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Curiosità sui mal di schiena..
06/08/2019

Curiosità sui mal di schiena..

Una Visione Olistica delle aree dell'addome collegate agli ambiti familiari e genetici con lo studio della ripercussione a carico della colonna vertebrale e delle relative infiammazioni

07/06/2019
SETTIMO CHAKRAEccoci giunti all'ultima tappa di questo viaggio energetico. Siamo partiti dalle viscere di Muladhara chak...
27/05/2019

SETTIMO CHAKRA
Eccoci giunti all'ultima tappa di questo viaggio energetico. Siamo partiti dalle viscere di Muladhara chakra per arrivare quassù, al settimo chakra, meta finale del percorso. Attraversate le porte di ogni chakra, ora riposiamo nel centro energetico finale immersi nella sua Luce.
Sahasrara, il pensiero, l’informazione, la conoscenza, la coscienza superiore
chakra7

Il settimo chakra è localizzato nella corteccia cerebrale. Esso rappresenta la struttura cognitiva dell’individuo, i sistemi di credenze che si sviluppano nei diversi momenti della vita di una persona.

Subito dopo l’adolescenza è legato alla ricerca della conoscenza, alla costruzione interiore della propria visione del mondo. Evolve nella saggezza.

Se Sahasrara è chiuso o energeticamente carente, ci sarà difficoltà per il flusso energetico di raggiungere la coscienza, provocando nell’individuo un ripetersi di schemi che si riproporranno sempre nella vita. Questo impedirà di far tesoro delle esperienze negative acquisite che tenderanno a ripetersi, non darà la possibilità di acquisire nuove conoscenze.

L’apprendimento sarà difficoltoso, la mente chiusa su un unico punto di vista.

Se il settimo chakra è invece in eccesso, si perde il contatto con il corpo, con la terra a favore del fanatismo spirituale o intellettuale, fino ad arrivare a veri e propri disturbi psicotici, da distacco dalla realtà.

Il settimo chakra, se carente, può essere riequilibrato attraverso la meditazione, se in eccesso invece si dovrà porre l’attenzione sui chakra inferiori per riportare il soggetto verso un piano materiale.

La meditazione armonizza gli aspetti vibrazionali di Sahasrara. Mente e pensieri hanno bisogno di essere “purificati” dal disordine e dalla confusione. Non ci sono posizioni strane da assumere per meditare, è sufficiente disporre di pochi minuti al giorno per ricreare un proprio spazio interiore per cambiare in meglio tutta la propria vita.

Ajna è il nostro sesto chakra, anche conosciuto come chakra del terzo occhio in quanto situato proprio al centro della f...
27/05/2019

Ajna è il nostro sesto chakra, anche conosciuto come chakra del terzo occhio in quanto situato proprio al centro della fronte, per l’esattezza nell’area tra le sopracciglia. Governa tutti gli organi che si trovano in prossimità di questa zona, quindi gli occhi, l’ipofisi, il sistema ormonale ed il sistema nervoso centrale, composto da cervello e midollo spinale.

VI chakra significato:
Il suo nome sanscrito significa “percepire”, proprio perché dal suo centro hanno origine le nostre idee, i presagi e l’intuito. Il nostro guru interiore, ovvero la nostra parte saggia e lungimirante, risiede proprio in corrispondenza di questo chakra.
Ajna è infatti connesso a tutto ciò che riguarda l’intuizione, l’immaginazione creativa, la concentrazione e la lucidità mentale.
Viene rappresentato come un fiore a due petali: solitamente su ogni petalo è inscritta una lettera in sanscrito, o in alternativa sul petalo di destra è disegnato il sole e su quello di sinistra la luna. Nel fiore è inoltre presente un triangolo con la punta rivolta verso il basso.

Le caratteristiche del sesto chakra
L’elemento che rappresenta questo chakra è la luce, fonte di energia e simbolo di conoscenza, e l’energia che lo caratterizza è quella della visione, che ci rende in grado di conoscere e interagire con il mondo. I due colori che gli vengono associati sono l’indaco e il viola, associati alla spiritualità e all’intelletto.

