Sabrina Cassottana - Psicologa

Sabrina Cassottana - Psicologa 🔹 Psicologa | Assertività, Autostima, Cambiamento
💡 Strumenti pratici per rafforzare i tuoi confini e ritrovare sicurezza in te stesso

La dott.ssa Sabrina Cassottana, psicologa, a Rapallo (GE), con oltre quindici anni di esperienza, ti accompagna nel tuo percorso di cambiamento integrando psicologia e strumenti innovativi, in un approccio olistico per aiutarti a vivere la vita che desideri. Psicologia, biologia e spiritualità sono a sostegno e guida del percorso, profondamente personalizzato, che ciascuno deve compiere per riporta il colore nella propria vita, allineandosi alla sua natura più vera.

A volte, non riesci a dire di no per un atto di amore cieco verso il tuo sistema familiare.Ti spiego meglio.I 3 segnali ...
09/04/2026

A volte, non riesci a dire di no per un atto di amore cieco verso il tuo sistema familiare.

Ti spiego meglio.

I 3 segnali che hai appena letto nelle slide sono solo la punta dell’iceberg.

Dietro quel senso di colpa che ti stringe lo stomaco o quel bisogno di giustificarti all’infinito, c’è una memoria antica.

A livello sistemico, dire “NO” ti espone al rischio dell’esclusione: lo hai imparato da bambino. Se disobbedisci alla mamma, lei si arrabbia e ti senti “escluso” dal suo amore.

Abbiamo imparato, generazione dopo generazione, che compiacere l’altro era l’unico modo per garantirci l’appartenenza, per sentirci al sicuro nel “branco” familiare.

Oggi quel meccanismo di sopravvivenza è diventato la tua gabbia.

In questa edizione della Palestra dei NO, non ci limiteremo a imparare “tecniche di comunicazione”. Andremo a guardare “chi c’è dietro di te” quando parli.

Insieme a Francesca Giavotto ➡️ Costellatrice Familiare integreremo lo sguardo delle Costellazioni Familiari per:
👉 capire a chi sono rivolti i tuoi sì forzati
👉 sentire la forza delle tue radici che ti sostiene
👉 trasformare l’assertività da uno sforzo di volontà a un movimento naturale dell’anima.

Sabato ci ritroveremo per un lavoro profondo, sistemico e, soprattutto, liberatorio.

Ci sono ancora pochissimi posti disponibili per questa edizione speciale.

📩 Scrivimi INFO nei commenti o in DM per ricevere tutti i dettagli e il link per iscriverti.

È il momento di onorare il tuo sistema, partendo da te stess*.

08/04/2026

Quando resti in coppia per senso di colpa non ami nessuno e non rispetti nessuno: né te, né l’altro.

Lo tieni lì, bloccato.
Così che nessun altro possa averlo.

Non gli dici né sì, né no.
Il tuo è un “non ho il coraggio di dirti di no”.

Quindi restate sospesi entrambi in una finzione, mentre la vita scorre via. Sprecata.

E più te ne rendi conto, più ti arrabbi col partner, magari pensando che potrebbe lasciarti lui/lei, ma non lo fa.

Nella Palestra dei NO lavoriamo esattamente su questo punto.

Sul TUO diritto di dire no
e sul perché non riesce a uscire.

Scrivimi COLPA in DM e ti mando il link per iscriverti alla Palestra dei NO
di sabato 11 aprile a Genova
con la collaborazione esclusiva di

03/04/2026

Tuo figlio non ha bisogno di un altro amico.

Diciamo “sì” a tutto per evitare urla, capricci e sensi di colpa.
Ci raccontiamo di essere genitori “aperti”, moderni, ma la verità è più scomoda: stiamo crescendo una generazione che non sa gestire un limite.

Se non imparano da te a reggere un “No”, come faranno domani a dire di no a una relazione malsana o a un gruppo sbagliato?
O peggio: cresceranno pensando che tutto sia loro dovuto, schiantandosi contro la realtà.

Tuo figlio non cerca un complice. Cerca una spina dorsale.

Dire di “No” è l’atto d’amore più difficile, perché richiede di reggere la loro delusione senza crollare.

Se il tuo “No” vacilla perché hai paura di non essere amato da tuo figlio, fagli un regalo: vieni ad allenarti.

LA PALESTRA DEI NO
con la collaborazione di Francesca Giavotto Counselor
Genova, 11 Aprile, 15.00-18.00
3 ore tra psicologia e costellazioni familiari per riprenderti il tuo posto.

👉 Scrivimi in DM per il programma.
I posti sono limitati.

