Libero professionista (Attore specializzato in Teatroterapia )

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24/12/2025

Per i cristiani, e in particolare nell'idea di Giustino, filosofo cristiano e martire, la figura di Gesù di Nazareth si realizza in due concetti fondamentali e apparentemente distanti: quello ebraico di Messia e quello greco-filosofico di Logos.

L'unione di queste due nozioni permise al cristianesimo primitivo di presentare la figura di Cristo sia al mondo giudaico che a quello ellenistico, definendo la sua natura divina e il suo ruolo nella salvezza.

​Gesù come Messia ("Cristo")
​Il termine "Messia" (in ebraico Mashiach) significa "unto" e nell'Antico Testamento si riferiva a re, sacerdoti o profeti scelti da Dio. Per l'ebraismo, il Messia è una figura umana, un re discendente di Davide, destinato a restaurare il Regno d'Israele, sconfiggere i nemici e inaugurare un'era di pace.

​Il cristianesimo riprende questo titolo, ma ne ridefinisce radicalmente il significato. Per i cristiani, Gesù è il Messia atteso, ma la sua missione non è politica o terrena. Egli è il "Cristo" (dal greco Christos, che traduce Mashiach), l'unto non per un regno fisico, ma per un regno spirituale che si manifesta con la sua passione, morte e resurrezione. La sua regalità si esprime non nella forza militare, ma nel servizio e nel sacrificio, come "Servo sofferente" di cui parlano i profeti. La sua identificazione come Messia si rivela pienamente solo dopo la risurrezione, quando la sua divinità viene manifestata.

​Gesù come Logos (Verbo)
​Il concetto di Logos ("parola," "ragione," "discorso") ha una lunga storia nella filosofia greca. Per filosofi come Eraclito, il Logos era la legge universale che ordina il cosmo. Per gli stoici, era la ragione divina che permea la realtà.

Un'influenza cruciale per il cristianesimo fu il filosofo ebreo Filone di Alessandria, che usò il Logos per mediare tra il Dio trascendente della tradizione ebraica e il mondo materiale, vedendolo come lo strumento con cui Dio creò e governa l'universo.

​Il Vangelo di Giovanni, con il suo celebre prologo ("In principio era il Logos..."), applica questa nozione a Gesù. Dichiarando che il Logos "era presso Dio" ed "era Dio," e che "tutte le cose furono fatte per mezzo di lui," l'evangelista identifica Gesù con la ragione creatrice e ordinatrice di Dio.
Questa teologia del Logos permise ai primi cristiani di:
​Espandere la figura di Gesù: non solo un uomo storico e un messia ebraico, ma una figura cosmica, eterna e divina, che ha sempre avuto un ruolo nella creazione.

​Dialogare con la cultura ellenistica: il concetto di Logos era familiare ai Greci, che potevano così comprendere la figura di Cristo in termini di ragione divina e non solo come un re giudeo.
​In questo modo, la rivelazione del Logos filosofico fornì la categoria teologica necessaria per spiegare la natura divina di Gesù, completando il quadro del suo ruolo di Messia e Salvatore.

Giustino Martire nella sua opera apologetica, fu volta a mostrare che il Logos, la ragione universale che i filosofi greci avevano intuito, era pienamente e storicamente rivelato nella persona di Gesù Cristo.

​Il suo obiettivo era duplice:
​Dimostrare ai filosofi pagani che il cristianesimo non era una religione irrazionale, ma la pienezza di ciò che loro stessi cercavano.
​Affermare la superiorità del cristianesimo su ogni filosofia, in quanto solo in Cristo si trova la verità completa.

​Ecco i punti chiave del suo ragionamento, sviluppato principalmente nelle sue Apologie:

​1. Il concetto di "Logos spermaticos" (Logos seminale)
​Giustino introdusse la nozione di Logos spermaticos, un'idea rivoluzionaria per l'apologetica cristiana. Egli sosteneva che il Logos divino, cioè la ragione di Dio, avesse sparso "semi di verità" (spermatikoi logoi) nel mondo e nell'umanità.

​Nei filosofi greci
Giustino riteneva che figure come Socrate, Platone e gli stoici, pur non conoscendo Cristo, avessero espresso frammenti di verità grazie a questa partecipazione al Logos. Essi erano, in un certo senso, "cristiani inconsapevoli".