Quando il sesto chakra è aperto ed equilibrato ne beneficiano la concentrazione e l’intuizione, insieme alla capacità di immaginare e dar vita a concetti visivi nella nostra mente, abilità che riflette una profonda armonia interiore.
L’energia di Ajna ci rende maggiormente consapevoli della realtà che ci circonda e ci permette di conoscere noi stessi senza essere condizionati da desideri o bisogni momentanei. Siamo in grado di percepire con chiarezza il “qui ed ora” senza alcuna distorsione e capaci di elaborare idee, opinioni, discussioni e giudizi con spirito critico e razionale.

Quando al contrario il chakra Ajna è bloccato, a livello fisico possiamo incorrere più facilmente in problemi alla vista, apatia, depressione, stanchezza cronica oppure insonnia e nervosismo.
Sul piano psicologico perdiamo facilmente la memoria e ci lasciamo trasportare da pensieri fugaci, distraendoci facilmente al minimo stimolo. Siamo perennemente divorati da preoccupazioni, ansie e paure e ci convinciamo di essere inutili: veniamo colti anche dall’ossessione di misurare e controllare qualsiasi cosa, spinti dal materialismo e dalla rigidità mentale.
Il rischio più grande nel quale incorriamo è quello di smettere di sognare e perdere l’idealismo, convincendoci a rifiutare qualsiasi idea o stimolo che sia spirituale o non legato a fatti tangibili.

Se invece il sesto chakra funziona in modo eccessivo la nostra testa diventa pesante: un’instancabile attività mentale ci porta all’impazienza e all’egoismo, rendendoci arroganti ed egocentrici. La nostra ambizione prevale su ogni cosa, rendendo difficoltoso il rapporto con gli altri e portandoci ad una visione distorta del mondo e di noi stessi, creata da illusioni senza fonamento e false convinzioni.

QUINTO CHAKRAVishudda, chakra della gola, ponte fra cuore e mente. Purificazione, autenticità, onestà per poter accedere...
01/04/2019

QUINTO CHAKRA
Vishudda, chakra della gola, ponte fra cuore e mente. Purificazione, autenticità, onestà per poter accedere ai chakra superiori. Comunicazione come scambio di energie, non solo di conoscenze, tramite tra parte interna e parte esterna, tra mente e corpo. L’organismo viene mosso dall’istinto, il pensiero dalla razionalità: le due forze si incontrano e si conciliano nel collo, dove si origina la voce, che è la manifestazione sonora della vibrazione prodotta da questo incontro di corpo e mente.

E’ importante esprimere la verità del proprio cuore e le idee della mente. Quando il chakra vishudda è equilibrato ed aperto, siete in grado di esprimere le vostre convinzioni, la vostra creatività e i vostri bisogni emotivi, senza temere il giudizio altrui. Un blocco nel quinto chakra (ordini come “stai zitto” lo provocano) determina un’alterazione nella capacità di comunicare: “buon viso a cattivo gioco” piuttosto che esprimere un turbamento o un’insoddisfazione interiori, tendenza al pettegolezzo, eccessi nell’alimentazione, fumo, alcolismo, comportamento ossessivo, logorrea. Nel corpo fisico tutti gli organi usati nella comunicazione e nel settore artistico: gola, bocca, lingua, tiroide, orecchie, occhi e mani. Disturbi del linguaggio, disordini, alimentari, stress acuto, sordità.

Analizzando il timbro della nostra voce possiamo comprendere lo stato di energia del quinto chakra. Una voce che manifesta equilibrio è risonante e ritmica, chiara, in grado di esprimere le proprie idee onestamente, di ascoltare e rispondere. Quando l’energia del quinto chakra è in eccesso la voce risulta troppo alta e acuta, non vi è una comunicazione equilibrata e si tende a parlare ininterrottamente o ad interrompere gli altri parlandoci sopra. Al contrario, se l’energia del chakra è carente, la voce sarà bassa, strozzata, si va verso l’introspezione e si fa fatica ad esprimersi, rimanendo spesso in silenzio. Spesso non si comunica affatto, gli altri sentono un vuoto comunicativo.

Per comunicazione non si intende solo verbale ma soprattutto auto espressione che comprende esprimere amore per la vita espresso attraverso codici che possono essere compresi all’esterno. La comunicazione è sintonia vibratoria, risonanza, empatia. Imparare quindi a conoscere ed accettare i propri sentimenti e a comprendere e rispettare quelli degli altri. Il corpo è la naturale cassa di risonanza della nostra voce: per modularla in modo equilibrato è necessario sciogliere tensioni sia corporee che emozionali.

