Sabrina Cassottana - Psicologa

Sabrina Cassottana - Psicologa 🔹 Psicologa | Assertività, Autostima, Cambiamento
💡 Strumenti pratici per rafforzare i tuoi confini e ritrovare sicurezza in te stesso

La dott.ssa Sabrina Cassottana, psicologa, a Rapallo (GE), con oltre quindici anni di esperienza, ti accompagna nel tuo percorso di cambiamento integrando psicologia e strumenti innovativi, in un approccio olistico per aiutarti a vivere la vita che desideri. Psicologia, biologia e spiritualità sono a sostegno e guida del percorso, profondamente personalizzato, che ciascuno deve compiere per riporta il colore nella propria vita, allineandosi alla sua natura più vera.

Ci sono no che si strozzano in golae no che escono storti,pieni di spiegazioni, sensi di colpa, ripensamenti.E allora pe...
22/03/2026

Ci sono no che si strozzano in gola
e no che escono storti,
pieni di spiegazioni, sensi di colpa, ripensamenti.

E allora pensi che sia un problema di comunicazione.

Il più delle volte non è solo questo.
Sotto c’è altro.

Ha a che fare con la tua struttura interna.
Con quello che hai preso — o non sei riuscit* a prendere — dal tuo sistema familiare.

In particolare, dal rapporto con tuo padre.

Se quella radice non è integrata,
il limite vacilla
perché manca qualcosa che lo sostenga.

Per questo, nella prossima Palestra dei NO,
lavoreremo anche su questo piano.
In modo esperienziale.

PALESTRA DEI NO – Edizione Sistemica
in collaborazione con Francesca Giavotto, Costellatrice Familiare

📍 Sabato 11 aprile – Genova
🕒 15.00 – 18.00
👉🏻 Per info e iscrizioni, scrivimi in DM.

Questa non è solo una litigata.Non è una litigata tra colleghe e nemmeno una litigata tra amiche.Qui vediamo cosa succed...
21/03/2026

Questa non è solo una litigata.
Non è una litigata tra colleghe e nemmeno una litigata tra amiche.

Qui vediamo cosa succede quando una ferita personale entra nella relazione tra due persone senza essere elaborata.

Chi scrive lo dice apertamente: quello che sente le ricorda una dinamica familiare.
È interessante vedere che cosa succede dopo.

In questo esempio, è chiaro come riconoscere una ferita non significhi farsene carico.

Se quella ferita viene usata per incolpare l’altro, per attribuirgli responsabilità che non sono sue e renderle tratti del suo carattere, è chiaro che la relazione smette di essere uno spazio di confronto e diventa un campo di compensazione

Qui succede una cosa precisa: l’amica viene chiamata a cambiare non per migliorare la relazione, ma per non riattivare quella ferita che esiste già e viene da lontano.

Questo chiaramente sposta completamente il punto del discorso: non si sta più discutendo di un comportamento, ma si sta cercando di regolare un’emozione attraverso l’altro.

E lì non c’è dialogo che tenga.

18/03/2026

Essere “troppo sensibili” spesso non significa sentire troppo, ma farsi “attraversare” da qualsiasi cosa.

Quando i confini interni non sono chiari, ogni dettaglio diventa importante e significativo, come se fosse un indizio da analizzare: un tono, una pausa, una risposta più breve del solito…

Il cervello riconosce una variazione e la mente prova a ricostruire il quadro.

Nella Mappa dei Bisogni e dei Talenti, alcune caratteristiche relazionali rendono questa lettura ancora più intensa.

Ecco, in breve, qualche esempio:
3 - L’Imperatrice può percepire subito il clima emotivo del legame e cercare dialogo continuo per ristabilire armonia.

12 - L’Appeso può trattenere tutto dentro, sacrificando i suoi bisogni, pur di non creare tensione.

9 - L’Eremita può ritirarsi nella sua bolla mentale, rimuginare a lungo per capire dove ha sbagliato.