31/03/2026

In questo periodo, seguendo la formazione per diventare facilitatrice di costellazioni familiari, mi sto accorgendo di una cosa molto concreta.

C’è una differenza enorme
tra quando parliamo “da soli nel mondo”
e quando parliamo sentendo di “avere nostro padre alle spalle”.

Cambia proprio la sensazione.
Il modo in cui stai.
La stabilità.

È come se la voce arrivasse più lontano.

E mi è diventato chiaro che questo passaggio non poteva restare fuori dalla Palestra dei NO.

Così ho pensato di coinvolgere
che lavora da anni con le costellazioni familiari, per portarvi dentro questo livello.

Sarà una Palestrq ancora più profonda e più concreta.

Un po’ più “radicata”, ecco.

Le iscrizioni sono aperte, per info potete scrivere in DM.

Ci sono no che si strozzano in golae no che escono storti,pieni di spiegazioni, sensi di colpa, ripensamenti.E allora pe...
22/03/2026

Ci sono no che si strozzano in gola
e no che escono storti,
pieni di spiegazioni, sensi di colpa, ripensamenti.

E allora pensi che sia un problema di comunicazione.

Il più delle volte non è solo questo.
Sotto c’è altro.

Ha a che fare con la tua struttura interna.
Con quello che hai preso — o non sei riuscit* a prendere — dal tuo sistema familiare.

In particolare, dal rapporto con tuo padre.

Se quella radice non è integrata,
il limite vacilla
perché manca qualcosa che lo sostenga.

Per questo, nella prossima Palestra dei NO,
lavoreremo anche su questo piano.
In modo esperienziale.

PALESTRA DEI NO – Edizione Sistemica
in collaborazione con Francesca Giavotto, Costellatrice Familiare

📍 Sabato 11 aprile – Genova
🕒 15.00 – 18.00
👉🏻 Per info e iscrizioni, scrivimi in DM.

Questa non è solo una litigata.Non è una litigata tra colleghe e nemmeno una litigata tra amiche.Qui vediamo cosa succed...
21/03/2026

Questa non è solo una litigata.
Non è una litigata tra colleghe e nemmeno una litigata tra amiche.

Qui vediamo cosa succede quando una ferita personale entra nella relazione tra due persone senza essere elaborata.

Chi scrive lo dice apertamente: quello che sente le ricorda una dinamica familiare.
È interessante vedere che cosa succede dopo.

In questo esempio, è chiaro come riconoscere una ferita non significhi farsene carico.

Se quella ferita viene usata per incolpare l’altro, per attribuirgli responsabilità che non sono sue e renderle tratti del suo carattere, è chiaro che la relazione smette di essere uno spazio di confronto e diventa un campo di compensazione

Qui succede una cosa precisa: l’amica viene chiamata a cambiare non per migliorare la relazione, ma per non riattivare quella ferita che esiste già e viene da lontano.

Questo chiaramente sposta completamente il punto del discorso: non si sta più discutendo di un comportamento, ma si sta cercando di regolare un’emozione attraverso l’altro.

E lì non c’è dialogo che tenga.

18/03/2026

Essere “troppo sensibili” spesso non significa sentire troppo, ma farsi “attraversare” da qualsiasi cosa.

Quando i confini interni non sono chiari, ogni dettaglio diventa importante e significativo, come se fosse un indizio da analizzare: un tono, una pausa, una risposta più breve del solito…

Il cervello riconosce una variazione e la mente prova a ricostruire il quadro.

Nella Mappa dei Bisogni e dei Talenti, alcune caratteristiche relazionali rendono questa lettura ancora più intensa.

Ecco, in breve, qualche esempio:
3 - L’Imperatrice può percepire subito il clima emotivo del legame e cercare dialogo continuo per ristabilire armonia.

12 - L’Appeso può trattenere tutto dentro, sacrificando i suoi bisogni, pur di non creare tensione.

9 - L’Eremita può ritirarsi nella sua bolla mentale, rimuginare a lungo per capire dove ha sbagliato.

Tre modi diversi di gestire la stessa sensibilità.
La questione non è diventare meno sensibile, ma imparare a costruire e gestire dei confini sufficientemente chiari in modo tale da non assorbire tutto ciò che accade nelle relazioni.





A volte basta pochissimo per cambiare il tono di una conversazione.Un punto al posto dei tre puntini.Una frase più asciu...
10/03/2026

A volte basta pochissimo per cambiare il tono di una conversazione.

Un punto al posto dei tre puntini.
Una frase più asciutta del solito.
Una risposta che si fa attendere un po’ più a lungo.

