esempio (Il "Patto" in famiglia): i bambini ci imitano. Se noi siamo i primi a mettere via il telefono a tavola o nei momenti di gioco, loro impareranno che la connessione umana viene prima di quella Wi-Fi.

Co-visione attiva: l'eventuale uso del dispositivo facciamolo insieme. Commentiamo i video, facciamo domande: trasformiamo un'attività passiva in un momento di dialogo.

Patti Digitali di Comunità: unirsi ad altri genitori per stabilire regole comuni (es. "niente smartphone fino alla scuola secondaria di primo grado") aiuta il bambino a non sentirsi l'unico "escluso" e rafforza il senso di responsabilità collettiva.

Educazione alla Noia: lasciamo che si annoino. È nella noia che nasce la creatività e la capacità di trovare soluzioni autonome.

La tecnologia è un mezzo, non un fine. Il nostro compito è restare la loro guida principale, dentro e fuori dalla rete. 🤝

🧸 Psicologia nell'infanzia: non solo "cura", ma sostegno alla crescita.Spesso si pensa allo psicologo che lavora con i b...
03/02/2026

🧸 Psicologia nell'infanzia: non solo "cura", ma sostegno alla crescita.

Spesso si pensa allo psicologo che lavora con i bambini solo quando c'è un "problema grave". In realtà, la Psicologia nell'infanzia è una bussola che segue il bambino dai primi mesi fino all'adolescenza, osservando come cambia il suo modo di pensare, amare e stare con gli altri.

Di cosa si occupa nello specifico? Osserva lo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale. Grazie agli studi di pionieri come Piaget, oggi sappiamo che il bambino non è un "piccolo adulto", ma un individuo con modalità di pensiero uniche e specifiche per ogni tappa della sua crescita.

Quando può essere d'aiuto? Non si tratta solo di disturbi clinici, ma anche di momenti di fatica che la famiglia si trova ad affrontare.

Segnali nel corpo: i bambini spesso "somatizzano" il disagio con mal di pancia o mal di testa ricorrenti.

Cambiamenti importanti: traslochi, separazioni o grandi cambiamenti di routine che faticano a elaborare.

Difficoltà relazionali: fatica a socializzare o a raggiungere le autonomie scolastiche e personali.

Una risorsa per tutta la famiglia 👨‍👩‍👧‍👦

L'aspetto più importante? La psicologia nell'infanzia non lavora "solo" con il bambino, ma accoglie l'intero nucleo familiare. Aiuta i genitori a capire meglio i bisogni del figlio e sostiene il piccolo nel superare i suoi ostacoli, ristabilendo il benessere di tutti.

Chiedere aiuto non significa aver fallito come genitori, ma voler dare ai propri figli gli strumenti migliori per diventare grandi. ❤️

🤝 Dopo la tempesta: il potere di fare la pace con i tuoi figliAbbiamo parlato della rabbia infantile, e di come a volte ...
27/01/2026

🤝 Dopo la tempesta: il potere di fare la pace con i tuoi figli
Abbiamo parlato della rabbia infantile, e di come a volte nasconda un disagio. Ma cosa succede DOPO la tempesta?

I bambini vivono le sgridate in modo assoluto: si sentono "cattivi per sempre" e temono di perdere il nostro amore. Questa disperazione alimenta nuovi capricci.

Come rompere il ciclo e fare pace?

"L'azione è sbagliata, tu no": Distingui il comportamento dall'identità del bambino.

Accetta le emozioni: Non sgridare un bambino perché prova rabbia o gelosia. Correggi il comportamento scorretto, non il sentimento.

Chiudi l'incidente: Una volta che il messaggio è passato, rassicuralo che l'amore resta, e che si può ricominciare.

Fare pace insegna che si può sbagliare senza perdere l'affetto, e che dopo ogni temporale, il sole torna. La pace è il vostro porto sicuro. ❤️

Un giorno per ricordare e rilanciare l'impegno di tutta una vita.
24/01/2026

Un giorno per ricordare e rilanciare l'impegno di tutta una vita.

