18/01/2026
La morte non è sempre stata la figura oscura con mantello e falce che conosciamo oggi, perché nell’antichità veniva percepita come un passaggio naturale dell’esistenza e non come qualcosa da temere: Anubi, Caronte e Thanatos non erano mostri, ma presenze che accompagnavano le anime. Questa visione cambia lentamente nel Medioevo, quando guerre e pestilenze la rendono improvvisa e onnipresente, trasformandola in qualcosa di incontrollabile e dando forma allo scheletro incappucciato che miete vite senza distinzione.
Con il Cristianesimo si aggiunge l’idea del giudizio e dell’aldilà, e nei secoli successivi l’arte rielabora questa paura rendendola più silenziosa e malinconica, spesso attraverso figure femminili velate, sospese tra dolore e mistero.
Oggi, invece, la morte assume volti diversi a seconda delle culture ed è parte dell’immaginario collettivo, presente nel cinema, nell’arte, nei videogiochi e nei tatuaggi, forse perché darle un volto rimane, da sempre, il nostro modo più umano per riuscire a guardarla.
Al tuo fianco con rispetto e discrezione nei momenti più delicati.
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