​Nei profeti ebrei
Allo stesso modo, il Logos si era manifestato ai profeti dell'Antico Testamento, rivelando la verità in preparazione alla sua piena manifestazione.

​2. Cristo come "Logos intero"
​Se i filosofi greci e i profeti ebrei possedevano solo dei "semi di Logos", Giustino affermava che in Gesù Cristo il Logos si era manifestato in pienezza, "facendosi carne" (Logos sarkopoietheis). Per lui, Cristo non era solo un uomo, ma la ragione eterna e creatrice di Dio che aveva assunto una forma umana.

​3. La superiorità del cristianesimo
​Il ragionamento di Giustino portava a una conclusione potente: il cristianesimo non era una dottrina tra le altre, ma il compimento e la verità definitiva di ogni ricerca umana. Egli poteva dire ai suoi interlocutori che "tutto ciò che è stato espresso bene da chiunque, appartiene a noi cristiani", perché la fonte di ogni verità, anche quella parziale e frammentaria, era il Logos, che si era incarnato e pienamente rivelato in Cristo.

​Giustino Martire ha saputo sintetizzare in modo geniale la filosofia greca e la teologia cristiana, usando il concetto di Logos per fare del cristianesimo la "vera filosofia". La sua opera ha aperto la strada a un dialogo fecondo tra fede e ragione che ha caratterizzato gran parte del pensiero cristiano successivo.

Giordano Bruno.

QUANDO EINSTEIN CI INSEGNÒ CHE IL TEMPO NON È UGUALE OVUNQUEAvete mai immaginato che il tempo possa scorrere diversament...
16/12/2025

QUANDO EINSTEIN CI INSEGNÒ CHE IL TEMPO NON È UGUALE OVUNQUE
Avete mai immaginato che il tempo possa scorrere diversamente a seconda del luogo in cui ci troviamo? Può sembrare una fantasia, ma è esattamente ciò che accade nell'universo secondo la straordinaria teoria della relatività generale di Einstein.
Einstein ci ha mostrato che il tempo non è qualcosa di assoluto e immutabile, ma è strettamente intrecciato con lo spazio e influenzato dalla gravità. Più forte è la gravità, più lentamente scorre il tempo. Vicino a un buco nero, ad esempio, il tempo rallenta così tanto che, visto dall'esterno, sembra addiririttura fermarsi del tutto.
Ma non serve arrivare a un buco nero per osservare questo fenomeno. Anche qui sulla Terra, chi vive in montagna o ai piani alti di un grattacielo invecchia—seppur in maniera impercettibile—più lentamente rispetto a chi vive al livello del mare. Questo effetto è così reale che persino i satelliti GPS devono continuamente regolare i propri orologi atomici per compensare questi minuscoli ma fondamentali rallentamenti temporali, evitando così errori significativi nelle nostre mappe digitali.
E la gravità non influisce solo sul tempo: è grazie ad essa che esistono stelle, pianeti, galassie, e quindi la vita stessa. Senza gravità, l'universo sarebbe un luogo vuoto e oscuro, privo di tutte le meravigliose strutture cosmiche che oggi osserviamo. Inoltre, grazie al fenomeno della lente gravitazionale, possiamo osservare galassie lontanissime, rivelandoci segreti nascosti del nostro universo.
Questa è la vera "gravità del tempo": un concetto affascinante che ci insegna quanto l'universo sia molto più strano, meraviglioso e complesso di quanto avessimo mai potuto immaginare.
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10/12/2025

Nella psicologia analitica il “Bambino Divino” è uno degli archetipi più potenti. Rappresenta il Se' in forma germinale.

