Studio Medico Iuvara

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Studio Medico IUVARA offre consulenze medico-legali di alta qualità, fornendo supporto professionale sia a privati che a enti pubblici e privati. La nostra equipe di esperti è dedicata a fornire analisi approfondite e pareri professionali su una vasta gamma di questioni legali, garantendo un approccio etico e rigoroso. Siamo specializzati in perizie mediche, valutazioni di danno e assistenza nella gestione di controversie legali. Con un forte focus sulla precisione e sull'affidabilità, Studio Medico IUVARA si impegna a supportare i propri clienti in ogni fase del processo, assicurando una comunicazione chiara e una consulenza personalizzata: collaborano con lo studio altri specialisti di comprovata esperienza forense: Cardiologo, Ginecologo, Neurologo, Psichiatra, Psicologo, Fisiatra. Inoltre il dr. Giuseppe IUVARA è anche specialista in Ortopedia e quindi effettua visite ambulatoriali e domiciliari, consulenze, terapie infiltrative

01/03/2026

La Suprema Corte ha affermato che non può attribuirsi minore capacità rappresentativa a una certificazione medica resa al di fuori del servizio sanitario nazionale (Ssn); in particolare, non è privo di validità ai fini della prognosi il certificato del medico privato che opera in regime libero p...

22/02/2026
15/02/2026

La paziente di 51 anni aspettò l’intervento chirurgico 7 ore, l’azienda è stata condannata al risarcimento

14/02/2026
07/02/2026

Rischio radiologico in sanità: la Cassazione stabilisce che contano esposizione reale e lavoro in zona controllata, con tutele per infermieri.

07/02/2026

Le piaghe da decubito (lesioni da pressione) sono spesso il punto in cui medicina, organizzazione e diritto si incontrano nel modo più duro: paziente fragile,

03/02/2026

Una paziente ottantenne veniva sottoposta presso un’azienda ospedaliera siciliana alla procedura di impianto del pace-maker. La mattina successiva

02/02/2026

Responsabilità sanitaria, nullità della sentenza per CTU non collegiale Pubblicato il 29 Gennaio 2026da Redazione SIAF Corte di Cassazione, III civile, sentenza 11 giugno 2025, n. 15594 In materia di responsabilità sanitaria, una CTU non collegiale compromette la validità della sentenza basata s...

27/01/2026

La Corte di Cassazione stabilisce un principio rivoluzionario: le aziende sanitarie devono risarcire il paziente anche quando l'errore medico si...

17/01/2026

PAZIENTE MORÌ DOPO INTERVENTO, OSPEDALE DI CATANIA CONDANNATO A PAGARE DUE MILIONI.

Il giudice del tribunale di Catania ha condannato l'Azienda ospedaliera Garibaldi al pagamento di circa 2 milioni di euro in favore dei sei familiari di un giovane di 29 anni deceduto il 28 gennaio 2016 dopo un intervento chirurgico di routine. Il paziente venne ricoverato d'urgenza nell'ospedale Garibaldi con diagnosi di appendicite acuta con peritonite.

L'intervento chirurgico venne eseguito senza apparenti complicazioni - dicono i legali dei familiari della vittima Rossella Danile e Raimondo Cammalleri - ma nelle ore successive, al giovane che aveva forti dolori post-operatori venne somministrata mezza fiala di Toradol per via endovenosa. Il paziente p***e conoscenza, andò in arresto cardiaco e, nonostante i tentativi di rianimazione, morì dopo poche ore. Il giovane lasciò la moglie, di 23 anni, e due bambine, una di 20 mesi e l'altra di 4 mesi, oltre a padre, madre e sorella. Dalle carte processuali - dicono gli avvocati - emerge un dato agghiacciante: nonostante il giovane fosse monitorato e avesse manifestato sintomi critici post-operatori, la prima verifica del ritmo cardiaco è avvenuta solo 15 minuti dopo l'arresto.

Secondo i periti, un intervento entro i primi minuti avrebbe garantito al giovane una probabilità di sopravvivenza superiore al 50%. La perizia ha stabilito che "qualora si fossero applicate correttamente le raccomandazioni previste dalla più accreditata letteratura scientifica e dalle linee guida sul trattamento dell'arresto cardiaco, si sarebbe potuto evitare il decesso con elevato grado di probabilità". "Il ritardo nell'attivazione delle procedure di emergenza, la mancata immediata valutazione del ritmo cardiaco e, soprattutto, l'omesso utilizzo del defibrillatore hanno inciso in modo causale sull'esito fatale" dicono gli avvocati.

"La sentenza ribadisce un principio centrale in materia di responsabilità medica: la struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale non solo per l'atto chirurgico in sé, ma anche — e soprattutto — per la corretta sorveglianza e gestione del paziente nella fase post-operatoria. Un dovere che, nel caso di specie, è stato ritenuto violato in modo grave" dicono Danile e Cammalleri. La sentenza, pubblicata il 9 gennaio 2026, conclude un iter giudiziario durato quasi sette anni.

Indirizzo

Via Ducezio 19
Ragusa
97100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
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Telefono

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