Tre modi diversi di gestire la stessa sensibilità.
La questione non è diventare meno sensibile, ma imparare a costruire e gestire dei confini sufficientemente chiari in modo tale da non assorbire tutto ciò che accade nelle relazioni.





A volte basta pochissimo per cambiare il tono di una conversazione.Un punto al posto dei tre puntini.Una frase più asciu...
10/03/2026

A volte basta pochissimo per cambiare il tono di una conversazione.

Un punto al posto dei tre puntini.
Una frase più asciutta del solito.
Una risposta che si fa attendere un po’ più a lungo.

Quando qualcosa nella comunicazione (e nella relazione in generale) sembra cambiare, il cervello prova a capire cosa sta succedendo.
L’attenzione si restringe e i dettagli (tutti!) diventano più significativi.

In alcune persone questo processo si attiva con particolare intensità. Il sistema nervoso entra rapidamente in allerta e la mente cerca spiegazioni.

È uno dei motivi per cui l’etichetta “troppo sensibile” compare così spesso nelle relazioni.

La Mappa dei Bisogni e dei Talenti permette di osservare da dove nasce questo tipo di risposta: quali situazioni lo attivano e perché alcune persone percepiscono i segnali del legame in modo molto più immediato di altre.

È un modo diverso per comprendere invece di etichettare.
Così, di solito, è anche più facile cambiare.

Negli ultimi anni mi sto interessando sempre di più alle pratiche corporee che favoriscono stati di rilassamento profond...
09/03/2026

Negli ultimi anni mi sto interessando sempre di più alle pratiche corporee che favoriscono stati di rilassamento profondo e regolazione del sistema nervoso.

In questo contesto ho iniziato ad approfondire anche Access Bars, una tecnica manuale basata sulla stimolazione di 32 punti sul capo, che molte persone sperimentano come un’esperienza di quiete mentale e rilassamento.

Dopo aver scelto di formarmi prima come operatrice e successivamente come facilitatrice, ho iniziato a osservare questa pratica con curiosità anche dal punto di vista professionale.

Spesso, parlando con colleghi, mi sono resa conto che c’è interesse ma anche poca conoscenza diretta di questa tecnica.

Per questo ho deciso di organizzare una edizione della classe Access Bars rivolta a psicologi e professionisti della relazione d’aiuto, pensata come occasione per conoscere in modo diretto e senza preconcetti questa pratica manuale di rilassamento.

Non si tratta di “credere” in qualcosa, ma semplicemente di osservare e sperimentare una tecnica che oggi è sempre più diffusa nel lavoro con la persona.

Nella locandina trovate tutte le informazioni organizzative.

Se siete colleghi curiosi di approfondire o volete semplicemente capire meglio di cosa si tratta, sarò felice di incontrarvi.

08/03/2026

Quando ricevo un vocale da un/una paziente, di solito chiedo di sintetizzare e scrivermi un messaggio di testo.

È una questione di setting. E non solo.

Testo e vocale non producono lo stesso effetto mentale.
Il testo obbliga a scegliere le parole, a organizzare il pensiero.
Il vocale segue il flusso e chiede attenzione continua.

Nel carosello precedente trovi anche qualche dato concreto su questa differenza.

Tra una seduta e l’altra il lavoro non si ferma.

Se senti l’impulso di “mandare un vocale”, prova così:

1️⃣ Scrivi per 5 minuti senza filtro.
Non per comunicarlo a qualcuno. Per vedere cosa emerge quando resti lì.

2️⃣ Trova la parola giusta.
Non “sto male”. Non “ho l’ansia”.
È rabbia? È vergogna? È paura di essere lasciata?
È difficile. La competenza emotiva oggi è sempre più bassa.
Eppure fermarsi a cercare la parola precisa cambia tutto.