Un chakra che dissolve, purifica ed unifica gli elementi dei chakra inferiori e del mondo materiale.

In Biotransenergetica il quinto chakra viene considerato il luogo dove risiedono i nostri talenti, le nostre qualità ancora inespresse. L’aria, la libertà di poterle esprimere, in una sensazione di piena ed autentica espressione di sé aiuta ad equilibrare questo importante chakra, ponte tra mente e corpo, tra tronco e foglie, tra terra e cielo.

L’osservazione del silenzio è davvero fondamentale per l’equilibrio di questo chakra. Persone che non riescono a viverci (devono accendere TV o radio se sono da soli per esempio) hanno difficile accesso alla loro mente e non riescono a focalizzarsi, centrarsi e meditare. Ascoltare di più, se stessi e gli altri, aumenterà la capacità di controllare i sensi e la mente con maggiore facilità e noteranno che tutte le forme di comunicazione saranno più dense di significato. Creare silenzio mentale interiore è il primo passo per poter davvero cominciare ad ascoltare gli altri. L’ascolto profondo è una dote che crea un’intensa connessione con gli altri e aumenta la compassione a livello del cuore. Sento aldilà del verbale. Guardo dietro il suo vestito.

La pratica del silenzio interiore o mouna, consente di fare in modo che le nostre parole coincidano con le nostre azioni, ad accrescere la consapevolezza mentale (prima di parlare si fa revisione delle proprie parole e si impara a dire solo ciò che serve e che è vero), a calmare il ribollire dei pensieri e il moto ondoso delle emozioni.

Consiglio inoltre la meditazione Brahmari, per migliorare capacità espressive e comunicative, per aumentare il senso di pace interiore interrompendo il chiacchiericcio mentale, per migliorare concentrazione, fiducia in se stessi, scacciare giudizio e insicurezza e chiaramente equilibrare il quinto chakra.

Il mantra OM o AUM, suono dell’infinito, è il simbolo della vibrazione originaria, il suono “senza suono” da cui ha avuto origine l’Universo. La sua vibrazione si manifesta nel mondo fisico attraverso il quinto chakra, quando viene cantato a voce alta. Effetto positivo anche sul sistema nervoso, respiratorio; da energia a tutto il corpo perché riequilibra le vibrazioni corporee, risvegliando potenzialità fisiche e mentali latenti. Eì il simbolo di ciò che era, ciò che è e ciò che sarà.

01/04/2019

QUARTO CHAKRA
Ora entriamo nell’analisi dei Chakra che contano, quelli la cui attivazione ci rimette in contatto con la nostra divinità ed il nostro potere; già il nome del quarto Chakra “Anahata” è sufficiente a farci gasare. Il significato della parola in sanscrito è, infatti: “imbattuto” o “illeso”…Le forze ed energie sprigionate dal Chakra sono rivolte all’interno. Similmente al terzo Chakra che era una sorta di porta tra interiorità ed esteriorità, anche questo Chakra rappresenta un passaggio, ma l’aspetto interiore è proponderante rispetto a quello dell’esteriorità, mentre nel terzo Chakra le relazioni con l’esterno hanno un ruolo cardinale.

Le energie del quarto Chakra sono, nella tradizione, associate al colore verde.

Il soggetto con un’iperattività di questo Chakra proietta un’aura prevalentemente verde.

Mangiare cibo verde dovrebbe rafforzare e purificare l’energia del quarto Chakra.Anahata rappresenta l’archetipo del potere divino in noi. Tale potere è l’amore, con cui l’amore romantico è in rapporto di specie a genere. L’amore di cui parliamo qui, potremmo identificarlo con la “A”, ed è un tema approfondito in “Paura ed Amore”.

Dopo il cammino fatto attraverso i primi tre Chakra, in particolare attraverso il terzo, scopriamo a capire ed apprezzare noi stessi, anche se sempre nell’ottica delle relazioni con il mondo esterno.

Attraverso il quarto Chakra – sbloccandone le energie e facendole fluire in modo sano- cominciamo a capire, apprezzare e guarire noi stessi, e solo noi stessi. Esploriamo e guariamo, cioè, la nostra interiorità, i nostri sentimenti, le nostre sensazioni ed emozioni e, appunto, impariamo a comprendere, gestire ed usare la potenza dell’ Amore.

