19/04/2026
Come conservare i farmaci di vario tipo a casa propria?
dal Corriere della sera Elena Meli
Farmaci, le regole fondamentali per usarli e conservarli bene (e non si tengono in bagno)
Con le medicine si possono fare diversi errori: dal modo in cui si assumono al luogo dove si ripongono. Vale la pena di conoscerli per non correre rischi inutili, talora seri
Tubetti strizzati per metà, blister di pillole senza più scatola, sciroppi che quasi non si aprono perché il tappo è «incollato» al flacone: l’armadietto dei medicinali dovrebbe essere un posto dove trovare quanto serve per affrontare piccoli malanni e gestire un primo soccorso, invece spesso e volentieri è il ricettacolo di farmaci mal conservati, scaduti, inutili.
Scaduti
Qualche tempo fa un’indagine condotta su circa duemila persone nel Regno Unito aveva riferito che in media negli armadietti ci sono una trentina di prodotti diversi, con gli antinfiammatori non steroidei da banco che vanno per la maggiore, ma soprattutto che oltre 1 medicinale su 10 è scaduto e quasi la metà dei cittadini prima di prenderlo non controlla; 1 su 3 tiene sciroppi e pillole ben oltre la data di scadenza perché «potrebbero servire prima o poi», senza chiedersi se possano diventare inefficaci o dannosi.
Da restituire
Pochi controllano quel che hanno nell’armadietto. Negli Usa due volte l’anno, a fine ottobre e fine aprile, si tiene la Giornata Nazionale per restituire i farmaci con prescrizione medica: ideata dalla Drug Enforcement Administration, è un modo per evitare che i medicinali possano essere presi da chi non dovrebbe (una grossa spinta è arrivata dal problema dell’abuso di oppioidi, che negli Usa ha riguardato anche giovanissimi che li racimolavano proprio dall’armadietto dei medicinali di casa), ma anche un’occasione per fare pulizia e chiarezza su che cosa serve davvero e che cosa è meglio buttare, facendolo nel modo più corretto.
Farmaci in casa
Cosa succede se sono scaduti
Dopo aver fatto le pulizie primaverili di tutta la casa, sarebbe bene pensare all’armadietto dei farmaci: controllare quello che c’è, eliminare i prodotti scaduti, assicurarsi che siano conservati in maniera corretta sono tutte precauzioni necessarie per prenderli senza rischi.
Perché averli in casa, a disposizione, non significa assumerli senza pensarci troppo e il primo elemento da verificare per non fare errori è controllare la data di scadenza perché, come spiega il farmacologo Gianni Sava, direttore di SIFMagazine della Società Italiana di Farmacologia, «nessun farmaco dovrebbe essere utilizzato oltre la data di scadenza riportata sulla confezione, che tiene conto della formulazione del principio attivo e del tipo di eccipienti (le altre sostanze presenti nella formulazione, ndr). Entro la data di scadenza il medicinale, se conservato in modo corretto, può essere utilizzato con la garanzia della piena attività farmacologica; oltre, può perdere efficacia e dare eventi avversi a causa di trasformazioni chimiche, sia a carico del principio attivo, sia degli eccipienti. Per i farmaci in soluzione, come sciroppi o colliri, viene indicato anche per quanto tempo il medicinale può essere utilizzato da quando viene aperta la confezione».
I liquidi sono più a rischio
Le soluzioni infatti sono particolarmente delicate perché nei liquidi è più probabile che proliferino batteri: un flacone di collirio rimasto aperto troppo a lungo per esempio potrebbe provocare un’infezione oculare, per questo laddove possibile può essere preferibile scegliere colliri in monodose o confezioni piccole.
Che peraltro sarebbero una buona soluzione anche per evitare sprechi e rimanenze, che finiscono per scadere: uno studio recente dell’Università di Helsinki, in Finlandia, ha dimostrato su circa 5 mila persone che fra i motivi i più frequenti per cui teniamo nell’armadietto medicinali inutili o scaduti ci sono proprio le confezioni troppo grandi, oltre alle modifiche delle terapie. La stessa indagine ha anche rilevato che in media conserviamo tre farmaci non necessari e che la maggioranza controlla l’armadietto una volta ogni due anni, troppo di rado: la tentazione di prendere un medicinale scaduto, se lo troviamo, può essere grande.
Come conservarli
Oltre a rivalutare più spesso l’armadietto, magari due volte l’anno come suggerisce la Drug Enforcement Administration statunitense, i finlandesi sottolineano che dovremmo imparare anche a conservare meglio le medicine: non solo perché il 40 per cento rischia di essere alla portata di bambini o perché toglierli dalle confezioni originali può rendere difficile capire che cosa sono, ma soprattutto perché in due casi su tre si scelgono ambienti inadeguati, troppo caldi o umidi come il bagno o la cucina.
Non in bagno
«Il bagno è fortemente sconsigliato», conferma Sava. «I farmaci vanno tenuti facendo attenzione alle indicazioni di corretta conservazione riportate sul foglietto illustrativo, ma in generale vanno riposti in un ambiente asciutto, non soggetto a variazioni di umidità e temperatura e non esposti alla luce, in particolare quella solare. La conservazione scorretta può accelerare la degradazione del principio attivo o degli eccipienti, con perdita di efficacia». Meglio tenerli in camera quindi, in un mobile che non sia facilmente accessibile se ci sono bimbi in casa.