Oggi, 24 gennaio, si celebra la Giornata Internazionale dell’Educazione, un’occasione per riconoscere l’importanza del rapporto educativo come strumento di crescita personale, sviluppo sociale e benessere psicologico.

🌩️ Oltre la rabbia: quando è il momento di approfondire?Tutti i bambini si arrabbiano, ma a volte le urla nascondono qua...
19/01/2026

🌩️ Oltre la rabbia: quando è il momento di approfondire?

Tutti i bambini si arrabbiano, ma a volte le urla nascondono qualcosa di più profondo. Se la rabbia sembra una tempesta senza fine, non è colpa tua e non è un semplice capriccio. Potrebbe trattarsi di un disturbo del comportamento.

Come capire se serve un aiuto professionale? 🚩 Fatti queste tre domande:

Frequenza: Succede quasi ogni giorno e in modo intenso?

Durata: Il comportamento persiste da oltre 6 mesi?

Contesti: Succede ovunque (casa, scuola, sport) e non solo con i genitori?

Quando la sfida alle regole è costante e la frustrazione esplode per ogni piccola cosa, il bambino ci sta dicendo che non ha gli strumenti per gestire le sue emozioni.

Chiedere aiuto non è un fallimento. ❤️ Rivolgersi a uno specialista (psicologo o neuropsichiatra) significa dare a tuo figlio una "bussola" per orientarsi e alla tua famiglia la serenità che merita. L'intervento precoce fa la differenza.

Non siete soli nella tempesta.


La rabbia di un bambino è come un temporale estivo: improvvisa, violenta e rumorosa. Non serve cercare di fermare la pio...
13/01/2026

La rabbia di un bambino è come un temporale estivo: improvvisa, violenta e rumorosa. Non serve cercare di fermare la pioggia; serve solo un ombrello abbastanza grande per proteggerlo finché non torna il sole🌈✨

Spesso vediamo la rabbia dei bambini come un capriccio o una sfida alla nostra autorità. Ma se provassimo a guardarla come una richiesta d'aiuto? 💡

A quell’età, il cervello non è ancora in grado di regolare tempeste emotive così forti. Quando un bambino urla, scalcia o piange, ci sta dicendo: "Sono sopraffatto e non so come uscirne".

Il nostro compito non è spegnere la rabbia il prima possibile, ma essere il "porto sicuro" mentre la tempesta passa. ✅ Cosa fare?
- Resta vicino (contienilo quando serve).
- Mantieni la calma (anche se è difficile).
- Valida l’emozione: "Vedo che sei molto arrabbiato, io sono qui".

Insegniamo loro che tutte le emozioni sono lecite, ma non tutti i comportamenti lo sono. ❤️

Un atteggiamento efficace che va perseguito in tutti i contesti: familiare, educativo e sociale.

25/12/2025

Auguri

Indirizzo

Via Zecchina
Quinto Di Treviso
31055

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Chi Sono

Sono Giulia Chinellato, una psicologa laureata in Psicologia della Personalità e delle Relazioni Interpersonali all’Università di Padova, dove mi sono specializzata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Intervento nella Scuola. Sono iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della Regione del Veneto con il n° 9208.

Mi sono successivamente formata presso l’Istituto per la Formazione e la Ricerca Applicata I.F.R.A. di Bologna come Psicomotricista. Sono iscritta all'albo AIP (Associazione Italiana Psicomotricisti) con il n° 54.

In concomitanza ai miei studi, per più di dieci anni, ho lavorato come educatrice presso diverse scuole dell’infanzia e asili nido dove ho anche avuto modo di occuparmi di bambini con disabilità. L’esperienza come educatrice mi ha consentito di arricchire, completare, integrare e mettere in pratica le mie conoscenze permettendomi di avere una visione del bambino a 360 gradi.

Il mondo dei bambini mi ha sempre affascinata perché ritengo che molto di quello che siamo oggi abbia attinenza con il nostro passato più lontano. Ecco perché mi interessa dare voce a ciò che i bambini hanno da dire, oltre che prestare loro l’ascolto e l’attenzione di cui hanno bisogno.