3️⃣ Imposta un timer di 90 secondi e resta focalizzato sul corpo.
Dove senti l’urgenza di comunicare? Che forma ha?
Se dovessi disegnarla, che colori useresti?
Più lo rendi concreto, più diventa contenibile.

Il lavoro non è reagire subito.
È imparare a restare finché l’emozione non diventa pensiero.

Molte persone immaginano il percorso psicologico come una specie di linea diretta:💥Succede qualcosa → 🗯️ lo racconto sub...
06/03/2026

Molte persone immaginano il percorso psicologico come una specie di linea diretta:
💥Succede qualcosa → 🗯️ lo racconto subito → 💬 ricevo una risposta.

È comprensibile. Quando qualcosa ci attiva, il primo impulso è cercare regolazione all’esterno.

Il problema è che, se tutto viene gestito in tempo reale, non si sviluppa una competenza fondamentale: stare dentro ciò che accade abbastanza a lungo da capirlo.

Tra una seduta e l’altra succede la parte più interessante del processo:
🔸Le reazioni.
🔸Le attivazioni.
🔸I pensieri automatici.
E non serve raccontarli subito.
Serve osservarli, annotarli, portarli nel setting.
È lì che diventano materiale di lavoro.

Il percorso psicologico non è aggiornare qualcuno su ciò che succede nella tua vita.
È imparare a guardarlo mentre accade.

05/03/2026

🚩🚩🚩Nel carosello di qualche giorno fa trovi gli screenshot di cui parlo nel reel e l’analisi delle red flag.
Qui aggiungo un passaggio.

Quando una relazione finisce per , la centrale è la perdita della fiducia.
E la fiducia non si ricostruisce aumentando l’intensità emotiva.

Molte lettere “riparative” hanno questa struttura:
molto dolore dichiarato, molto rimorso raccontato, poca trasformazione mostrata.

Il pentimento è un passaggio.
Ma se resta centrato su chi scrive, diventa autoreferenziale.

Se il cuore del messaggio è: “sto male”, “ho capito”, “mi manchi”, “non riesco a perdonarmi”…
ma non c’è traccia concreta di come sia cambiato il modo di stare in relazione, non siamo davanti a una riparazione.
È una regolazione emotiva.

Scaricare il alleggerisce chi scrive.
MA… non necessariamente tutela chi riceve!

La responsabilità non è solo dire “ho sbagliato”, è accettare che l’altro possa NON voler tornare!

👉🏻 La domanda è semplice: questa comunicazione protegge anche chi la riceve?

Tu che ne pensi: pentimento o tentativo di alleggerirsi la coscienza?

Le scuse non sono tutte uguali. Nel messaggio di oggi le responsabilità vengono nominate eccome: il tradimento, la dipen...
28/02/2026

Le scuse non sono tutte uguali.
Nel messaggio di oggi le responsabilità vengono nominate eccome: il tradimento, la dipendenza, le bugie. Tutto riconosciuto.

Ma il centro resta sempre lui.
Il suo dolore.
Il suo pentimento.
La sua difficoltà ad accettare la fine.

Quando una confessione è un flusso emotivo senza confini, può sembrare profonda, e in realtà può essere solo uno scarico.

Dire “ho sbagliato” non equivale a cambiare posizione nella relazione.
Accettare a parole la reazione altrui non significa lasciare davvero spazio.

A volte la maturità non si misura da quanto ci si accusa o ci si ‘perdona’(*),
ma da quanto si riesce a lasciare guarire l’altro. ❤️‍🩹

👇🏻
(*) di quanto sia poco costruttivo parlare di ‘perdono’ parleremo in un’altra occasione!

25/02/2026

OPEN DAY ACCESS BARS

Che vuol dire?
Che ti invito a fare una prova:
⏱️ 20 minuti
💆🏻‍♀️ un tocco delicato su alcuni punti della testa
🧘‍♀️ un rilassamento paragonabile alla meditazione profonda
💤 senza far nulla (puoi anche ronfare!)