Cosa avere in casa?
Che cosa dovremmo tenerci dentro? «I farmaci da avere in casa sono quelli che servono per gestire rapidamente piccoli disturbi come dolori occasionali, febbre, raffreddori, disturbi dello stomaco e del tratto digerente, allergie», risponde Sava. «Possiamo quindi inserire il paracetamolo per febbre e piccoli dolori, anche in confezione pediatrica nel caso ci siano bambini; poi sono utili l’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene per dolori, febbre e infiammazioni, un antiacido per calmare il reflusso e l’acidità dello stomaco, un antidiarroico, un antiemetico per tenere sotto controllo nausea e vomito e un antistaminico da usare per le allergie stagionali o le punture di insetti. Decongestionanti nasali, mucolitici e pastiglie per il mal di gola sono utili nella stagione fredda, quando è più probabile un’infezione da raffreddamento. Ovviamente poi ci saranno i farmaci opportuni, nel caso in cui in famiglia ci siano persone che seguono terapie croniche».
Nell’armadietto poi è bene tenere un termometro e l’occorrente per piccole medicazioni di primo soccorso come cerotti, bende, forbici e un disinfettante per la cute.
Cosa non tenere in casa (e perché)
È lunga, invece, la lista dei medicinali che non dovremmo avere a casa. «Ne fanno parte tutti i farmaci che possono risultare pericolosi se utilizzati al di fuori di una corretta indicazione terapeutica o che potrebbero portare a gravi tossicità», spiega Sava. «Sono esempi gli analgesici oppiodi, solitamente prescritti per dolori molto intensi, che possono provocare depressione respiratoria o grave stitichezza e sonnolenza; le benzodiazepine, ansiolitiche e /o ipnotiche che, se usate impropriamente, portano a dipendenza, deficit di memoria, riduzione dell’attenzione e dei riflessi che, soprattutto nelle persone anziane, possono facilitare cadute e fratture. Andrebbero poi tolti dall’armadietto gli antibiotici, perché il rischio è prenderli in autonomia in caso di raffreddori o influenza causati da virus, contro cui sono del tutto inutili, o per tempi e a dosaggi inadeguati. L’uso inappropriato degli antibiotici favorisce lo sviluppo di batteri resistenti, che poi non rispondono alle terapie; inoltre, questi farmaci possono alterare la flora batterica intestinale dando diarrea e provocare reazioni allergiche o tossicità epatiche e renali».
Gli antibiotici non sono gli unici farmaci rischiosi da usare senza indicazione del medico: l’errore più comune nell’avere un armadietto dei medicinali, a prescindere da quel che contiene, è proprio il fai da te, auto-prescrivendosi un farmaco che magari in passato è stato d’aiuto per un disturbo simile.
Attenzione ai «mix»
«I sintomi possono somigliarsi ma appartenere a malattie molto diverse e l’uso del farmaco sbagliato, oltre a essere inefficace, può anche peggiorare la patologia», avverte il farmacologo. «È un errore, poi, mischiare i farmaci presenti in casa nel tentativo di continuare una terapia con un farmaco più attivo o perché il primo è terminato e il secondo potrebbe avere una attività simile, oppure usare toppo a lungo i medicinali: succede spesso per esempio con gli spray nasali decongestionanti, che possono dare dipendenza e nel lungo periodo smettere di funzionare, con i lassativi, che possono perdere di efficacia e irritare l’intestino, o con antinfiammatori come aspirina e ibuprofene, che possono portare a gravi lesioni dello stomaco».
Prodotti da banco: seguire le indicazioni
Questi farmaci sono spesso prodotti da banco, facili da acquistare e per questo spesso «banalizzati»: sono però medicinali a tutti gli effetti e serve sempre cautela perché possono interferire con gli altri prescritti dal medico. «Questo è vero soprattutto per le terapie croniche, per esempio in malattie come ipertensione, ipercolesterolemia o depressione, e specialmente negli anziani, che non di rado prendono molti farmaci», osserva Sava. «Sono esempi di prodotti da banco da assumere con attenzione gli analgesici, gli antistaminici, i medicinali a base di pseudoefedrina, i sonniferi, molti prodotti che contengono caffeina, tanti lassativi e diuretici, usati spesso per perdere peso: possono dare interazioni con molti altri principi attivi e, a dosaggi e frequenza scorretti, hanno potenziali effetti tossici anche gravi». Confrontarsi con il medico o il farmacista quindi è sempre opportuno, prima di prendere un qualsiasi medicinale rimasto nell’armadietto.
E in viaggio?
La «valigetta» dei medicinali in vacanza è la versione in movimento dell’armadietto e l’errore più frequente è prendere solo blister, bustine, tubi di crema e così via per far posto nel bagaglio, lasciando a casa confezione e foglietto illustrativo.
Al momento di usarli è facile sbagliare perché non si ricordano avvertenze d’uso o posologia: meglio limitare il numero dei prodotti, ma portare tutto quel che può servire per usarli bene. A seconda della meta può essere più opportuno avere farmaci diversi, a prescindere dalla destinazione è utile portare un antipiretico. E, se si viaggia in aereo, tenere i medicinali nel bagaglio a mano: in stiva potrebbero deteriorarsi a causa di pressione e temperatura.