Gli organi e le parti del corpo strettamente influenzati dal quarto Chakra sono:
Cuore e sistema circolatorio, Polmoni, diaframma, costole, braccia e spalle.

La ghiandola associata al Chakra è il Timo.

Le disfunzioni energetiche di questo Chakra:
Portano all’infarto ed insufficienze cardiache, all’asma, al cancro ai polmoni, al prolasso delle valvole mitraliche, alle bronchiti, ai dolori e tensioni della parte alta della schiena, tra le altre problematiche.

Le carenze psichiche ed affettive legate alle disfunzioni di Anahata sono quelle connesse ad odio ed amore, al risentimento ed all’amarezza, al dolore ed alla rabbia, alla capacità di perdonare e di provare compassione, oppure alla speranza ed alla fiducia.

L’elemento connesso al Chakra è l’AriaLa grande verità… Il grande messaggio spirituale che il primo Chakra rappresenta è:
“L’ Amore è potenza divina”

quarto chakra, sesto chakra, terzo chakra
La potenza dell’Amore!

Dopo le peripezie della vita, in cui sono coinvolti i primi tre chakra, cominciamo ad imparare la grande verità che l’Amore è la cosa più importante. All’inizio della vita, infatti, ci troviamo sommersi nelle numerosissime problematiche dei gruppi cui apparteniamo (la famiglia, il gruppo di amici, la classe, i gruppi sportivi, ecc…) ed impariamo (si spera) ad avere il miglior rapporto possibile con tutto quanto è la nostra provenienza, rapporto che non danneggia né noi, né loro.

Poi cominciamo (secondo Chakra) a scoprire e vivere i rapporti con singoli individui al di fuori dei soggetti più prossimi (amici e compagni sesuali).

In seguito, con Manipura, impariamo a conoscere e rispettare le nostre esigenze, i nostri desideri e le nostre volontà. Cominciamo a porci il problema di capire come possiamo raggiungere i nostri obiettivi, e come tali raggiungimenti debbano integrarsi con tutto ciò che ci circonda.

Ma con Anahata, cominciamo a capire cosa siamo veramente e nel profondo, e cominciamo a prendere consapevolezza della nostra natura spirituale, eterna ed infinita. Cominciamo a capire come questa nostra natura sia un riflesso della natura divina, o, meglio, sia un’espressione di tale natura divina. Impariamo che l’Amore è la forza e l’energia espressiva di questa natura divina, e che usandolo possiamo creare la nostra realtà e protendere costantemente ad una maggiore felicità. I problemi si abbattono, i disagi spariscono, le inimicizie si sciolgono, i litigi non nascono, o si sgretolano dopo pochi secondi… quando l’energia di Anahata è forte e costante.

Il quarto Chakra è il Chakra “della Legge di Attrazione”. Poichè la Legge attrae ciò che si sente e non quello che la razionalità vuole o crede di volere.

Occorre sviluppare ancora questo concetto:

Uno dei dettami della Legge di Attrazione, approfondito nell’articolo sulla Gratitudine, è, infatti, quello di essere grati per i sogni che si vogliono realizzare prima che questi si manifestino concretamente nella realtà. Ebbene, se si è grati, le emozioni sono positive… ed il cuore (od Anahata) è il luogo dal quale tale contentezza si può sprigionare, il luogo grazie al quale le paure si possono dissipare, il luogo nel quale le negatività del passato possono essere lasciate andare. Il luogo in cui ci si può perdonare dei propri errori e delle proprie malefatte, ed il luogo in cui le malefatte che i soggetti all’esterno ci hanno fato subire.

Solo dopo avere espresso queste potenzialità del cuore si può essere grati. Solo dopo quest’evoluzione si può affinare la capacità di sentire le proprie emozioni. E solo dopo tutto ciò si può vedere la realtà della Legge di Attrazione (che non è la bufala piaciona che potrebbe sembrare) e la si può fare funzionare a proprio vantaggio.