Non è solo un neonato: ma il Sé nascente, l’unità profonda che tende a svilupparsi dentro la psiche.
Jung lo interpretava come
punto di totalità nascente
nucleo inviolato dell’essere
promessa di integrazione degli opposti.
la Natività dunque commuove anche i non credenti: tocca un archetipo universale e in questo caso esprime La debolezza che contiene la forza.Si tratta di una verità psicologica: che soltanto alcuni sperimentano ogni volta in cui la vita stessa li scopre indifesi ed è
la vulnerabilità ad essere la porta della trasformazione. Nella rappresentazione del Natale , (fino a quando sarà conosciuta )
Il Bambino è fragile, ma attorno a lui convergono:
pastori, maghi (sapienti), animali, angeli.
La psiche riconosce in questo modo che la propria parte fragile è anche la più sacra.
Nel linguaggio junghiano, il Bambino è ciò che nasce “nell’ombra” della psiche (la grotta), illuminato da un punto di coscienza (la stella).
Il Presepe è divenuto , da quando è stato istituito , il teatro simbolico del processo individuativo:.
Le rappresentazioni simboliche sono immediatamente recepibili poiché parlando direttamente al nostro Inconscio come nei sogni .
la grotta diviene il simbolo dell' inconscio,
Maria della funzione ricettiva dell’anima
Giuseppe della funzione protettiva della coscienza
i Magi rappresentano le energie psichiche superiori dell' umanità che desidera essere illuminata , gli animali sono gli istinti integrati, non a caso soltanto in quella notte particolare e non in altre ricevono il dono di parlare agli uomini e questi a loro volta il dono di comprenderli . Tutto lo scenario rappresenta un processo di Totalità preceduto nel suo manifestarsi dalla Stella che rappresenta quella guida interiore che conduce al Bambino , nucleo e centro del Sé.
Si può dunque considerare una mappa dell’integrazione psichica in quanto
ogni Natale, psicologicamente, è un invito a far nascere una parte nuova della propria totalità.
Quando la cultura rimuove l’archetipo, l’individuo perde un rito di rigenerazione.
Ma cos' è in definitiva l' Archetipo ?
Si potrebbe definire in molti modi , il più completo sarebbe definirlo " Una forma che si manifesta " Sì manifesta come un' Epifania nella collettività degli uomini in certi momenti del tempo storico . A questo punto occorre approfondire anche il significato profondo che possiede il termine " Epifania " .Gli antichi Greci assegnarono ad alcune divinità il compito di far nascere l' Universo : Fanes , Cronos , Mnemosine , Ananke . Fanes si occupò di renderlo manifesto e tangibile , Cronos di farlo procedere , Mnemosine di tornare indietro per fissarlo attraverso il linguaggio , la narrazione del Logos .Un mondo senza la sua narrazione non sarebbe stato mondo e il tempo stesso non sarebbe stato tempo . Ananke infine si occupò di renderlo irreversibile nel suo effetto .In questo quadro generale archetipico si sono collocati successivamente tutti i passi e i momenti storici dell' umanità. Epifania deriva dunque, tornando a Fanes , direttamente dalla manifestazione reale e tangibile di un Archetipo universale . L' Epifania del Divino è qualcosa che sconvolge ,( o dovrebbe sconvolgere ) anche se non si può più affermare che sia ancora così . È dunque come se dal mondo tutto il Sacro , costituito da questi elementi , si fosse ritirato dalla conoscenza collettiva ma non dalla coscienza , che rimane relegata nel fondo .
Nella lettura teologico-simbolica: la Natività è un paradosso sacro, poiché
da un punto di vista teologico, questa è uno dei simboli più “scandalosi” e profondi dell’intera tradizione cristiana.
Si manifesta come Epifania visibile il Dio come Bambino ed è un simbolo che rovescia il potere.
Questo Dio che si manifesta non arriva:
onnipotente, trionfante,invulnerabile, ma neonato , , n**o, bisognoso.
Nella storia si è trattato di un capovolgimento di ogni immaginario religioso precedente:
il potere che si manifestava come fragilità.
Oltretutto si trattava di un Dio nascosto nell’ordinario: La sua nascita avveniva in una grotta, ai margini e fuori dalla città,senza testimoni potenti

Si trattò di una rivelazione “rubata” al mondo, come se il sacro amasse le periferie.
Simbolicamente: il divino si manifesta dove non lo cerchiamo.