Quando qualcosa nella comunicazione (e nella relazione in generale) sembra cambiare, il cervello prova a capire cosa sta succedendo.
L’attenzione si restringe e i dettagli (tutti!) diventano più significativi.

In alcune persone questo processo si attiva con particolare intensità. Il sistema nervoso entra rapidamente in allerta e la mente cerca spiegazioni.

È uno dei motivi per cui l’etichetta “troppo sensibile” compare così spesso nelle relazioni.

La Mappa dei Bisogni e dei Talenti permette di osservare da dove nasce questo tipo di risposta: quali situazioni lo attivano e perché alcune persone percepiscono i segnali del legame in modo molto più immediato di altre.

È un modo diverso per comprendere invece di etichettare.
Così, di solito, è anche più facile cambiare.

Negli ultimi anni mi sto interessando sempre di più alle pratiche corporee che favoriscono stati di rilassamento profond...
09/03/2026

Negli ultimi anni mi sto interessando sempre di più alle pratiche corporee che favoriscono stati di rilassamento profondo e regolazione del sistema nervoso.

In questo contesto ho iniziato ad approfondire anche Access Bars, una tecnica manuale basata sulla stimolazione di 32 punti sul capo, che molte persone sperimentano come un’esperienza di quiete mentale e rilassamento.

Dopo aver scelto di formarmi prima come operatrice e successivamente come facilitatrice, ho iniziato a osservare questa pratica con curiosità anche dal punto di vista professionale.

Spesso, parlando con colleghi, mi sono resa conto che c’è interesse ma anche poca conoscenza diretta di questa tecnica.

Per questo ho deciso di organizzare una edizione della classe Access Bars rivolta a psicologi e professionisti della relazione d’aiuto, pensata come occasione per conoscere in modo diretto e senza preconcetti questa pratica manuale di rilassamento.

Non si tratta di “credere” in qualcosa, ma semplicemente di osservare e sperimentare una tecnica che oggi è sempre più diffusa nel lavoro con la persona.

Nella locandina trovate tutte le informazioni organizzative.

Se siete colleghi curiosi di approfondire o volete semplicemente capire meglio di cosa si tratta, sarò felice di incontrarvi.

08/03/2026

Quando ricevo un vocale da un/una paziente, di solito chiedo di sintetizzare e scrivermi un messaggio di testo.

È una questione di setting. E non solo.

Testo e vocale non producono lo stesso effetto mentale.
Il testo obbliga a scegliere le parole, a organizzare il pensiero.
Il vocale segue il flusso e chiede attenzione continua.

Nel carosello precedente trovi anche qualche dato concreto su questa differenza.

Tra una seduta e l’altra il lavoro non si ferma.

Se senti l’impulso di “mandare un vocale”, prova così:

1️⃣ Scrivi per 5 minuti senza filtro.
Non per comunicarlo a qualcuno. Per vedere cosa emerge quando resti lì.

2️⃣ Trova la parola giusta.
Non “sto male”. Non “ho l’ansia”.
È rabbia? È vergogna? È paura di essere lasciata?
È difficile. La competenza emotiva oggi è sempre più bassa.
Eppure fermarsi a cercare la parola precisa cambia tutto.

3️⃣ Imposta un timer di 90 secondi e resta focalizzato sul corpo.
Dove senti l’urgenza di comunicare? Che forma ha?
Se dovessi disegnarla, che colori useresti?
Più lo rendi concreto, più diventa contenibile.

Il lavoro non è reagire subito.
È imparare a restare finché l’emozione non diventa pensiero.

Molte persone immaginano il percorso psicologico come una specie di linea diretta:💥Succede qualcosa → 🗯️ lo racconto sub...
06/03/2026

Molte persone immaginano il percorso psicologico come una specie di linea diretta:
💥Succede qualcosa → 🗯️ lo racconto subito → 💬 ricevo una risposta.

È comprensibile. Quando qualcosa ci attiva, il primo impulso è cercare regolazione all’esterno.

Il problema è che, se tutto viene gestito in tempo reale, non si sviluppa una competenza fondamentale: stare dentro ciò che accade abbastanza a lungo da capirlo.

Tra una seduta e l’altra succede la parte più interessante del processo:
🔸Le reazioni.
🔸Le attivazioni.
🔸I pensieri automatici.
E non serve raccontarli subito.
Serve osservarli, annotarli, portarli nel setting.
È lì che diventano materiale di lavoro.

Il percorso psicologico non è aggiornare qualcuno su ciò che succede nella tua vita.
È imparare a guardarlo mentre accade.

Indirizzo

Via Giuseppe Mazzini, 1a
Rapallo
16035

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393296058343

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