Un corretto interfacciarsi con questo centro energetico si manifesta, tra l’altro:

con il perdonarsi del proprio passato;
con il perdonare i propri “avversari e nemici”, comprendendo la loro funzione didattica ed utile nel grande contesto delle cose;
nell’intuire la divinità di tutto e tutti;
nell’acquisire, come conseguenza del punto precedente, una grande pace e tranquillità, ed una fiducia che, in ultima istanza, tutto è bene;
nel comprendere che non sempre gli accadimenti possono e debbono essere controllati;
quasi come coronamento di tutti i punti precedenti, ma anche come catalizzatore degli stessi, si impara ad essere fortemente radicati nel momento presente. Anche perchè si intuisce che il presente è l’unico tempo, ed è il tempo di azione dell’Amore.
Quando l’energia è sana, in equilibrio e ben gestita si è:
Molto razionali, ma non schiavi della mente ed inconsapevoli delle emozioni, attivi nella propria comunità di appartenenza, cordiali ed amichevoli. Si è, il che è essenziale per la felicità, empatici e compassionevoli.

Non bisogna dimenticare che lo sviluppo dei Chakra, nel corso della vita, è forse sequenziale in senso cronologico e logico, ma ciò non vuol dire che i primi Chakra siano meno importanti di quelli più alti e successivi. Non bisogna nemmeno credere che lo sviluppo di uno “autorizzi” a dimenticarcene. Le sfide della vita richiedono un corretto fluire delle energie dal basso in alto e viceversa. La soluzione ad un quarto Chakra bloccato può anche essere, tra le altre, riequilibrare e sbloccare i Chakra ad esso sottoposti o sovrapposti.

Quando l’energia e prorompente si è:
Ipertesi (con dolore e tensione alle spalle), eccessivamente critici, aridi con le emozioni, innamorati in modo immaturo, generosi solo sotto condizione…

Quando l’energia di Anahata è carente si è:
Paranoici, indecisi, con grande terrore del “lasciare andare”, che è invece uno dei grandi e ripetuti insegnamenti spirituali. Ci si sente costantemente immeritevoli dell’amore e dell’amicizia altrui, si è sempre alla ricerca di consolazione e conforto da terzi.

TERZO CHACKRAIl terzo chakra, Manipura, è chiamato anche il centro del comando. È in questo centro di elaborazione energ...
11/02/2019

TERZO CHACKRA
Il terzo chakra, Manipura, è chiamato anche il centro del comando. È in questo centro di elaborazione energetica che l’essere umano può trovare la forza, la determinazione e la volontà per affermare le proprie scelte rispetto al mondo che lo circonda: un forte terzo chakra gli fornisce la possibilità di sostenere tutte le sfide che ogni giorno presenta.

Qui ha la sede la nostra volontà, la nostra determinazione, la capacità di non mollare un obiettivo e di perseguirlo fintanto che non lo abbiamo raggiunto.
Il primo chakra ci fornisce la radice, ci radica alla terra; nel secondo chakra ci avventuriamo in un importante movimento di scoperta sensoriale ed emozionale del mondo e dell’altro; con il terzo chakra impariamo a usare il nostro potere, scegliendo e dando una direzione alla nostra vita concretamente, in allineamento a quello che desideriamo per noi.

“Io voglio, io posso” è l’affermazione di questo chakra.

Il suo è un potere radioso, splendente come quello del sole. Infatti il nome sanscrito Manipura significa “la città della gemma rilucente”, o“città rilucente”: mani significa “gemma grezza” e pura vuol dire “città”.

L’elemento che richiama e che è ad esso collegato è il fuoco e il colore ad esso associato è il giallo, colore che possiamo vedere come l’apice di una fiamma, alla cui base c’è il colore rosso del primo chakra, a salire l’arancione del secondo e di cui il terzo è la scintilla dell’entusiasmo che conduce all’azione.

La sua collocazione, all’interno dell’anatomia energetica, ma anche fisica, è due dita circa sotto l’ombelico, comprendendo anche tutta la zona del plesso solare con gli organi digestivi annessi. Manipura controlla, infatti, totalmente il potere di digerire e trasformare non solo gli elementi concreti come il cibo, ma anche, a livello sottile, la nostra vita, e così sostiene e alimenta un processo continuo di rinascita e cambiamento.