Nel cristianesimo originario la grotta era la cavità dell’anima,
la mangiatoia , il luogo che noi offrivamo al mistero,
e il Bambino costituiva la luce che chiedeva ospitalità. Dunque
Il Natale unisce due estremi assoluti:
il totalmente umano e il totalmente divino e
questa tensione, teologicamente, non si risolve ma si contempla.
Proprio questa irriducibilità lo rende un simbolo così potente. Posto durante i giorni del Solstizio , antropologicamente, il Natale è uno dei riti più “totemici” della cultura europea.
è anche al contempo un rito di passaggio invernale, poiché
molto prima del cristianesimo, l’inverno era il tempo della paura cosmica: che si manifestava attraverso il buio , il freddo che costituivano il significato stesso della Vulnerabilità
I popoli europei celebravano il solstizio come vittoria simbolica della luce.
Il Cristianesimo collocò la Natività proprio lì , in un geniale innesto simbolico.In questo modo
Il Bambino diventò la luce che cresce nel buio e dal buio nasce . Ed ecco che . Il presepe può essere inteso come un cosmogramma
Il Bambino è il punto che tiene insieme tutto:
un centro comune attorno al quale la comunità si ricompone.
Quando e se quel centro viene rimosso, la comunità perde una forma di “geometria simbolica”.
Non meno importante è la simbolica del dono .
Il Natale cristiano ha trasformato l’atto del dono:
da obbligo sociale → a gesto gratuito
da scambio → a offerta
da potere → a tenerezza
Se togli il Bambino come Simbolo sacro attorno a cui tutto ruota , il dono perde il suo riferimento simbolico alla gratuità e diventa come sappiamo scambio economico, consumo, aspettativa.
È un rovesciamento della logica rituale.
Il Bambino è dunque un simbolo di umanizzazione
La sua presenza costringe le culture a:proteggere , accudire, rallentare, tornare sensibili

Cancellarlo significa indebolire proprio quelle forze che rendono una comunità umana.
La Sintesi delle tre letture dunque può essere :
▸ Jung:(il Bambino è il Sé nascente, la parte divina della psiche che chiede accoglienza.)
▸ Teologia:( l’Incarnazione è il paradosso sacro della potenza che si fa vulnerabile.)
▸ Antropologia:(la Natività è un rito che ricompone la comunità attorno a un centro pieno di senso.)
Come si può vedere , le tre letture sono strettamente collegate tra loro e costituiscono l' unica forma di significato reale che si può dare a questa festività che al contrario diverrebbe soltanto , perdendolo , una baraonda inutile pensata come diversivo dalla noia profonda che coinvolge tutti in questo tempo .

03/12/2025
PITAGORA - IL CODICE DELL’ARMONIA Il Segreto che Rigenera Corpo e Anima  di:  Rino Capitanata Scopri un viaggio unico tr...
03/12/2025

PITAGORA - IL CODICE DELL’ARMONIA
Il Segreto che Rigenera Corpo e Anima di: Rino Capitanata

Scopri un viaggio unico tra musica, filosofia e scienza.
Pitagora ci insegna che dentro ognuno di noi esiste una frequenza originaria: una matrice armonica che guida il corpo, la mente e la coscienza.

Un campo silenzioso e profondo che contiene il progetto della nostra vita, la direzione evolutiva e la capacità innata di guarire. La musica diventa così medicina dell’anima, e ogni vibrazione, numero e suono si intreccia con il nostro equilibrio interiore.

Il libro include 6 tracce audio originali (QR code) con le musiche di Rino Capitanata e la voce di Enzo Decaro che legge pensieri seme di Pitagora, per un’esperienza di lettura multisensoriale e trasformativa.

Perfetto per chi ama la ricerca interiore, il benessere e la conoscenza profonda.
Ritrova la tua Armonia Originale e lasciati guidare in un percorso di equilibrio, consapevolezza e ispirazione.
PITAGORA - IL CODICE DELL’ARMONIA - Il Segreto che Rigenera Corpo e Anima

23/11/2025

FURBIZIA: STUPIDITÀ ESTREMA
«Il furbo pensa di essere il più intelligente di tutti. È quello che non fa la fila, che non rispetta le regole, che non paga le tasse, insomma è il furbo, una malattia tipicamente italica. Ma la furbizia è un difetto dell’intelligenza, che nel furbo risulta distorta, perchè siccome non è l’unico a essere furbo e molti altri sono furbi come lui, il risultato alla fine è il caos.

Il furbo è una persona che manca di empatia, che non ha idea che la cosa più importante della vita è imparare a «non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te», perchè se tutti ragionassero, pensassero e agissero così, noi saremmo in un sistema simile al migliore dei mondi possibili. E invece non siamo nel migliore dei mondi possibili a causa di questa forma di intelligenza deviata, incapace di empatia, incapace di vedere le conseguenze della propria furbizia, che in realtà è furbizia/malizia, e che è una forma di estrema stupidità».