Magia? No.
Stregoneria? Men che meno.

Si chiama Access Bars.
È una tecnica giovane, ma la scienza è dalla sua:
🔸 2016 - Il neurobiologo dr. Fannin utilizza l’EEG per monitorare le onde cerebrali: verifica che Access Bars favorisce un rilassamento paragonabile a quello della meditazione avanzata e facilita un maggiore equilibrio tra emisferi cerebrali 👉🏻 logica ed emozioni si integrano meglio
🔸2017 - La psicologa T. Hope sottolinea la riduzione di sintomi di ansia e depressione.
🔸2025 - La D.ssa Vester osserva un aumento della coerenza cardiaca 👉🏻 il corpo è in equilibrio, con migliori capacità di recuperare dallo stress.

Se sei arrivat* a leggere fin qui,
fatti un regalo: prenota il tuo posto.

💰Le sessioni di prova sono a OFFERTA LIBERA. 👇🏻
🐱Il ricavato verrà interamente destinato a “Gilda e gli Sfigatti”, una piccolissima realtà di volontariato con poche mani e tanto cuore.
❤️‍🩹 La tua offerta diventerà una visita veterinaria, una sterilizzazione, un farmaco o una pappa.

SABATO 28 FEBBRAIO A RAPALLO (GE)

Prenota il tuo posto scrivendomi in DM o su WhatsApp al 329.6058343

23/02/2026

Se quando percepisci distanza o ambiguità in una relazione vai in tilt,
non importa se l’altro abbia o meno ragione, ma importa capire cosa si attiva in te.

Nel percorso psicologico utilizzo la Mappa dei Talenti come lente strutturale per individuare:
• Il bisogno relazionale di base con cui entri in un rapporto
• La paura che si accende quando quel bisogno non è visto e nutrito
• La strategia automatica che metti in atto per tentare di ristabilire l’equilibrio

Quando questa sequenza è chiara, diventa più facile vivere meglio con gli altri.

Se “sei troppo” è una frase che ritorna spesso nella tua vita,
può essere un buon punto di inizio per il tuo percorso psicologico.

Il problema non è se fai troppo o troppo poco in relazione, ma cosa c’è sotto.Quel “sei troppo” non nasce (solo) dall’in...
20/02/2026

Il problema non è se fai troppo o troppo poco in relazione, ma cosa c’è sotto.

Quel “sei troppo” non nasce (solo) dall’intensità, ma anche e soprattutto dal bisogno sottostante: è lui che guida.

La Mappa dei Bisogni e dei Talenti - una «lente di ingrandimento» basata sulla simbologia della numerologia tarologica - aiuta a vedere proprio questo: in che modo i tuoi bisogni ti fanno entrare nelle dinamiche di coppia.

Ti faccio qualche esempio.

Chi ha un 12 – Appeso nell’ambito della Relazione Conservativa può restare a lungo in una dinamica sbilanciata, sacrificando i propri bisogni e investendo moltissimo sull’altro. Da dentro è lealtà. Nel tempo può diventare peso.

Con un 3 – Imperatrice, si può eccedere nell’accudimento, nel dialogo continuo, nel nutrire la relazione. Quando l’altro non regge questa intensità, la sua presenza può essere percepita come invadenza.

Chi ha il 9 – Eremita può fare l’opposto: si ritira, analizza, rimugina per capire dove ha sbagliato. Dall’esterno sembra distante; dentro sta cercando un punto fermo.

Tre modalità diverse.
Tre modi coerenti di stare nel legame.
Tre possibili “sei troppo”.

Dentro un percorso psicologico, la Mappa dei Bisogni e dei Talenti serve a rendere visibile questo livello di funzionamento, così che la relazione non diventi un luogo in cui ti perdi senza accorgertene, ma un posto sicuro da abitare.

Indirizzo

Via Giuseppe Mazzini, 1a
Rapallo
16035

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393296058343

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