Il terzo chakra è rappresentato da un fiore di loto che ha dieci petali gialli in cui sono scritte dieci lettere.
Questi petali rappresentano le dieci nadi che danno origine a questo chakra. Al centro del fiore c’è un triangolo rosso simbolo del fuoco con la sillaba RAM e un ariete, animale messaggero del signore del fuoco o Agni.
IL CENTRO DELL'OMBELLICO:LA SUA IMPORTANZA PER LA SALUTE E LO SVILUPPO INTERIORE
Il “centro dell’ombelico”: la sua importanza per la salute e lo sviluppo interiore
Il terzo chakra viene a volte chiamato “il centro dell’ombelico”. Questo nome indica come all’interno della tecnologia dello yoga Manipura sia un centro energetico molto importante. È importante per l’accumulo di energia: quando siamo nella pancia di nostra madre assorbiamo tutti i nutrimenti che ci servono per vivere proprio dal cordone ombelicale e, una volta separati da essa con il suo taglio, a livello sottile l’ombelico continua ad assorbire nutrimento dalla madre cosmica.
È importante anche come centro di diffusione, perché è proprio da qui si diramano le migliaia di canali energetici chiamati nadi, che servono a trasportare l’energia cosmica (o prana) ovunque nel corpo energetico.

Quindi potremmo affermare che l’ombelico controlla la salute pranica-energetica del nostro sistema, ed è proprio da questo bacino pranico che nasce un impulso verso il primo chakra che risveglia la kundalini: nell’incontro delle due forze energetiche di base il polo positivo Prana e quello negativo Apana che qui si fondono, si origina un cosiddetto “fuoco freddo” che va in giù fino al primo chakra e stimola il risveglio dell’energia kundalini.

La vista è l’organo di senso governato da Manipura: c’è infatti un diretto collegamento tra fegato e occhi come appartenenti ad un sistema comune, considerato ad esempio nella medicina tradizionale cinese. Ma anche la medicina occidentale riconosce un collegamento tra le patologie epatiche e l’occhio (vedi ad esempio l’occhio giallo dell’ittero, o l’occhio arrossato dei malati di cirrosi epatica).
IL FUOCO DELLA RABBIA E L'EGO
Il fuoco della rabbia e l’ego
L’emozione più potente ad esso collegata è la rabbia.
Quando non vi è equilibrio nel terzo chakra, non ascoltiamo i nostri impulsi verso ciò che ci dà piacere e che ci interessa: possiamo vivere in uno stato di insoddisfazione e rabbia perenni, come se ci fosse un “fuoco” che ci consuma e che ci può condurre alla disperazione. Oppure siamo concentrati su noi stessi, calpestiamo e comandiamo gli altri senza prestar loro ascolto: in questo chakra, se non armonico, c’è la possibilità di nutrire un Ego smisurato, che ci impedisce di far salire l’energia verso il chakra del cuore, tenendoci prigionieri della parte più materiale di noi stessi.

Il chakra del guerriero spirituale
Quando una persona ha acquisito un terzo chakra forte, sa come iniziare e finire e completare un’azione. Per questo in alcune scuole di yoga questo chakra viene associato all’archetipo del guerriero spirituale come colui che è capace di conoscere la propria missione e creare l’energia per metterla in atto e portarla a compimento, colui che può vivere con impegno e coinvolgimento, obbedendo alla consapevolezza più elevata e comandando alla sua mente e ai sensi.
CARATTERISTICHE:
Le caratteristiche del terzo chakra
Nome sanscrito Manipura (letteralmente, “gemma rilucente”, “città rilucente”)
Nome italiano Chakra dell'ombelico, chakra del plesso solare, terzo chakra
Zona del corpo Tutta l'area attorno all'ombelico, compreso il plesso solare; muscoli
Ghiandola corrispondente Pancreas
Parti del corpo correlate Organi dell'apparato digerente: fegato, stomaco, pancreas, cistifellea, milza; ghiandole surrenali
Funzione Centro del potere personale e dell'impegno, capacità di affrontare la vita con determinazione
Disfunzioni Problemi digestivi, ulcera, debolezza visiva. Diabete.
Ira, senso di superiorità, superbia, egoismo, iperattività, timidezza, scarsa energia, incapacità di realizzazione
Armonizzazione Forte volontà e determinazione, capacità di raggiungere un obiettivo, carisma, efficienza, capacità di affermarsi
Paura Paura di agire e di scelta
Senso Vista
Simbolo Un fiore a dieci petali gialli su cui sono scritte le lettere Dam, Dham, Nam, Tam, Tham, Dam, Dham, Nam, Pam e Pham, con al centro un triangolo rosso del fuoco, la sillaba radice Ram e un'ariete (tradizionale messaggero del Signore del fuoco, Agni)
Elemento Fuoco
Colore Giallo
Mantra RAM
Nota Mi
Animale Ariete
Divinità Lakshmi, Agni, Rudra, Vishnu
Pianeta Marte
Pietra Ambra, topazio, quarzo citrino, occhio di tigre, pirite ferrosa

