28/02/2026
Quando la normalità diventa “malattia”
Sempre più spesso ciò che è normale viene raccontato come un problema da correggere.
Una lieve asimmetria.
Una piccola differenza di lunghezza degli arti.
Una modesta curva della colonna.
Un appoggio plantare “diverso”.
Non tutto ciò che è diverso è patologico.
Esiste un fenomeno studiato da anni, chiamato disease mongering: l’ampliamento dei confini della malattia fino a includere condizioni che rientrano nella normale variabilità umana. Più persone si sentono “pazienti”, più aumentano trattamenti, controlli, percorsi.
Il corpo umano non è una macchina perfetta da calibrare al millimetro. È un sistema adattabile, resiliente, capace di funzionare benissimo anche nell’imperfezione.
Questo non significa negare le vere patologie.
Significa evitare di trasformare ogni differenza in diagnosi e ogni diagnosi in terapia.
La salute non può essere guidata dalla paura.
Chiediamo spiegazioni.
Chiediamo dati scientifici solidi.
Diffidiamo delle affermazioni assolute e delle soluzioni semplicistiche.
Una buona comunicazione sanitaria non crea malati dove non ci sono.
Aiuta a distinguere tra ciò che va davvero curato e ciò che è semplicemente umano.