21/11/2025

"Non c'è modo di risolvere niente per noi essere umani. O è lo Spirito a risolverle per noi, oppure non si risolveranno mai..". "Questa la sentenza che Don Juan rivolse a Castaneda quando egli poneva uno dei suoi dilemmi sulla natura dell'uomo e sulla sua stessa incapacità a cambiarla; cioè a cambiare se stesso nonostante, a suo dire, si fosse impegnato al di là di ogni sforzo. Non c'è niente di sibillino nelle parole di Don Juan, l'unica cosa che possiamo fare è accettare la nostra totale inettitudine e al contempo affidarci al potere per divenire più forti e completi, invece che vittime inermi dei nostri demoni e della mente del Voladores. Qui il punto sostanziale di tutta la Via del Guerriero è un altro; è quello di divenire amici dell'Intento, di sviluppare una tale connessione con esso, da essere certi che qualunque sia la situazione estrema nella quale ci troviamo, il nostro potere personale ci aiuterà e ci proteggerà. Se ci troviamo a dover affrontare una serie di situazioni avverse senza vedere un cambiamento imminente può voler dire solo due cose: la prima è che quella situazione ci serve per temprare il nostro spirito e divenire più forti, oppure che abbiamo ancora poco potere personale. In ambedue i casi la risposta è sempre la stessa: dobbiamo impegnarci di più e lavorare più s**o, senza lasciare spazio alle lamentele e alle recriminazioni. Un guerriero agisce, non punta il dito su nessuno, ma agisce".
"Abbi fiducia nel tuo potere personale - mi disse all'orecchio. E' tutto quello che si possiede in questo mondo misterioso".
(Carlos Castaneda - Viaggio a Ixtlan, pag. 191)
®Letizia Boccabella Naturopata Grafologa
Carlos Castaneda e lo sciamanesimo tolteco

20/11/2025

“Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più.”
Hannah Arendt, “Le origini del totalitarismo”

La "clinica" (analisi psicologica) e la sincronicitàUn caso riportato da Jung su esperienze cliniche di sincronicità, ri...
20/11/2025

La "clinica" (analisi psicologica) e la sincronicità

Un caso riportato da Jung su esperienze cliniche di sincronicità, riguarda la moglie di un suo paziente, da lui inviato a un collega cardiologo, che si trovava in uno stato di profonda angoscia mentre aspettava che il marito ritornasse dalla visita.

Quest’ultimo, accolto da malore improvviso, venne trasportato quasi morente a casa. L’angoscia derivava dal fatto che prima del ritorno del marito, sotto la finestra di casa arrivò uno stormo di uccelli. Oltre all’idea che alla donna fossero tornati in mente degli episodi analoghi con oggetto la morte di parenti e che dunque temeva il peggio (complesso dell'inconscio personale), Jung trovò un simbolismo archetipico che accomunava l’immagine di morte e lo stormo.

Nella cultura babilonese il mondo dei morti è pieno di anime vestite di abiti piumati, e nella cultura egizia l’anima viene immaginata in forma di uc***lo; se un episodio del genere fosse stato sognato la nostra lettura psicologica sarebbe stata la medesima. La coincidenza significativa qui potrebbe essere espressa nella psicologia della signora come un’esigenza di esperienza del tema della morte. Nella sua valenza simbolica la morte richiama alla trasformazione radicale, ed è associata, seguendo la simbologia degli uccelli, all’anima che lascia il corpo.

Stando agli elementi descritti un’ipotesi clinica potrebbe far riferimento a una esigenza psicologica di autonomia personale a cui non si è pronti, per cui si sperimenta un senso di solitudine e abbandono, palesata da presentimenti angosciosi della morte del marito o come ha descritto Jung, di situazioni di lutto come esperienze di vita passata.

In questo caso clinico possiamo trovare 4 punti salienti, una configurazione dove vari elementi si sono connessi:

1. i ricordi di lutto passati e il presentimento angoscioso di morte del marito (immagini interne);
2. lo stormo di uccelli (contenuto fisico-materiale);
3. amplificazione simbolica e valenza archetipica degli uccelli (senso archetipico);
4. coincidenza significativa di tutti gli elementi segnalati e ricchezza di senso psicologico rispetto al processo d’individuazione della moglie del paziente di Jung (occasione trasformativa).

Cfr., Nicolò, I fondamenti psicologici della fisica moderna, paragrafo 2.7, p. 141.
Cfr., Jung, 1952, Sincronicità come principio di nessi causali....

Indirizzo

Reggio Di
89134

Telefono

0965359125

Sito Web

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