SECONDO CHAKRASvadhisthana, chiamato anche chakra dell’ombelico o chakra sacrale, è connesso al cibo, alla sessualità e ...
01/02/2019

SECONDO CHAKRA
Svadhisthana, chiamato anche chakra dell’ombelico o chakra sacrale, è connesso al cibo, alla sessualità e al corpo. Nel secondo chakra c’è il mutamento da uno a due: nella consapevolezza degli altri nasce il desiderio di unione.

È il centro della gioia, dell’alleanza, della fiducia, dell’accettazione di “ciò che è”.
È in relazione all’elemento acqua, al gusto, al colore arancione.

Chi si concentra su Svadhisthana ottiene i più eccelsi poteri sovrumani, si libera delle sei cattive inclinazioni proprie dell’ego, eccelle fra gli yogin e illumina quasi fosse il sole le tenebre dell’ignoranza. Meditando su questo chakra si acquista il dominio sull’acqua, la capacità di vedere e comunicare con il mondo astrale e il potere di governare l’attività sessuale.

Il chakra sacrale: la sua importanza per la salute e lo sviluppo interiore
Un chakra sacrale equilibrato, stabile e vitale favorisce un buon rapporto con il Sé, con il proprio corpo e con la sessualità, con tutte le conseguenze positive sullo sviluppo interiore. Stimola creatività, sicurezza di sé e vitalità.

Da un punto di vista fisico, un secondo chakra forte aiuta a prevenire i disturbi mestruali, le malattie degli organi sessuali, i dolori ai reni, l’impotenza. Collegato al sangue e alla linfa, il chakra sacrale dà energia a tutte le funzioni corporee ed è essenziale per il benessere generale dell’organismo.

Quando il chakra Svadhistana è in grave disequilibrio, l’energia sessuale affluisce eccessivamente o in modo insufficiente e può dar luogo a gelosie, paure, desideri inappagati e ossessivi, impotenza e frigidità,

Meditare sul secondo chakra ci incoraggia a capire noi stessi nella nostra unicità, a sviluppare il nostro potere creativo, la capacità di nutrire e amare.

Le caratteristiche del secondo chakra
Nome sanscrito Svadhistana (letteralmente, “dimora del sé”)
Nome italiano Chakra sacrale, chakra dell'ombelico, secondo chakra
Zona del corpo Zona dei genitali
Parti del corpo correlate Ovaie, genitali, sistema circolatorio, reni, vescica, prostata. Inoltre, la parte inferiore della schiena e le ginocchia
Ghiandola corrispondente Gonadi
Funzione La creatività, intesa sia in senso fisico che mentale e spirituale
Armonizzazione Consapevolezza del proprio corpo, vitalità, creatività, energia, facoltà riproduttiva, gioia di vivere, passionalità
Disfunzioni Debolezza, crisi creative, senso di impotenza, paura, ossessività, gelosia.
Disturbi mestruali, impotenza, frigidità, problemi renali, circolatori o di milza, della vescica e del basso ventre, rigidità alla regione sacrale e coccigea
Senso Gusto
Simbolo Un loto a sei petali color arancio, al cui centro è una luna crescente e un fiore di loto
Elemento Acqua
Colore Arancione
Mantra VAM
Nota Re
Animale Coccodrillo, pesce, animali marini
Divinità Vishnu, che unisce creazione e distruzione, e Rakini Shakti, "la divinità che beve il nettare del settimo chakra"
Pianeta Luna
Pietra Opale bianco, ambra, corallo, tormalina rossa, corniola, cristallo di rocca, selenite, topazio, quarzo citrino

E PARLIAMO DI CHAKRAIl primo chakra porta il nome sanscrito di Muladhara, o chakra della radice.È “il centro della base”...
24/01/2019

E PARLIAMO DI CHAKRA
Il primo chakra porta il nome sanscrito di Muladhara, o chakra della radice.

È “il centro della base”, rappresenta le fondamenta di tutto il sistema dei chakra e qui risiede l’energia della kundalini: solo se la base è forte l’energia può salire attraverso gli altri chakra, così come solo quando è assicurata la sua sopravvivenza materiale (mangiare, dormire, salute fisica e lavoro) l’essere umano può concentrarsi su attività quali imparare, creare relazioni, coltivare la spiritualità, eccetera.

Il primo chakra ci collega al suolo, è associato all’elemento terra e a tutto quanto, come la terra, è solido e stabile. Rappresenta il radicamento, l’istinto di sopravvivenza e il bisogno di sicurezza; coltiva l’abbondanza materiale, ma anche la forza interiore. È qui che si genera l’impulso sessuale.

Il primo chakra è rappresentato da un quadrato inscritto in un cerchio, circondato da quattro petali di loto rossi. Il quadrato, il numero 4 e il colore rosso sono tutti attributi dell’elemento terra. Al centro del quadrato si trovano un triangolo, il mantra LAM e l’elefante, un animale simbolo di stabilità, benessere e forza interiore.

Il chakra della radice: la sua importanza per la salute e lo sviluppo interiore
La sede di Muladhara nel corpo umano è alla base della colonna vertebrale, tra l’ano e i genitali. Il primo chakra corrisponde alle ghiandole surrenali; controlla anche le funzioni dell’intestino, le gambe e tutte le parti solide del corpo: ossa, unghie, denti.

Meditare con regolarità sul Muladhara conferisce fiducia e calma allo spirito e al corpo, stimola un atteggiamento coraggioso ed entusiasta nei confronti della vita.

Da un punto di vista fisico, un primo chakra sano favorisce la guarigione, dà ossa e denti forti, un intestino sano e regolare, può prevenire infiammazioni del nervo sciatico e problemi renali, regola la pressione sanguigna.

Un blocco del primo chakra si traduce in insicurezza, scarsa fiducia in sé stessi e apatia. All’opposto, se iperattivo si corre il rischio di attaccarsi eccessivamente ai beni materiali, di essere troppo rigidi e ostili ai cambiamenti, di indulgere in egoismo e aggressività.
I periodi in cui avvengono grandi cambiamenti nella vita, come un cambio di lavoro, un trasloco, una separazione, mettono alla prova la nostra sicurezza e stabilità. In questi momenti, il primo chakra avrà bisogno di maggiori attenzioni.

Le caratteristiche del primo chakra
Nome sanscrito Mulhadara (letteralmente, “sostegno della base”)
Nome italiano Chakra della radice, centro della base, primo chakra
Zona del corpo Alla base della colonna vertebrale, nel perineo, tra l’ano e i genitali
Ghiandola corrispondente Ghiandole surrenali
Parti del corpo correlate Intestino crasso, coccige, denti, ossa, gambe, piedi
Funzione Sopravvivenza, contatto con la Madre Terra, stabilità, sicurezza materiale
Disfunzioni Egoismo, aggressività, inerzia, insicurezza. Malattie intestinali, colite nervosa, problemi di peso, emorroidi, stitichezza, sciatica, mal di schiena, vene varicose; disturbi alla vescica, ai reni, alla prostata; malattie delle ossa, sbalzi di pressione arteriosa
Armonizzazione Forte energia vitale, sicurezza, capacità di affermarsi, fiducia, prosperità materiale e spirituale
Paura Paura esistenziale
Senso Olfatto
Simbolo Quattro petali rossi con al centro un quadrato giallo oro inscritto in un cerchio. Il quadrato contiene a sua volta un triangolo, la sillaba LAM e un elefante
Elemento Terra
Colore Rosso
Mantra LAM
Nota Do
Animale Elefante, bue, toro: animali associati alla terra per la loro solidità
Divinità Brahma, signore della creazione, e Dakini, custode della realtà fisica
Pianeta Mercurio
Pietra Rubino, corallo rosso, granato, diaspro, onice nero, ossidania

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